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inviato il 30 Luglio 2017 ore 12:04
Io fotografo molto, scatto poco, e pubblico meno. Uso i social con uno stretto controllo della privacy. Mi riferisco a Facebook, in cui ho diviso sin dall'inizio i miei contatti in gruppi di privacy, ed ora il sistema va quasi in automatico, senza perderci tempo. Quindi le mie foto (che non includono mai persone), sono condivise, a seconda di quello che voglio, con una trentina di parenti e amici, o con un centinaio di conoscenti. Ricevo feedback personali, poco utili di solito, ma raramente utili e tecnici (tra amici e conoscenti c'è anche qualche fotografo). Le mie foto non sono pubbliche, non uso tag. Sono iscritto anche a instagram ma lo uso molto raramente e ho pochissimi follower. Non uso tag, non me ne frega dei like o dei commenti. Uso Istagram per seguire alcuni fotografi o associazioni che ritengo lavorare bene, e li uso per prendere spunto. Su Juza ho messo pochissime foto, peraltro senza alcuna selezione, e spesso molto vecchie. Purtroppo i commenti qui sono raramente critici, ma ci sono varie foto di qualità di altri utenti, utili per imparare e prendere spunto. Idem dicasi per il forum. Sono qui da una decina d'anni (non su questo sito), emigrato su Juza, su consiglio di un amico friulano, da it.arti.fotografia, su cui ero approdato intorno al 2000. Le poche foto online sono solo per i soliti che, nonostante la lunga permanenza qui, ancora dicono: "parli parli e nel tuo profilo non c'è nulla". Le foto qui sono poche, ahimè, per mia estrema pigrizia nel gestire i social. |
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inviato il 30 Luglio 2017 ore 18:59
Cmq io non estremizzerei il discorso, se uno frequenta un sito come questo che parla di fotografia è anche logico e naturale che voglia condividere le sue foto per far vedere a che livello è e se le sue foto piacciono ecc ecc . Così come chi frequenta un blog o un circolo di musica vuol far sentire i suoi pezzi per confrontarsi con altri musicisti e farsi conoscere, è una vetrina oltre che un sito di informazione, e non vedo tanta differenza fra vita reale e vita virtuale (o social), l'uomo è un essere "social" per natura a prescindere dal mezzo che usa per comunicare con gli altri. I social hanno il vantaggio di mettere in contatto persone anche molto lontane fra loro che non potrebbero mai incontrarsi dal vivo. Allora aboliamo i social e anche i talent show, ma intanto sono gli unici modi per chi ha talento di emergere, o voi andate porta a porta a presentare i vostri fotoalbum?? Ok confesso che lo faccio anch'io . Poi chi ha la possibilità di fare mostre ed esposizioni live buon per lui, a patto però che sia veramente bravo, non solo sponsorizzato da tizio e da caio (però anche lo sponsor conta ), se no rischia di fare solo una brutta figura |
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inviato il 02 Agosto 2017 ore 13:59
Devo dire che leggere questo thread mi ha fatto sentire un appestato, un escluso, un poco di buono e un miscredente. Io pubblico regolarmente su Facebook, Instagram, 500px, il mio sito personale (che aggiorno a cadenza settimanale) e meno regolarmente su Juza. Non considero Instagram il male, il fatto che ci siano utenti che fanno likes a 4 cifre con le foto di gattini non mi tocca, i social non premiano la qualità delle immagini, altrimenti non si chiamerebbero "social". I social incoraggiano l'interazione, la SOCIALità, e premiano chi si indirizza in questo comportamento. Nè su Instagram nè su Facebook nè su 500px le bacheche virtuali mostrano tutti i contenuti postati in un determinato lasso di tempo, ma l'algoritmo decide di mostrare prima i post più rilevanti, a prescindere dall'ordine deciso: anche mettendo di visualizzare i più recenti (su Facebook, ad es.), l'algoritmo vigente ordinerà cronologicamente i post che vengono considerati più rilevanti, ossia persone con cui si è interagito in tempi recenti + post che vengono identificati come più vicini ai nostri interessi (calcolati statisticamente sui likes che noi mettiamo + dati incrociati con gli altri social). Ciò significa che si può anche caricare la foto più bella del mondo, se non si usano i social per socializzare ma solo come bacheca dei propri lavori, l'audience raggiunto sarà minimo e per lo più disinteressato. Io ho fotografie che hanno più di 5000 likes e diverse centinaia di condivisioni, e altre che ne hanno solo 100-150, le prime sono molto più "social" delle seconde, perchè magari ritraggono una ragazza che ha molti contatti e molta interazione sociale, o perchè coinvolge un luogo o un evento in particolare e quindi viene condiviso da molte persone diventando virale, mentre le seconde piacciono solo a me È lo stesso e identico meccanismo che è molto frequente anche qui, su Juza, seppur in misura un po' minore (ma solo perchè l'aspetto "social" di Juzaphoto è parecchio limitato). Il discorso è molto più semplice di quel che si crede: chi considera i social come il male, non li ha mai capiti nè, forse, si è mai sforzato di farlo. Personalmente odio postare su forum o gruppi dedicati alla fotografia, eccetto Juza, perchè la mia concezione di fotografia si sposa molto poco e molto male con una concezione più tradizionale e meno moderna, che regna in questi ambienti. Stessa cosa avviene nei circoli fotografici, questi luoghi anacronistici dove mi è capitato di andare un paio di volte e dove mi sembra di essere negli anni 80, con le proiezioni delle immagini sulla parete bianca (coi colori falsatissimi e una nitidezza discutibile), fotografie di panchine sfocate in cui si discute per decine di minuti sulla qualità di un obiettivo rispetto a un altro, o su come altri "fotografi" avrebbero scattato quella stessa fotografia (di una ca**o di panchina!), finchè immancabilmente arriva quello che dice "eh però su una velvia 50 quei fiori di sfondo avrebbero avuto dei colori più sfavillanti" e se per caso qualcuno si azzarda a dire "beh, sviluppando il RAW con photoshop o lightroom si può avere lo stesso effetto anzi migliore" subito la schiera di nostalgici si pone contraria a qualsiasi tecnica di fotoritocco perchè "quella non è più fotografia, è giocare al computer" iniziando a ricordare i tempi in cui per fare un ritratto occorreva star lì a settare le luci, a montare filtri, a calcolare l'esposizione, a usare il nitrato d'argento per il flash e cose del genere. Il tutto accompagnato dall'immancabile schiera di giovani hipster barbuti che odono adoranti le parole vintage "velvia" "diapositive" "viraggi" "rollei 6x6" "rullini". |
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inviato il 02 Agosto 2017 ore 14:05
Raffaele Franco hai trovato gruppi veramente vecchio stile e ce nè sono tanti, io sono fortunato, sono in uno giovane e molto dinamico devo dire che l'ultimo hanno ha dato delle sodisfazione e ha permesso a tutti quelli che lo frequentano di crescere fotograficamente |
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inviato il 02 Agosto 2017 ore 14:18
“ Raffaele Franco hai trovato gruppi veramente vecchio stile e ce nè sono tanti, io sono fortunato, sono in uno giovane e molto dinamico devo dire che l'ultimo hanno ha dato delle sodisfazione e ha permesso a tutti quelli che lo frequentano di crescere fotograficamente „ È chiaro che non sono mica tutti così, ma la geografia va a mio svantaggio, la mentalità siciliana è piuttosto chiusa (me compreso per diverse cose), e le isole felici sono molto poche. La crescita non è messa in discussione, e il mio commento è piuttosto iperbolico e teatrale, anche un gruppo fotografico "nostalgico" può permettere di crescere. IO semplicemente mi trovo meglio con la superficialità dei social e con i feedback di chi ne capisce poco, il mio interesse non è colpire i "tecnici" ma colpire chi non ne capisce, perchè i tecnici vengono attratti dalla tecnica, dai colori, alcuni dai soggetti, gli altri valutano più le emozioni e la sensorialità di una fotografia. Cioè, a me di rispettare la regola dei terzi o di bruciare una parte di sfondo non frega nulla rispetto allo sguardo affascinato di chi, non conoscendo regole o tecniche, guarda una mia foto e dice "cavolo quant'è bella". La soddisfazione che ne traggo è immensamente più grande. (con l'eccezione di quei "tecnici" di cui ho stima, ovviamente) |
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inviato il 02 Agosto 2017 ore 14:25
“ Il discorso è molto più semplice di quel che si crede: chi considera i social come il male, non li ha mai capiti nè, forse, si è mai sforzato di farlo. „ “ Stessa cosa avviene nei circoli fotografici, questi luoghi anacronistici...Il tutto accompagnato dall'immancabile schiera di giovani hipster barbuti che odono adoranti le parole vintage "velvia" "diapositive" "viraggi" "rollei 6x6" "rullini". „ In pratica stai dicendo che è meglio stare dietro ad una tastiera e condividere piuttosto che vivere ed interagire in prima persona con la gente?! Resto basito “ I social incoraggiano l'interazione, la SOCIALità, e premiano chi si indirizza in questo comportamento. „ Hai uno strano concetto di socialità! Ma in fondo il mondo è bello perchè è vario. "Robè…tu devi uscire, ti devi salvare, Robè, t'hanno chiuso dint' 'a stù museo, tu devi uscire, và mmiezo 'a strada, tocc 'e femmene, va a arrubbà, fa chello che vuo' tu!" (Cit. Massimo Troisi) |
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inviato il 02 Agosto 2017 ore 14:51
Grandissimo Troisi |
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inviato il 02 Agosto 2017 ore 14:54
“ Ma in fondo il mondo è bello perchè è vario. „ Infatti, c'è chi capisce cosa ho scritto e chi invece non lo capisce. Non per limiti intellettivi, sia chiaro , ma perchè la "socialità" è stata rivoluzionata dai social media e ci vuole tempo prima che tale rivoluzione venga percepita da chi è ancorato al "tempo prima dei social". Inoltre il thread parla di esporre "al mondo" i propri lavori fotografici, mi sembra di essere stato abbastanza chiaro su questo punto. Adesso scusate, ma devo uscire con degli amici. Perchè la (mia) vita non gira attorno alla fotografia, e se io preferisco condividere la mia passione tramite i social piuttosto che nei circoli fotografici, non significa che non abbia una vita indipendente che con la fotografia non c'entra nulla. Così come, penso, quasi tutti qui dentro |
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inviato il 02 Agosto 2017 ore 15:08
"Robè…tu devi uscire, ti devi salvare, Robè, t'hanno chiuso dint' 'a stù museo, tu devi uscire, và mmiezo 'a strada, tocc 'e femmene, va a arrubbà, fa chello che vuo' tu!" (Cit. MassimoTroisi)  |
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inviato il 02 Agosto 2017 ore 16:25
Ricomincio da tre... Fantastico Troisi ! Fine O.T. |
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inviato il 02 Agosto 2017 ore 16:30
Personalmente pubblico su 500px, sul mio sito e qualcosa su facebook. Su Juza ho pubblicato qualcosa solo per "popolare" il mio profilo. |
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inviato il 02 Agosto 2017 ore 18:55
Se essere sociale significa postare foto sui vari siti per sentirsi dire (bella foto), allora sono associale, per mè significa fare concorsi e fare esposizioni, solo così ci si confronta con le persone, viso a viso non su un (social) dove non conosci nessuno personalmente, poi il fatto che qualcuno ti possa dire foto fantastica, e non capisce la tecnica e la composizione, l'equilibrio delle masse, le zone di potenziale disturbo, non è che ti faccia migliorare come fotografo, nella vita si fanno molte cose ma ogni cosa và fatta al massimo delle proprie possibilità, ecco perché ho scritto che a dispetto dei 59 anni che fotografo ho ancora molto da imparare, ecco il bello della vita tenere acceso il cervello sempre. saluti. |
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inviato il 02 Agosto 2017 ore 22:58
Scusate, ma io tendo a non frequentare forum di fotografia proprio per i discorsi di questo tipo Senza offesa per nessuno, non lo dico perchè mi sento superiore o inferiore, lo dico perchè semplicemente io non ho parlato mai di non fare mostre o esposizioni o di confrontarsi con le persone , io ho cercato di spiegare perchè i social hanno potenziale, l'ho fatto esponendo nozioni sociologiche e tecniche e soltanto dopo ho espresso la mia opinione. E tali nozioni derivano da studi accademici, non da "sentito dire". Ma dalle risposte capisco che non si riesce a uscire dal proprio orticello sicuro, ciò che non si comprende (parzialmente o totalmente) viene trattato con assoluta ostilità. La fotografia è un'arte che da dieci anni è stata rivoluzionata sia dal progresso tecnologico che da quello sociale. È curioso che a trattare con ostilità i social sono per lo più amatori, poichè i professionisti del settore hanno capito già da tempo che senza una presenza social piuttosto imponente si rischia di restare parecchio indietro. Sicuramente postare su Facebook o su Instagram, indirizzando i propri lavori ad una massa senza nozioni tecniche di fotografia può non portare ad un miglioramento delle proprie capacità. Secondo me non lo porta nemmeno partecipare ad un incontro tra "fotografi" dove le punte massime sono i ritratti del nipotino, in jpg e con conversione in b/n su camera. Poi guardano le foto di Alessio Albi, ad esempio, e i commenti sono "i colori sono falsati" "la messa a fuoco è strana" "che bisogno c'è di scurire così tanto lo sfondo?" "eh, ma qui è tutto photoshop". Allora io personalmente preferisco migliorare da solo ma essere apprezzato da persone a cui le mie foto suscitano emozioni. Altri invece preferiscono i circoli fotografici o i gruppi di fotografia, e parlare più di tecniche o di composizioni piuttosto che di emozioni. Perfetto, non è sbagliato un modo nè un altro, sono soltanto modi soggettivi di vivere la fotografia. Ma in questo thread sembra che chi usa attivamente (e con successo) i social sia meno meritevole di chi invece scatta e mostra il suo lavoro solo alla piccola associazione fotografica di cui fa parte. Un po' come chi usa Photoshop VS chi è purista e usa solo il jpg senza impostazioni. O chi usa anche focali < 50mm per fare ritratti VS chi usa solo focali > 85mm . |
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inviato il 03 Agosto 2017 ore 10:50
“ Io ho fotografie che hanno più di 5000 likes e diverse centinaia di condivisioni „ @Raffaele Franco: sono curioso di vedere alcune di queste foto (se si possono linkare su juza) |
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inviato il 03 Agosto 2017 ore 11:40
Non quoto tutti i discorsi di Raffaele Franco, ma sono d'accordo con il 99% delle cose che dice. Leggendo tutte le pagine, mi pare di capire come ci sia una sorta di diffidenza/odio a prescindere rispetto ai "social", come fossero il male assoluto. Facebook, Instagram, etc... vengono percepiti, in questa discussione, come pericoli da cui stare lontani. "Demoni" che tolgono tempo alla vita e alla vera socialità. Non bisognerebbe confondere il "social" virtuale con quello reale. Con un minimo di equilibrio è possibile tranquillamente far coesistere le cose. Il problema è come si usano i mezzi, non i mezzi stessi. Oggi l'uso dei social media è fondamentale per la maggior parte dei professionisti (fotografi inclusi). Io esco, fotografo, mostro le [negozio 24] amici e parenti e sono il primo a cui piacerebbe, un giorno, partecipare ad una mostra con qualche mia foto o far parte di qualche progetto e lavorare sul campo con professionisti ma ciò non toglierebbe spazio ai canali virtuali. Ognuno di noi fa continuamente scelte ed è normalissimo e sacrosanto pensare di dare priorità ad una cosa piuttosto che un'altra. ma odiare a prescindere un certo tipo di tecnologia/cambiamento, non lo capisco. |
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