JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).

Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.

OK, confermo


Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie, raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:

Accetta Cookie Personalizza Rifiuta Cookie
RCE Foto






Login Logout Iscriviti a JuzaPhoto!

Ma davvero scattate tutti in raw? (parte seconda)


  1. Forum
  2. »
  3. Tecnica, Composizione e altri temi
  4. » Ma davvero scattate tutti in raw? (parte...





avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2016 ore 21:21    

Io normalmente uso il raw. Ho usato anche il jpeg con soddisfazione ma il raw mi da più garanzie soprattutto perché ho la tendenza a scattare in condizioni che reputo difficili. Questo non vuol dire però che tendo a scattare ad cazzum.
La scelta del formato dipende, nel mio caso, soprattutto dalla scelta dell'attrezzatura e dalla scena. Cerco sempre di impostare la macchina in modo da avere un file pronto per un'elaborazione minima. Con la d300, che ha circa dieci anni devo tendere alla migliore esposizione possibile, soprattutto se alzo la sensibilità.
Se però ho montato su il 180 2,8 manual focus e la luce è scarsa devo capire quando sottoesporre e recuperare per evitare il mosso e avere più contrasto... Le scelte possono essere dettate da tante varianti e in certi casi non è sensato affidarsi alla scelta che ci limita di più, soprattutto se ci teniamo a portare a casa una foto.
Quando scatto normalmente ho già in mente il percorso che dovrà affrontare il file per essere pronto, qualsiasi sia la sua estensione, questo ovviamente non vuol dire che non canno una foto... anzi... MrGreenMrGreen
Credo che l'importante alla fine sia godersi le proprie passioni senza che si impossessino di noi.
Bona gentaglia MrGreen

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2016 ore 22:09    

Bene Nick! Sono d'accordo.
Specie nelle scene a luce mista, e con tempistiche di scatto obbligatoriamente strette, non ci si può mica permettere di misurare, valutare, calcolare... E' già tanto, a volte, avere del materiale su cui lavorare almeno a casa per cavarne fuori qualcosa.

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2016 ore 10:17    

M_billy:
Questa osservazione mi trova d'accordo al 100%: " E' un po' come se in passato uno stampava il rullino negativo e poi lo buttava. Se in un secondo tempo occorreva una ristampa, eri costretto a duplicare la stampa, perché non disponevi più del rullino."


E' un bell'esempio e c'è del vero. Ma chi legittimamente usa il jpeg non sarà d'accordo, perché fa venire in mente l'idea di un'immagine molto degradata, destinata pure a peggiorare se uno continua a fare copie dalle copie. Se uno scatta in Jpeg, ovviamente conserva il file originario, e ne estrae copie a piacere. Rispetto alle copie analogiche, la perdita di qualità è minima, e non c'è differenza tra la prima copia e la milionesima.


Forse un paragone ancora più vicino è un altro: è un po' come scattare su pellicola in bianco e nero, e mandare il rullino in laboratorio (senza farsi da sé lo sviluppo, e gli interventi del caso).

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2016 ore 11:22    

Forse un paragone ancora più vicino è un altro: è un po' come scattare su pellicola in bianco e nero, e mandare il rullino in laboratorio (senza farsi da sé lo sviluppo, e gli interventi del caso).

Allora credo che in passato il 99% dei fotoamatori che usava pellicola negativa a colori o diapositiva scattava in "Jpeg analogico" Sorriso

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2016 ore 11:29    

Il jpg analogico è l'istantanea Polaroid e la fototessera ;-)

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2016 ore 11:38    

Forse un paragone ancora più vicino è un altro: è un po' come scattare su pellicola in bianco e nero, e mandare il rullino in laboratorio (senza farsi da sé lo sviluppo, e gli interventi del caso).


Concordo. Peraltro tantissimi facevano così, ai tempi della pellicola. Anche perché nel colore la cosa risultava macchinosa e molto dispendiosa. Credo questa generazione di fotografi sia direttamente shiftata sul JPEG. Io per fortuna ho avuto grazie allo zio la mia mini esperienza di camera oscura (bianco e nero). Avrò avuto l'imprinting. Adesso non posso fare a meno di ritagliare, mascherare, correggere, ecc... E metà delle mie foto sono casualmente in bianco e nero...

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2016 ore 11:43    

Credo questa generazione di fotografi sia direttamente shiftata sul JPEG

Anche per un motivo: molti fotoamatori giovani che mi capita di incontrare, compreso una giovane studente della Bodoni di Torino (ITIS di Arti Grafiche e Fotografiche da quasi una cinquantina di anni), usano le reflex con l'impostazione sul rettangolino verde o le scene, quelli un po' più smaliziati, in queste modalità credo che non si può impostare il raw, almeno sulle Canon.

Giorgio B.

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2016 ore 11:45    

Riguardo al laboratorio, interviene una variabile in più:

Mando il rullino --> il lab fa delle scelte al posto mio
Scatto in Jpg --> il software della macchina fa delle scelte al posto mio.


Quel che cambia è che un lab poteva fare scelte diverse da quelle di un altro lab, o il tecnico quel giorno poteva essere più o meno ispirato o altre varianti sul tema. Il software della macchina è più democratico: Fa sempre le stesse cose e le fa per tutti i possessori di quella macchina.


avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2016 ore 11:46    

usano le reflex con l'impostazione sul rettangolino verde o le scene, quelli un po' più smaliziati


Eeeek!!!

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2016 ore 11:46    

Credo questa generazione di fotografi sia direttamente shiftata sul JPEG.
Neanche per idea, il fenomeno temo riguardi la pigrizia congenita in taluni, anche mentale. Ma nessuno osa criticare chi è soddisfatto dei risultati comunque ottenuti.

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2016 ore 11:48    

Ci tendo a precisare che la mia non era una critica: ognuno fa le scelte che vuole. Io non la vedo come pigrizia. Ad ognuno possono piacere le proprie foto e i propri risultati, e soprattutto il proprio metodo di farle. In fondo è una passione, e ognuno decide di dedicarcisi nel modo in cui crede.

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2016 ore 11:52    

@Giobol, in una certa misura ci può anche stare che il giovane fotoamatore scatti in automatico. In un istante deve scegliere un fantastilione di cose che vanno dal dove posizionarsi, cosa inquadrare, quando scattare, comporre, prevedere errori tipo pali della luce, oggetti che impallano la scena, ecc ecc ecc ecc ecc.

Scattando in automatico scavalca una serie di scelte più "meccaniche" (sebbene basilari), che può introdurre in un secondo momento molto prossimo, tipo il semiautomatismo delle priorità di tempi o diaframmi ed infine tutto manuale.

E poi c'è il "come postprodurrò la foto?"

Oggi tutti noi più o meno smaliziati facciamo TUTTE queste scelte nello stesso istante in cui il tuo giovane fotoamatore fa la prima: non fotografare col tappo chiuso o con la tracolla davanti all'obiettivo. Ma ci è voluto un pò di allenamento....

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2016 ore 11:55    

Già Michele, mi sono stupito pure io. Mia nipote usa reflex saltuariamente dal 2009 e nonostante tutto usa ancora le impostazioni degli scenari, mentre qualche settimana fa mi sono stupito di questa ragazza che studia fotografia ed usava la reflex sul rettangolino verde. Mi sono chiesto: ma glielo avrà detto l'insegnante che deve fare così?!?

Giorgio B.

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2016 ore 11:57    

Quel che cambia è che un lab poteva fare scelte diverse da quelle di un altro lab

Infatti io sceglievo i laboratori per lo sviluppo delle dia. C'erano anche laboratori che ti consegnavano le dia con tracce di sporco seccato.

Giorgio B.

avatarsenior
inviato il 05 Maggio 2016 ore 12:00    

@Giobol, in una certa misura ci può anche stare che il giovane fotoamatore scatti in automatico. In un istante deve scegliere un fantastilione di cose che vanno dal dove posizionarsi, cosa inquadrare, quando scattare, comporre, prevedere errori tipo pali della luce, oggetti che impallano la scena, ecc ecc ecc ecc ecc.

Scattando in automatico scavalca una serie di scelte più "meccaniche" (sebbene basilari), che può introdurre in un secondo momento molto prossimo, tipo il semiautomatismo delle priorità di tempi o diaframmi ed infine tutto manuale.

E poi c'è il "come postprodurrò la foto?"

Oggi tutti noi più o meno smaliziati facciamo TUTTE queste scelte nello stesso istante in cui il tuo giovane fotoamatore fa la prima: non fotografare col tappo chiuso o con la tracolla davanti all'obiettivo. Ma ci è voluto un pò di allenamento....

Già, mi pare sensato. ;-)

Che cosa ne pensi di questo argomento?


Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!

Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto. Con oltre 260000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista.




RCE Foto

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info)



Questa discussione è stata aperta oltre quattro anni fa: non è possibile inviare nuove risposte.

Se l'argomento ti interessa, puoi aprire una nuova discussione sul tema!





 ^

JuzaPhoto contiene link affiliati Amazon ed Ebay e riceve una commissione in caso di acquisto attraverso link affiliati.

Versione per smartphone - juza.ea@gmail.com - Termini di utilizzo e Privacy - Preferenze Cookie - P. IVA 01501900334 - REA 167997- PEC juzaphoto@pec.it

www.juzaphoto.com - www.autoelettrica101.it

Possa la Bellezza Essere Ovunque Attorno a Me