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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 13:03
Continuo a non condividere la tesi secondi cui io non possa cercare di fare la stessa identica foto fatta da un altro fotografo, e nel caso anche guadagnarci. Il sig Rossi ha pagato dei workshop per conoscere i segreti della post produzione di altri fotografi. E ora che fa? Avendo evidentemente appreso tali tecniche, non solo le applica, ma a sua volta si fa pagare per insegnarle ad altri. Dov'è il problema? Il sig. Rossi ha dimostrato che, chiunque, con attrezzatura adeguata e conoscenze adeguate, può replicare foto di successo. Quello che questa vicenda mi insegna, è che quando penso di aver scattato un foto unica ( e lo penso sempre quando scatto ) in realtà mi illudo. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 13:05
Enrico, forse si, proprio uguale non viene e il tipo ovviamente ha copiato sicuramente. Piu' che la location, pero' quello che e' imbarazzante e' la post. Anche se fai la stessa foto perche' i posti sono quelli (guarda ad esempio manarola in google images o 500px o dove vuoi), cambia la luce, il cielo, i riflessi, etc. La post invece e', per me, la visione che hai delle cose. E li' non ci si scappa, ognuno ha la sua e quello e' plagio. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 13:06
Enzillo, tu puoi copiare tutti i quadri di Michelangelo e venderli, basta che poi non ti spacci per il genio rinascimentale. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 13:09
Enzillo intervento a dir poco discutibile... Questa persona lucra rubando idee di altri.... Se si accettano cose come questa è meglio smettere di fotografare e andare a raccogliere delle patate |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 13:14
Voi introducete nel ragionamento la componente artistica, che io terrei fuori. A me sembra solo un discorso economico. Pago qualcuno per essere capace di fare le foto che fa lui, e poi faccio le foto che fa lui. A questo punto mi faccio pagare a mia volta affinche' altri possano vantarsi di saper fare le stesse foto che faccio io. A me pare che i workshop si basino sostanzialmente su questo principio. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 13:15
Comunque più passa il tempo e più credo che fotocamere e lenti costano troppo poco (e pesano ed ingombrano pochissimo). Costassero di più, la fotografia sarebbe limitata ad una cerchia più stretta di persone, probabilmente quelle con una visione più chiara, emotiva ed espressiva della fotografia, prendendola più seriamente. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 13:19
No, non credo che si debba ragionate così... C'è un che di fraudolento, o quantomeno "furbesco" nell'accezione peggiore.... Il "fine art landscape" è un genere che si presta ahimè alla clonazione... Personalmente lo ho studiato, anche con Enrico e proprio perché conosco questa branca della fotografia non posso che incazzarmi vedendo l'operato di sto soggetto.... Che spaccando per due determinate opere si è creato una fama che, anche ragionando dal mero lato materiale, va a creare danno a chi invece è serio, capace e meritevole.... |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 13:19
Enzillo, secondo me servono per scoprire altre tecniche che da solo non avresti scoperto. Poi sta a chi li segue, in quanto dotato di cervello dietro agli occhi, applicare quanto appreso secondo la sua sensibilita' nel proprio workflow. Torno a dire, se sei un Pro e non ci riesci, sei un poveretto. Se lo fai per hobby e non ce i riesci, non importa assai. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 13:25
“ Voi introducete nel ragionamento la componente artistica, che io terrei fuori „ Ma non siamo noi a tirala in mezzo, è il Sig. Rossi che si definisce tale: "I am a landscape photographer, traveller, artist" Eddai. Nessuno dice che da fotografo dilettante non si possa fare quello che dici, ma se ti definisci artista e lo fai per lavoro (il Sig. Rossi ha una partita iva) l'etica vuole che una cosa del genere non puoi farla, e se la fai passi per peracottaro. @Antonio, non sono mica convinto, se l'attrezzatura costasse di più si avrebbe un elitè di tecnomaniaci fissata con l'ultima novità che invece che fotografare passarebbe il tempo a fare test e leggere recensioni (cosa che avviene già abbondantemente). È un problema di cultura, non di accessibilità. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 13:27
Imparare è un conto se poi si ha qualcosa di personale da aggiungere, creatività, una diversa interpretazione ecc ecc Ma copiare immagini o ricreare immagini, per fini economici e non, è quantomeno poco corretto, se poi vengono utilizzate per autopromozione. La domanda però è : "faresti un workshop o compreresti stampe, da chi non ha nulla di suo da aggiungere?" Sarebbe come comprare un clone cinese di una Ferrari, perché tanto è la stessa cosa. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 13:27
“ @Antonio, non sono mica convinto, se l'attrezzatura costasse di più si avrebbe un elitè di tecnomaniaci fissata con l'ultima novità che invece che fotografare passarebbe il tempo a fare test e leggere recensioni (cosa che avviene già abbondantemente). È un problema di cultura, non di accessibilità. „ anche tu hai ragione. Insomma, è una generazione o meglio dire ''era fotografica'' dove ovunque sbatti la testa, ti ritrovi con immondizia |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 13:48
Continuate a parlare di fotografia, io invece parlo di mercato fotografico. Voi ragionate in termini di ispirazione, originalità, arte. Io invece vedo questa situazione in termini di giro di affari. Ogni giorno abbiamo proposte di corsi on line per imparare a fotografare, per fare foto che spaccano, che prendono like, corsi che in 3 ore ti trasformano in un fotografo di successo. E questi corsi sono tenuti solitamente da fotografi bravi, che producono foto ammirate e apprezzate. Ora il sig Rossi appartiene a questo circuito, paga per imparare e vuole farsi pagare per insegnare, e per accreditarsi riproduce foto che ha visto essere apprezzate. A me sembra che sia un signore perfettamente integrato nel business, |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 13:52
“ Ogni giorno abbiamo proposte di corsi on line per imparare a fotografare, per fare foto che spaccano, che prendono like, corsi che in 3 ore ti trasformano in un fotografo di successo. E questi corsi sono tenuti solitamente da fotografi bravi, che producono foto ammirate e apprezzate. Ora il sig Rossi appartiene a questo circuito, paga per imparare e vuole farsi pagare per insegnare, e per accreditarsi riproduce foto che ha visto essere apprezzate. „ Su questo non posso darti torto. E' un cane che si morde la coda. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 14:00
Ma gli manca la creatività artistica, copia ed è bravo a farlo, ma non crea nulla. Avrà forse un percorso di crescita personale davanti forse , ma mi affiderei 1000 volte a chi ha qualcosa di genuino da trasmettere |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 14:02
Vedo che la discussione sta degenerando, il problema è che tutti guardano solo all'aspetto economico e i ai dannati social. Se la gente fosse più legata alla propria arte queste pagliacciate non verrebbero fuori. Aleo in parte ha centrato il problema, ormai la fotografia grazie a IG e alla tecnologia ha avuto una diffusione tra le masse senza precedenti e come tutte le cose che diventano così diffuse alla fine ci raggiunge un apice e una caduta. Credo che ormai il mercato come lo abbiamo conosciuto negli ultimi 5 anni stia per cambiare e che ci sia più poco spazio per i Workshops a × fatti da amatori evoluti. Il business della fotografia è saturo e le possibilità sono sempre meno. Chi ha lavorato bene negli anni raccoglierà i frutti chi ha sempre solo scopiazzato resterà in piazza a urlare e a bisticciare per le briciole. |
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