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inviato il 04 Novembre 2020 ore 19:58
Io sono pigro (molto) , scatto in manuale e priorità di tempi, iso a volte in auto, a volte no. Non sono un pro m un VIP (vecio in pension ) Divertiti e scatta come vuoi ! |
user211644
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 21:59
@MatteoGroppi Ho visto le tue foto. Che la macchina sia un mezzo è scontato. Puoi usare qualsiasi cosa, che vuoi dire. Mi fai un un'esempio perché non riesco ad immaginare la " qualsiasi cosa ". |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 22:15
@Arci a quale libro ti riferisci? Di Freeman ho letto “Digital editing”. |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 22:22
Io continuo a volte a non capire: in qualche intervento sembra che gli automatismi siano fatti per non perdere tempo, per non pensare troppo e qualcuno dice "per concentrarsi solo sulla composizione", per semplificare ecc. Io non sono d'accordo e, mi si perdoni, mi sembrano discorsi da principianti che, dopo qualche anno di pratica, sono abbondantemente superati. Usare la priorità di diaframmi significa partire dal presupposto che do una importanza maggiore alla profondità di campo, ma SEMPRE, SEMPRE tenendo d'occhio gli altri parametri in gioco, cioè tempi e ISO e non per dimenticarli. L'inverso per la priorità di tempi. Pronto, se devo necessariamente tenere fisso quel diaframma (perchè voglio quella pdc) o quel tempo (per la velocità del soggetto) a modificare iso (se possibile) o riconsiderare tutti i parametri scelti e magari trovare un nuovo compromesso. In definitiva, comunque scatti è sempre come se fossi in manuale, cioè devi SEMPRE tenere in conto i parametri in gioco e se hai bisogno di sovra o sotto esposizione operi di staratura intenzionale dell'esposimetro della quota che sai per esperienza che ti serve ( esempio classico sulla neve o, al contrario, se il soggetto è scuro, nero, oppure se vuoi una lieve sottoesposizione o sovraesposizione del tuo paesaggio ecc). Se non si tiene sempre tutto in considerazione, cosa che diventa un automatismo del cervello, a mio avviso, ci si deve domandare se si è un principiante o uno che "domina" la propria macchina fotografica. Poi, ovviamente, ci sono dei campi specifici di applicazione dei vari automatismi. E' come "dominare" la propria automobile o lasciarsi trasportare da quella. |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 23:54
@Claudio, mi sembra di leggere il libro che sto studiando per ora |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 23:59
“ @Arci a quale libro ti riferisci? Di Freeman ho letto “Digital editing”. „ Michael Freeman's Perfect Exposure: The Professional's Guide to Capturing Perfect Digital Photographs |
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inviato il 05 Novembre 2020 ore 0:02
“ Michael Freeman's Perfect Exposure: The Professional's Guide to Capturing Perfect Digital Photographs “ „ „ Grazie del suggerimento, lo terrò in considerazione |
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inviato il 05 Novembre 2020 ore 9:00
“ @MatteoGroppi Ho visto le tue foto. Che la macchina sia un mezzo è scontato. Puoi usare qualsiasi cosa, che vuoi dire. Mi fai un un'esempio perché non riesco ad immaginare la " qualsiasi cosa ". „ sono dovuto tornare a pagina 1 per capire. Ti faccio un po' di esempi, Alan Marcheselli ( www.alanmarcheselli.com/ ) ha scelto di lavorare con la polaroid creando ottimi lavori basandosi proprio sulle caratteristiche del mezzo e sperimentando le pellicole. Denis Ziliotto ha abbandonato il digitale quasi totalmente per concentrare il suo business sul collodio umido usando una macchina dell'800 Andrea Buzzichelli fa Inhabitants, lavoro poi pubblicato in un libro, esposto i mostre ecc... dove usa anche le fototrappole notturne ( https://www.amazon.it/Inhabitants-Andrea-Buzzichelli/dp/8894279421 ) Sergio Chiaramonte ha fatto un lavoro corposo usando foto prese da Google Maps ( ri-flex.com/la-fotografia-ai-tempi-del-coronavirussergio-chiaramonte/ ) senza snaturare il suo stile. Da poco è stata in italia la mostra di Dmitry Markov che scatta esclusivamente con il cellulare. Ma si può continuare in mille modi anche con autori storici; Nel 1977 Larry Sultan e Mike Mandel fecero un lavoro chiamato Evidence che entrerà nella storia per la sua importanza ( ri-flex.com/limportanza-del-contesto/ ) dove non hanno fisicamente scattato una fotografia, ma hanno creato un libro importantissimo che li vede come Autori (uso la maiuscola non a caso) Layers di Nikki S. Lee parte dalla sovrapposizione di disegni richiesti da lei e poi fotografati ( ri-flex.com/nikki-s-lee-nozioni-asiatiche-di-identita/ ) Ora alla luce di questi pochi esempi (se ne potrebbero fare tantissimi) è davvero sensato pensare al modo di scatto? Ah e stando solo qui su Juza: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=3755961 |
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inviato il 05 Novembre 2020 ore 9:44
Claudio Santoro, per me usare la priorità di diaframmi significa sfruttare tutta la luce possibile per stare basso con gli iso, sempre nel rispetto del tempo minimo di scatto per evitare il mosso. Frega niente di avere sempre la stessa profondità di campo, figurati ai committenti del servizio: "Francesco, foto bellissime come sempre, solo che abbiamo notato che avevano una pdc diversa tra loro... spiegaci, cos'è successo?!" Tempo fa mi fidavo del mio quasi infallibile occhimetro, adesso scelgo sempre di più la priorità diaframmi. Oppure metto in M per avere tempo e diaframma fissi ma con gli iso automatici (preferisco essere al limite con questi due parametri che avere un tempo velocissimo ma iso sparatissimi). Il tutto automatico invece mi fa molta paura, ma ai ragazzi dei miei corsi non metto mai paletti, anzi, di solito faccio una serata sulla fotografia col cell: visto che fa tutto lui voglio che si concentrino solo sulla composizione. |
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inviato il 05 Novembre 2020 ore 10:29
Condivido il Tuo pensiero Checco. Faccio anche io lo stesso. Per esempio nello sport si va in auto, ma auto ISO, lasciando fermi A e S e facendo fare alla macchina l'aggiustamento sull'ISO. Bisogna ovviamente calcolare di stare sempre al limite della sovraesposizione, ma con tempi veloci o velocissimi è difficile ... |
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inviato il 05 Novembre 2020 ore 11:13
Riporto la mia esperienza. Premessa non sono un professionista, ma un amatore. I primi scatti che facevo, impostavo priorità dei tempi, anche perche avevo poca dimestichezza con il mezzo Piu in la con il tempo notavo che comunque ero schiavo di un impostazione puramente automatica, decideva la macchinetta come fare la foto, e se la macchina è una TOP gamma magari ci sta anche, ma se è un medio basso livello capisci che le prestazioni potevano essere migliorate. Dopo aver preso sconfinati insuccessi a seguito di queste modalità, ho deciso di usare la macchina completamente in Manuale, ovviamente con i mirini delle reflex moderne sei quasi costretto ad usare l'autofocus, diverso con le macchine analogiche con schermo focus spezzato, o le macchine a telemetro. Non poche difficoltà è vero, ma ho compreso che l'esposimetro è una lettura al più indicativa in realtà hai ancora margine di errore in sovra e sotto esposizione soprattutto a pellicola ma non diapositiva . Ci sono molte discussioni sugli esposimetri delle vecchie analogiche e dei sensori attuali in giro sulla rete, quelli attuali dovrebbero essere molto piu precisi. Non uso piu assistenza allo scatto da anni, se non autofocus per ovvi limiti del mio sistema. In genere quando arrivo sul posto, cerco di capire che intensità di luce c'è e imposto tutto di conseguenza, tengo un tempo fisso sulla machinetta e lo vario a seconda di cosa voglio fare, mi regolo con l'iso se non voglio perdere troppo diaframma, altrimenti se mi va gioco con i diaframmi. Riesco quasi sempre a comporre e a portarmi a casa il risultato, da me voluto, con gli automastimi non va, non ci riesco mi creano un limite. Però, è pure vero che io posso permettermi di sbagliare ma un professionista no, e la fotografia rilegata al professionismo è molto diversa da quella amatoriale. Ben vengano gli automastimi se ti salvano le chiappe. Se scatti sempre in manuale, forse un giorno riuscirai persino a non usare l'esposimetro. Ho una mamiya 645 che uso senza esposimetro, e con quella non hai neanche le aperture o i tempi delle reflex moderne, o scendi o sali, poi compensi con lo sviluppo, ma questo è un altro discorso. |
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inviato il 05 Novembre 2020 ore 13:50
Ho! Gran bontà dei guerrieri antiqui ... |
user211644
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inviato il 05 Novembre 2020 ore 14:29
@ MatteoGroppi Ho visto e non ho avuto nessuna sensazione particolare nel vedere quelle foto. Il fatto è che Oggi ognuno di noi pensa di essere molto diverso dagli altri, ma è semplicemente un continuo mettersi in mostra e fare sembrare diverso quello che invece è semplicemente una cretinata. Tutti gli altri esempi che hai detto di poter fare non sarebbero altro che altre cretinate. Aggiungo che in ciò che ho visto vi è inserita anche della pubblicità. Ecco vedi si fa di tutto e di più per stupire e prendere in giro il pubblico. Poi c'è chi è facilmente suggestionabile e crede, e meno male che non lo siamo tutti se no chissà come e dove saremmo andati a finire. Gradirei quando hai del tempo di esprimere un tuo parere. Ciao. |
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inviato il 05 Novembre 2020 ore 14:44
Buongiorno Personalmente l'automatismo a cui non posso rinunciare per più del 90% delle mie foto è l'autofocus per via del mio astigmatismo. |
user211644
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inviato il 05 Novembre 2020 ore 14:46
@ Prexsure69 Ho letto solo un pezzo inizio del tuo dire e non ho letto il resto semplicemente per rispondere subito dicendo: se hai avuto insuccessi con priorità tempi vuol dire che non sei stato capace ad impostare gli ISO ed il tempo base e quindi non avevi il giusto ritorno del diaframma. La priorità tempi non è un automatismo tanto per bensì un automatismo per grandi esperti di fotografia. Che premura ho avuto di rispondere ma ero molto infastidita. Poi quando ho " Tempo " se ho voglia leggo il resto. Ciao |
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