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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 8:00
La qualità dei file audio si misura in base alla frequenza di campionamento ed alla profondità in bit. Per esempio i file dei CD audio sono 44,1 kHz e 16 bit, mentre un SACD è realizzato a 96 kHz e 24 bit (almeno per la traccia principale, perché esistono alcuni SACD realizzati con un seconda traccia in formato cd, leggibile da lettori standard). Oggi vengono venduti anche dei file che nominalmente presentano delle risoluzioni abnormi, servono? probabilmente no. Bisogna considerare anche da cosa è ricavato il file audio. I vecchi dischi erano incisi ovviamente in analogico, usando un registratore multitraccia, poi il tutto veniva riversato, tramite un mixer, su un nastro a due tracce registrato ad alta velocità, per contenere il degrado del passaggio analogico. Sui primi cd audio compariva spesso la sigla AAD, che indicava l'esecuzione dei primi due passaggi in analogico e, solo per il terzo, cioè il riversamento sul dischetto, in digitale. Il procedimento digitale non è in sé indice di maggiore qualità, ma una maniera di rendere più facile la lavorazione, perché tra un passaggio e l'altro, non c'è degrado della qualità. La mia collezione musicale è composta quasi esclusivamente da tracce 44,1/16, provenienti da CD audio, ma ho anche qualcosa con risoluzione maggiore, in genere 96/24. Queste ultime suonano meglio? Alcune assolutamente no, altre un po'. Bisogna stare molto attenti, perché in giro, qualcuno un po' furbo, offre tracce con risoluzioni inimmaginabili, che sono però frutto di upsampling di tracce standard a 44,1, in questo caso, l'unico a guadagnarci è il portafogli del venditore. Esistono dei software per verificare se le tracce sono native o provengono da upsampling, non so però quanto siano in grado di rilevare il trucco. Sicuramente noterete che c'è una certa analogia alla fotografia. |
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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 8:06
L'alta risoluzione, più che aumentare la banda passante, e quindi la risposta in frequenza, tende a migliorare la dinamica. Di contro, per motivi commerciali, dovuti al fatto che per esempio la musica destinata ai più giovani viene ascoltata spesso con dispositivi a bassa dinamica (cuffiette et similia), molti dischi sono registrati tirando su il volume e comprimendo fortemente la dinamica e risultano inascoltabili su un impianto decente. In tal caso è perfettamente inutile andare su con la risoluzione. E' un problema che spesso affligge le rimasterizzazioni di vecchi CD che vengono di fatto peggiorati. |
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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 8:18
Tornando alle definizioni dei file audio, un formato lossless è un formato che comprime i dati senza perdere la qualità originaria. In campo audio il FLAC (ma esistono anche altri formati come APE) è lossless. Significa che parte dal formato non compresso (WAV) e ne riduce l'occupazione di circa il 50% senza abbassarne la qualità. Se decomprimiamo il FLAC otteniamo esattamente il WAV di partenza, bit per bit. E' come quando comprimevamo i file con PKZIP per ficcarli su un floppy. Viceversa l'MP3 è un formato di compressione con perdita di qualità (viene definito lossy) e se proviamo a fare la stessa operazione, otteniamo un file identico come occupazione di spazio al WAV originario, ma non con la stessa qualità, che si è irrimediabilmente perduta nei passaggi. Tornando alla fotografia potremmo pensare ad un JPG. Il termine HI-RES come altri usati commercialmente, definisce una qualità superiore rispetto alla risoluzione standard, ma è generico, perché non esiste una risoluzione standard, se non quella del CD audio 44,1/16, che è il formato finora più usato. |
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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 12:55
Grazie, tutto chiaro. Mi ritorna però spontanea una domanda: a che serve un dac da millemila bit/hertz se poi in pratica il grosso della musica liquida disponibile è di qualità cd? I dac economici - quelli da 20-30euro - partono da 24/192, figuriamoci quelli più costosi |
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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 13:04
La qualità di un DAC non è definita solo dalla massima frequenza di campionamento/massima risoluzione (bit). C'è molto, molto altro, a partire dalla sezione di alimentazione, passando per il jitter, per arrivare allo stadio analogico di uscita. “ 24/192, figuriamoci quelli più costosi „ DSD a parte, si arriva a 384/32. |
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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 14:05
L'audio è sempre quello non è che ci possano essere chissà quali miglioramenti, il mio Denon di fine anni 90 già aveva ADC a 20 bit e DAC 96/24 separati per ogni canale, internamente il DSP lavorava a 32 bit. La qualità del trattamento del segnale e della parte analogica non si vedono dalle specifiche, ma dal prezzo (sperabilmente ) |
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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 14:36
L'elettronica permette di arrivare a frequenze di campionamento molto elevate a prescindere dalla qualità di riproduzione. In campo digitale è abbastanza facile realizzare un chip con dati di targa molto appetibili, è anche una questione di marketing. Il mio vecchio convertitore, che usavo prima del topping, è una scheda esterna usb della Edirol, allora molto usata in campo pro. Ebbene, arrivava a 96 kHz e 24 bit, e per farti capire quanto fosse vecchia, usava una connessione usb 1. Naturalmente la frequenza di campionamento non dice tutto, anzi, per essere sinceri, dice quasi nulla. Il suono è influenzato da diversi aspetti, considera che alla fine del processo deve essere effettuata una conversione del segnale da digitale ad analogico e qui si gioca molto sulla qualità del risultato. Bisogna poi aggiungere gli effetti negativi dell'alimentazione sulla qualità del segnale. Il Topping E30 con i suoi 150 €, è un buon dac di fascia medio economica, ma ci sono in giro apparecchi da molte migliaia di €. Suonano meglio? forse sì. Ne vale la pena? E qui il discorso si fa spinoso e soggettivo. |
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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 14:45
Ma c'è un problema ancora più spinoso, che riguarda la musica riprodotta con il computer. Il percorso che fa il segnale all'interno del PC e come il SO lo tratta (o lo maltratta). Tutti i SO, quindi Windows, Mac e Linux, per praticità uniformano i segnali audio in entrata, ad una unica frequenza, tipicamente 44,1 kHz. Quando arriva qualcosa di diverso, questo viene riportato a quella frequenza e quindi "upsamplato o downsamplato" a seconda dei casi, prima di essere inviato al dac esterno. Per anni ho usato il convertitore Edirol ignaro di ciò, perché non aveva display. Quando ho preso l'E30, mi sono accorto che, usando un player standard, il display restava sempre su 44,1. Usando altri sistemi, qui la discussione si farebbe più tecnica e ne parlerò solo se qualcuno fosse interessato, le tracce con risoluzione differente arrivavano al Topping senza essere alterate. Ho scoperto anche che le tracce native CD audio suonavano in maniera migliore, segno che il SO, in condizioni normali, ricampionava comunque 44,1 su 44,1, facendo danni. |
user28666
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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 14:46
Presa da una pagina internet a caso: A differenza dei video ad alta definizione, non esiste un unico standard universale quando si parla di audio ad alta risoluzione (o hi-res). Tuttavia, nei termini molto semplici, l'audio ad alta risoluzione tende a fare riferimento a file audio che hanno una frequenza di campionamento e/o una profondità di bit superiore a quella del CD (16-bit/44,1kHz). Ad esempio, i file ad alta risoluzione si presentano sotto forma di 16-bit/96kHz o 24-bit/192kHz. Tornando alla richiesta di Monroe, “ scopro che i files sono a 44.1 kHz, non so i bit, ma Footbar mi dà quest'altra info 918 kbps” . Cosa significa? 44.1 sono i numeri di campioni suonati in un secondo di audio. Scelsero questa frequenza di campionamento perché si disse che era sufficiente raddoppiare la massima frequenza che si voleva riprodurre (20Khz circa, quello che l'orecchio umano può sentire). Perciò per assicurarsi che il CD potesse riprodurre tutto lo spettro udibile, si scelse 44.1 Khz come frequenza di campionamento. Come nei RAW fotografici, un numero maggiore di bit offrono maggiore gamma dinamica. Gli audio CD sono a 16bit, mentre i DVD a 24bit e possono avere un campionamento anche 96Khz ed anche 192Khz. Poi ci sono i bit per secondo (918 kbps), cioè il bitrate che indica il numero medio di bit che un secondo di segnale audio occupa nel file compresso. gli MP3 arrivano a 320kbps (kilobit al secondo) ed hanno una compressione con perdita (per brevità, i FLAC sono senza perdita, cioè ritrasformati in WAV riottieni la qualità CD di partenza), quindi il FLAC di Monroe a 918 kbps e 44.1 Khz dovrebbero essere indistinguibili da un CD. Poi c'è chi riesce a distinguere nell'ascolto anche tracce a 44.1 e 48khz. |
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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 15:23
Riportando quello che ho studiato su diversi testi: Ci sono diversi formati di riproduzione digitale audio, sicuramente la situazione è più semplice del video dove ci sono una marea di codec, che spesso si "nascondono" sotto la sigla AVI, che di fatto è un contenitore, però comunque, nel caso dei formati compressi, un po' di confusione può insorgere. I segnali digitali sono definiti PCM, che significa modulazione ad impulsi codificati. Il formato del Cd audio fu codificato pensando è ficcare dentro ad un dischetto digitale 74 minuti di musica che corrispondevano alla 9 sinfonia di Beethoven. Allora si tennero abbastanza stretti, perché le possibilità di lettura dei sistemi digitali non erano eccelse. Uscito nel 1980 è oggi discretamente obsoleto. I bit per secondo che indicano alcuni player, sono valori medi indicativi, diciamo della complessità del brano, e valgono per i formati compressi, come il FLAC, ma indicano ben poco. Un file FLAC ricavato da un cd audio, E' INDISTINGUIBILE da questo, perché, potenzialmente ha lo stesso contenuto, se è stato estratto correttamente dal cd. Anzi, possiamo dire che spesso è meglio. Mi spiego: il Red Book, che è il protocollo del cd audio, prevede la lettura al volo dei dati da parte del laser, in quanto quando fu elaborato era impossibile realizzare economicamente un buffer che mantenesse il flusso dati in caso di errore di lettura. Tutti i lettori cd audio, anche i più sofisticati, leggono al volo i dati e, in caso di errore, correggono se possibile sfruttando la ridondanza del protocollo, altrimenti, "interpretando". In casi limite, specie se subentrano vibrazioni, la lettura del laser può essere negativamente influenzata da fattori esterni che alterano il suono. Viceversa, l'estrazione tramite lettore cd del computer, se fatta con software che garantiscono la sicurezza della trascrizione, come EAC o alcuni software Linux che usano cdparanoia (il nome è già un programma), garantiscono al 100% l'esatta trascrizione del contenuto del dischetto. Gli MP3, e gli altri formati lossy, causano un degrado del segnale originale che dipende dal codec usato e soprattutto dalla frequenza. A frequenza più elevata corrisponde minore degrado ma più spazio occupato. |
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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 15:35
“ Tutti i SO, quindi Windows, Mac e Linux, per praticità uniformano i segnali audio in entrata, ad una unica frequenza, tipicamente 44,1 kHz. „ @Fileo: I tuoi interventi sono sempre molto pertinenti e interessanti, ma qui ti devo correggere: si può riprodurre un file audio in maniera bit-perfect, senza upspampling, né downsampling anche col computer; è quello che fanno i vari Volumio e soci. Con Linux è sufficiente, anche, per esempio, usare mpd, come riproduttore, impostato in modalità bit-perfect. Funziona sia con l'uscita USB, che ottica (se il computer usato la prevede). PS: confermo che cdparanoia è ottimo, anche in caso di dischi rovinati, impostando la "paranoia" al massimo. Io estrraggo le tracce audio dai miei CD usando CD paranoia a una velocità di 4x. Ho fatto delle prove, estraendo più volte la stessa traccia, e poi confrontando fra loro i file ottenuti, e li ho sempre trovati identici, segno che l'estrazione è avvenuta senza errori. |
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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 16:23
@Hariseldon Nessuna correzione, semplicemente avevo scritto che non volevo complicare il discorso da un punto di vista tecnico, comunque se interessa ne posso parlare. Normalmente Linux gestisce l'audio attraverso Pulseaudio, almeno in SO diffusi come Debian e Ubuntu. Pulseaudio gestisce una frequenza (in realtà ne può gestire anche un'altra secondaria) che di default è 44,1, ma è possibile variarla modificando l'apposito file di configurazione. E' possibile bypassare Pulseaudio, inviando direttamente il segnale al DAC tramite ALSA (Advanced Linux Sound Architecture) essenzialmente in due maniere: 1) utilizzare MPD, che è un demone che gestisce l'audio, attraverso uno dei tanti client grafici disponibili (come GMPC). E' un metodo sicuro, veloce, un po' grezzo graficamente e forse poco amichevole per chi non è abituato a smanettare. 2) utilizzare un player audio che permette di inviare il flusso dati direttamente al DAC via ALSA. Per anni ho usato il player Clementine, poi inspiegabilmente, questa funzione è stata eliminata e così ho ... cambiato frutto. Ora uso Strawberry, di fatto uguale a Clementine ma che mi permette questa opzione. E' possibile anche utilizzare release Linux audiofile, ma siccome il computer lo uso anche per altro, preferisco usare una versione Linux generalista. |
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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 16:57
@Fileo A proposito di MPD, io mi sono fatto una mia installazione minimalista, basata su Archlinux, con MPD, senza interfaccia grafica (senza X), ma con un server web minimalista dedicato (si tratta di myMPD), e la faccio girare su un Intel NUC base. L'ho installata su una scheda SD, ma funziona anche da pennetta USB. Il sistema è gestibile da un qualunque browser, da un dispositivo presente nella stessa LAN, proprio tramite il server web e myMPD. Non conosco né Clementine, né Strawberry: li vado a vedere, perché mi incuriosiscono. |
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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 18:08
“ Quando ho preso l'E30, mi sono accorto che, usando un player standard, il display restava sempre su 44,1. Usando altri sistemi, qui la discussione si farebbe più tecnica e ne parlerò solo se qualcuno fosse interessato, le tracce con risoluzione differente arrivavano al Topping senza essere alterate. „ Per "player" intendi il software che riproduce la musica (VLC, Foobar, ecc)? |
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inviato il 29 Dicembre 2021 ore 18:20
Dal momento che vi vedo ferratissimi anche su Linux ne approfitterei per chiedervi quale versione dovrei installare su un vecchio laptop. Nello specifico si tratta di un Asus Eeepc 1011px, e lo utilizzerei quasi esclusivamente come lettore di musica. Ho scaricato Easypeasy ma non l'ho ancora installato. |
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