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L'allergia dei fotografi alla parola arte


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user1856
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inviato il 23 Ottobre 2021 ore 14:52    

Sei conscio di cosa ti accadrebbe se aprissi un post dicendo "sono un artista in cerca di una soluzione a tal problema..."? ;-)


Qui mi immagino il flame, si... MrGreen

user14408
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inviato il 23 Ottobre 2021 ore 15:30    

Paolo D'Angelo, Introduzione all'estetica analitica , Laterza 2014.



allo stesso modo io suggerirei quasi tutta la produzione di D'angelo ma in particolare su questo sito di "naturalisti/paesaggisti/viaggiatori ecc"

i sui scritti sul Paesaggio!
questo è agile, discorsivo, lo consiglio sempre: Filosofia del Paesaggio.


... aiuta a comprendere, ed è già cosa buona, cosa NON è paesaggio prima ancora di dire cosa è ;-)

magari a qualcuno che è convinto ancora che paesaggio siano le distese desertiche o coste spumeggianti al tramonto...aiuterebbe a guardare con occhio diverso le cose del mondo sparse l fuori.



E' quasi come dire "Non ci sono più le mezze stagioni" o "I neri hanno il ritmo nel sangue".


ah, acc perchè non così?Triste

:-)








avatarsupporter
inviato il 23 Ottobre 2021 ore 16:13    

Su Roberto, discutere è bene e forse puoi anche imparare qualcosa. Non c'è bisogno di agitarsi.


Scusa, ma chi è che si agita?

Per quanto mi riguarda io, che già sono di natura piuttosto flemmatica, oggi sono ancora più serafico del solito (come in genere mi capita nel fine settimana).

Ho la sensazione che il senso dell'umorismo non sia il tuo forte, ma potrei sbagliarmi e, se anche così fosse, non ci sarebbe nulla di male.

Mi sarebbe piaciuto sapere se il cugino è una persona reale o una figura mitologica; ma se non vuoi rivelarlo non insisto. Il rispetto per la privacy altrui per me è un principio sacro e inviolabile.

Ho la anche la sensazione che con "puoi imparare qualcosa" intendi un apprendimento unidirezionale da Maestro (Tu) a discepolo (io); perché il tono perentorio del tuo post delle 1:25 mi suggerisce l'idea di un Detentore della Verità, riguardo a ciò che è Arte e non-arte, che si rivolge a dei poveretti che brancolano nel buio. Però anche su questo potrei sbagliarmi...

Nell'apertura leggo "Secondo me" e qui devo prendere atto di questo incipit che NON è da guru che si rivolge ai discepoli. Ma proseguiamo: "la parola 'arte' intimorisce perché legata a l'aggiotaggio sistematico che ha avuto luogo dal 1945 in poi; molti lo ignorano (era un programma dell'OSS per dare prestigio alla potenza dominante visto che non avevano un genio come Picasso, né cultura sufficiente a produrne uno) ma lo percepiscono a livello inconscio e si sentono spaesati."

Ho la sensazione che alludi al supporto che la rivista Life di Henry Luce, marito di Claire Booth Luce (già ambasciatrice USA a Roma), diede a Jackson Pollock e agli altri "irascibili". Quando si tratta di ciò si finisce per far menzione di un certo establishment politico, economico, culturale e mediatico di cui facevano parte i coniugi Luce, e anche Peggy Guggenheim (la principale mecenate di Pollock) e suo zio Salomon Guggenheim (cui si deve il museo omonimo a New York, quello progettato da F.L. Wright). Establishment che avrebbe avuto anche connessioni con l' intelligence: E qui si fanno i nomi dei fratelli Dulles, James Jesus Angleton e Wild Bill Donovan; figure chiave per l'OSS prima e la CIA poi. Claire Luce, in quanto ambasciatrice in un paese chiave nel confronto con il blocco sovietico, ovviamente non poteva che rapportarsi con loro.

Dubito che questa supposta operazione fosse per contrapporsi a Picasso. D'accordo che era simpatizzante (non so se avesse la tessera) del PCF; e poi si recava a Praga ai raduni dei "Partigiani della Pace", penso organizzati dal Cominform; e per loro aveva disegnato il celebre simbolo della colomba.
Però mi pare che, se consideri la totalità della suo lavoro, non è che le opere propagandistiche occupino un ruolo preponderante.
Partendo dal dopoguerra (quindi escludendo Guernica), mi viene in mente questo
uozzart.com/2021/05/09/massacro-in-corea-pablo-picasso-1951/
chiaramente ispirato da quest'altro
es.wikipedia.org/wiki/El_3_de_mayo_en_Madrid
poi c'era la già citata "colomba della pace" e forse qualcos'altro che ignoro; non sono certo un grande esperto dell'opera di Picasso.

Però l'arte del "realismo socialista", promossa dal buon Andrej Aleksandrovič Ždanov, era ben altra cosa.

Mi sembra che il fine dell'operazione di Life fosse, con Pollock e gli "irascibili", sottolineare l'apertura americana all'avanguardia e alle nuove idee, contrapponenedola alla stantia concezione zdanoviana dell'arte promossa dall'URSS.
Se vogliamo considerarla un'operazione propagandistica nel contesto della guerra fredda, direi che ci può stare.

En passant mi pare che Picasso avesse liquidato come "scarabocchi" le opere di Pollock...

Temo però che le teorie del "gomblotto", per quanto spesso fondate, presentino il pericolo di ampliare arbitrariamente il settore di realtà sottoposto ai "gomblotti" in questione.

Mi sembra una forzatura considerare Pollock e gli altri “irascibili” creati dal nulla e manovrati come burattini dall'OSS prima e dalla CIA poi.
E dubito anche del fatto che, al giorno d'oggi, chi si occupa di arte sia ancora così pesantemente condizionato da "l'aggiotaggio sistematico che ha avuto luogo dal 1945 in poi" percepito a livello inconscio.

Riguardo a Lucio Fontana, ho la sensazione che spesso si abbia di lui un'immagine riduttiva e caricaturale. Si finisce per far menzione unicamente ai tagli sulle tele che rappresentano solo una parte dei suoi “concetti spaziali” che, a loro volta, rappresentano solo una parte della sua opera complessiva.
Ora non dirò se i tagli o, in generale, i “concetti spaziali” mi piacciono o meno; perché penso che, trattando certi temi, sia bene distinguere tra il giudizio di gusto (in cui entrano in ballo le idiosincrasie personali), e la valutazione dell'influenza che certi artisti e certe opere hanno avuto nel mondo dell'arte.

avatarsenior
inviato il 23 Ottobre 2021 ore 17:13    

Che Fontana con i suo tagli su tela abbia giustamente dato un titolo di concetto spaziale, caratterizza la grandezza dell'idea e dell'artista. Considerare pero' il quadro materiale come opera d'arte, è completamente sbagliato. E' solo una tela tagliata e il suo valore è zero. L'idea invece è importante ed è dominio di ognuno di noi.

La stessa cosa dicasi della banana attaccata con lo scotch. Non ha nessun valore se non il concetto.

Se un po' di persone decide di accaparrarsi a suon di soldi l'oggetto privo di valore, fatti loro che credono di avere un Tiziano o un Tintoretto. C'è una bella differenza, infatti. Qui ci sono anche oggetti eccezionali e non solo dei tagli e una banana.

Se poi alcuni riescono a produrre oggi quadri nuovi con lo stile dei pittori famosi del passato ad esempio, ma da farli escludere di appartenere alla loro scuola, e allo stesso tempo apparire originali di quel periodo, beh per me non sono falsi ma fatti da artisti che valgono come i loro predecessori del passato.

user225138
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inviato il 23 Ottobre 2021 ore 17:29    

fu proprio l'ex direttore del Moma a "rompere il ghiaccio" su una forma di linguaggio (la fotografia) che altri colleghi critici non avevano ancora "metabolizzato"...

Al riguardo trovo illuminante l'introduzione al suo Looking at Photographs del 1973, nel quale peraltro rivendica il fatto che il dipartimento di fotografia del MoMA sia stato creato nel 1940, ventidue anni prima che lui ne diventasse responsabile.

"For an art museum, even today, to make a serious commitment to the art of photography (il grassetto è mio) requires some immagination, and the willingness to accept some intellectual risks."

Se un fotografo è stato esposto o ha venduto una stampa a questo punto può essere definito artista?

Provo a dirlo in modo più formale: essere esposta in un museo è condizione sufficiente a conferire ad un'opera il carattere di arte? Più esplicitamente: l'intento dell'autore (cioè la sua personale intenzione di produrre arte attraverso quell'opera) è una condizione necessaria , in assenza della quale non possiamo legittimamente considerare la sua opera arte?

Per fare un esempio, se Helmut Newton (come ci ha edotti Lastprince) non si considera un artista, e ciononostante una sua foto viene esposta in una mostra al MoMA (cosa effettivamente accaduta nel 2005), quale conclusione dobbiamo trarne?

Al fine di classificare, spesso inutilmente, cosa è arte e cosa no, bisogna ricorrere anche al sentire comune oltre che alle definizioni di chi opera nel settore.

Qualche tempo fa, discutendo con una persona che si occupa professionalmente della gestione del patrimonio artistico italiano, mi è stato fatto notare che una definizione dell'arte è necessaria anche solo a fini pratici. Molte istituzioni museali, pubbliche e private, ne hanno bisogno per indirizzare i propri acquisti. Inoltre, i fondi pubblici (in Italia come all'estero) dedicati al supporto delle attività artistiche devono poter individuare il proprio campo di applicazione.

Riguardo al ricorso al "sentire comune", non credo sia né necessario né opportuno. Come in molti altri campi specialistici, cultura ed esperienza media non sono sufficienti a comprendere i fondamenti di una disciplina, o di un corpo di conoscenze.

Direi piuttosto che - ma questa è una mia personalissima opinione - ciò che è arte viene individuato in un ambito di esperti (a questi fini non m'interessa come , che è invece il nocciolo di diatribe pluridecennali) ma che poi sia soggetto ad una progressiva validazione da parte di una collettività più ampia. Per me l'artworld è una sorta di "avanguardia culturale", che svolge in modo proprio la sua funzione solo se ciò che propone viene nel tempo accettato da parte del pubblico , dove con questo termine indico quella parte della popolazione interessata all'argomento e che ha una sufficiente frequentazione dell'arte, ovviamente in veste di fruitore.

Per dirla in modo più diretto: se i critici sostengono che una banana attaccata con il duct tape al muro sia arte, e questo fatto viene accettato da chi, in un viaggio a Parigi, considera imprescindibili le visite al Louvre, al D'Orsay e al Centre Pompidou, allora quella è davvero arte. La probabile opinione opposta di chi invece predilige Disneyland e la cena sul Bateau Mouche ("ma che cag@ta, potevo farlo anche io") è invece a mio avviso del tutto irrilevante.





Edit: Grazie Roberto, mica avevo capito "l'aggiotaggio sistematico che ha avuto luogo dal 1945 in poi" MrGreenMrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 23 Ottobre 2021 ore 17:51    

Per dirla in modo più diretto: se i critici sostengono che una banana attaccata con il duct tape al muro sia arte, e questo fatto viene accettato da chi, in un viaggio a Parigi, considera imprescindibili le visite al Louvre, al D'Orsay e al Centre Pompidou, allora quella è davvero arte.


Penso che il 99,99% delle persone che considera imprescindibili le visite al Louvre, al D'Orsay e al Centre Pompidou, consideri la banana attaccata con il duct tape al muro, una tavanata galattica e che l'autore abbia voluto prendere in giro i critici, evitando di essere volgare come manzoni con la sua merda d'artista

user1856
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inviato il 23 Ottobre 2021 ore 18:04    

Come in molti altri campi specialistici, cultura ed esperienza media non sono sufficienti a comprendere i fondamenti di una disciplina, o di un corpo di conoscenze.


Certamente vero.
Vedasi ad esempio le discussioni sui lavori postprodotti che vengono non considerati "vera" fotografia.
Di base rimane però un discorso per addetti ai lavori se poi la massa continua imperterrita a fregarsene di quanto enunciato dagli esperti...

Ovvero: interessa il target ma se il grosso continua ahimè a vedere una tavanata galattica un cane in metallo che sembra un palloncino o una banana con lo scotch o a credere i tagli, dei semplici tagli, fin quando ciò accade, la nicchia rimane sempre nicchia purtroppo...
Per quello ho scritto "anche"...

user225138
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inviato il 23 Ottobre 2021 ore 18:28    

@Cos78
La nicchia rimarrà sempre nicchia, ed è giusto così. La conoscenza si acquisisce a caro prezzo, è normale che ci sia chi non intenda pagarlo. Pagherà altrimenti la sua pigrizia.

user14408
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inviato il 23 Ottobre 2021 ore 18:46    

La conoscenza si acquisisce a caro prezzo


beh vabbè mo non esageriamo eh "caro". ha un prezzo certamente, continuità, curiosità e un minimo di passione sono imprescindibili ma non è cosa impossibile.
nulla a che fare "“volli, sempre volli, fortissimamente volli” :-)






( altro sarebbe l'insensata, inutile, smania di raggiungere la "verità" :-) )

avatarsenior
inviato il 23 Ottobre 2021 ore 19:06    

... e poi venne la Beffa di Livorno ... MrGreen

user225138
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inviato il 23 Ottobre 2021 ore 20:41    

ha un prezzo certamente, continuità, curiosità e un minimo di passione sono imprescindibili ma non è cosa impossibile

Io sono d'accordo con te, ma so che per la maggior parte della gggente là fuori si tratta di un prezzo decisamente caro.

avatarsenior
inviato il 24 Ottobre 2021 ore 0:30    

I fondi riservati dell'OSS hanno dato frutti miliardari e continuano a produrre merdaviglie. C'è il MoMA e anche il compagno MET, dove la produzione di cultura (LOL) continua per i pochi eletti che la sanno apprezzare. Festicciole come queste (https://www.barstoolsports.com/blog/1309293/grading-the-men-who-dressed-as-women-at-last-nights-met-gala , www.cracked.com/article_31273_we-reviewed-the-2021-met-galas-weirdest- possono volgarizzare il concetto stesso di arte per un paio di generazioni. Gli splendidi quadri che ho in casa (quasi tutti astratti e moderni) si torcono dal dolore...

user1856
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inviato il 24 Ottobre 2021 ore 9:25    

Splendidi perché per te esteticamente belli o perché anche universalmente buoni?



user225138
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inviato il 24 Ottobre 2021 ore 10:41    

Da Wikipedia:
The Met Gala, formally called the Costume Institute Gala or the Costume Institute Benefit and also known as the Met Ball, is an annual fundraising gala for the benefit of the Metropolitan Museum of Art's Costume Institute in New York City.

Fundraising. Cioè raccolta fondi. Si tratta di una cena di beneficienza, per raccogliere fondi destinati a finanziare il Costume Institute (oggi dedicato ad Anna Wintour, la direttrice di Vogue che ha inspirato - tra l'altro - Il diavolo veste Prada ) e fondato nel 1902.
Non è un evento culturale, it's all about the money.

avatarsenior
inviato il 24 Ottobre 2021 ore 11:07    

Ah non so! Sicuramente soddisfano dei canoni di bellezza che risuonano col mio gusto; li possiamo osservare a diversi livelli di "immersione" e riescono a comunicarci sensazioni ancora dopo anni. Chi li ha dipinti - incollati - costruiti è riuscito a fissarvi dentro qualche sensazione o sentimento che noi ritroviamo, impossibile poi dire se ritroviamo le stesse cose che lui ha voluto metterci oppure dell'altro.
Non potrei davvero dirti se sono universalmente buoni, bisognerebbe definire "universalmente buono" e non siamo nelle scienze esatte. Ci dobbiamo rifare dunque ai critici e agli esperti, delegando così il giudizio a persone che non conosciamo, non possono avere la nostra stessa sensibilità, e magari ragionano come mercanti, vuoi di arte vuoi di opinioni. La maggior parte dei miei quadri sono stati fatti da un tipo che ha lavorato con Beuss e l'arte l'ha studiata e praticata per una vita. La madonnina del mio lontano cugino, dilettante totale, è stata fatta con quattro macchie uniformi su un rettangolo di legno più piccolo di A4; riesce a riempire una stanza con la sua gentile ma potente espressività.
I taglietti posso guardarli per svariati minuti e non mi trasmettono nulla, preferisco le branchie di uno squalo o lo sfiatatoio di una caldaia. Capisco l'idea ma non sarebbero famosi se qualcuno non avesse pensato di definirli arte. Probabilmente Fontana non è stato neanche il primo a farli ma il suo mecenate - mercante è stato il primo a dire che quella è arte. Chi lo sa? Ora io non dubito che possano parlare con la tua anima, ma sarei curioso di sapere come. Immagino che ti suggestionino le idee dietro le opere ma non le opere in sé. È così?

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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