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inviato il 20 Settembre 2020 ore 12:32
Resto nell'off topic, perché interessante. Aver avuto storia dell'arte quale materia a scuola, per quanto ben insegnata, non da' automaticamente a tutti la competenza ed il metro per giudicare, specie in materia così complessa quale escludere un artista o le sue opere alla pubblica fruizione, per ragioni di ordine morale. Non parlerei di sconfitta d'un sistema sociale, ma di affidare certe decisioni a chi ne abbia la competenza, acquisita grazie a studi specifici. Per operare anche una semplice appendicite, le decisioni le prende il chururgo, non si indice un referendum! |
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inviato il 20 Settembre 2020 ore 12:41
Enzo sono d'accordo con te. Quello che mi preoccupa è che il settore culturale tutto sia ormai prevalentemente gestito da manager, che devono vendere e perciò accontentare gli 'ignoranti', e non da illuminati. Le ricadute sulla cultura di massa sono evidenti e tendenti pericolosamente al ribasso. È un circolo vizioso devastante. |
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inviato il 20 Settembre 2020 ore 16:11
anche io, come già scritto, seguo l'onda maggiore che c'è in questo topic. gli organizzatori perdono la mia stima nel momento che mettono a referendum la possibilità di esporre o meno. Sono loro i professionisti che devono decidere, non è che un giornalista ti deve chiedere come impaginare un giornale prima di venderlo... Occorre riconoscere che c'è anche la corruzione dell'arte. Quadri che valgono milioni perchè un'elité (spesso a fini speculativi) ha deciso così...  L'arte tuttavia ha varie forme. Anche alcuna pornografia o alcune espressioni artistiche oscene, scabrose, corpi maciullati, sono arte. Per tale motivo, l'arte NON può sempre avere accesso a tutti. In alcuni casi, come in altri casi in cui non si parla di arte, deve vigere il VM18. |
user177356
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inviato il 20 Settembre 2020 ore 17:19
Evidentemente scrivo in aramaico. CONSULTAZIONE PUBBLICA NON VUOL DIRE DELEGARE LA DECISIONE AL PUBBLICO. Significa raccogliere, riguardo ad una questione sulla quale si deve prendere una decisione, le opinioni e i commenti del pubblico, vagliarli e accogliere solo quelli che si reputano sensati, spiegando il perché. Quindi è IL CONTRARIO DELLA DERESPONSABILIZZAZIONE, perché obbliga a (ma anche consente di) rispondere alle obiezioni PRIMA di assumere la decisione. Il pubblico ha quindi la possibilità di evidenziare questioni che a chi decide sarebbero potute sfuggire, ma non può condizionare la decisione. Chi la volesse criticare ex post si sentirebbe rispondere che le sue critiche avrebbe potuto presentarle durante la consultazione. Mette anche a tacere le critiche idiote PRIMA che abbiano eco sulla stampa o sul web, perché farlo DOPO significa voler fermare una valanga, mentre farlo PRIMA significa fermare una palla di neve. Considero l'uno-vale-uno la peggiore castroneria mai pronunciata da essere umano, tanto per chiarire. E ritengo che le decisioni vadano prese da chi è competente a farlo. Al tempo stesso, chi decide ha il dovere di motivare le proprie decisioni e rispondere alle critiche, e farlo con il processo della consultazione pubblica preventiva è il modo più efficace. |
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inviato il 20 Settembre 2020 ore 17:25
e supponiamo che da tale consulta risulti un 60% di persone che danno parere contrario, ovviamente motivando con 1000 ragioni. e anche un 40% che danno parere favorevole, motivando 1000 ragioni anch'esse. che decisione prende chi deve decidere. decide la maggioranza? è questo essere "responsabili" della decisione da prendere? |
user177356
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inviato il 20 Settembre 2020 ore 17:39
Noni sono spiegato, evidentemente. Nella consultazione pubblica uno NON vale uno: io posso essere il solo ad aver evidenziato un problema o un'incongruenza che però il decisore, dopo averla valutata, considera essenziale. Al contrario, posso aver sostenuto un'idea stupida insieme ad altre 9.999 persone: quell'idea rimane stupida e non viene accolta. Se sono il decisore, apro una consultazione per raccogliere idee, soprattutto su questioni complesse e sfaccettate, dove è facile che un certo punto di vista sfugga o venga sottovalutato. Non è un voto, è un invito a condividere le proprie idee per prendere una decisione nella ragionevole certezza di aver esaminato tutti gli aspetti. Perché essere competenti non vuol dire essere onniscienti. |
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inviato il 20 Settembre 2020 ore 17:43
Sarebbe anche interessante, non so se il gioco vale la candela, ma se si creasse davvero un dibattito sensato sarebbe davvero bello Sono però pessimista non perché non sarebbe una buona cosa ma perché sarebbe molto facile degenerare oltre che un considerevole impegno di tempo e potenzialmente di denaro |
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inviato il 20 Settembre 2020 ore 17:54
Una mostra d'arte, dispone di un comitato scientifico. Non occorrono "consultazioni popolari", sarà bensì sufficiente il consulto tra i membri del detto comitato. Poi, si potrà condividere o dissentire: ciò è umano e comprensibile. Personalmente, trovo le opere di Saul Fletcher orribili (parere personale, ripeto), ma trovo sbagliata la decisione di ritirare una sua opera, in base al fatto che Fletcher si sia macchiato del delitto di uxoricidio. |
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inviato il 20 Settembre 2020 ore 18:19
“ Noni sono spiegato, evidentemente. Nella consultazione pubblica uno NON vale uno: io posso essere il solo ad aver evidenziato un problema o un'incongruenza che però il decisore, dopo averla valutata, considera essenziale. Al contrario, posso aver sostenuto un'idea stupida insieme ad altre 9.999 persone: quell'idea rimane stupida e non viene accolta. Se sono il decisore, apro una consultazione per raccogliere idee, soprattutto su questioni complesse e sfaccettate, dove è facile che un certo punto di vista sfugga o venga sottovalutato. „ è evidente che non ti sei spiegato ma prima che a noi a te stesso. ti sto dicendo che all'ascolto degli altri COLUI CHE DEVE DECIDERE potrà certamente sentirsi sotto pressione da parte di chi dice NO, ed avere rimorsi di coscenza, forse incubi. Ma tali sensazioni nefaste potrebbero nascere anche per le ragioni del SI, qualora fossero disattese. in questi casi nasceranno 1000 e 1000 motivazioni, tutte valide se viste dalla parte di chi le pone. Quindi te lo chiedo ancora una volta, fatta tale consulta, come deve agire CHI DEVE DECIDERE, dal momento che si dispiacerà e forse rimorderà nella coscienza, sia disattendendo le attese di un fronte sia disattendendo quelle dell'altro fronte? tra l'altro si ingenerà il rancore in chi è stato consultato: " bello str0nzo, mi hai chiesto la mio opinione e dopo quello che ti ho scritto tu hai arbitrariamente deciso di f0ttertene delle mie ragioni e sensibilità." |
user177356
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inviato il 20 Settembre 2020 ore 18:28
Se colui il quale deve decidere si sente sotto pressione per gli esiti di una consultazione pubblica, allora è incapace di decidere. Il problema quindi è a monte. La questione è che la consultazione serve a RACCOGLIERE le opinioni, non a CONTARE quanti sostengano ciascuna opinione. Se chi deve decidere non capisce innanzitutto questa distinzione, allora è meglio che la consultazione non la faccia. “ mi hai chiesto la mio opinione e dopo quello che ti ho scritto tu hai arbitrariamente deciso di f0ttertene delle mie ragioni e sensibilità „ Io con la consultazione (a) ti metto in condizione di dire la tua e (b) mi obbligo ad argomentare chiaramente perché ho deciso di non accogliere il tuo punto di vista. Evidentemente, tu preferisci poterti lamentare a posteriori invece di poter instaurare un confronto a priori. |
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inviato il 20 Settembre 2020 ore 18:54
“ mi obbligo ad argomentare chiaramente perché ho deciso di non accogliere il tuo punto di vista. „ allora visto che ti obblighi di argomentare chiaramente perchè non hai deciso di accogliere il mio punto di vista, ti auguro caldamente di ricevere meno di 10.000 persone interessate che ti inviano il loro punto di vista. |
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inviato il 20 Settembre 2020 ore 19:25
Spesso le consultazioni sono dettate dalla ricerca di argomentazioni da attribuire poi ovviamente a terzi qualora non fossero gradite. Un classico delle nostre socialità. |
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inviato il 20 Settembre 2020 ore 21:18
Per me la consultazione preventiva non ha alcun senso, ma proprio nessuno.. a chi gestisce la mostra tocca gestire ogni cosa ad essa legata e deve necessariamente prendersi la responsabilità di qualsiasi decisione presa.. Poi nessuno vieta la possibilità di proporre un dibattito, ma su una decisone già presa |
user177356
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inviato il 20 Settembre 2020 ore 21:42
Vabbè, vedo che non avete mai partecipato ad una consultazione pubblica e non riuscite proprio a capire di cosa si tratta. Quello che avevo da dire sull'argomento l'ho detto, nel modo più chiaro possibile. |
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inviato il 20 Settembre 2020 ore 21:56
Non è questione di non capire, scusa. Perché dovrebbe esser necessaria una consultazione pubblica in cose che competono a chi ha titolo e conoscenze per poter prendere una decisione? |
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