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come definire la vita?


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avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 19:16    

tornando in topic, se dalla non vita, può "nascere" la vita, allora come si può arrivare a una definizione di vita che non includa tutto ciò che esiste?

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 19:21    

Ma solo per quella cosa della membrana? Ma dai...

no, sei saccente nei confronti di chi dice la sua nel topic, in diversi tuoi interventi.
Limitati a dire la tua ed a controbattere gli altri con + rispetto.


tornando in topic, se dalla non vita, può "nascere" la vita, allora come si può arrivare a una definizione di vita che non includa tutto ciò che esiste?

ottima osservazione.
occorerebbe quindi aggiungere una causale "originaria" nella definizione?

user111807
avatar
inviato il 24 Aprile 2019 ore 19:25    

Scusami Ooo lungi da me fare polemiche specialmente con te Sorriso
Un culturista si modifica artificialmente con sostanze dopanti e coi geni non ha nulla a che fare .
I cinesi si c'è in giro la voce che per i loro atleti intervengano a livello genetico.
Fine OT Confuso

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 19:28    

quello che volevo dire, Domenic, è che se non c'è trasmissibilità genetica basata su una sorta di allenamento e abilità acquisita da un singolo essere, quale altra possibilità resta se non il caso?
Se di caso non si tratta, quale sarebbe il meccanismo non casuale che guida l'evoluzione?

ne ho accennato ad uno, che avviene attraverso i plasmidi, ma il grosso dell'evoluzione può avvenire esclusivamente attraverso questi? A mio parere a volte funziona per le variazioni di metabolismo, ma l'evoluzione non è solo del metabolismo.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 19:33    

L'articolazione a sella permette di contrapporre il pollice al palmo della mano, con conseguente sviluppo della capacità di usare utensili (negli altri primati non esiste).

Anche questo pare che stia registrando eccezioni: gli scimpanzè sanno utilizzare bastoncini per estrarre larve, di cui si cibano, dai fori in cui sono rintanate (senza che nessuno glielo insegnasse). Anni fa vidi un documentario, girato sulla costa giapponese, in cui un gruppo di studiosi stava lavorando all'osservazione di un branco di macachi allo stato brado, ma per esigenze di ripresa li attirava con patate messe nei punti più scenografici vicino alla spiaggia (erano gli anni '60-'70 e non si badava più che tanto al naturalismo puro delle riprese); ad un certo punto, ad un giovane adulto scivolò una patata finendo sulla battigia e poi in mare. I macachi in genere non uscivano allo scoperto sulla spiaggia, ma la tentazione era forte e il giovane corse a recuperare la patata, scoprendo che col sale era molto più buona; la novità si diffuse tra gli adulti più giovani (i vecchi sono sempre tradizionalisti) che iniziarono a sfidare cormorani e non ricordo che altri possibili predatori pur di uscire allo scoperto per andare ad immergere le patate in mare. Il problema sorse quando nacquero i piccoli, perché le madri dovevano portarseli appresso stringendoli con un braccio e tenendo la patata nell'altro, col rischio di vedersi strappare i piccoli di mano dagli uccelli predatori, così i maschi iniziarono a brandire bastoni per allontanare i nemici.
Una storia già vista, non vi pare?

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 19:35    

@Daniele. era una femmina.
comunque l'uomo è diventato tale per il piede, che ha permesso d'avere due arti liberi dalla locomozione.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 19:40    

se non c'è trasmissibilità genetica basata su una sorta di allenamento e abilità acquisita da un singolo essere, quale altra possibilità resta se non il caso?

Qualcosa del genere ci deve essere, anche se si crea in tempi lunghi; più addietro avevo accennato ai movimenti riflessi come risultato di un database che il cervello si costruisce dopo le prime esperienze dirette del bambino e con cui appronta risposte subconscie o comunque che precedono la piena presa di coscienza di un pericolo; non mi stupirei se parte di questo database, e relative risposte, rimanesse presto o tardi codificato a livello genetico dando origine a fenomeni cosiddetti "istintivi"

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 19:41    

come rimarrebbe impresso in modo da essere trasmissibile geneticamente?

perchè un conto è una trasmissione genetica di un comportamento sempre per le solite regole dell'evoluzione darwiniana, una altro è la trasmissione genetica di un comportamento acquisito.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 19:43    

Daniele. era una femmina.
comunque l'uomo è diventato tale per il piede, che ha permesso d'avere due arti liberi dalla locomozione.

Eeeeh, sto invecchiando; mi sa che oltre a non ricordare bene i vecchi filmati, se un giorno mio nipote si mettesse a lavare le patate in mare, io sarei di quei tradizionalisti che continuerebbero a mangiarle ... fritte MrGreen

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 19:44    

MrGreen

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 19:45    

come rimarrebbe impresso in modo da essere trasmissibile geneticamente?

Questo è il punto che rimane insoluto; infatti ho scritto che non mi stupirei se si scoprisse che accade, non che ne sono sicuro.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 19:47    

eh, però dura trovarne uno. io non ci arrivo.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 19:55    

non mi stupirei se parte di questo database, e relative risposte, rimanesse presto o tardi codificato a livello genetico dando origine a fenomeni cosiddetti "istintivi"

Infatti è così: ovviamente non è affatto chiaro il cosa succede e con i mezzi attuali dubito che si riesca a capirlo a breve, ma chissà un giorno; lo sviluppo non è del tutto casuale e questo è sotto i nostri occhi: al netto delle piccole, o grandi dipende dal punto di vista, differenze noi nasciamo praticamente tutti uguali: strano, a pensarci, no?
Prendi un esempio semplice: un gatto sa saltare e predare senza che nessuno glielo insegni; insomma, un gatto sa di essere un gatto senza che nessuno glielo dica CoolCool

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 20:04    

non vedo cosa ci sia di strano.
un comportamento non ha necessità d'essere appreso perchè esso si esplichi.
anche un bruco sa ingerire foglie senza averlo imparato.
Forse la predazione può sembrare un comportamento troppo complesso.
ma se si tratta solo di misura, di nuovo, non c'è nulla di strano.
un comportamento può essere trasmesso geneticamente e con le stesse regole dell'evoluzione darwiniana.

pensiamo sempre all'evoluzione darwiniana guardando l'ala di un albatro o le zampe di una talpa. Ma anche il fototropismo delle piante e la nuotata di una papera in acqua possono essere trasmesse geneticamente e per i processi evolutivi.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2019 ore 20:12    

Mi spiace ma non è così casuale .
Dei giganti al 99.99 % avranno discendenti giganti mi pare così scontato Cool
Se no i geni che ci stanno a fare è un dato di fatto non un opinione .
Non so come dirlo l'errore genetico crea qualcos'altro non l'evoluzione di una specie .
l'evoluzione di una specie si ha come ho già detto con un affinamento adattivo all'ambiente di generazione in generazione.
Vi siete mai chiesti il perchè in agricoltura tutti gli anni o quasi quando si usavano solo veleni si doveva aumentare la dose o usare un veleno più potente di anno in anno Cool
Perchè gli insetti hanno un ciclo generazionale cortissimo e sono quelli che resistono al veleno che possono riprodursi
con progenie adatte a sopravvivere.MrGreen


Ciao Dominic
quello che dici è parzialmente vero però:

1) bisogna ripassarsi le Leggi di Gregor Mendel con tutte le integrazioni degli ultimi 130 e fischia anni.

2) Mendel "il monaco dei piselli" ci ricorda che esistono i caratteri recessivi (ad esempio il soggetto che nasce con i capelli rossi in mezzo a degli ascendenti che per generazioni anno avuto altri colori dei capelli) oppure i gruppi sanguigni ...

3) ho parlato di variazioni causali all'interno del fenotipo e/o genotipo specie-specifico

4) è ovvio che la natura tende in larga misura a mantenere il fenotipo relativo ad una determinata specie, questo non toglie che per la sua sopravvivenza ogni tanto cambi "casualmente" le carte in tavola: a volte solo una a volte molte di più. Tu stesso parli di giganti ma ti psso garantire che la loro linea genetica non lo è stata da sempre e probabilmente non lo sarà per sempre.
Diversamente cadiamo nel concetto di "CREAZIONISMO", che tanto caro è a Felix, dove tutto è stato creato così come lo vediamo ora e sempre sarà fino alla resurrezione ... (ogni religione poi dice la sua a riguardo)

5) la vita è evoluzione: passa da ordini inferiori ad ordini superiori anche quando apparentemente sembra il contrario (il delfino è un esmpio classico)

6) trovo che un semplice esempio di ciò che accade nel passaggio da un ordine inferiore a uno superiore e viceversa, lo si possa fare con l'ingrandimento e con la riduzione di una immagine. Penso che l'esempio sia facile e calzi con lo spirito "fotografico" del forum:

Prendiamo una immagine e ingrandiamola. Più grande diventa e più imperfezioni notiamo: la definizione si riduce, il rumore diventa evidente, ecc. Il passaggio quindi genera incertezza nel suo risultato finale.

Adesso riduciamola. Più diventa piccola e più la definizione aumenta, il rumore sparisce, ecc. Il passaggio è certo e non crea problemi.

Ergo

Le fasi evolutive e conseguentemente la vita nel loro passaggio - continuo - verso ordini superiori generano incertezza. Vale a dire che è quasi impossibile determinare quello che accadrà.

E' ovvio che questo, in linea di massima, non va visto in tempi brevi ma nei lunghi periodi (decine di migliaia di anni) anche se, come ho già detto, le monere riescono a passare ai loro simili informazioni genetiche in linea orizzontale e cioè in tempo quasi reale senza attendere la trasmissione genetica alla generazione successiva.



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