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Cos'è e perchè?


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user90373
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inviato il 22 Gennaio 2018 ore 22:47    

@ Domenico Mancuso

Si spendono migliaia di euro per avere
.... obiettivi stabilizzati agli ultrasuoni, corpi macchina stabilizzati su 5 assi, autofocus a 151 punti, sensibilità ISO 51.000 o più, picture control che consentono di preimpostare settaggi per ogni condizione di luce, possibilità di fare HDR o focus stacking in camera, possibilità di raffiche impensabili o video 4k da cui estrapolare gli scatti ....
usiamoli appieno e dopo, solo dopo ..... ;-)

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2018 ore 22:48    

per tornare alla "vera fotografia", al "DNA della fotografia" sarebbe il caso di abbandonare non solo i PC ed il fotoritocco ma anche le avanzate DSLR con il loro carico di tecnologia e riprendere in mano una vecchia Zenit TTL,

E no!!! non bariamo, per la vera fotografia ci vuole questa
users.libero.it/luke.dima/c_niepce.gif

user120016
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inviato il 22 Gennaio 2018 ore 22:50    

D'accordo con Lei, Ettore. Anche per me vale il principio che lo scatto deve essere il più possibile ben fatto quando esce dalla fotocamera. La cosa che non capisco è che se la tecnologia interviene a supporto PRIMA dello scatto = accettabile. Se avviene DOPO lo scatto = inganno... mi sa che non ci siamo...

user120016
avatar
inviato il 22 Gennaio 2018 ore 22:51    

no!!! non bariamo, per la vera fotografia ci vuole questa
users.libero.it/luke.dima/c_niepce.gif


Hai ragione, ma la vedo dura a trovare il bitume della Giudea per rivestire le lastre... ;-)

Ma una bella stenopeica in effetti sarebbe ancor più vicina al DNA primordiale dei dagherrotipi...

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2018 ore 23:01    

In effetti c'è chi come Adam Fuss ha scelto il dagherrotipo come mezzo per esprimersi nella fotografia contemporanea, anche se certamente non per documentare;-)
images.cheimread.com/www_cheimread_com/9388_3000.jpg

user90373
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inviato il 22 Gennaio 2018 ore 23:07    

@ Domenico Mancuso

D'accordo, Ettore. Anche per me vale il principio che lo scatto deve essere il più possibile ben fatto quando esce dalla fotocamera. La cosa che non capisco è che se la tecnologia interviene a supporto PRIMA dello scatto = accettabile. Se avviene DOPO lo scatto = inganno... mi sa che non ci siamo...


Perchè fino allo scatto è presente la luce che opportunamente guidata e controllata va a formare l'immagine, dopo si modifica tutto modificando dei numeri. Non ho mai parlato di inganno ma di illusione. Sorriso

user120016
avatar
inviato il 22 Gennaio 2018 ore 23:08    

In effetti c'è chi come Adam Fuss ha scelto il dagherrotipo come mezzo per esprimersi nella fotografia contemporanea, anche se certamente non per documentare;-)
images.cheimread.com/www_cheimread_com/9388_3000.jpg


Se lo ha dichiarato, è tutto in regola... Cool

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2018 ore 23:11    

Non ho mai parlato di inganno ma di illusione.

Come quelle che si possono creare in mille modi in ripresa, il discorso non è etico ma solo tecnico, si accetta l'illusione costruita in un modo ma non nell'altro semplicemente per via della tecnica usata...suona parecchio i.pocrita;-)

user120016
avatar
inviato il 22 Gennaio 2018 ore 23:15    

Perchè fino allo scatto è presente la luce che opportunamente guidata e controllata va a formare l'immagine, dopo si modifica tutto modificando dei numeri.


Ho come l'idea che stiamo sfociando nella filosofia e, sarà l'orario, ma, per mio limite, temo di non vedere questo confine così netto. Ma, probabilmente, essendo un mio limite, il problema di non capirlo è mio, per cui non chiedo altre spiegazioni che sortirebbero lo stesso risultato...

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2018 ore 23:15    

Max la fotografia pura nemmeno rispetta i colori che realmente vedi... infatti la p.p è il passo successivo. Il b.n che scatti in analogico sei tu dopo in camera oscura che gestisci (anche in base alla carta) i toni desiderati e se vuoi puoi anche manomettere per cui il concetto è lo stesso. Le foto della Maier che conosciamo sono state elaborate in un laboratorio se non erro di NY. Probabilmente se le avesse sviluppate la Maier o un laboratorio qualsiasi non avrebbero avuto lo stesso effetto è passate inosservate. La Maier resta la regina della street a mio parere ma volevo far capire il ruolo fondamentale che ha la p.p se usata in modo costruttivo (analogico o digitale che sia). Se vogliamo dirla tutta molti la usano in modo distruttivo e probabilmente l'accanimento di Ettore e Occhio nasce da queste immagini (molte) che si vedono non solo sui social.

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2018 ore 23:15    

La Chapelle crea fotografie o illusioni?
E la Leibovitz?

Allestire un set surreale e scattare è fare fotografia, mentre creare lo stesso set al computer è illusione?

Se il set del "Signore degli anelli" è stato ricreato in studio è un film, mentre se gli ambienti sono creati a computer è un'illusione?

user90373
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inviato il 22 Gennaio 2018 ore 23:20    

@ Mauro266

In camera non c'è mai la certezza del risultato, davanti allo schermo si. In camera la foto si fa durante l'apertura dell'otturatore, al computer è un lento divenire, un pò come disegnare, scrivere, comporre musica. Per me la fotografia è impressione fugace da cogliere nel momento in cui si manifesta. Sorriso

user46920
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inviato il 23 Gennaio 2018 ore 0:20    

La cosa che non capisco è che se la tecnologia interviene a supporto PRIMA dello scatto = accettabile. Se avviene DOPO lo scatto = inganno... mi sa che non ci siamo...

mi sa che qui ci sia un intento a non voler capire.

La fotografia è una cosa ben precisa, mentre l'immagine postprodotta che non rispetta più la fotografia, è altro ... quindi non è più fotografia.

La lente "preleva e proietta" l'immagine sul sensore, quella è la fotografia. La fotocamera, tramite il sensore e la scheda, la registra e la memorizza.

Che davanti alla lente ci sia un scena reale o una scena teatrale guidata da un regista, che differenza fa?
Quella scena sarà sempre proiettata dalla lente sul sensore tramite la Luce, indipendentemente che essa sia reale o che sia una fiction. E quella proiettata sarà quindi sempre una fotografia, indipendentemente dalla scena.

Non so cosa ci sia di così difficile da capire: 2+2= 4 ... non ci si può confondere e nemmeno sbagliare.

L'inganno è presentare un'immagine grafica spacciandola come fotografia. Quella non è una fotografia, ma è solo un'immagine fasulla.
L'inganno è usare la tecnologia post ripresa per poter presentare delle immagini che sembrano fotografie, senza però specificare che quelle non sono più fotografie o non lo sono mai state.

Il fatto che una fotografia mostri la ripresa di una fiction, non esclude affatto che quella immagine sia e resti pur sempre una fotografia. Anzi, non lo mette proprio nemmeno in dubbio. Una fotografia del genere diventa un inganno solo se deve documentare un evento avvenuto realmente, ma comunque ugualmente non tradisce il suo essere pur sempre una fotografia.

Strano che non si riesca mai a capire questa banalità logica, elementare come il 2+2 ... Confuso

avatarsupporter
inviato il 23 Gennaio 2018 ore 2:43    

@L'occhiodelcigno
Finalmente ho avuto l'illuminazione.
Come ho fatto a non capirlo prima: 2 + 2 era la chiave!
Solo quando
La lente preleva e proietta l'immagine sul sensore, quella è la fotografia. La fotocamera, tramite il sensore e la scheda, la registra e la memorizza
.
Io, stupido, che ho perso tanto tempo a capire cosa fa il firmware della fotocamera quando genera un JPG e lo mostra sul LCD.
Solo adesso ho capito che la vera foto sta nella mia scheda: è del tutto inutile vederla, stamparla o pubblicarla. Queste attività non sono parte del processo "fotografico", il quale finisce con la memorizzazione!
Infatti, concorda anche la pagina de "Il sistema zonale" di Ansel Adams su wikipedia che dice:
Uno dei limiti più grossi, anche se non completamente evidenti, è che le immagini stampate non possono rendere esattamente la realtà che esse rappresentano. Un complicato meccanismo di psicologia della percezione fa sì che il nostro cervello accetti tali foto, ma in realtà la stampa è ben lungi dall'essere una fedele riproduzione.

Chi ha pensato un sistema del genere non può essere un fotografo, ma al massimo un grafico con disoneste intenzioni.

Ora che anche io desidero distinguere i disonesti dai fotografi, mi sorge un dubbio: come faccio ad essere certo che le foto nella tua galleria non siano composite?
Non trovo nessuno dei tuoi 20.000 messaggi che spieghi esattamente come si fa a riconoscere, senza ombra di dubbio, che una immagine vista sul web o in un magazine sia una vera foto o un composite fasullo.
Perchè tieni nascosto questo metodo fondamentale della tua visione della fotografia?
Ci deve essere per forza, altrimenti condanneresti chi la pensa come te ad una vita dì frustrazione continua:
- ogni film diventerebbe solo la caccia all'effetto di Computer Grafica;
- playboy sarebbe solo un bestiario fasullo;
- le pubblicità sarebbero fotografie disoneste;
- gli EP di Juza sarebbero insulti ai possessori di Polaroid.
Insomma, si vivrebbe accerchiati, aggrediti, invasi e perfino ossessionati da immagini potenzialmente disoneste.
Non puoi essere così sadico da tenere segreto il metodo sicuro, veloce e universale per vivere felici selezionando e guardando solo "fotografie".

Nell'attesa che giunga la risposta alla mia domanda, evitando così di invalidare alle fondamenta tutte le tue tesi, ho deciso di cambiare lavoro. Voglio qualcosa di più adatto alla mia nuova fede fotografica: ho fatto domanda per diventare controllore di passaporti in aeroporto. Già sogno tutte quelle foto tessera da confrontare con facce reali. Pregusto il brivido di rifiutare il passaggio a chi ha una tinta di capelli infedele o un brufolo in più o in meno. I sospetti di aver ritoccato con me non passeranno!

Ho anche pensato ad una startup per certificare la veridicità delle foto da apporre sulle lapidi. Bisogna infatti ricordare i cari defunti con fotografie vere che li mostrino come erano, difetti compresi. Non certo immagini fasulle!
Ho pronto anche il nome della società: RIP - Rest In Picture.
E pure lo slogan: "morte a chi ritocca il morto".

Grazie per le idee con le quali diventerò ricco.
Già che ci sono, se vuoi supportare lo sviluppo di RIP, ti mando l'IBAN.
Al 2+2 preferisco in 2 x 1 :-P


avatarsenior
inviato il 23 Gennaio 2018 ore 5:37    

Il Davide di Michelangelo è scultura, Arte, come lo è alla stessa maniera e con lo stesso valore quello prodotto da una stampante 3D, in plastica, ma riprodotto perfettamente in tutti i dettagli.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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