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signori le vostre sono paure inesistenti, si può andare a vanti a consumare senza problemi e non ci sarà nessuna catastrofe, quelli che dicono che il Covid e una punizione della natura contro le società ricche e consumistiche sono degli × che non sanno di cosa parlano
l'unico problema e che in futuro perdiamo pezzi di ricchezza e benessere non per colpa della natura che ci punisce, ma molto più concretamente a causa dalle economie orientali
La natura non ci punisce, né con il Covid, né in altro modo. Semplicemente i suoi cicli vengono influenzati dalle nostre azioni. Non è una questione morale, ma fisica e biologica.
Ora le variazioni porteranno a mutazioni considerevoli dell'ambiente in cui viviamo: temperatura, umidità, precipitazioni, livello dei mari, fauna, flora, ecc. In certe regioni non sarà più possibile vivere poiché si desertificheranno, altre si allagheranno, per cui ci saranno spostamenti di popolazioni che come conseguenza porteranno a conflitti più o meno cruenti. Ce ne sono già, ma aumenteranno.
La disponibilità di materie prime è grande, ma non infinita... L'atmosfera e l'acqua assorbono tutto, ma fino ad un certo punto...
Le condizioni climatiche saranno ancora ottimali per la produzione di cibo sufficiente? Dove, quanto e fino a quando? Gli sconvolgimenti non fanno mai bene: ci vuole stabilità, e le difficoltà sgretolano la stabilità.
Per non parlare delle ricchezze paesaggistiche, della fauna e della flora che stanno andando a ramengo come non mai.
Non bisogna essere dei geni della fisica o della biologia per capire che la direzione presa è quella sbagliata. Basta aprire gli occhi ed estrapolare nel futuro lo sviluppo degli ultimi 20, 50, 100 anni.
La nostra capacità di risolvere i problemi grazie alla tecnologia viene vanificata dalla simultanea stupidità umana, che pensa solo al progresso (profitto) a corto termine, senza pensare ad un futuro più lontano. I progetti politici sono proiettati verso i prossimi 2-5 anni, se va strabene 10 anni. Lo scopo è di concludere la legislatura con dati positivi per essere rieletti. Fine della prospettiva. I miei figli vivranno ancora almeno 60 anni, e i nipotini (se arriveranno) ci saranno ancora fra 90 anni. Ma come sarà il mondo fra un secolo se andiamo avanti con lo stesso ritmo?
E' da parecchio che lo dico e lo scrivo anch'io, ma il problema è che meno persone significa anche meno consumi, e questo fa paura al modello di società che abbiamo creato negli ultimi secoli
Il mio scrupolo principale riguarda le materie plastiche. Credo non esista nulla di più vergognoso che vedere animali terrestri e pesci, muoversi in mezzo ai nostri rifiuti sintetici. Purtroppo, non tutte le plastiche sono riciclabili, oppure lo sono per una sola ricorrenza. Quando scoprii che le bottiglie vuote in PET andavano collassate longitudinalmente e non trasversalmente, oltre che sentirmi un idiòta, mi sono sentito colpevole di aver gettato al vento anni di presunta raccolta coscienziosa della plastica. Fortunatamente, da oltre dieci anni bevo acqua del rubinetto, quindi il problema non mi si pone più (almeno, per le bottiglie).
Poi c'è la carta (ne raccolgo parecchia, nei miei cestoni), ma anche in questo caso bisogna stare attenti ad alcune 'finte' cartacee che vanno smaltite diversamente (es: scontrini); L'organico è un po' più facile da gestire. A crucciarmi sono piuttosto i materiali compositi o i costampati (plastica+vetro, plastica+metallo, carta+plastica, vetro+metallo...), che se intendo separarne le parti, rischio di ferirmi o di impiegare più tempo di quanto non ce ne sia voluto per produrli!
Per il resto, come comportamento civico, guido anch'io con uno stile 'anziano', senza fare il truzzo corridore, e ai semafori rossi spengo sempre il motore. Questo mi permette di risparmiare anche sui consumi di carburante e di ridurre i rumori, oltre che inquinare meno (per quanto sia grasso che cola, rispetto all'inquinamento globale). L'auto, in generale, la prendo il meno possibile e mi sposto con i mezzi pubblici.
In chiusura, tornando all'acqua, devo rivelare una cosa che potrà apparire mefitica e disgustosa, ma sulla quale credo fermamente: quando devo urinare, la faccio nel lavandino, cosicché, per risciacquare sia necessario un rapido getto d'acqua, invece che la mandata di sciacquone da 6-8litri. Se fossi una donna, la farei nel bidet. Dopotutto, la pipì è sterile, quindi nemmeno nociva per le tubazioni. Una cosa che invece non faccio, per pigrizia (lo ammetto) ma anche per limiti di spazio (vivo in 45mq) , è la raccolta degli oli esausti in appositi recipienti. Purtroppo, per smaltire un litro di olio, occorrono milioni di litri di acqua pulita... Spero di riuscire ad inquadrarmi anche sotto questo aspetto.
“ io ho chiesto a Elon Musk un passaggio x Marte „
Guarda che su Marte l'aria è più nociva che a Taranto e il problema dell'inquinamento dell'acqua non si pone, non c'è
smettiamola di vivere di sogni, colonizzare Marte è impossibile e oltretutto non serve a nulla, va bene andarci solo per piantare la bandierina come sulla Luna
io sono nato su Marte, poi mi sono trasferito sulla Terra, e ti dirò si respirava meglio lassu' l'aria era più frizzsntina Adesso che è finito il lockdown è pure peggio
Ahahah, grande Caneca, potresti usare anche il motto se è gialla resta a galla se è marrone tiri lo sciacquone Noi non arriviamo a tanto ma se andiamo a dormire assieme tiriamo l'acqua una sola volta.
Bergat, secondo me puoi migliorare come ecologista, soprattutto sui piatti di plastica, un servizio da 12 costa poco e lavarli non è un sbatti infinito, anche noi viviamo in una cosa molto piccola. Sulla mobilità elettrica ho paura che ci sia un forte pregiudizio, ci si può comunque informare su molti siti/canali ma preferirei non parlarne qua, come scritto nel messaggio iniziale non voglio polemiche.
Sul fatto che l'uomo dovrebbe limitarsi nel numero, poiché il pianeta non è infinito, sono assolutamente d'accordo ma è un discorso articolato che forse è meglio sviluppare un altra volta.
Mi piacerebbe invece che la raccolta differenziata fosse più facile, che ci fossero delle pubblicità che spiegassero meglio come comportarsi con alcuni oggetti borderline (ad esempio il cartone delle pizze, quando è da considerare pulito e quando sporco?). Sarebbe inoltre molto utile che le etichette di ogni prodotto avessero uno spazio (abbastanza grosso) dove venisse specificato se tale prodotto è riciclabile e come reciclarlo. Sarebbe anche opportuno che lo Stato favorisse le aziende che applicano un produzione sostenibile (tassazione più bassa) e che incentivassero quelle più indietro ad arrivare ad una produzione più green (mettendo magari un limite temporale).
Più che altro, per quanto riguarda la differenziata e i materiali particolari servirebbe una maggior omogeneità operativa a livello nazionale; forse ne risentirebbe positivamente anche l'informazione
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