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la fotografia d'Autore ?


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avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2017 ore 8:18    

Secondo me l'importante è avere qualcosa da dire.

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2017 ore 8:27    

L'amatore rispetta i cliché per avere la pacca sulla spalla in automatico dall'altro amatore e tutti sono contenti.

Lo hanno fatto, in ogni epoca, anche parecchi artisti; la cosa ha preso nomi diversi in diverse età storiche (ad esempio: "della scuola di ...", "manierismo" ecc.) fino a diventare semplicemente "accademia".
Un Autore con la A maiuscola (nel senso di qualcuno che propone un discorso "autorevole", non del semplice produttore di oggetti) in genere diventa tale solo quando la critica e la Storia dell'Arte smettono di accapigliarsi e raggiungono posizioni di giudizio sufficientemente equilibrate e con perecchi punti in comune, ovvero quando del discorso di quell'artista si è riconosciuto e pienamente compreso (o si crede di aver compreso) il "codice". Solo in quel momento si potrà verificare se la sua produzione abbia fatto
aumentare" l'insieme dello scibile e del fruibile.
o, aggiungo io, abbia proposto un nuovo modo di vedere le cose.
Ne deriva che, quasi sempre, gli Autori vengono definiti tali "post mortem" Eeeek!!!; chi ambisce al titolo di Autore si prepari a non poterne gioire personalmente MrGreen

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2017 ore 8:48    

@Daniele:
Sono d'accordo con te che anche ad "alto livello" esistano dei cliché utilizzati per cavalcare l'onda della corrente artistica del momento e cercare di inserirsi "nel mercato".
Meno sul fatto che la storia dell'arte abbia qualcosa a che fare con un Scianna, un Meisel e col 99% dei fotografi.
Ne deriva che, quasi sempre , gli Autori vengono definiti tali "post mortem"

Esagerato! MrGreen
Nel campo della fotografia non mi sembra proprio che sia il caso più comune.
Certo mi vengono in mente casi come la Maier o Bellocq, ma loro tenevano le foto "nel cassetto" per cui il tuo discorso vale relativamente...


avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2017 ore 9:18    

Mauro Corona, Lorenzo Cherubini, Rabarama.

a proposito... tralasciando il primo su cui non so nulla... ma il buon Lorenzo che è un cantautore sicuramente con delle qualità e certe canzoni non mi dispiacciono, ma da quale critica è osannato come particolare artista? ora io di musica capisco un casso quindi non è che mi voglio inoltrare in questioni in cui potrei dire assurdità..però non mi sembra che sia una particolare controversia per decidere se è un grande della musica.
Rabarama però è una citazione interessante solo che... anche qui non è che mi sembra che abbia creato nessuna controversia nella critica, ha un suo percorso che non trovo potentissimo ma rifatto a cose gia viste in passato, ma comunque potenzialmente valido, ha indubbiamente una sua visione, la critica mi sembra sia stata solo legata all'esposizione a palazzo pitti, ma li secondo me la questone è diversa, cioè credo che qualunque contemporaneo avrebbe fatto alzare i toni, li si critica anche per situazioni che con arte non hanno a che fare, anche se avessero messo opere di damien hirst (per fare un nome a caso di un contemporaneo) avrebbe comunque creato polemica, è che li ti raffronti con un palazzo classico, forse non si voleva un contemporaneo ma qualcuno a cui la storia ha gia attribuito un valore e non qualcuno che sta facendosi strada ora e che magari non lascerà un grosso solco
ma forse mi sono perso qualcosa non è che la seguo l'ho solo sentita nominare e ho curiosato

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2017 ore 9:34    

Meno sul fatto che la storia dell'arte abbia qualcosa a che fare con un Scianna, un Meisel e col 99% dei fotografi.

Questo perché gli storici dell'arte si muovono sempre "a posteriori", quando si è esaurito il dibattito dei "critici", quelli contemporanei degli artisti in questione. Gli stessi personaggi si comportano da "critici" o da "storici" proprio in base alla contemporaneità o meno degli artisti e delle opere di cui discutono. Poi c'è l'annosa diattriba se la fotografia debba essere considerata parte delle Arti Visive o se non debba ambire al rango di Arte, e questo indubbiamente la penalizza; in effetti il mio era un discorso più generale sulle figure degli Autori, indipendentemente dal settore.

user90373
avatar
inviato il 06 Settembre 2017 ore 9:42    

@ Labirint

.......ma qualcuno a cui
la storia
ha gia attribuito un valore e non qualcuno che sta facendosi strada ora e che magari non lascerà un grosso solco......


Ecco, la storia , lasciamo che la storia abbia il suo corso ed i suoi tempi che non son certo quelli di un click, poi ciò che è sarà oppure no. Però non dimentichiamo che la storia non è solo quella scritta dai vincitori.

Steve, Sebastiao, ieri in cattreda e oggi, forse, solo tra i primi banchi, tutto in un batter di ciglia.

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2017 ore 9:48    

non mi sembra che ne Steve nè Sebastiao siano mai entrati nel circuito dell'arte e che nemmeno ci siano voluti entrare.
E non mi sembra che siano mai scesi dalla cattedra, hanno e continuano avere lo stesso valore per la fotografia, ci si dimentica che se c'è una specifica estetica tra tanti fotografi amatoriali e non, questa viene da loro, poi è ovvio che le cose non sono ferme, quando si guarda una foto va sempre contestualizzata.
Io sinceramente continuo a non capire quello che vuoi dire e quale sia la tua logica, ti sta sulle palle gursky perchè non ti piace? bene ma continua a essere un problema tuo e come detto non cambia il valore di quello che ha fatto riconosciuto o no in un forum amatoriale.

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2017 ore 10:23    

Di Sabastiao non mi sembra ci siano in corso particolari rivalutazioni. Ma non lo seguo molto, magari mi sbaglio.
Steve in effetti paga un po' il fatto che i suoi ultimi lavori sono fatti col "pilota automatico". Ma anche i Rolling Stones non fanno più i dischi di una volta...
In più c'è stata la polemica del fotoritocco. Questa in effetti se non a una vera rivalutazione ha portato molti a riconsiderare il modo di vedere il suo lavoro. Ma credo che la valutazione del valore e dell'influenza dei suoi lavori storici (specie quelli a pellicola MrGreen) rimanga sostanzialmente invariata.

user90373
avatar
inviato il 06 Settembre 2017 ore 10:23    

@ Labirint

Io sinceramente continuo a non capire quello che vuoi dire e quale sia la tua logica, ti sta sulle palle gursky perchè non ti piace? bene ma continua a essere un problema tuo e come detto non cambia il valore di quello che ha fatto riconosciuto o no in un forum amatoriale.


All'inizio Andreas non mi stava da nessuna parte, pian pianino si è riusciti a non farmi apprezzare come, forse, meriterebbe l'operato del Gursky. Niente di personale, ma i temi che tratta e per come li tratta, danno la sensazione di una, quasi spasmodica, ricerca del sensazionalismo e del dimensionalmente grande allo scopo di annichilire lo spettatore il quale andrà a confondere la "foto grande" con la "grande foto". Il punto di ripresa elevato, se visto da un punto di vista non fotografico, potrebbe anche nascondere una personalità autoritaria. Che poi sia "universalmente" considerato un grande artista nulla mi cambia e tantomeno crea problemi. Sorriso

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2017 ore 10:27    

è esattamente quello l'intento del punto di vista elevato, vedere come una specie di divinità quello che avviene, mettere lo spettatore di fronte al mondo proprio con quella prospettiva, la dimensione serve a rende tutto più forte come essere catapultato li, come se guardassi una finestra sul mondo quindi come vedi le scelte non sono a casaccio o per fare il figo come sottointendi, ma sono scelte ben precise dettate da una volontà di rapporto con l'osservatore ben studiato nei minimi dettagli
La foto grande ha anche un altro scopo che autore ha sempre dichiarato ossia permettere a chi la guarda 2 punti di vista,se guardate da un punto di vista estremamente ravvicinato sono leggibili fino all'ultimo dettaglio. Da lontano si trasformano in mega segni

Direi quindi che magari prima di fare queste sparate:
o spettatore il quale andrà a confondere la "foto grande" con la "grande foto"

almeno qualche informazione la reperirei ;-)


user90373
avatar
inviato il 06 Settembre 2017 ore 10:37    

@ Labirint

Pian pianino quello del Gursky sembra diventare un tuo problema, non ti preoccupare più di tanto.

P.S. Prima ho scritto "personalità autoritaria" ma di primo acchito volevo scrivere "prevaricatrice", così avrei evitato sottointesi.

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2017 ore 10:40    

no è che butti frasine così a pene di segugio facendo il figo e poi alla fine si dimostrano essere esattamente quello che sono, banali provocazioni messe fuori contesto e non supportate da nulla e quando ti si risponde argomentando poi finisce sempre li, è avvenuto anche in altri topic e alla fine la mia opinione su tutto ciò è logica conseguenza di questa costatazione

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2017 ore 10:45    

Ragazzi, state calmi e non stressatevi troppo con queste discussioni. MrGreen
Comunque ritengo l'argomento estremamente semplice da comprendere perché alla base della fotografia d'autore deve esserci un individuo che ha sviluppato un linguaggio e/o un'estetica propria, altrimenti non potrebbe essere tale. E' un concetto di unicitá e distinzione che solo quell'autore nello specifico é in grado di fornire.
Giusto per fare degli esempi recenti anche in altri ambiti figurativi. Nel cinema, possiamo definire i film di Malick d'autore. Lo stesso dicasi per Iñárritu, Lynch, Nolan, Anderson ed altri. Ovviamente non tutte le loro opere sono riuscite, ma in diverse di esse vi é autorialità. ;-)

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2017 ore 11:13    

Come dice Labirint.
Non vanno intese come foto che poi ingrandisco per fare "il figo".
Nascono proprio pensate così. Bisogna pensare più a un'installazione d'arte che a una retrospettiva di Bresson dove effettivamente ingrandire la foto a dismisura avrebbe poco senso.
Poi se l'ingrandimento sortisca l'effetto voluto... bisognerebbe vederle dal vero.
Motivo in più come dicevo prima che per giudicarle con cognizione di causa bisognerebbe vederle nella mostra.
Poi certo, qualche ragionamento sopra si può sempre farlo.

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2017 ore 11:14    

@ Labirint: sono rimasto un po' indietro, torno al tema "pensare il significato". Forse mi sono espresso male e forse diciamo la stessa cosa ma ci piacciono termini diversi. Certo che molto spesso le opere sono opere d'arte perché pensate a tavolino (anche se ci sono dei disegni ad es. di Picasso che sono capolavori anche se eseguiti "di getto", tu dirai "è tutta l'evoluzione che ci sta dietro che è pensata e che consente quello schizzo di getto", e su questo ti do parzialmente ragione). E' che quando parliamo di forme di comunicazione come la fotografia che sono così poco "convenzionali" e "simboliche" la parola "significato" o altre espressioni simili spesso usate, quali pensare il "messaggio", non mi piacciono molto nel senso che i significati di una foto sono in gran parte dettati da meccanismi subliminali ed inconsci che agiscono in chi guarda, non che il fotografo artista non pensi a quello che sta facendo ma, di fatto, nel comunicare quel "messaggio" che vuol trasmettere (a meno che in una foto concettuale faccia ricorso a molti "simboli") egli sa, se è un vero artista, che non ci sono convenzioni per cui sia chiaro quel che egli vuol dire, sa che non esiste una "grammatica" della fotografia e sa che per forza di cose quello che verrà interpretato è forzatamente dettato a livello subliminale e la sola cosa a cui egli può aspirare è che ci sia una consonanza tra le evocazioni subliminali che risuonano nel suo cervello e in quello dell'osservatore. In campo musicale poi tutto questo vale ancor di più.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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