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inviato il 23 Maggio 2015 ore 14:19
Ho il cg247, il test pattern di cui parlo è dentro il programma color navigator |
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inviato il 23 Maggio 2015 ore 19:04
...a proposito di stampe.... scusate l'ignoranza ma.... Adesso che ho calibrato il cs240 in modo nativo con sonda etc etc, come mi regolo per la stampa in laboratorio? mi spiego, io adesso so che quello che vedo sono (piu o meno) i colori che voglio, la liminosita' che voglio etc. faccio la post produzione, esporto da lightroom con spazio colore adobeRGB per renderlo piu' 'digeribile' al mio laboratorio di fiducia. OPPURE mi faccio dare dal laboratorio il LORO profilo colore , lo immetto su colornavigator, creo un profilo per la stampa e imposto quello ogni volta che voglio stampare qualcosa? Questo vuol dire che la postproduzione la devo rifare con quel profilo? se fosse cosi' sarebbe un bel casino. avrei foro che si vedono bene se carico un profilo e foto che si vedono bene con un 'altro.! sono confuso! ma mi basterebbero anche solo 10 parole di luce. grazie |
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inviato il 23 Maggio 2015 ore 19:06
Per quanto riguarda la prestampa ha ragione Husqy... Quando si è raggiunto un certo livello di accuratezza della PP bisogna passare ad 8 bit per intervenire sul file per lavorazioni per la stampa. Le sfumature continue presentano il fenomeno del banding sia nella litografia che nella stampa digitale. Introdurre un leggero disturbo è necessario. Tutto questo a prescindere da schede grafiche, monitor o sistemi operativi |
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inviato il 23 Maggio 2015 ore 20:16
Anche salvare il file in jpg presenta gli stessi problemi ma non per questo bisogna rinunciare ad una elaborazione a 10 bit. Se la cosa si diffondesse maggiormente prima o poi arriverebbe anche nel web. |
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inviato il 23 Maggio 2015 ore 21:09
Il Banding nel jpg è dovuto alla compressione, quello di cui parlo io è un problema noto in stampa, su Photoshop non è possibile fare sfumature perfettamente lineari senza aggiungere almeno un punto di disturbo, e questo vale per Photoshop che lavora in modo raster, su programmi come illustrator, dove è vettoriale ancora peggio. Quindi se mi dici che quella sfumatura la vedi lineare, allora io i 10bit spero di non averli mai, mi serve vedere le bande se ci sono... @michele non devi ricalibrare il monitor, se usi Photoshop lavora le foto in Adobe rgb, poi per lo stampatore ti devi informare se ha un suo profilo, mettiamo si chiami epson.icc a quel punto lo carichi in Photoshop e convertì le immagini da stampare in quel profilo. L'immagine manterrà l'aspetto colore, ma sarà stampabile dal tuo stampatore senza cambiamenti rispetto a quello che vedi, spero di essere stato semplice nella spiegazione |
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inviato il 23 Maggio 2015 ore 21:26
Michele, se converti nel profilo stampante non cambi i colori ma i numeri quindi la tua immagine rimane uguale. L'unico problema potrebbe essere per quelle applicazioni che non gestiscono i profili, browser compresi, quindi quando salvi la foto fatti due copia, una per la stampa e una per il web rigorosamente sRGB. Però siamo OT |
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inviato il 23 Maggio 2015 ore 21:36
“ Quindi se mi dici che quella sfumatura la vedi lineare, allora io i 10bit spero di non averli mai, mi serve vedere le bande se ci sono... „ Non ci siamo ma non so più come spiegarmi, prova una catena a 10 bit poi mi dirai. X Michele: Per fare quello che dici non hai bisogno di emulare un profilo con CN6 quando usi un software cms come photoshop basta usare la funzione softproofing con il profilo che ti darà lo stampatore in funzione della stampante+carta. Per tutti gli altri programmi che non gestiscono il colore l'ideale sarebbe avere una lut 3d per fare softproofing cioè un cg247. |
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inviato il 23 Maggio 2015 ore 22:03
Wazer, prova a stampare quella sfumatura, io l'ho fatto, ma le bande ci sono. Poi dipende anche dal rip della stampante e da quanta grana si è deciso di aggiungere nel rip. Ho capito che puoi correggere le foto e spingere di più perché non vedi scalettature nelle sfumature, ma sei poi sicuro che in stampa non te le ritrovi? |
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inviato il 23 Maggio 2015 ore 22:57
@Wazer se il lavoro che svolgi passa attraverso un rip difficilmente puoi stare nei 10bit. C'è una certa differenza tra l'attività di chi opera solo nella fotografia da quella di chi quelle foto le impagina passando da altri software come InDesign, XPress o Illustrator. Il motivo per cui molti fotografi pubblicitari, di moda o di altri settori della comunicazione, non si preoccupano di certi aspetti deriva proprio dal fatto che le loro immagini vengono affidate ad altri professionisti della comunicazione visiva. Chi stampa le foto per mostre o per la vendita diretta può avere un controllo maggiore, gli altri meno. |
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inviato il 23 Maggio 2015 ore 23:12
“ a proposito di stampe.... scusate l'ignoranza ma.... Adesso che ho calibrato il cs240 in modo nativo con sonda etc etc, come mi regolo per la stampa in laboratorio? mi spiego, io adesso so che quello che vedo sono (piu o meno) i colori che voglio, la liminosita' che voglio etc. faccio la post produzione, esporto da lightroom con spazio colore adobeRGB per renderlo piu' 'digeribile' al mio laboratorio di fiducia. OPPURE mi faccio dare dal laboratorio il LORO profilo colore , lo immetto su colornavigator, creo un profilo per la stampa e imposto quello ogni volta che voglio stampare qualcosa? Questo vuol dire che la postproduzione la devo rifare con quel profilo? se fosse cosi' sarebbe un bel casino. avrei foro che si vedono bene se carico un profilo e foto che si vedono bene con un 'altro.! „ “ sono confuso! „ Eeeek!!! Si direi e anche molto, una volta profilato il monitor ti serve per elaborare le foto al meglio, i profili di stampa servono per stampare con la stampante per la quale sono stati creati o per fare soft proofing all'interno di Photoshop. Caricare il profilo della stampante all'interno di Colornavigator per farne cosa???  |
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inviato il 23 Maggio 2015 ore 23:27
“ Chi stampa le foto per mostre o per la vendita diretta può avere un controllo maggiore, gli altri meno. „ Sono assolutamente d'accordo con te. Non esiste una ricetta comune, tutto dipende dall'utilizzo e dal proprio workflow ma limitarsi in partenza senza sperimentare non mi sembra una grande mossa soprattutto considerando che alcuni stampatori fineart usano un flusso 10bit senza problemi. Quando elaboro uno scatto lo faccio a 10bit poi salvo il tiff o psd e poi in base all'utilizzo lo converto. Collaborare per le proprie stampe con uno stampatore fineart vuol dire anche tenersi in contatto durante il processo e poi con l'esperienza affinare il tutto, non mi basta spedire il file e morta lì (per così dire) altrimenti tanto vale usare la stampa industriale magari facendo un softproofing con photoshop. Dipende ovviamente dallo scatto, se ne vale la pena oppure no. “ Caricare il profilo della stampante all'interno di Colornavigator Eeeek!!! per farne cosa??? „ Serve per i software non cms. |
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inviato il 23 Maggio 2015 ore 23:32
“ Serve per i software non cms. „ Meglio non usarli per la gestione dei file destinati alla fotografia, se si usa photoshop è una pratica da non prendere in considerazione, o no? |
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inviato il 23 Maggio 2015 ore 23:41
Non tutti usano software cms ed Eizo come Nec mette a disposizione la lut 3d per emulare quei profili colore al di fuori dei cms. Ci sono poi alcune funzioni di CN6 con cui puoi anche creare un profilo di periferica ed emularlo a monitor, ad esempio un Ipad/smartphone etc etc. Hai un controllo maggiore potendo emulare quello che ti pare svincolandoti dal software, poi certo quando lavori con un software come photoshop devi assolutamente disattivare il softproofing di cn6, questo mi sembra ovvio. |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 0:00
“ con un software come photoshop devi assolutamente disattivare il softproofing di cn6, questo mi sembra ovvio. „ Sei sicuro che sia ovvio? Dalle cose che leggo non direi. |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 10:03
@Wazer... non è che io sia contrario ai 10bit, ci mancherebbe. Il problema è un altro, Husqy parla di necessità di lavoro dei file che sono diverse dalle tue. La stampa fine-art digitale è basata su plotter che lavorano con 6/10/12... colori ed il loro compito è quello di imitare la stampa fotografica anche in grosso formato. La stampa litografica o quella digitale per medie e grandi tirature parte dal concetto tradizionale della quadricromia... riviste, manifesti, depliant etc. In questo caso la prestampa ha altre priorità ed altre regole... Husqy è sicuramente abituato a lavorare su canali colore CMYK a vederli singolarmente a monitor, ragionerà su neri scheletrici e percentuali di ciano!!! C'è una storia molto lunga nella litografia e sulla stampa fotografica. Per tutte queste ragioni lui ti dice che non può avere una visione falsata delle immagini. La FineArt non litografica, quella non riferita ai libri d'arte, è storia recentissima. |
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