|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 15:16
Posto anche io un commento inserito in altra discussione con Andrea e sulla metafora del vino. "Se faccio una bevanda simile ad un ottimo vino d'annata, diciamo un pincopallo del 72, senza usare uva, non commetto alcun reato. Anzi, se chi beve questa bevanda non sarà in grado di cogliere la differenza tra questa e il vino d'annata, vuol dire che il modo in cui ho prodotto questa bevanda, dal punto di vista del gusto, non ha nessun rilievo. Commetto invece un reato se vendo la bevanda scrivendoci sopra "Pincopallo del 72". ecco quindi la falsificazione. Tutto questo per dire che ciò che e' "eticamente" sbagliato non è produrre una bevanda senza usare l'uva, anzi, magari con questo nuovo metodo, tutti potranno gustarsi una ottima bevanda che prima, causa il costo, era un lusso per pochi. Torniamo alla pittura, alcuni pittori si "specializzano" nella rappresentazione il più fedele possibile della realtà, il loro fine è, per quanto possa sembrare assurdo, ingannare lo spettatore, ovvero fargli credere che l'immagine che vedono è una foto, non un disegno. Per ottenere questo risultato non usano solo i pennelli, ma magari un aerografo, magari ricalcano l'immagine riflessa da uno specchio su un foglio, e qualunque altra tecnica che consenta il raggiungimento dello scopi. In questo "inganno" nessuno tira in ballo l'etica. Torniamo alle fotografie, cosa significa contraffazione? se ho una foto di una montagna con un cielo insignificante, e gli inserisco un tramonto di fuoco, e pubblico quella immagine, in che modo ho ingannato lo spettatore? Sulle foto non esiste l'etichetta come sui vini, non ho falsificato alcun dato e non ho commesso alcun reato, ergo non ho fatto alcun inganno. Ci sono i mezzi per poter produrre una ottimo vino senza usare l'uva, anzi, tutti hanno a disposizione questi mezzi. non ho più bisogno di avere filari di viti in qualche rinomato terreno francese, non devo più aspettare 20 anni di invecchiamento in botte. Che problema c'è in tutto ciò? io non ne vedo. Aggiungo in fine che, poiché tutti sono in grado di farlo, tutti sono consapevoli che quando bevono una bevanda che sembra un Pincopallo del 72, molto probabilmente non è stata prodotta con l'uva ma con il metodo che tutti conoscono, ma non importa a nessuno, il gusto è buono, solo quello conta. È allora a chi è che la cosa non va bene? non va bene a tutti quelli che producono il Pincopallo del 72 e a quelli che non si avvicinano neanche lontanamente all'ottimo Pincopallo del 72, ma comunque faticano tanto per crescere la propria uva, vendemmiarla, farla fermentare, il tutto per ottenere un vinello neanche lontanamente buono come il famoso Pincopallo. Resta inteso che se si fa un concorso in cui gli organizzatori dicono che le uniche bevande ammesse sono quelle a base di uva, e viene presentata la bevanda senza uva, allora lì entra il discorso sull'etica. Mi preme tuttavia far notare che se il vincitore del concorso fosse per caso proprio la bevanda senza uva, e poi scoperto l'inganno il premio le fosse tolto, dovrei dedurre che il fine ultimo del concorso medesimo non era premierale il gusto migliore, ma premiare altro, cosa sia questo "altro" tuttavia non lo capisco. " il discorso continuava dopo vari interventi, con queste mie conclusioni "Lo scopo dei miei interventi non è giudicare i gusti degli altri, ma capire il rapporto tra Fotografia, Inganno e postproduzione, che per molti sono aspetti strettamente legati. In particolare mi interessa capire come cambi questo rapporto con il passare del tempo, con l'evolversi delle tecnologie e con la diffusione delle stesse presso tutti. Oggi non esiste il fotografo e l'osservatore. Siamo tutti fotografi e osservatori. E penso che questo abbia qualche conseguenza. Ci confrontiamo sui concetti di stravolgimento della realtà, di inganno, di post produzione. Mi pare che, rispetto a quando siamo partiti, abbiamo stabilito che: 1) lo stravolgere la realtà non è di per se un inganno, e quindi di per se non ha nulla a che vedere con l'etica 2) Usare la post produzione non è di per se un inganno, e quindi non ha nulla a che vedere con l'etica Viene introdotto il concetto di Overcooked, quindi l'attenzione non è più se sia giusto o sbagliato fare post produzione, ma se la stessa è fatta bene o fatta male. Questo concetto ovviamente lo condivido, ma vale per qualsiasi fase del processo fotografico, vale per tutto. Quindi non mi pare una discriminante. Si arriva così all'ultima motivazione che sembra discriminare tra Inganno ( e quindi violazione dell'etica da parte del fotografo), e buona fede, dove l'etica è salva. Diciamo che la foto in se e il come sia stata ottenuta non conta nulla, è tutta questione del fine per cui si "presume" che quella foto sia stata scattata. Ho scattato la foto per fini di reportage? allora se la tocco inganno. Anzi, non importa neanche il fine per cui quella foto è stata scattata. Il fotografo non voleva fare reportage, ma qualcuno ha preso quella foto e la ha affiancata a un racconto di reportage. Quindi poichè il fruitore della foto associa la stessa a un reportage, ecco l'inganno. A me pare che abbiamo dimostrato definitivamente che stravolgimento della realtà, inganno e post produzione non sono concetti collegati. Si puo stravolgere la realtà rappresentandola in Bianco e Nero e va bene Si può postprodurre non facendo "overcook" e va bene Si può spostare il bidone dall'inquadratura o rimuoverlo digitalmente e va bene. Tutto quello che non va bene quindi non ha niente a che vedere con la produzione della foto e il modo in cui la foto stessa è stata prodotta, ma con il fine che l'osservatore attribuisce alla foto. Se l'osservatore si sente "ingannato", allora non va bene. Abbiamo quindi ridotto il tutto alla sensazione dell'osservatore. Se mia nonna vede la foto di un ufo che atterra davanti al Colosseo, magari si spaventerà. Se mio figlio vede la stessa foto magari si farà una risata e la condividerà con gli amici per far vedere quanto quella foto sia WOW. Mia nonna si sentirà ingannata, mio figlio no. |
|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 15:45
“ Se mi fai un cappello di quel genere e poi mi fai quella PP, per me il minimo che si possa dire è che sei incoerente, e che io possa non accorgermi che il tuo vino e le tue foto sono sofisticate, poco cambia, il massimo che ti consento è un dodge&burn che non sia overcooked, ma non certo di spararmi un tramonto dove non c'era, anche se l'inganno è perfetto rimane la tua incoerenza di fondo. E quella si tradisce, vien fuori comunque, perché alla 50esima foto così che mi mostri, indipendentemente dal sospetto che ci sia della "sofisticazione", c'è cmq. la noia che prende il sopravvento, perché tanti proclami hanno soltanto prodotto delle foto WOW che sono incoerenti con le premesse. „ Quello è il tuo giudizio personale sul lavoro dell'autore, rispettabile, ma, visto stiamo parlando di lavori che sono stati premiati da diverse giurie d'importanti concorsi ed esposti al MIA, anche decisamente opinabile. Non credo poi che quell'autore abbia mai messo un tramonto dove non c'era, lo seguo da anni e ho una certa esperienza sia sul campo che in post della foto di paesaggio. |
|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 16:51
..... scusate, ma non capisco chi sia quel poveretto del tramonto che state massacrando: vorrei sapere chi e' per capire come mai ce l'avete tanto con lui ..... @Enzillo: sono perfettamente d'accordo con il considerare la legittimita' della post dal punto di vista dell'utilizzatore, che poi e' l'argomento della parte 1 del 3D, pero' la clonatura e/o cancellazione di oggetti produce un falso "strutturale": come l'esempio del Duomo di Milano o l'ufo sul colosseo. E' una cosa non reale da qualsiasi parte la si giri, e una t*fa volontaria verso chiunque poi guardi la foto, seppur bendisposto verso tali sofisticazioni. A questo stadio di alterazione sarebbe doveroso avvertire dell'inganno, o c'e' il rischio di legalizzare comportamenti falsificanti col pretesto di "ehi, io faccio il mio lavoro, se poi ti piace 'sta roba e ti lasci ingannare e' solo colpa tua...." Dobbiamo comunque stabilire dei paletti altrimenti tutto e' lecito e non si arriva da alcuna parte. Non mi sento di lasciare alla post un ventaglio cosi' ampio di azione. |
|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 17:15
“ ..... scusate, ma non capisco chi sia quel poveretto del tramonto che state massacrando: vorrei sapere chi e' per capire come mai ce l'avete tanto con lui ..... „ Io veramente dico che è bravo!!! Ti mando il link al sito in MP |
|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 17:27
Per dire la verità io facevo un discorso generale. Non so esattamente a quale fotografo si Riferisca Mauro266. Le mie affermazioni (generali) hanno comunque tratto spunto da una vecchia discussione, (se non erro era sul dodge&burn, ma non son certo), in cui qualcuno aveva portato ad esempio di un fotografo americano paesaggista, io non ne ricordo il nome ricordo solo che c'era un lungo preambolo sulla home page sul valore della wilderness, e non so se ha mai inserito aurore boreali sui cieli di Fino Mornasco o tramonti sulle cime e valli dello Yosemite. Mauro266 il mio era un discorso generale, quel fotografo potrebbe essere un esempio che entra nella casella, a questo punto se tu lo ricordi, perché non ne fai direttamente il nome, non penso che ci sia una riservatezza o un segreto da mantenere. |
|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 18:04
Da quanto dice adesso mi sa che ho scambiato l'utente che aveva proposto l'autore con l'autore, per quello non mi tornavano le tue affermazioni |
|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 19:09
@JacopoPasqualotto, non so' dirti se tutto e' lecito,na riagioniamoci insieme. Voglio fotografare un viale solitario, ma un individuo vi passeggia. Posso fare 3 cose per risolvere il problema 1) eliminare in post l'individuo 2) usare un treppiede e una lunga esposizione affinche' l'indiduo "scompaia" 3) attendere che non vi sia nessuno sulla scena. Il risultato finale di tutte queste 3 opzioni sono 3 foto tra loro indistinguibili. L'opzione 3 va bene a tutti Con la 2 qualc'uno iniziera' a storcere il naso La 1 e' ritenuta Falsificazione, eppure tutte e 3 mi portano allo stesso risultato che volevo rappresentare. Allora mi e vi chiedo, qual'e' il motivo che ci porta a dire che il primo metodo non va bene? E perche' gli altri si? Ho gia' ricordato che saturare i colori e renderli troppo vividi viene considerato come un uso ingannevole della pp, desaturarli e fare un bianco e nero invece non e' considerato ingannevole. Perche'? |
|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 19:45
La risposta è il contesto |
|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 19:47
“ Voglio fotografare un viale solitario, ma un individuo vi passeggia. Posso fare 3 cose per risolvere il problema 1) eliminare in post l'individuo 2) usare un treppiede e una lunga esposizione affinche' l'indiduo "scompaia" 3) attendere che non vi sia nessuno sulla scena. „ L'opzione 3 ed anche la 2 si effettua sfruttando le caratteristiche della luce ( FOTOgrafia ). L'opzione 1 si fa giocando al piccolo informatico. Di più, l'opzione 3 è quella che corrisponde al reale. E' sempre come produrre il vino con l'uva o con le cartine, il risultato può essere esattamente lo stesso, ma non ha lo stesso valore, esattamente come l'originale della Gioconda ed una sua perfetta copia. |
|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 19:48
Infatti, e con il digitale il contesto è totalmente cambiato, ma molti non lo hanno pienamente realizzato ancora. |
|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 19:51
Un altro banale esempio. Conosci certamente i diamanti sintetici, si usano a volte anche in gioielleria. Essi sono in tutto e per tutto diamanti, ovvero carbonio a struttura tetraedrica. Sono piuttosto costosi, ma non come quelli naturali. Eppure, in gioielleria si preferiscono di gran lunga quelli naturali. Non vi è alcuna differenza, nulla di nulla. Eppure la gente è disposta a pagare di più. Perché ? |
|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 19:54
@Enzillo dipende da quale sia lo scopo della foto. Se l'uso è personale, o comunque presentato in modo neutro, qualsiasi delle 3 per me è lecita. Se invece la foto viene usata per "valutare" o "esibire" l'abilità di riuscire a trovare il modo di fare uno scatto difficilissimo, allora in questo caso la 3 sarebbe un falso ideologico e la 2 ammissibile ma dovrebbe essere per lo meno dichiarata. Per inciso, la 2 non è post produzione, ma una tecnica di scatto che comunque aggira la difficoltà dello scatto. E' un po' come il discorso dei reportage alterati. Ad esempio, se in una zona di guerra voglio fotografare il passaggio di carri armati in un certo contesto particolare, ma proprio davanti alla scena c'è qualche elemento che proprio solo esteticamente rovina la foto, allora seocndo me può essere rimosso anche nella foto di reportage. Perchè non cambia il senso delle foto, la rende solo più bella. Diverso invece il caso in cui l'alterazione viene fatta per mandare un messaggio che il fotografo voleva ma che non ha trovato. Ad esempio, il fotografo è convinto che tizi siano cattivi, ma non riesce a trovare la foto che porta questo messaggio...allora prende un tizio armato e lo piazza su una foto dove ci sono solo caio disarmato. Ecco, questo è uso profondamente illecito della PP perchè altera il contenuto della foto e inganna chi la guarda. In pratica, come detto da molti altri prima di me, la stessa PP può essere lecita o illecita a seconda del contesto e del fine della foto stessa. |
|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 19:54
“ Infatti, e con il digitale il contesto è totalmente cambiato, ma molti non lo hanno pienamente realizzato ancora. „ tuttavia molti hanno realizzato che il 99% delle foto in circolazione è sostanzialmente taroccata. |
|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 20:04
Ma dipende da cosa uno fa, se uno fa reportage-fotogiornalismo non dovrebbe rimuovere l'ometto in post non dovrebbe usare attori o far posare le persone altrimenti non sta facendo fotoinformazione ma propaganda. Anche la saturazione: dipende, da cosa vuoi fare, se vuoi fare lo champagne il paglierino va bene, il rosé anche, il rosso no. Se vuoi fare una bibita gasata va bene anche il viola. Ma adesso Matteo mi bacchetta perché le metafore alimentari non van bene, , e forse non ha torto |
|
|
inviato il 23 Dicembre 2018 ore 20:19
Attenzione ragazzi.... In discussioni come questa si tende sempre a entrare troppo poco bello specifico di quale aspetto della (post) produzione si sta discutendo..... Cloniamo un elemento essenziale della scena? 9 stiamo Cloniamo un ramoscello nell'angolo che non avevamo visto in fase di scatto.... Stiamo modificando luminanza e saturazione di un colore, o stiamo trasformando un verde in rosso? Senza queste precisazioni a mio avviso si parla di aria fritta.... |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |