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Matrici che nascondono il mondo reale


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avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2019 ore 22:15    

@Vinnywhite
non hai preso in considerazione il mio modo di vedere la matrice, non è fuori ma dentro, se vuoi approfondire guarda le pag precedenti.

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2019 ore 22:17    

Concordo Ooo. Se escludiamo le cose su cui abbiamo prove scientifiche, il resto è dovuto principalmente al nostro vissuto ed ai condizionamenti sociali che possono avere un peso più o meno rilevante nell'indirizzare (che non vuol dire obbligare) le nostre scelte ed in parte alla realtà che ci circorda nel luogo e nel momento in cui ci troviamo.

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2019 ore 22:22    

eppure anche il nostro applicare la scienza come modello principale spesso è determinato dall'ambiente in cui ci troviamo.

occorrerebbe davvero farsi un'analisi e domandarsi quanto davvero ci abbiamo ragionato sopra e quanto invece siamo stati pregnati come spugne.

e qui entra il concetto di karma, anch'esso caro al buddhismo.

il karma.
in pratica hai un cero indirizzo, tutto ha un certo indirizzo.
l'Italia ha un certo karma, tu hai un certo karma.
è una sorta di "predisposizione a".

citazione
“Il karma è esperienza, l'esperienza crea memoria, la memoria crea immaginazione e desiderio, il desiderio crea di nuovo il karma.”

si tratta della memoria vera ovvero quella che resta nell'essenza.
ti trovi a rinascere in un certo contesto a causa del tuo Karma, per ciò che hai fatto e che sei, per ciò che ancora devi fare.

user30556
avatar
inviato il 20 Aprile 2019 ore 22:28    

Ooo, ma alla fine a che ti serve credere all'essenza e tutta quella roba li'?
In che modo t'aiuta, magari ti fa accettare la morte/non morte meglio di un altro che non crede a niente?
Insomma, credere, non credere, specie se poi neanche ti ricordi della vita precedente, fa la differenza? e come?
Dico per te, solo per te in questa tua vita.
Personalmente credo nella casualita' del nulla. Carne ed ossa che finiscono di esistere per sempre.

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2019 ore 22:29    

Non credo di aver capito Ooo. A cosa ti riferisci?

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2019 ore 22:39    

Ooo, ma alla fine a che ti serve credere all'essenza e tutta quella roba li'?
In che modo t'aiuta, magari ti fa accettare la morte/non morte meglio di un altro che non crede a niente?
Insomma, credere, non credere, specie se poi neanche ti ricordi della vita precedente, fa la differenza? e come?
Dico per te, solo per te in questa tua vita.
Personalmente credo nel nulla. Come dice I-Felix, carne e ossa che finiscono di esistere per sempre.


l'utilità è sapere. è un po' come trovarsi improvisamente in un posto che non conosci e tu vuoi sapere dove sei, e se te stesso hai correlazione con quel posto.
Se accade che non ricordi nulla della vita precedente, puoi star pur certo che come nei tuoi geni c'è tutta la tua storia biologica (alcuni sostenevano che nel nostro DNA c'è un sacco di roba inutile e lo chiamavano DNA spazzatura, oggi chi sostiene questo è visto male dalla comunità scientifica), così nella tua essenza c'è la tua storia spirituale.

Quindi tra sapere questo e non saperlo per me fa una differenza notevole. In pratica è da quando sono bambino che cerco di sapere e oggi so abbastana quanto basta (o più modestamente dovrei dire credo di sapere quanto basta), ma ancora altro da saper c'è.

so per esempio che il mio percorso di reincarnazioni non si concluderà con questa vita. Nel buddhidmo il processo di reincarnazione è un lavoro pesante e si ambisce al suo termine, cioè ad arrivare ad un grado più elevato in cui non è più necessario reincarnarsi.

@McBrandon
ho completato nel post precedente, non è abbastanza chiaro? cosa?

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2019 ore 22:39    

Non credete in un Dio Creatore
solo perchè non lo vedete e non ne potete provare l'esistenza..
ma credete in un buco nero che non vedete

Qualcuno ti ha già risposto di credere lui stesso in Dio, quindi la prima parte della tua affermazione va a farsi benedire (in senso letterale MrGreen); quanto alla seconda parte, se il buco nero fosse invisibile perché inesistente, quella porzione di spazio si lascierebbe comunque attraversare dalle radiazioni emesse dalle stelle e galassie che si trovano dall'altra parte; temo invece che quell'immagine che circola da alcuni giorni abbia il centro nero proprio perché quella radiazione non riesce ad attraversare quella regione di spazio e, quindi, a venire captata dai radiotelescopi; quindi, paradossalmente, la prova che il buco nero esiste consiste proprio nel fatto che in quel tondo non ci vedi un bel nulla.

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2019 ore 22:46    

@Kaveri63
poi io non è che "credo".
ho formulato un mio pensiero personale senza conoscere il buddhismo e quando ho letto sul buddhismo ho trovato un riscontro.

credevo di essere l'unico uomo sulla terra a pensarla in quel modo, e poi accidentalmente ho scoperto che esisteva il buddhismo che ricalca nelle parti essenziali il mio pensiero.

user30556
avatar
inviato il 20 Aprile 2019 ore 22:49    

Quindi la differenza tra sapere questo e non saperlo per me fa una differenza notevole

Si, ma la mia domanda era un'altra, se vuoi molto piu' banale.
Come ti influenza nel quotidiano questo tuo sapere? Praticamente.
Ti rende sereno tipo un credente che si affida al creatore, ti da dei poteri straordinari che ti facilitano l'esistenza o la risoluzione a problemi pratici altrimenti irrisolvibili?
Insomma nel tuo quotidiano (o rispetto al tuo vicino non buddista), cosa cambia (se cambia) credere all'essenza, sapere tutto quello che dici di sapere?
Bada bene che ti chiedo cio' con la mente aperta, senza nessuna malizia.
Di contro ho un cugino buddhista che non e' mai riuscito a risolvere i suoi problemi, anzi se ne crea sempre di nuovi.
Ecco mi piacerebbe sapere pure se e' lui che non si e' mai applicato come si dovrebbe o, alla fine, praticamente non serve a niente (almeno apparentemente dall'esterno).

user117231
avatar
inviato il 20 Aprile 2019 ore 22:56    

Sottolineo che faccio un netto e totale distinguo
tra DIO e religioni umane.

E per rispondere alla domanda di Mc,
se fossi vissuto in una tribù fuori dal mondo,
avrei avuto comunque sentore
dell'esistenza di qualcosa di simile a DIO...
la risposta è sì assolutamente.

Perché tornando al punto..
quella cosa ce l'hai dentro o non ce l'hai.

E vi invito a riflettere sul fatto
che certe cose potrebbero esistere o non esistere,
in funzione del crederci o meno.
Magari la scienza a questa conclusione..
ci sta finalmente arrivando.

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2019 ore 22:57    

Come ti influenza del quotidiano questo tuo sapere? Praticamente.

cambia parecchio.
forse è meglio passare agli esempi pratici.
A volte faccio cose pessime, come la maggior parte degli esseri umani.
tu come reagisci a questa cosa?
Per un cattolico esiste il pentimento e l'assoluzione, magari mediante l'espiazione e la redenzione del peccato, per me che sono buddhista no.
Io non dimentico le mie cose pessime e le porto in vista sulla pelle come cicatrici per ricordarle, so di non poterle cancellare, sono mie, anzi sono io. Come faccio a vivere con tale peso? Considero la mia natura umana, non perfetta, accetto d'essere quel che sono.
Tuttavia non posso dissolverle in nessuna assoluzione e non voglio dimenticarle perchè ambisco ad una via migliore tenendole a mente. me ne avvantaggio.
Tu che non credi "in nulla" come agisci di fronte alle tue azioni che reputi pessime?

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2019 ore 22:58    

@McBrandon
ho completato nel post precedente, non è abbastanza chiaro? cosa?

Adesso mi è un po' più chiaro. Avevo letto l'intervento quando avevi scritto solo fino a "...spugne".
Prima di integrarlo con il resto, insomma.

user30556
avatar
inviato il 20 Aprile 2019 ore 23:00    

Tu che non credi "in nulla" come agisci di fronte alle tue azioni che reputi pessime?

Esattamente come te.
Solo non ambisco ad una vita migliore.
E' successo. Stop.
Se mi ha procurato del danno, provo a tenerrlo a mente per non ripeterlo.
La chiamerei "esperienza".

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2019 ore 23:04    

Io non dimentico le mie cose pessime e le porto in vista sulla pelle come cicatrici per ricordarle, so di non poterle cancellare, sono mie, anzi sono io. Come faccio a vivere con tale peso? Considero la mia natura umana, non perfetta, accetto d'essere quel che sono.

Forse però in fin dei conti non si può cancellare nulla indipendentemente da qualsiasi religione e dal fatto che si sia credenti o no: il rimorso è una delle cose che unisce qualsiasi persona in qualsiasi angolo del globo.
Vale la stessa cosa per altri sentimenti come felicità, amore, tristezza... etc. etc.
Ovviamente le mie sono ipotesi.

avatarsenior
inviato il 20 Aprile 2019 ore 23:05    

@Kaveri63
se agisci come me inevitabilmente ti avvantaggi di non cancellarle.
non ambisci ad una vita migliore ma inevitabilmente la attui.
anche se ripeti le stesse azioni pessime, perchè prendi sempre + coscenza, ogni volta, della tua natura.

Forse però in fin dei conti non si può cancellare nulla indipendentemente da qualsiasi religione e dal fatto che si sia credenti o no: il rimorso è una delle cose che unisce qualsiasi persona in qualsiasi angolo del globo.
credo anch'io, ma il cristianesimo punta alla redenzione dei peccati...
...che poi non ci creda neanche un cristiano...

comunque non è necessariamente rimorso.
io non lo vivo molto come rimorso ma più come un automobilista che guidando esce dall'asfalto e fa un tratto sullo sterrato. (ma che ca22o ho fatto?!?) tipo così.

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