| inviato il 18 Aprile 2019 ore 23:05
Comunque dovremmo sempre tenere presente che l'energia più pulita è quella che non c'è bisogno di produrre, e che quindi anche quella da fonte rinnovabile ha una lunga serie di controindicazioni e criticità. Se poi, come "naturalmente" capita, la molla che spinge in una direzione piuttosto che nell'altra è da cercarsi nel business e nella ricerca di profitto, anziché nel desiderio/necessità di avere un mondo più vivibile, bisogna sempre andarci coi piedi di piombo (o di litio). Poi (al contrario) c'è pure chi se la prende con la povera Greta il cui unico torto è quello di venire a dirci ciò che dovremmo già ben sapere se solo avessimo un minimo di sale in zucca... |
| inviato il 18 Aprile 2019 ore 23:34
Comunque in città il motore a scoppio dà il peggio di sè, nonostante grandi evoluzioni soffre i regimi non ottimali dettati dalle continue accelerazioni e frenate, mentre l'elettrico (con recupero in frenata) ci va a nozze. Quindi anche se l'elettrico fosse ricavato alla peggio dal diesel, un unico grosso motore che gira a regime ottimizzato, con catalizzatore ad urea, valvola egr per la ricombustione (forse a regimi ottimali superflua), filtro antiparticolato la cui rigenerazione sarebbe sicuramente più efficace che nelle vetture, un motore così che genera energia elettrica per tante vetture elettriche sarebbe sicuramente meno inquinante. Il discorso delle infrastrutture lascia perplesso anche me, si dovrebbero raddoppiare intanto tutte le utenze domestiche. |
| inviato il 19 Aprile 2019 ore 0:13
“ Comunque in città il motore a scoppio dà il peggio di sè „ Comunque in città non dovrebbe esistere la mobilità privata; finché non si capisce questo, è inutile parlare di elettrico  |
| inviato il 19 Aprile 2019 ore 0:42
“ Comunque in città non dovrebbe esistere la mobilità privata; finché non si capisce questo, è inutile parlare di elettrico :-P;-) „ Non capisco come si possano combinare le diverse esigenze di lavoro, tempo libero, necessità varie, con gli orari di una mobilità pubblica, soprattutto quella delle città Italiane... |
| inviato il 19 Aprile 2019 ore 1:12
Le energie alternative, e soprattutto il fotovoltaico, creano delle mini-centrali sparse sul territorio, che aumentano l'energia a disposizione di giorno, quando è più necessaria per esigenze industriali... non può essere un problema, ma è chiaro che l'ente che distribuisce l'energia si dovrà adeguare, al cambiamento strutturale della rete... ma tutto questo avverrà per gradi: incremento di veicoli elettrici, incremento di produzione energia elettrica, adeguamento della rete di distribuzione... tutto questo almeno in dieci anni, ma tra 5 anni già si ragionerà su numeri e prospettive diverse, e magari ci saranno altre alternative. |
| inviato il 19 Aprile 2019 ore 7:31
Non sono mini-centrali. Sono mega-centrali che aumentano in modo esponenziale il consumo di territorio: basti pensare alle superfici coperte da pannelli solari o alle aree disseminate di torri eoliche. In pochi anni la Sardegna - la mia terra - ne è stata invasa, e in zone di alto valore paesaggistico. Di fatto, non c'è quasi più un punto ove 'ste torri non siano visibili (con tutte le considerazioni già fatte sul problematico dispacciamento di quantità elevate di energia da fonte discontinua su reti solo parzialmente interconnesse). Tutto il paesaggio trasformato in zona industriale. La Sardegna produce più energia di quanta ne consumi, ma per ragioni economiche (fame di lavoro), climatiche (sole e vento a volontà) e culturali (antropologicamente predisposti a prendere cantonate) siamo diventati colonia energetica, prima col fossile (carbone a gogò) e ora con le rinnovabili. Non a caso, si parla di centrali enormi in Africa, la colonia par excellence (però ci lamentiamo se gli africani, che abbiamo affamato e massacrato con colonialismi, neocolonialismi, guerre per la pace e altri simpatici orwelliani ossimori, scappano dalla loro terra e vengono da noi: "io non sono razzista ma", si sente dire in ogni dove). Tutto questo in assenza (non me ne occupo più ma non credo sia cambiato granché) di piani energetici nazionali o regionali che obblighino i produttori a sostituire il fossile col rinnovabile, quindi di tutto si produce il più possibile per farci profitto e non certo per finalità ambientali. Ora, ben lungi da me l'idea di perorare la causa dell'inquinantissimo fossile, ma ogni tipo di produzione ha le sue problematicità (tanto più se non c'è un controllo democratico "illuminato" ma ci si affida al laissez faire mercatistico). Quindi. Meglio andare in bicicletta. Se non si hanno problemi di prostata... |
| inviato il 19 Aprile 2019 ore 9:19
S_m_art“ (tanto più se non c'è un controllo democratico "illuminato" ma ci si affida al laissez faire mercatistico). „ Posso essere d'accordo sui discorsi precedenti ma il "controllo democratico" ci ha regalato la rinuncia alle uniche fonti di energia pulite e i vari movimenti NO-qualcosa. Il controllo dovrebbe essere solo dei competenti (nessuno si sogna di mettere ai voti le decisioni che un chirurgo fa in corso d'opera). Oggi poi uno legge due stupidaggini su internet e, non avendo una cultura minima della materia in oggetto, si sente "esperto" e trincia giudizi inappellabili. |
user170878 | inviato il 19 Aprile 2019 ore 9:25
@S_m_art: certo che potremmo tornare tutti ad andare in bici e ad usare gli asini al posto dei treni per il trasporto Beh lasciami dire che per fortuna è meglio andare avanti e risolvere i problemi nuovi che di volta in volta si presentano, piuttosto che dire fermiamo il mondo voglio scendere. Se non altro perché vorrei proprio vedere quanti di noi potrebbero permettersi il lusso di andare in giro in bici, con i tempi strettissimi imposti dalla vita di oggi |
| inviato il 19 Aprile 2019 ore 10:23
Io tra un po' probabilmente dovrò andare una volta a settimana da un paesino in Emilia Romagna ad un altro paesino in alto Veneto ... ci vado con i mezzi pubblici? Due treni ed una corriera sia andata che ritorno? Quattro ore andata e quattro ore ritorno se va bene? Sempre che ci siano i mezzi per farlo. Che faccio, mi alzo alle tre di notte e torno a casa alle dieci di sera per uisare i mezzi pubblici? Non tutti abitano a Milano, prendono la metro per andare a lavorare IN Milano, ed hanno tutto sotto casa. Io anche solo per fare la spesa ho BISOGNO dell'auto privata ... |
| inviato il 19 Aprile 2019 ore 10:31
“ vorrei proprio vedere quanti di noi potrebbero permettersi il lusso di andare in giro in bici, con i tempi strettissimi imposti dalla vita di oggi ;-) „ O forse dovremmo ritornare a imparare cos'era la miseria, cosa che, fortunatamente, nessuno di noi ha provato. Giusto a proposito della bicicletta: fino a poco più di una cinquantina di anni fa, quindi non ere geologiche, gli operai che dal mio comune dovevano raggiungere Milano, quindi non in mezzo al Burundi, che non avevano i soldi per l'abbonamento al tram, ogni giorno prendevano la bicicletta e si facevano una trentina di km per andare e altrettanti, dopo il turno, per tornare con qualsiasi condizione meteo; ecco, sembrano cose incredibili, eppure la gente viveva la stesso, forse anche meglio, dato che almeno si muoveva “ Non capisco come si possano combinare le diverse esigenze di lavoro, tempo libero, necessità varie, con gli orari di una mobilità pubblica, soprattutto quella delle città Italiane... „ Come per sostenere l'intero parco auto elettrico è necessario aggiornare la rete elettrica nazionale, così si può fare anche per i mezzi pubblici |
| inviato il 19 Aprile 2019 ore 10:37
La vedo dura... |
| inviato il 19 Aprile 2019 ore 10:37
Ok non torneremo al carretto con gli asinelli.. Ma non si può crescere all' infinito in un sistema che non lo è Sì è sempre ragionato in termini di crescita di stimolo ai consumi, ma non è un atteggiamento che possiamo tenere all'infinito Serve 100 ok produciamo 100, serve 200 ok produciamo 200 e così via.. non può funzionare per sempre Intanto sarebbero da ottimizzare i consumi cercando di eliminare il più possibile gli sprechi Ma ciò vorrebbe dire rallentare il business per alcuni e ad oggi sarebbe improponibile perché c'è ancora grasso che cola quindi avanti così.. Alla fine le scelte impopolari non le vuole fare nessuno fintanto che non è costretto. L'auto elettrica di per se è interessante ed avrà la propria evoluzione Anche perché è l'ancora di salvezza dei grossi gruppi automotive, sono arrivati ad un punto di non ritorno ormai hanno margini di guadagno molto bassi (in perdita in alcuni casi) basta vedere la condivisione di piattaforme sempre più estesa. Con l'elettrico hanno modo in un certo senso di ripartire e far girare nuovamente il loro ecosistema economico. |
| inviato il 19 Aprile 2019 ore 10:39
Stepie, ho parlato di controllo democratico "illuminato" non perché parliamo di luce elettrica, ma proprio perché dovrebbe essere (e non è) inverato il principio einaudiano del "conoscere per deliberare". Del resto, la democrazia fa schifo ma è il meno peggio dei sistemi di governo. Di meglio c'è solo l'anarchia (il non governo) ma è roba per palati fini (e il Grande Inquisitore ci insegna che vogliamo sempre un "pastore"). Il governo dei tecnocrati (dei competenti, li chiami tu) non è che nella Storia abbia fornito prove così luminose... Il chirurgo dovrebbe dirmi pro e contra, ma, se permetti, decido io se operarmi o meno. E quando è in gioco il kulo di tutti (come per il nucleare) è meglio (o quantomeno giusto) che decidano tutti. |
| inviato il 19 Aprile 2019 ore 10:46
Jaclarmax, trent'anni fa quanti avevano il condizionatore in macchina e in casa? E di esempi del genere potremmo farne tanti. Il Pianeta è finito (in tutti i sensi) e lo sviluppo non può essere infinito. Se non lo capiamo da soli (Greta l'ha capito, ma lei è adulta) ce lo farà capire il Pianeta (nelle periferie del mondo è già molto evidente). E anche a modo suo. |
| inviato il 19 Aprile 2019 ore 10:54
“ Io tra un po' probabilmente dovrò andare una volta a settimana da un paesino in Emilia Romagna ad un altro paesino in alto Veneto ... ci vado con i mezzi pubblici? Due treni ed una corriera sia andata che ritorno? Quattro ore andata e quattro ore ritorno se va bene? Sempre che ci siano i mezzi per farlo. Che faccio, mi alzo alle tre di notte e torno a casa alle dieci di sera per uisare i mezzi pubblici? Non tutti abitano a Milano, prendono la metro per andare a lavorare IN Milano, ed hanno tutto sotto casa. Io anche solo per fare la spesa ho BISOGNO dell'auto privata ... „ infatti nei tuo caso l'auto privata è una esigenza indiscutibile. Ma ci sono molte alte situazione dove con una più attenta pianificazione dei trasporti e dell' urbanistica si potrebbero togliere molte auto dalla strada. nel mio caso devo fare fortunatamente solo 15 km, ma dove abito zona residenziale fatta lontano da qualsiasi servizio, no autobus (fermata più vicina 5km) e poi dovrei cambiare due autobus con orari che ovviamnete non combaciano in Bici rischierei la vita visto che obbligatoriamente dovrei fare diversi km su statale a grande scorrimento treno vedi autobus Il tutto perchè tra la zona industriale fatta in posto assurdo lontano da qualsiasi servizio una zona residenziale poco servita, assenza di percorsi sicuri da fare in bici..... quindi mi rimane lo scooterone perchè il traffico è pure intenso moltiplica queste situazioni per tutta italia/europa.... |
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