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inviato il 10 Agosto 2020 ore 15:28
Bomba... ti consiglio di rileggere dall'inizio. La questione è differente. Infatti non ho un'opinione. Ho fatto una domanda. Rispetto alla domanda sei fuori traccia e non aggiungi contenuti. |
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inviato il 10 Agosto 2020 ore 15:52
Fracesco.io ti ho solo risposto,quindi se sono OT è perché ti sono venuto appresso,comunque non preoccuparti mi tolgo dalla conversazione. |
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inviato il 10 Agosto 2020 ore 15:59
Ottimo Bomba |
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inviato il 10 Agosto 2020 ore 20:00
Patatine e pop corn o uva e parmigiano? |
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inviato il 10 Agosto 2020 ore 20:23
Minkia fritta e baccalà, l'impepata di cozze a colazione.... fuori luogo. |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 8:24
Se la domanda iniziale si riferisce al fatto che le maggiori possibilità (chiamiamole facilità) che la tecnologia ci offre finiscono per trasformarsi in tendenze generalizzate e vere e proprie mode, direi che è una cosa normale; nelle arti figurative è sempre esistita qualche forma di "manierismo", sia indirizzata verso le nuove tecniche e tecnologie che verso gli autori che le interpretavano meglio, e le due cose in genere coincidevano: quando Michelangelo Merisi iniziò a proporre i suoi giochi di luci e ombre ci fu una pletora di seguaci che studiavano le medesime situazioni per proporre opere "alla maniera di Caravaggio". Oggi forse assistiamo ad una maggior "frammentazione" e coesistenza di queste tendenze per il fatto che i moderni mezzi di comunicazione le rendono tutte immediatamente visibili e ad ogni latitudine, creando un imbarazzo nella scelta di chi seguire che un tempo non c'era: difficilmente nel Giappone del '300 avrebbe potuto far scuola un Giotto e viceversa in Italia l'arte giapponese. Oggi quello che viene prodotto in Giappone, tecnologia compresa, lo si conosce in tutto il mondo già prima che esca sul mercato. |
user203349
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 8:52
Quindi sfocato o no? |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 8:55
Daniele concordo... e quello di cui parli è l'ambiente. Cioè il contesto in cui artisti sono influenzati dalla tecnologia. Quest'ambiente è maggiormente interconnesso a livello globale e con velocità incredibili. Una divagazione. Il display articolato... è una tecnologia che consente di avere nuovi pdr in modo più facile. Questo consente la scoperta anche di geometrie differenti. Questa è una variabile nuova... da qualche hanno, ovviamente. La domanda è alla luce di quello che sta succedendo negli ultimi anni.... quale è il punto di ricaduta creativa? |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 10:23
i punti di forza dei nuovi sistemi sono senza ombra di dubbio le dotazioni accessorie non parliamo solo degli iso che ora raggiungono vette incredibili, parliamo anche di monitor basculanti, wireless integrato che permette scatto da cellulare o Tablet, con i gorillapod puoi fare cose incredibili, il focus bracketing in macchina pure lì una rivoluzione, con app aggiuntive anche i panorami con time-lapse, su alcune macchine c'è anche la possibilità di fare le notturne ampliando lo spettro visibile sulle singole luci (per le stelle). Le macchine e gli accessori evolvono pensate solo ai nuovi treppiedi con colonna decentrabile come pure nuove idee che integrano anche il vecchio vintage con obiettivi che per le loro imperfezioni dovrebbero stare in un museo ed invece vengono ripresi, riutilizzati per dare quel punto di vista diverso, quella resa fuori dal comune...tutto converge verso l'estrema versatilità e la massima creatività. Il punto di ricaduta creativa è la varietà, sta nell'utilizzo di offerte creative che ormai non mancano in nessun sistema recente. |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 11:52
“ Quindi sfocato o no? „ Appunto, solo 20 anni fa non ci saremmo nemmeno posti la domanda |
user207727
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 14:31
Io non penso che il tutto a fuoco sia il futuro della fotografia per queste ragioni: 1) la fotografia (di valore) non credo abbia futuro, ha detto tutto ciò che aveva da dire, o quasi. 2) Il futuro della fotografia va verso la fotografia di massa e questa serve per lo più a due cose: stupire con effetti wow e avere follower sui social. Quindi ad esclusione di paesaggi sempre più irrealistici dove il tutto a fuoco può tornare utile o galassie varie, l'orientamento va verso presentare modelline con le chiappe in evidenza, cosa che si ottiene facilmente con tele ed aperture estreme o con cellulari incomprensibilmente chiamati PRO, che sfocano con intelligenza artificiale (che le fotocamere, paradossalmente tra qualche anno si troveranno a dover rincorrere), trascurando (erroneamente) luce e composizione. 3) il tutto a fuoco in generi diversi dal paesaggio è molto molto difficile, in quanto richiede un'attenta valutazione della composizione dove tutto deve risultare perfetto e bilanciato e, altro paradosso, il tutto a fuoco appare molto molto meno PRO alle masse. |
user1856
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 15:07
“ la fotografia (di valore) non credo abbia futuro, ha detto tutto ciò che aveva da dire, o quasi. „ Vabbè... “ in quanto richiede un'attenta valutazione della composizione dove tutto deve risultare perfetto e bilanciato „ Questo varrebbe per ogni genere in realtà. “ il tutto a fuoco appare molto molto meno PRO alle masse. „ Ci sono statistiche a riguardo? |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 15:32
C'era una volta un bambino permaloso che chiedeva a tutti se era nata prima la gallina o l'uovo. Alcuni rispondevano che era nata prima la gallina ed altri l'uovo. Tutte dotte e scientifiche motivazioni. Un giorno lo sce.mo del paese gli rispose che non vi era mai stata una risposta a questo enigma che si è posto sin dall'antichita'. L'unica certezza era che vi erano da molti anni, dalla notte dei tempi, galline che facevano le uova, da cui nascevano pulcini che divenivano galline, che a loro volta facevano uova e così via. Nessuno aveva inventato l'uovo ne la gallina. Il bambino, permaloso, ascoltata la risposta penso' che quello era proprio sce.mo. Ma prima o poi avrebbe trovato quello con la risposta giusta. |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 15:55
@Slow_Foto Non concordo quasi in niente. Ma forse è un mio problema. Se una fotografia nn ha elementi dinamici, composizione, gestione della luce, gestione del colore. Se non comunica niente... è facile fare una bella foto sfocando. Se fotografi un fiore... evidentemente poco ne avrai da comunicare.. lo sfocato compensa. Non pensare che un progetto fotografico pensato e non scatti in libertà siano facili. Come nn pensare che i bravi non siano riconoscibili anche oggi. Anzi... questo è il momento dell'innovazione, la massa è banale... |
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inviato il 11 Agosto 2020 ore 16:44
Probabilmente non ho compreso il tema del 3d anzi francamente è un quesito che mi stupisce un po. A supporto di questa impressione (di non aver capito io il tema della discussione) porto un paio di argomenti: - il tutto a fuoco è una ovvietà della fotografia da sempre e quindi non può essere il futuro di nulla, non è neanche il passato ma è semplicemente sempre presente come obiettivo di ogni fotografo; - le novità, a partire da questo concetto basilare, stanno in aspetti che derogano da questo come, ad esempio, lo sfocato "fatto apposta" , cioè non quello che viene fuori a casaccio perchè non c'è abbastanza luce o sensibilità per cui devo aprire il diaframma. E via così, cioè tutto quello che non sia la ovvietà del "tutto a fuoco" può costituire novità. Lo sfocato creativo è ormai praticato da molto tempo e da molti fotografi ogni volta che vogliano utilizzare questa formidabile possibilità che permettono le lenti ultraluminose. Quindi non è una novità neanche questa ma ancora meno lo è il "tutto a fuoco". Per immaginare il futuro della fotografia, ammesso che questo esista o ce ne sia necessità, bisognerà ricorrere ad altre cose. Probabilmente si dovrebbe semplicemente fare belle foto e non scambiare le possibilità tecniche, che ci aiutano sul piano stilistico, con i contenuti delle immagini che proponiamo. |
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