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Leica M11 in arrivo ;/)


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avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2021 ore 14:52    

Anni fa anche a me entrarono i ladri in casa ... sul mobile del salotto c'erano tre orologi e una Canon digitale...
Gli orologi erano : due sovietici (il mio mitico Big Zero e un Poljot da donna di mia moglie) e un Casio con altimetro etc etc ... (un coso da 350€ circa)...

Bene ... mi rubarono i due sovietici e lasciarono il Casio e la Canon ... Enzo C. e Lorenzo 1910 possono testimoniare se racconto storie. Probabilmente erano ubriachi ... (o previdenti?)MrGreen

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2021 ore 15:17    

Enzo C. e Lorenzo 1910 possono testimoniare se racconto storie. Probabilmente erano ubriachi ... (o previdenti?)


Ubriachi... Lorenzo ed io, o i ladri?

avatarjunior
inviato il 09 Novembre 2021 ore 15:24    

Io invece lascio tutte le notti una FED 5 sul tavolo, in sala. Dovessero mai entrare dei ladri, vedendo il fecciame, non si prendono il disturbo di rovistare, con il rischio di trovare le Zenit, e magari mi lasciano anche 10 euro per compassione...

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2021 ore 15:42    

Fossero più aggressivi, i ladri intendo, basta roteare una Kiev-88 a mo' di mazzafrusto, per veder fuggire atterriti i malintenzionati.

Inoltre, se il protagonista de " The Revenant - il Redivivo " avesse avuto una Kiev-60 allorché incontrò il Grizzly, lo avrebbe seccato al primo colpo, ben assestato con la medioformatona ucraina...

Ed ora che gli orsi abbondano nei boschi del mio Trentino, avere con sè il Pentacon 500/5,6 potrebbe essere determinante, per aver salva la vita!

avatarsupporter
inviato il 09 Novembre 2021 ore 17:09    

se i ladri fanno razzia a casa mia mi fanno un favore, così ricomincio da capo MrGreen


avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2021 ore 23:20    

Io ho una Fed 5 che e' una delle mie migliori fotocamere a telemetro (russe - di Leica ho un corredo Leicaflex e certo non posso permettermi, ma vorrei, le loro ottime M). I Russi hanno sempre avuto una scala di valori piuttosto differente da quella occidentale e la totale indifferenza nei confronti del buon funzionamento, fuori dalla scatola, dei loro manufatti aveva anche molto da spartire con la diffusa presenza di abili meccanici, si puo' dire in ogni condominio o quasi. Idem dicasi per le loro automobili , proverbiali per la loro robustezza quanto per la loro comica inaffidabilita' causa copechi risparmiati in particolari spesso triviali. Inoltre molta della loro industria aveva come primario obiettivo il superamento delle quote di produzione (oltre le quali scattavano vitali benefit per dirigenti e maestranze, che oltre cortina erano spesso la differenza tra la mera sussistenza e un relativo benessere). Di qui le carrettate di fotocamere di scarto portate direttamente dalla fabbrica all'immondezzaio, fabbricate spesso con parti mancanti solo per poter imprimere i necessari numeri di matricola nella quantita' imposta dalla quota. Il modello che soffri' di piu' era proprio la bellissima Kiev, una fotocamera che anche la Zeiss aveva spesso i suoi problemi a tentare di far funzionare, figuriamoci quando le scorte di parti Zeiss finirono e ci si dovette acconciare con la fornitura sovietica. Comunque la Fed V puo' dare enormi soddisfazioni se si azzecca MrGreen l'esemplare, queste fotocamere sono praticamente sempre riparabili da un decente riparatore, se non le distrugge il proprietario sbagliando manovra per caricare la pellicola o settando i tempi senza riarmare l'otturatore prima. Alcuni sottotipi tra le Fed prebelliche credo siano valutati piu' delle Leica omologhe con le quali mantengono una sostanziale intercambiabilita' di quasi ogni parte, senza minimamente raggiungere la quasi perfezione delle originali tedesche (ricordiamoci che le Fed erano allora fabbricate quasi a mano in un orfanotrofio del NKVD ed i primi esemplari sono rari). Queste fotocamere di pregio, perlopiu' esportate (in numeri giganteschi) o vendute ai pingui membri del partito, come le Zorki e le Zenit, erano chimere per gli squattrinati fotoamatori russi che dovevano accontentarsi delle Smena e delle Lubitel.

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2021 ore 23:50    

@Duna ... una discreta sintesi. E come spesso capita alle sintesi in alcuni casi è un po' traballante o non proprio corretta. Nell'insieme molte cose sono condivisibili, altre storicamente dimostratesi inesatte (e che purtroppo alimentano l'idea generalizzata troppo negativa sulle soviet). Ci vorrebbe una bella discussione ma in questo post sarebbe tremendamente OT. grazie Duna e buone foto con la tua Fed V !

avatarjunior
inviato il 10 Novembre 2021 ore 8:02    

Scusate se proseguo nell'OT ma a me la faccenda del cambio dei tempi senza aver armato l'otturatore, mi risulta per le Kiev 88 non certo per la FED 5 che posseggo e non presenta questo bug.
Sei sicuro che la tua abbia questo problema?

avatarsenior
inviato il 10 Novembre 2021 ore 8:23    

ot> @ Giulia 88 ... nella Fed 5 (B-C) i tempi possono essere cambiati sia ad otturatore carico o scarico. Ci sono altri modelli che hanno questa caratteristica (Zorki 6 ad esempio... ) è una questione tecnica che si potrebbe anche spiegare. Attenzione però ...
mi risulta per le Kiev 88
assolutamente non solo le Kiev 88 !!!!
Anche le vecchie Kiev (II - III etc) Zorki e pure le vecchie Fed necessitano del cambio dei tempi ad otturatore carico... esattamente come le vecchie Leica.

avatarjunior
inviato il 10 Novembre 2021 ore 8:43    

Ok Schyter, ma comunque non la Fed 5 ;-)

avatarsenior
inviato il 10 Novembre 2021 ore 8:59    

Io ormai ho preso l'abitudine di farlo (cambiare i tempi a otturatore carico) con la IIIf, che come tutte le leica a vite ha questa particolarità...adesso lo faccio con ogni macchina...MrGreen

avatarsenior
inviato il 10 Novembre 2021 ore 9:04    

@Giulia 88 si certo... l'ho scritto sopra.

@Gibus ... idem Sorriso

avatarsenior
inviato il 10 Novembre 2021 ore 12:59    

Con la M10 potete cambiare i tempi in qualsiasi momento, anche mente ti pigli un caffè

avatarsenior
inviato il 10 Novembre 2021 ore 16:05    

Rifacendomi all'interessante contributo di Duna, vorrei però spezzare una lancia in favore della fotocamera sovietica "Kiev" a telemetro.

Devo sottolinerare che è ingiusto, a mio parere, l'assunto riferito qui alla Contax-II/III immagino:
una fotocamera che anche la Zeiss aveva spesso i suoi problemi a tentare di far funzionare


Se si eccettua la prima serie della Contax-I, la quale effettivamente soffriva di complicazioni progettuali che ne minavano l'affidabilità, la Contax-II e poi la Contax-III (con esposimetro al selenio), furono meccanicamente ineccepibili ed affidabili.

Tornando alla Kiev, purtroppo si fa parecchia confusione, come nel caso di
quando le scorte di parti Zeiss finirono e ci si dovette acconciare con la fornitura sovietica


Quasi che le Kiev fino ad un certo punto, fossero state costruite con materiale Zeiss rimasto dal 1945 e, da un certo punto in poi, fabbricate con lima e martello... No, la realtà è ben diversa e cercherò di sintetizzarla.

1) nel corso del II conflitto mondiale, Dresda subì vari bombardamenti, soprattutto localizzati nelle aree industriali esterne alla città, perché gli alleati comunque, non volevano danneggiare il centro storico. Gli stabilimenti Zeiss in quella città (dove era prodotta la Contax), subirono danni limitati.

2) il grande bombardamento di Dresda del 1945, oltre ad incenerire praticamente tutto il centro della città, danneggiò gravemente gli stabilimenti Zeiss, ma le maestranze riuscirono comunque a rimettere in funzione le linee di montaggio, nonostante anche le varie perdite umane tra il personale tecnico.

3) gli angloamericani occuparono Jena e Dresda, trovando gli impianti Zeiss sostanzialmente in condizione di operare, pur a ritmo ridotto. Per acquistare dagli Alleati generi di prima necessità, furono prodotte delle Contax con numeri di matricola di fantasia o addirittura prive delle stesso (controlli qualitativi sommari, ma apparecchi funzionanti). Gli angloamericani, con l'operazione "Paperclip", convincono numerosi tecnici e specialisti Zeiss a seguirli nella zona d'occupazione americana, poiché in breve, Dresda e Jena sarebbero state occupate dai sovietici.

4) Arrivano i sovietici, trovando la Zeiss sì danneggiata, ma con sufficiente personale tecnico e direttivo, per consentire l'attività produttiva. Il comando militare sovietico, affiancato da ingegneri ottici, comunica a Zeiss quali impianti andranno smantellati ed inviati in URSS quali "Riparazioni di Guerra", in primis, la linea di produzione della fotocamera Contax, allora considerata la migliore 35mm del mondo.

5) I tecnici Zeiss, devono acconsentire allo smontaggio delle linee Contax e collaborano all'opera, assieme ai tecnici e militari sovietici. Questi ultimi, sotto pressione dai rappresentanti del Commissariato del Popolo all'Industria Leggera, operano con eccessiva rapidità ed approssimazione; anche progetti, blueprints e disegni originali, vengono imballati spesso alla rinfusa.

6) Le casse col materiale "Contax", vengono caricate su carri ferroviari ed inviate dapprima in direzione del distretto di Stalingrado; quasi subito, pur dopo la partenza, si decide di inviare il tutto in Ucraina, a Kiev, dove vengono inviati anche tecnici Zeiss più o meno volontari.

7) Dopo settimane, il materiale arriva a Kiev: danneggiato, depredato durante il viaggio. Le casse con i disegni, progetti e blueprints originali, dispersi chissà dove. In pratica, il tutto è inservibile.

8) Il Comando Militare Sovietico a Dresda, fa presente la cosa alla direzione di Zeiss, la quale ribatte che il materiale era stato regolarmente consegnato. Se è stato danneggiato durante il tragitto, era problema dei Russi, non di Zeiss.

9) I sovietici fanno buon viso a cattivo gioco e chiedono a Zeiss di produrre nuove linee di montaggio per la Contax. A Dresda non è rimasto più nulla, se non alcune fotocamere originali, alcune scatole di componenti rimaste casualmente all'atto del demontage e basta.
La direzione di Zeiss conferma di mettersi al lavoro e presenta ai sovietici un preventivo che comprendeva la riprogettazione e fabbricazione dei macchinari per produrre la fotocamera. I sovietici accettano il preventivo e, in corso d'opera tutti gli aumenti più o meno imprevisti, che Zeiss presentò "a muso duro". Cosa questa che, per l'enorme esborso da parte sovietica, in pratica "rifinanziò" la Zeiss di Dresda (e quindi di Jena e le altre sedi ad Est, le cui condizioni finanziarie, nonostante gli aiuti da parte della Carl-Zeiss-Stiftung, erano quasi al collasso.

10) In capo ad alcuni mesi, i macchinari sono pronti e viene assemblata a Saalfeld in un'officina Carl Zeiss Jena (non Zeiss Ikon!), una piccola serie di prova di qualche decina di macchine. La "nuova" Contax, nonostante l'aspetto esteriore, contiene alcune differenze rispetto alla fotocamera pre-1945, addirittura migliorative e, nella finitura, semplificate.

11) I sovietici inviano a Dresda e poi a Saalfeld, un numero di loro tecnici ed operai, per impratichirsi nel montaggio della nuova Contax, che manterrà ancora il nome originale; quasi tutti gli esemplari prodotti nel 1947, presenteranno il marchio "Carl Zeiss Jena", sulla slitta portaaccessori; le ottiche, arrivano da Jena.
Nasce allora, quella che oggi, appassionati e collezionisti, chiamano "Jena Contax", prodotta in poche centinaia di pezzi.
Nel contempo, i tecnici sovietici fabbricano la "preserie" di fotocamere "Kiev", ora nota come "Kiev-1947", mentre una delle linee di montaggio, assieme ai progetti, viene inviata a Kiev assieme a personale tedesco ed ai tecnici sovietici appena addestrati. Nella capitale ucraina, presso lo stabilimento "Arsenal", prosegue quindi la produzione delle ultime Kiev-1947.

12) col 1948, inizia la produzione in serie della Kiev, ove il personale sovietico ormai perfettamente addestrato, è solo affiancato dai tedeschi, che rimangono a Kiev con mansioni direttive ed ausiliarie, venendo rimpatriati tra il 1949 ed il 50.

13) Il personale tedesco di Saalfeld, ove era situata ancora una linea di montaggio, viene messo brevemente in ferie quale premio. Al loro ritorno in stabilimento, lo trovano vuoto: i sovietici, si sono portati via anche quel macchinario, trasportato a Kiev.

Dal 1948 in poi e fino alla metà degli anni 80, la "Contax" di Jena fu prodotta a Kiev, con alcune modifiche funzionali, tra cui la sincronizzazione col flash e l'adozione di un esposimetro meno ingombrante e più efficiente.

I problemi funzionali della Kiev, sono imputabili quasi unicamente a quegli esemplari che non rispettavano i criteri qualitativi necessari per un apparecchio di grande precisione come fu la Contax. Nonostante ciò, la gran parte di quelle macchine funzionava assai bene. Va aggiunto che parallelamente alla produzione, venivano sottratte numerose fotocamere che non avevano superato i criteri qualitativi, che venivano poi messe sul mercato, vendendole soprattutto a stranieri, in occidente, attraverso marinai, sportivi, ferrovieri, ecc.

Personalmente, possiedo una Kiev-1947; una Kiev-1949; e via via esemplari diversi della produzione "Zavod Arsenal" fino al 1984. Sono tutti esemplari o perfettamente funzionanti o ragionevolmente ben funzionanti, in ragione dei decenni di uso intenso e mancanza di manutenzione.
La mia Kiev-4A del 1969, acquistata nel 1975, usata intensamente e sottoposta a periodico controllo (naturale per qualunque fotocamera), è tuttora perfetta, meccanicamente ed otticamente.

Lo stesso dicasi, per la Contax-II e Contax-III, appartenute a mio nonno, acquistate tra il 1937 ed il 1939; la prima, usata intensamente, fino alla sua morte, nel 1979. Sono tutti apparecchi ottimamente funzionanti, nonostante le varie "leggende metropolitane", che ammantano il capolavoro Zeiss Ikon.

avatarsupporter
inviato il 10 Novembre 2021 ore 16:19    

@Skyter, cambia il titolo del post MrGreen ormai questo non è più attinente alla Leica M11

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