user111807
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inviato il 21 Settembre 2019 ore 13:57
Non ho visto il video. Forse dice che esiste solo la nostra mente e tutto il resto è un illusione? Cambiando la prospettiva potremmo essere i neuroni di un unico essere |
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inviato il 21 Settembre 2019 ore 14:02
Felix in realta' anche tu sei me! altra conferma, altrimenti non sapresti queste cose di me! |
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inviato il 21 Settembre 2019 ore 14:11
come pure se ne va chi ci entra solo per criticare senza essere criticato a sua volta Non è la critica che mi spaventa: se lo dici è perchè non sai cosa significhi essere un T.dG. e quante cristiche riceviamo ogni giorno e persino persecuzioni in alcuni paesi tipo la Russia. Se ho abbandonato è perchè la critica è aspra ( non solo la tua Daniele)e porta a conseguenze che ho già verificato e che da cristiana voglio evitare. Anche Felix che ha aperto la discussione, certi argomenti non li vuole sentire quindi... Se si vuole continuare un dialogo sereno fatemi sapere... |
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inviato il 21 Settembre 2019 ore 14:29
“ Non è la critica che mi spaventa „ Infatti non ho detto che ti spaventa, ma che tu critichi gli altri pretendendo di non essere criticata a tua volta: è ben diverso. |
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inviato il 21 Settembre 2019 ore 17:54
Vorrei precisare meglio il motivo per cui separo il senso della vita intesa come l'intero sistema vivente (quello del gene egoista, per capirci) dal senso della vita individuale: posto che il video postato da Ooo non mi convince nemmeno un po' perché accenna ad un sistema ancora più complicato di quelli che si basano sull'esistenza di un "tradizionale" Dio Creatore, il sistema vivente nel suo complesso non può che avere un senso positivo, cioè lo scopo di perpetuarsi il più a lungo possibile, ma per ottenere questo deve avvalersi della selezione naturale per eliminare (spesso nel senso letterale del termine) gli individui meno adatti, o troppo deboli, che potrebbero "inquinare" i suoi piani, cioè potrebbero trasmettere al resto della propria specie i pericolosi geni del disadattamento. Ma questi individui non hanno nessuna colpa di essere portatori dei geni sbagliati, né possono agire in qualche modo per porvi rimedio. Dunque la selezione naturale, che agisce fondamentalmente sugli individui, si comporta in sostanza come la famosa "predestinazione" dei calvinisti: se tu sei un portatore dei geni sbagliati sei predestinato ad uscire di scena anzitempo, meglio ancora se prima di aver combinato il patatrac di procreare qualche altro individuo inadatto. Ora però, se il senso della vita in generale è quello di continuare il più a lungo possibile, per quale motivo il senso della vita dell'individuo non dovrebbe essere simile: vivere a lungo e avere una prole che porti avanti le sue caratteristiche? Aaaah, ma l'individuo inadatto non si può permettere questo, l'individuo inadatto è destinato, fin dal concepimento (cioè da quando si forma il suo patrimonio genetico sbagliato) a guardarsi le spalle perché da un momento all'altro arriverà la selezione naturale a toglierlo di mezzo; per giunta, quel suo patrimonio genetico risulta sbagliato in "quella" situazione ambientale, nel tempo e nel luogo in cui quell'individuo si è trovato a nascere e vivere; fosse nato 1000 anni prima, o 1000 anni dopo, o ad un'altra latitudine sarebbe stato diverso. Eccheccaxxo, la sfiga dentro un'altra sfiga, come una Matrioska!!! Dunque il senso della vita di quell'individuo è: togliti dalle palle che è meglio per tutti (gli altri); tutt'altro che positivo, direi! Ho scelto di mettere la cosa sul piano dell'evoluzione (che è bene ribadire che NON è mai stata finora smentita se non a fanfaronate) per rimarcare il fatto che non si tratta solamente di un problema filosofico/religioso, altrimenti avrei posto la domanda su quale sia il senso della vita di un bambino che muore durante il parto, senza la ben che minima possibilità di cimentarsi nella scelta tra il bene e il male. Certo, visti i due esempi verrebbe da concordare con gli atei sul fatto che la vita non abbia un senso (e per il neonato che muore subito, nemmeno un verso), ma siccome continuo a credere nell'esistenza del problema di Dio e nel fatto che la vita sia un sistema "dualistico" (o un sistema binario, se così è più comprensibile), non posso che concludere che il senso della vita dell'individuo possa anche essere negativo. |
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inviato il 21 Settembre 2019 ore 18:57
Esatto, il senso della vita è la vita stessa...punto |
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inviato il 21 Settembre 2019 ore 18:59
tu l'hai messa dal punto di vista dell'evoluzione, e non è una situazione molto allegra come l'hai descritta. Tuttavia l'evoluzione agisce ogni giorno, quindi non c'è bisogno di scomodare il phylum, è sufficiente guardare cosa accade ogni giorno negli oceani, nella savana, piuttosto che in una foresta equatoriale. Si nasce, ci si riproduce, si partorisce, si è divorati, ecc... questo è molto ben chiaro, è il samsara. Da questo puoi cogliere tutto il pessimismo leopardiano, oppure la virginale fioritura di un'alba ne il Mattino di Grieg. Tieni a fare una distinzione tra il singolo e la specie. Questo è normale solo fino ad un certo punto. C'è sicuramente un processo egoista del singolo, molto positivo, atto a tentare in tutti i modi non solo a sopravvivere ma anche nel passarsela il meglio possibile. A questo punto per te torna Leopardi. Alcuni saranno adatti, altri meno, e giustamente osservi che i più adatti non lo sono in assoluto ma spesso solo nella contingenza, o nel luogo opportuno. E sembra proprio opportunismo, cioè farla franca solo per gran botte di culo, mentre chi ha la proboscide due cm più corta, o una picciolo troppo fragile va incontro a un decadimento di discendenza (spesso non così tremendo eh..., lo sai meglio di me). Quindi si denota che, alcuni sarebbero più fortunati di altri, prendendo il caso della vita vista dal singolo. Di sicuro su questo puoi spaccarti la testa quanto vuoi, ma se stai su questa posizione le tue conclusioni potranno essere solamente che emerge il Male, e che la vita è Orrenda ed Ingiusta. Tanto quanto è ingiusto che un bambino nato stasera abbia una gravissima malformazione cardiaca e sia destinato a morire in pochi giorni. Se la vedi dal punto di vista della specie, meravigliosa la morte di quel bambino, ce lo leviamo dai piedi subito, prima che possa diventare adulto e sparpagliare la sua malformazione in giro, a far danni. Se la si affronta in questi termini, è fin troppo evidente, si rischia come minimo la schizofrenia. L'aristotelico vizio di dividere le cose è uno straordinario metodo occidentale per tentare di capirle meglio, e funziona anche. Solo che dopo aver fatto l'analisi occorre tornare alla realtà, e prendere atto che le cose non sono sezionate come abbiamo fatto noi per studiarle e provare a capirle, ma stanno tutte insieme in un intero non divisibile. così il singolo e la specie, sarà ben difficile dipanarli come se si trattassero di due entità. Lo sono solo ad un livello basso di comprensione che corrisponde anche ad un livello alto di egoismo. Per il bimbo l'egoismo e il distinguo tra "io" e gli altri è per natura evolutiva molto più forte rispetto all'adulto. Poi crescendo si spera, viene meno sia l'egoismo infantile (e animale) e si approda alla scoperta della coralità di cui facciamo parte, e piano piano l'io scema, sempre più, fino a rotolare in un tombino. A quel livello sarà difficile porsi una domanda in cui c'è una così netta separazione (fittizia ) tra noi e loro, tra io e gli altri, tra individuo e specie. |
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inviato il 21 Settembre 2019 ore 19:24
Ma allora perché dividere il tutto in individui, perché non mantenere unito il tutto fin dall'inizio? |
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inviato il 21 Settembre 2019 ore 19:33
chiedilo alla morula. funziona così, è un'ottimo sistema per esperire. |
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inviato il 21 Settembre 2019 ore 20:13
Non mi pare un paragone efficace, un po' come quello dei neuroni; per paragonarci alla morula dovremmo dividerci mitoticamente invece di andare a cercarci una partner per fare dei figli. Insomma, mi sembrano speculazioni filosofiche tirate per i capelli. Scarica dalla macchina, a un km da casa, un individuo pluricellulare e una sola delle sue cellule, e poi vedi se entrambi riescono a rientrare in tempo per la cena |
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inviato il 21 Settembre 2019 ore 20:23
ho proposto un'analogia, non un parallelismo. comunque tu hai fatto la stessa domanda al minuto 6:39 di quel 48enne morto nell'incidente. ti sembra un modo così strano per crescere? |
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inviato il 21 Settembre 2019 ore 21:44
“ ti sembra un modo così strano per crescere? „ Mi sembra assurdo che la morte sia un passaggio "intermedio" nella crescita di un organismo vivente organico. Oltre tutto trovo statisticamente estremamente improbabile che ciascun individuo, ovvero ciascuna "cellula" del tutto, riesca a compiere l'intero processo di perdita dell'individualità in presenza di autocoscienza, così che il tutto si ricomponga alla fine senza dover rinunciare a qualche brandello; che ne sarà delle cellule riluttanti? Altro problema: la crescita di un organismo funziona se non ci sono meccanismi genetici che remano contro: perché un "passaggio obbligato" attraverso una fase autocosciente, se questa conduce all'individualismo interferendo così pesantemente con la crescita del tutto? |
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inviato il 21 Settembre 2019 ore 21:58
“ Mi sembra assurdo che la morte sia un passaggio "intermedio" nella crescita di un organismo vivente organico. „ ovvio, è assurdo. ma non è assurdo passare da un libro all'altro per crescere, e il corpo organico è l'analogia del libro. “ perché un "passaggio obbligato" attraverso una fase autocosciente, se questa conduce all'individualismo interferendo così pesantemente con la crescita del tutto? „ perchè l'individualismo coscente è un livello + evoluto dell'egoismo incoscente. “ trovo statisticamente estremamente improbabile che ciascun individuo, ovvero ciascuna "cellula" del tutto, riesca a compiere l'intero processo di perdita dell'individualità in presenza di autocoscienza „ residui fissi resteranno certamente, ma saranno per lo più involucri. L'essenza non è il tutto. |
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inviato il 21 Settembre 2019 ore 22:38
Ooo di religioni non credi ne siano state inventate già a sufficienza? Io sono convinto che l'uomo farebbe un grande balzo in avanti se le superasse tutte, senza sostituirle con nuove. Le Verità hanno sempre causato danni enormi all'umanità L'uomo saggio é colui che dubita, che è cosciente dei propri limiti, che interpreta ciò che lo circonda con metodo scientifico, con spirito artistico, con la contemplazione mistica, perché no...ma senza pretese di avere in pugno la Verità. |
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inviato il 22 Settembre 2019 ore 7:50
non mi pare sia stata creata una nuova religione. farsi proiezioni è aspettative è una caratteristica dell'uomo che non sarà mai eradicata fino a quando l'uomo potrà dirsi tale. | |

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