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inviato il 08 Febbraio 2021 ore 11:10
“ Intendevi dire picofarad? „ si scusate l'errore di scrittura. |
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inviato il 08 Febbraio 2021 ore 11:29
“ @Bergat - è un peccato che tu abbia mandato Ooo negli spogliatoi.... 'Sto confronto Beppone / Don Camillo era veramente appassionante (ma non intendo specificare chi tra voi sia il diavolo e chi invece l'acqua santa). Non prendo nessuna parte, ma ritengo di affermare che una discussione diventi molto più interessante quando c'è un po' di contrapposizione. Ma tant'è che il thread è tuo e hai esercitato tutto il tuo diritto. Vittorio „ Vittorio ho creato questo thread per sfatare alcuni luoghi comuni, cresciuti e sviluppatisi in seno a certa stampa che ha determinato, anche se involontariamente, la fine dell'alta fedeltà avallando prezzi gonfiati e la hifi scic definita hiend, per favorire le case costruttrici e importatori compiacenti e ottenere in cambio l'acquisto di pagine sulla rivista per la pubblicità. Se quindi arriva un utente che a fronte di una conoscenza superficiale delle tecniche di microfonazione, si mette sul cerasiello (come dicono a Napoli) cercando di confutare ogni due per tre, credo che a quel punto si aprono due strade: o dovevo lasciare a costui l'affermazione di idee createsi a pappagallo dal suo appiattimento del sentire comune, e da parte mia evitare di continuare a partecipare, oppure invitarlo creare un suo thread riguardo le medesime tematiche e visto che la cosa non ha funzionato , ho preferito una misura più definitiva. |
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inviato il 08 Febbraio 2021 ore 11:43
A proposito di cavi di segnale, mi sono guardato i parametri dati dal costruttore di alcuni cavi piuttosto "vulgaris", da 10/15 € la coppia, e ho trovato che danno la sezione pari a 24 AWG, che corrisponte agli 0.5 mm di diametro (0.2 mmq di sezione) suggeriti da Bergat. Io per i cavi sono abbastanza drastico: mai speso più di una ventina di euro, per una coppia di cavi terminati RCA, da 50/100 cm di lunghezza. Spesse volte ho comprato del cavo a metraggio e ho saldato io i connettori. Ho provato anche del cavo per microfoni, tripolare (due conduttori più li schermo), collegando lo schermo solo dal lato sorgente: ecco che avevo ottenuto i miei cavi di segnale con un verso di inserzione, pur essendo il segnale musicale alternato |
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inviato il 08 Febbraio 2021 ore 12:05
Parliamo allora di cavi di potenza . Sono i cavi che collegano le uscite del nostro amplificatore ai diffusori. Che caratteristiche che devono avere? Se i cavi di segnale talvolta da taluni erroneamente vengono usati come equalizzatori della curva di risposta e di adattamento di impedenza tra le varie elettroniche, i cavi di potenza devono avere delle determinate specificità basilari. - essere i più corti possibili - avere una resistività il più bassa possibile - avere un diametro totale dei trefoli o del conduttore sufficiente per supportare in maniera adeguata la corrente che fluisce. Sappiamo benissimo che il fattore di smorzamento di un amplificatore, è un numero adimensionale, dato dal rapporto dell'impedenza dell'altoparlante diviso l'impedenza interna dell'amplificatore misurata ai suoi morsetti d'uscita. Se il nostro cavo ha una resistenza elevata nell'intorno di un ohm ad esempio, questa si aggiunge all'impedenza dell'amplificatore, e riduce in tal modo a valori fino a poche unità il fattore di smorzamento, impedendo ai woofer di oscillare al cessare dell'impulso sonoro. oltre a cio' c'è una perdita di segnale dovuto alla perdita sul cavo dovuta alla sua resistenza. Dato quindi un cavo la resistenza è direttamente proporzionale alla lunghezza del cavo (quindi cavi quanto più corti possibili) e inversamente proporzionale alla sua sezione (quindi sezioni dsuperiori a 4/5 mmq sono auspicabili). Inoltre abbiamo detto che la resistenza dipende anche dal materiale. Quindi rame quanto più puro possibile o altri materiali la cui conducibilità sia elevata. Bisogna poi considerare altri fenomeni, capacitivi, induttivi o elettromagnetici in genere. Generalemte i cavi per alta fedeltà, differentemente dai cavi rosso e nero, tengono conto di tali aspetti, ma cavi molto sottili e lunghi ad esempio potrebbero essere molto negativi e portare a fenomeni di distruzione dell'amplificatore per oscillazione a causa di fenomeni fortemente induttivi. Talvolta si riceve un enorme beneficio da cavi di potenza che vengono schermati (ad eempio avvolgenfdo in per tutta la loro lunghezza con del domopack in alluminio. Va da se che più l'impianto è di pregio, e meglio è dedicare un budget anche per questa voce. Una spesa a secondo dell'impianto da 5 a 50 euro a metro è un valore di spesa che mi sento di consigliare. Qualcuna chiedeva cavi spellati o terminati. In ogni caso stagnati alle estremità e se utilizzati dei connettori che questi siano di materiale fortemente conducibile (esempio placcati in oro). Quanto poi al biwiring, ovvero creare collegamenti differenti per la sezione alti e bassi, la cosa puo' funzionare, ma vale solo per impianti di un certo pregio, in cui si consiglia per le vie acute dei cavi in argento e per la sezione bassa dei cavi di grossa sezione. Senza questa regola, tanto vale utilizzare il mono wiring. P.S. Cavi possibilmente della stessa lunghezza. |
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inviato il 08 Febbraio 2021 ore 12:34
Per me che negli anni 70 comperavo tutti i mesi la rivista "Suono" le tue spiegazioni sono più accessibili di quanto lo fossero allora; Si vede che scrive un "addetto" che rende comprensibili informazioni e nozioni che facili non sono. Negli anni 70non potendo spendere mollti soldi mi impegnai a costruire diffusori domestici su progetto della RCF di R.Emilia con prodotti della RCF stessa e, quando finalmente furono accessibili i lettori CD apprezzai subito l'analiticità (non so se si dica cosi... ) del CD rispetto al vinile, che ancora ho e ascolto "semel in anno". Musica classica e sinfonica con qualche brano di jazz sono i generi che ascolto: Spesso andavo a teatro a gustarmi lirica e come tu dici quando tornavo a casa e ascoltavo gli stessi suoni, la delusione era sempre grande. Nessuna riproduzione potrà mai rappresentare la realtà che percepisce l'orecchio, ma il saperlo fa apprezzare egualmente quello che la tecnologia ci mette a disposizione... Grazie Bergat per avere resuscitato questa magnifica disciplina che è l'ascolto della musica. |
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inviato il 08 Febbraio 2021 ore 12:39
Scordavo di dire che allora quanto a "spesa" l'HIFY non era certo inferiore alla fotografia. Non ricordo quanto spesi ma per comperare un amplificatore Harman Cardon dovetti impegnare un bel pochino di soldini. Quanto ai cavi, come tu dici avevo ben compreso la necessità di averli buoni, anche lì... |
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inviato il 08 Febbraio 2021 ore 15:32
Ooo, sei uno stramaledetto punk! E io che pensavo di essere il solito punkabbestia del forum... |
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inviato il 08 Febbraio 2021 ore 17:49
La Scena ... questa sconosciuta Sin dai tempi di Edison e del suo fonografo, ci si è posti la problematica della rappresentazione veritiera dell'evento sonoro, e molti passi sono stati fatti in questi ultimi 150 anni per cercare di avvicinarsi a tale obiettivo. L'alta fedelta e il suo mondo, è l'universo dove la necessità della verosomiglianza all'evento originario, trova cittadinanza e appartenenza grazie ai continui miglioramenti che la tecnologia ci mette a disposizione. Un passo importante è stato l'avvento della stereofonia nel 1931 ad opera di un certo Alan Dower Blumlein, ingegnere presso la EMI in Inghilterra, il quale si interessava a tecniche sulle differenze delle intensità sonore. Oggi la tecnica Blumlein fa riferimento a una disposizione a 90 gradi di due microfoni relativi al canale destro e sinistro con capsule microfoniche sovrapposte.
 Bisogna però attendere i primi anni dell'avvento commerciale del microsolco stereo 1958/1959 affinchè si riuscisse a determinare una parvenza di localizzazione dei suoni da parte dei fruitori della musica. Strumenti a destra, voce a sinistra o viceversa e comunque enorme direzionalità di provenienza dei suoni con i magnifici effetti ping pong nei primi anni del successo della stereofonia. Poi, ma mano con l'affinamento delle tecniche si è passati alla localizzazione della direzione della provenienza del suono, grazie alla miscelazione opportuna dei canali destro e sinistro. Tutto a destra? bene il segnale è solo sul canale destro. Tutto a sinistra? bene il segnale è solo a sinistra. Al centro? ok su tutti e due i canali, destro e sinistro. E se volessimo mettere il suono tra il centro e il canale destro? bene allora il segnale sarà presente su tutte e due i canali ma un po' più attenuato sul canale sinistro, in maniera tale che l'acoltatore posto ad egual distanza dai due diffusori, vedrà provenire il suono da un punto posizionato proprio tra il centro e il canale destro. Dosando opportunamente i livelli dei due canali, è stato possibile creare tutto un palcoscenico di provenienza dei suoni, quasi a rappresentare una tavolozza del palcoscenico reale dove era stato registrato l'evento sonoro. Bisogna aspettare però i primi anni 80 affinchè venisse introdotta in maniera massiva la tecnica multimicrofonica e i ritardi temporali. Cos'è ora questo ritardo temporale? Supponiamo di trovarci in una stanza. Consideriamo per una attimo i soli suoni diretti prodotti da un unico strumento supposto puntiforme. Già possimo dire che i suoni che pervengono alle due nostre orecchie hanno una differenza di percorso (si ok sono al massimo 10/12 cm di differenza), ma in ogni caso, a causa di una lunghezza di percorso differente, pervengono in tempi differenti ai nostri padiglioni auricolari. Assieme ai suoni diretti pervengono però anche i suoni riflessi che rimbalzano sulle varie superfici della stanza e degli oggetti presenti in essa. Tali suoni riflessi sono attenuati rispetto ai suoni diretti e per di più hanno dei ritardi temporali dovuti ai percorsi più lunghi, che fanno prima di arrivare a noi, oltre a manifestare degli sfasamenti a causa proprio dei vari ritardi del gruppo che, la sommatoria dei suoni diretti più riflessi, posseggono. Tali sfasamenti e ritardi temporali integrati opportunamente dal nostro cervello ci forniscono non solo la direzione di provenienza del suono, ma anche la localizzazione della posizione della sorgente sonora. Bene.... tutto questo dal vivo... e in una riproduzione? è memorizzabile tale l'informazione, in modo tale che la possiamo ricreare, su esplicita richiesta? La risposta è affermativa, la scena ovvero la localizzazione della sorgente o delle varie sorgenti , è ricreabile attraverso le tecniche multimicrofoniche che registrano opportunamente sia il suono diretto, sia i suoni riflessi. Attraverso l'elaborazione matematica effettuata tramite DSP (digital sound processing), è inoltre possibile rafforzare ancora più marcatamente tale scena, o a limite grazie alle decisioni dell'ingegnere del suono, immettendo dei parametri artificiali... crearla anche dal nulla. Molti di voi erroneamente pensano che la scena sia una caratteristica del diffusore... Certo ci sono diffusori in cui la scena appare in tutta la sua magnificenza e altri diffusori in cui questo appare di meno, ma essenzialmente giocano alcune componenti le quali le più importanti sono: 1)la superficie frontale del diffusore (più è piccolo e arrotondato lo spazio dove è ubicata la sezione medio alti del diffusore, e meno è mortificata la scena), e in questo sono avvantaggiati i minidiffusori da stand (forse troppo in quanto talvolta è marcatamente finta). 2) La collocazione perfetta dei diffusori e il posizionamento del punto di ascolto con l'eliminazione di tutte quelle componenti che alterano molto sensibilmente quanto creato dal tecnico del suono in fase di produzione del master finale( esempio tavolino basso collocato davanti a noi, tra i diffusori e noi stessi, mancanza di un tappeto folto che riduca le riflessioni medio alte dirette, prodotte dal pavimento ecc) 3) i filtri del diffusore |
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inviato il 09 Febbraio 2021 ore 14:45
Voglio ora parlarvi dell' Immanenza L'Immanenza Cosa si intende per immanenza nel senso acustico? e nella riproduzione sonora? L'immanenza sonora e' la grandiosità acustica costituita dall'insieme contemporaneo della quasi totalità dello spettro sonoro, con la presenza determinante di frequenze al limite dell'udibile ( da 30 hz in giù), ad una pressione sonora comunque sufficiente per essere recepita con ogni parte del corpo. In campo della riproduzione domestica l'immanenza determina quello stato di stupore psicologico e la creazione di onde infrasoniche generate dalla sollecitazione della pressione sonora di frequenze molto basse sui muri della stanza o dalla presenza propria delle frequenze infrasoniche stesse riprodotte da diffusori capaci di generarle laddove sono presenti nel media in riproduzione. L'immanenza acustica rappresenta un parametro importante nelle analisi di scelta di un diffusore. Generalmente non è una caratteristica presente nei minidiffusori o diffusori da stand. |
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inviato il 11 Febbraio 2021 ore 0:01
Come è possibile che semplicemente sostituendo l'alimentatore switching di serie del mio DAC Arcam irDAC, con un lineare volgarissimo della ZetaGi il suono migliori considerevolmente, diventando più aperto e arioso, e facendo quindi emergere nuovi dettagli? Le prove le ho fatte stasera in cuffia con la V Sinfonia di Beethoven, nella recente incisione di Jordi Savall, con file 88.1/24. In cuffia perché, vista l'ora, avrei altrimenti disturbato i vicini. A memoria, mi sembra però di ricordare che Arcam avesse previsto, su non so quale amplificatore, un'uscita a 12 V per alimentare proprio l'irDAC, e migliorarne le doti sonore, quindi, forse, non dovrei, forse, meravigliarmi troppo dei risultati ottenuti. |
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inviato il 11 Febbraio 2021 ore 1:19
Il suono dipende molto dall'alimentatore. La tensione può essere la stessa in un diverso alimentatore, ma la corrente che circola puo' anche essere maggiore. C'è un certo range di esercizio per una apparecchiatura, e un alimentatore in grado di fornire corrente in maniera adeguata anche nei transitori, ha una forte influenza sul suono. |
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inviato il 13 Febbraio 2021 ore 14:37
@Bergat Secondo te, ci sono differenze udibili fra i DAC SMSL SU9, o il Gustard X19), basati su Sabre, e il Topping D70s, basato su AKM? Entrambi completamente bilanciati e sulla stessa fascia di prezzo. |
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inviato il 13 Febbraio 2021 ore 16:16
a mio avviso in questa terna metterei prima il Gustard x19, seguito quasi a ruota dall'smsl ...su9. qualche punto in giù il d70s basato appunto sull'AKM, inferiore al sabre. Tra i primi due le differenze sonore sono molto indistinguibili. L'akm è invece riconoscibile come inferiore. Comunque parliamo di tre dac top , comunque |
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inviato il 13 Febbraio 2021 ore 16:50
Prliamo ora di Jitter Il Problema del jitter nel campionamento è stato per molti anni un fattore bloccante, nel disegno dei sistemi audio digitali. Nel 1990 pero' furono introdotti dei metodi e degli standard per l'analisi e la misura delle caratteristiche del jitter nella progettazione dei converitori e, ancora oggi, il jitter è uno dei maggiori ostacoli all'ottenimento dei sistemi ad alta risoluzione. E' basilare capire, che ci sono diversi tipi di jitter in un sistema digitale di riproduzione o di registrazione. Quello che realmente interessa, è il jitter da campionamentro, ovverossia le deviazioni nell'intervallo di campionamento, che si traduce nelle distorsioni nella codifica analogico-digitale o digitale-analogica. Si potrebbe inoltre definire un jitter di clock, che è il jitter che presente nel sistema e che si genera neii circuiti di generazione del clock, come anche un jitter di interfaccia che è quello che si genera durante la trasmissione del dato digitale. Potremmo anche dire che i media, i CD, hanno un loro jitter definito fisico perche riferito all'alternanza tra i pit e land. Orbene tutto cio' porta a valutare che uno degli obiettivi principali nel disegno progettuale di un convertitore ad alte prestazioni, è tenere in massima considerazione un sistema per la riduzione massima del Jitter. Si ma cos'è il Jitter? Da questo punto di vista è utile quanto descritto dal prof. Romani a riguardo ....... Per jitter si intende il fenomeno della irregolarità del clock in un segnale digitale. È facile intuire che poiché in natura non esistono parametri “stabili” qualunque segnale digitale è affetto da jitter (così come qualunque segnale analogico è affetto da rumore). Il problema che interessa all'audiofilo è se, e quanto, questo fenomeno interessi il suono. A complicare la questione vi è l'abitudine comune a molti di dare il nome di jitter a molti altri fenomeni che con questo non c'entrano nulla (forse perché nel torbido si pesca meglio). Si trova questo termine usato a proposto dei problemi di estrazione dei dati audio da un supporto digitale (i problemi ci sono e molti ma il jitter c'entra ben poco visto che NON c'è il passaggio all'analogico); spesso, infine, si dà impropriamente il nome di jitter a tutti i problemi di deterioramento della forma d'onda lungo una linea di trasmissione,.... |
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inviato il 14 Febbraio 2021 ore 19:13
In molti ritengono i DAC Sabre migliori degli AKM. Questo giudizio è basato solo sull'ascolto, o i Sabre hanno qualche caratteristica tecnica che li rende superiori anche da questo punto di vista? |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
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