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inviato il 14 Novembre 2016 ore 12:24
“ Io vorrei chiedere a chi è più addentrato nei cavilli normativi se vi è qualcuno che è preposto e responsabile, stipendiato, per la salvaguardia dell'ambiente nelle zone in cui avvengono questi episodi abominevoli e acclarati. „ Ci sono i guardia parco nelle aree protette, la guardia forestale, anche le stesse guardie zoologiche volontarie, le guardie ecologiche volontarie e chi più ne ha più ne metta...l'omertà, la corruzione, anche la stessa ignoranza di chi indossa certe divise solo perchè ha ricevuto un calcio in culo e non sa poi nulla nel campo in cui lavora, l'ambiguità di molti che sono sia tutori della legge che cacciatori. Il problema a mio avviso è questo, come del resto in tutti i campi in italia, oramai è prassi quotidiana trovare tanto degrado in ogni settore, perchè siamo il paese dei favoritismi e delle mazzette! |
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inviato il 14 Novembre 2016 ore 12:26
Certo non voglio fare di tutta l'erba un fascio, ma almeno per esperienza personale molte di queste mi capitano sotto gli occhi molto spesso. |
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inviato il 14 Novembre 2016 ore 12:29
I controllori sono pochissimi e mal pagati, quindi sul profumatamente glisserei; il problema è che se in una regione come l'Abruzzo si parla di una trentina di persone per tutto quel territorio, praticamente i controlli non ci sono; la confluenza della forestale nei carabinieri non aiuta, le Provincie abolite senza che a livello nazionale si sia stabilito a chi venivano ripartite le competenze, tutto questo fa si che i controlli ormai siano pochi e inefficaci ed abbiano perso ogni potere deterrente; Non ho ben capito il discorso dell'orso che non c'era...l'orso in Abruzzo c'è sempre stato, e anche sulle Alpi; quello abruzzese resiste a fatica, sulla reintroduzione di quello alpino ci sarebbe molto da dire, ma non certo che adesso non si possono fare le passeggiate in sicurezza; che dovremmo dire allora agli africani, ammazziamo tutti i leoni così passeggiate tranquilli. |
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inviato il 14 Novembre 2016 ore 12:41
le uniche cose positive sono i sorrisi quando senti di cacciatori che si sparano sui piedi o si ammazzano a vicenda. chissà se si estingueranno anche loro. |
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inviato il 14 Novembre 2016 ore 12:51
“ Io vorrei chiedere a chi è più addentrato nei cavilli normativi se vi è qualcuno che è preposto e responsabile, stipendiato, per la salvaguardia dell'ambiente nelle zone in cui avvengono questi episodi abominevoli e acclarati. „ Scusa la banalità, ma la frase è d'obbligo: benvenuto nel club. Credo che siamo in tanti a chiedercelo. |
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inviato il 14 Novembre 2016 ore 12:53
Seotfsi, così si passa dalla parte del torto in un attimo; comunque a che mi risulti il numero dei cacciatori è in calo in tutte le regioni |
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inviato il 14 Novembre 2016 ore 12:58
“ sulla reintroduzione di quello alpino ci sarebbe molto da dire, ma non certo che adesso non si possono fare le passeggiate in sicurezza; che dovremmo dire allora agli africani, ammazziamo tutti i leoni così passeggiate tranquilli. „ Direi che tra i nostri luoghi e quelli africani una certa differenza c'è, se non altro di densità abitativa e di abitudini. In uno luogo dove i leoni ci sono sempre stati e ci sono ancora adesso la popolazione si è abituata a convivere con loro. Da noi l'orso c'è stato un tempo, poi è sparito e l'uomo ha occupato i luoghi dove l'orso viveva. Ora qualcuno vorrebbe che l'uomo se ne andasse da certi posti per fare spazio all'orso: questa idea non mi sembra molto condivisibile. |
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inviato il 14 Novembre 2016 ore 13:09
Anche l'ibis eremita è frutto di un'introduzione... |
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inviato il 14 Novembre 2016 ore 13:36
Purtroppo i problemi ci sono e non sembrano di facile soluzione. Però, se stiamo in Europa assieme a paesi dove la salvaguardia dell'ambiente è prioritario, il controllo della pesca è regolamentato e la produzione agricola è centellinata, l'abbattimento di 4 ibis rari non credo possa passare inosservato. Aspettiamo sviluppi! |
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inviato il 14 Novembre 2016 ore 14:11
Finché c`é gente che spara per puro divertimento allo scopo di uccidere e vede la caccia come sport ????!!!!!!!................. Solo l`ultimo di una serie infinita di violenza gratuita che andrebbe condannata. |
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inviato il 14 Novembre 2016 ore 17:05
“ Anche l'ibis eremita è frutto di un'introduzione... „ Neointroduzione o reintroduzione? La differenza sta tutta qui; ovvero se si tratta di portare qualcosa dove non c'è mai stato o di reimportare qualcosa in quello che era il suo areale storico, prima che quel "qualcosa" scompaia del tutto dalla faccia della Terra |
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inviato il 14 Novembre 2016 ore 20:42
Sembra proprio che in questa discussione piaccia a tanti fare di tutta l'erba un fascio..si parlava di un ibis se non sbaglio..ora siamo passati a descruvere TUTTI i cacciatori come assassini e rovina del nostro pianeta..ma per favore!! |
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inviato il 14 Novembre 2016 ore 20:54
Un mio alunno un paio di anni fa andava a caccia con suo padre in Calabria...ha ucciso per sbaglio un gufo reale...poi l'hanno bruciato in fretta perché se li beccava la forestale erano ca..i E le raccontava ridendo queste cose. |
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inviato il 15 Novembre 2016 ore 10:26
Il problema di dire si o no alla caccia in senso lato non riguarda certo gli esempi di bracconaggio, però è una riflessione che va comunque fatta. L'uomo è una specie in espansione, con tutte le problematiche ecologiche che questo comporta. Non è certo la prima specie che presenta un trend espansivo, ma è sicuramente l'unica che attualmente lo presenta a livello globale (non regionale), ma soprattutto, quello che più dovrebbe preoccupare è il fatto che si tratta di un'espansione che avviene per caratteristiche intrinseche alla nostra specie e non a seguito di un evento di estinzione di massa. Normalmente tutte le grandi espansioni hanno riguardato specie che erano sopravvissute alle estinzioni e che perciò andavano a colonizzare aree e nicchie ecologiche rimaste vuote per altre cause. Viceversa, tutti i casi di specie in espansione per altri motivi sono stati essi stessi l'innesco di successive estinzioni di altri organismi; però si trattava in genere di fenomeni a carattere regionale, quindi limitato; l'uomo invece sta provocando questo tipo di impatto sull'intero pianeta. Oggi che ne stiamo prendendo coscienza, non è inutile porci la domanda se non sia necessario pensare di rinunciare alla caccia, interrompere le deforestazioni, favorire le reintroduzioni di specie che stanno scomparendo (è indifferente se animali o vegetali), interrompere invece le introduzioni di specie alloctone ecc. |
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