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Manual focus II (Il Ritorno)


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avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 12:50    

Maserc, sicuramente l'ausilio dell'af torna utile più volte.
In alcuni casi è indispensabile, in tanti altri la messa a fuoco manuale, oltre che preferibile, risulta anche piacevole.
Uso due Nikon che vanno in mf, entrambe ereditate.
Una goduria ed esperienza unica.
Direi la boccata d'aria necessaria dopo una scorpacciata di tecnologia.;-)

avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 12:54    

Ne parli come se la tecnologia fosse un morbo inevitabile.
La mia visione è più pragmatica. Il fine ultimo è l'immagine.
Ed uso tutti gli ausili che una camera moderna mi offre.
Poi se mi va, monto il Loxia e via...

avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 13:01    

Certo, in molti casi, la tecnologia è più deleteria che benefica e, come sempre accade, per tutte le cose, è l'utilizzo che né fa pendere l'ago da una parte o dall'altra.
Come disse un medico in pieno fervore rinascimentale, nulla è veleno, solo la dose lo stabilisce.

user120016
avatar
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 13:08    

Il fine ultimo è l'immagine.


E qui si chiude il cerchio. Come ho scritto qualche pagina indietro, se paragoniamo la fotografia ad un viaggio, l'immagine è la destinazione. Ed in un mondo pragmatico e finalistico, è giusto guardare sempre al risultato. Ma nel mio caso, la destinazione non è tutto. Anzi, a volte non è nemmeno l'aspetto principale. So che è un privilegio destinato a chi di fotografia non deve vivere e quindi mi piace pensare che questo sia un lusso. Quando mi arrampico su sentieri di montagna con mezzo quintale di roba e magari mi fermo a dormire in tenda per essere sul posto all'alba, certamente lo faccio per portare a casa qualche lastra ben esposta che mi dia buone stampe. Ma lo faccio anche per tutto il rituale che accompagna lo scatto. Tant'è che se poi la foto finale non mi soddisfa a pieno, mi è rimasto comunque tutto il piacere del viaggio e delle sensazioni raccolte lungo il cammino.

avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 13:24    

Io condivido appieno il pensiero di Domenico.
Credo che, in quest'era tecnologica, la nuova generazione abbia perso un po' "il senso dell'essenziale", la consapevolezza delle proprie qualità, quelle che prescindono dagli strumenti d'utilizzo.
Lo dico io che sono nato in epoca digitale, piena di confort e di ausili che, per carità, tornano utili in diverse occasioni ma che, inevitabilmente, rendono l'evasione da tutto ciò quasi necessaria.
Un cammino a ritroso che ho bisogno di percorrere.

avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 13:31    

- Se avessi una macchina punta e scatta, che produce immagini superlative in completo automatismo ma senza alcun gusto nell'usarla, probabilmente dopo un po' mi stuferei e tornerei a scattare col cellulare.
- Se avessi una macchina abbastanza manuale che produce immagini decenti con un immenso gusto nell'usarla, continuerei ad adoperarla per il piacere che me ne deriva, chiudendo volentieri un occhio sul risultato.

avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 13:35    

Iza “surreale” perché quando scatto con la mia mitica AE-1 ed il 50ino manuale non ho la presunzione di pensare che quegli scatti siano migliori o filosoficamente più elevati di quelli che ho fatto a suo tempo con la 6D ed ora con una ML ultra moderna come la a6400 Sony con l'ausilio di tutta l'elettronica del mondo.

Ma magari sbaglio io. Però continuò a divertirmi ed avere il piacere di usare una AE1 tanto quanto una 6400 per appunto il puro divertimento e piacere nel fare fotografia.

Tutte cose che sinceramente non ho letto in questi ultimi post. Da qui il termine “surreale”.

Poi perdonatemi, io sono un paesaggista e lungi da me avanzate qualsiasi tipo di critica verso scatti di altri generi, però nel ritratto postato da Domenico io francamente non vedo alcun messaggio concettuale o alcun richiamo ad un tipo di fotografia più elevata. Nè tantomeno riesco a capire cosa mai dovrebbe centrare il bokeh in quel tipo di ripresa...

user36220
avatar
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 13:45    

Per me il manual focus è anche piacere di utilizzo. Nato fotograficamente con la pellicola, poi pausa di alcuni anni, ho ripreso con il digitale, prima con ottiche af, abbandonate poi in favore di ottiche mf. Che a mano libera si usano eccome, anche con soggetti in movimento, basta solo avere voglia di imparare e usare un po' di tempo.

Vi racconto questo aneddoto. Inizio dicembre model sharing. Io vado con Gfx + Zeiss. Un mio conoscente Sony A7III + 55mm. Dopo circa un'ora e mezzo di scatti, ci si siede a scambiare quattro chiacchiere durante il cambio outfit delle modelle. Lui: sono quasi a 600 foto. E io, così, Eeeek!!! io poco più di 70. Perché lui oltre che af scatta anche a raffica. Io scatto singolo a parte rare eccezioni. Ecco, per me, 150-200 foto a shooting sono un bottino enorme, spesso e volentieri sto sotto le 100 foto. È proprio un approccio diverso, che ho intrapreso quando ho iniziato ad usare il digitale come fosse pellicola. La fase del "scatto a tutto sempre qualcosa di buono uscirà" l'ho passata anche io. Shooting da 300-400-500 foto. Poi se me ne piacevano 3 era un miracolo. Ora su 100 spesso arrivo a salvarne 10, che per me, che sono ultra selettivo, è una cifra enorme.

Quindi, si, per me manual focus ancora attuale, fattibile e direi persino consigliabile. ;-)

avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 14:00    

Però siamo d'accordo che non è la technicality il problema ma l'uso che se ne fa.. giusto?
Io quando esco per un landscape, in AF o MF poco importa francamente, torno a casa con i due tre scatti per cui ero uscito apposta.

Generi diversi, approcci diversi. Ma il senso è quello

avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 14:05    

La mia visione è più pragmatica. Il fine ultimo è l'immagine.


Credo che il punto sia n effetti qui: se non si parte dal fine del fotografante, sarà sempre vero tutto e il contrario di tutto.
Personalmente, e senza critica nei tuoi confronti Maserc, spero sia evidente, il mio fine ultimo è differente.
E ognuno c'ha il suo.

E non credo esistano fini "giusti" o "sbagliati".
Perlomeno scartando quelli fraudolenti...

avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 14:07    


Iza “surreale” perché quando scatto con la mia mitica AE-1 ed il 50ino manuale non ho la presunzione di pensare che quegli scatti siano migliori o filosoficamente più elevati di quelli che ho fatto a suo tempo con la 6D ed ora con una ML ultra moderna come la a6400 Sony con l'ausilio di tutta l'elettronica del mondo

Ma no Maurizio, nessuno dice che, in linea di massima, gli scatti fatti con fuoco manuale siano migliori di quelli fatti con AF o Eye AF.
Si sta semplicemente dicendo che, in alcuni casi, il mf ha la stessa valenza dell'af.

Prendo ad esempio un fotografo, ritrattista, qui presente su juza, Cristian Sartori.
È poco più che un ragazzo ma le sue qualità e capacità sono superiori a quelle di tanti altri fotografi, magari più "anziani" e "navigati".
Molti dei suoi scatti provengono da una Nikon d700, macchina ormai vetusta, uscita 11-12 anni fa.
Da un annetto è passato a z7, macchina dotata di tutti gli ausili, primo tra tutti l'eye AF.
Ebbene, la qualità delle sue foto è rimasta invariata, belle erano prima e belle sono adesso.
Molto probabilmente, considerato ciò, avrebbe tirato fuori gli stessi scatti anche in mf.
Il concetto che vorrei passasse è che, se sei bravo, per alcuni generi, conta poco l'ultima feature tecnologica.
Tanto lo fa il grado di preparazione.

user120016
avatar
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 14:10    

Poi perdonatemi, io sono un paesaggista e lungi da me avanzate qualsiasi tipo di critica verso scatti di altri generi, però nel ritratto postato da Domenico io francamente non vedo alcun messaggio concettuale o alcun richiamo ad un tipo di fotografia più elevata. Nè tantomeno riesco a capire cosa mai dovrebbe centrare il bokeh in quel tipo di ripresa...


Infatti, Maurizio, non c'è alcun richiamo a fotografia elevata. Non ho simili presunzioni. Era un semplice esempio per dimostrare che non esiste solo il bokeh per isolare il soggetto, che si può ottenere in altri modi, come appunto, il gioco di luci ed ombre. Forse ti è mancato il passaggio precedente. Quella foto in questo contesto serviva solo a questo scopo e nessun'altra chiave di lettura o dietrologia. ;-)

avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 14:15    

Francesco ha ragione e mi ha fatto pensare....
Il mio fine e' il piacere del fare la foto; se poi non viene: pazienza, quel che conta e' che mi son divertito !

Altrimenti restavo con Canon ed i suoi infallibili e velocissimi EF, ma dalle ghiere con ZERO gusto in MF.

avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 14:19    

Francesco ci mancherebbe. Ad ognuno il suo...
...punto di vista.;-)
Ad ogni scatto che faccio, spero sia meglio dell'ultimo fatto. Se un viaggio c'è, ebbene è quello che mi porterà a veder realizzata l'immagine migliore.
Migliore per chi? Per me, ovviamente. E poi per gli altri.
Altri, che non significa tutti.

avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 14:19    

Il mio fine e' il piacere del fare la foto


Jacopo.... sta cosa, piaccia o meno, è quella l'unica che conta davvero (il fine).
Perché non c'è scelta, spesa, azione che non dipenda da quello.
Che abbia logica fuor da quello.
Ed è il motivo per cui la stessa cosa pare sensatissima a mezzo mondo e del tutto insensata all'altra metà Cool

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