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inviato il 16 Luglio 2026 ore 17:07
se il prodotto transita in europa, o in italia meglio ancora, una parte del prezzo finisce in tasse italiane...per cui a fronte di un costo maggiore, oggettivamente una differenza in termini di economia locale c'è. che non saprei quantificare, ma indubbiamente c'è. il grosso errore di queste politiche europee, secondo me, è di voler cambiare dall'oggi al domani una condizione che, a torto o a ragione, è stata ormai completamente assorbita dal mercato sia della domanda che dell'offerta. Si vogliono ripristinare i venditori/produttori locali? Mi sta bene, ma con un programma serio e ragionato. Non con decisioni isteriche prese da un branco di fanatici idealisti che non vedono oltre il loro naso. |
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inviato il 16 Luglio 2026 ore 17:09
Infatti io parlo di produttori e non di rivenditori. Per i rivenditori il discorso e' diverso. Quelli sono morti trenta anni fa, quando si son trasformati in box movers. Hanno smesso di far emagazzino, di fare assistenza e consulenza. Un po' come le biciclette di oggi. Vai nel negozio a comprarla perche' il negoziante te la mette a punto. Esiste anche qualche produttore che salta la filiera proponendo le bici solo online. Ma comunque la messa a punto devi farla fare o farla tu stesso. |
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inviato il 16 Luglio 2026 ore 17:11
Esattamente Angor. Il punto è proprio questo. Se si vuole che la Cina perda la presa sulle nostre economie vanno limitati i loro prodotti per tutti, non solo per i piccoli cittadini. Se mi costringi a cambiare il fornitore ma la roba viene sempre dalla Cina non ci hai concluso niente, la Cina continuerà ad arricchirsi alla faccia nostra, semplicemente anzichè vendere agli utenti di Aliexpress venderà piu' prodotti ad Amazon che li rivenderà agli utenti finali |
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inviato il 16 Luglio 2026 ore 18:34
“ si mena la quaglia a chiunque sull'inquinamento e poi... e poi si ordinano 3 cagate da 3€ su un e-commerce cinese che naturalmente trasporta i beni su navi e aerei che vanno a bolle di sapone. e i poveri negozianti locali....muti MrGreen „ Come se fanno decollare un aereo per 3 pacchetti. Dimmi che non hai capito la logistica senza dirmi che non hai capito la logistica... L'inquinamento, o meglio l'impronta carbonica del volo su cui hanno viaggiato quei 3 pacchetti, sarebbe rimasta invariata con o senza l'ordine in questione. Ci sono voli e scambi di merce continui e regolari via nave e aerei, fra l'altro il modo migliore per ridurre l'impronta carbonica. Al massimo potevi contestare l'impronta carbonica dei corrieri via terra, ma anche lì sono su logistica comune di tantissime alte spedizioni che ci sarebbero comunque, quindi la differenza è quasi irrilevante. |
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inviato il 16 Luglio 2026 ore 18:37
Esatto Enrico ... hanno fatto solo un bel "regalo" ad amazzon.. Regalo messo tra virgolette , perché stai certo che dietro c'è una bella storiella di mazzette.. in stile classico italiano .. Tu compri da me una cosa che costa tre volte che da qualunque altra parte e io ti do un bel regalino.. e quel regalino supponiamo di 1 milione di euro.. ai cittadini ne costerà centinaia di milioni.. Mors vostra vita mea... |
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inviato il 16 Luglio 2026 ore 18:46
“ Per i rivenditori il discorso e' diverso. Quelli sono morti trenta anni fa, quando si son trasformati in box movers. Hanno smesso di far emagazzino, di fare assistenza e consulenza. „ per fare omaggi di fine anno, l'anno scorso ho comprato tra le altre cose 50 cuffiette wireless, con cancellazione rumore, scatoletta in bambu. Le ho prese da un fornitore di gadget della mia zona, con personalizzazione del logo. E non ho speso poco, per quel genere di oggetti. Mi sono state consegnate in una scatola che se non era la stessa con cui lui le ha ricevute ci manca poco. Circa 10 persone a cui le ho date mi hanno detto che non funzionavano. Credo che almeno 30 saranno state difettose. Risposta dal fornitore: ma io le compro e le rivendo solo, mica so come sono fatte e nemmeno le controllo tutte. Se le prossime non le prenderò con ordine diretto in cina/india/pakistan, non sarà certo per salvaguardare il lavoro di questa persona. |
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inviato il 16 Luglio 2026 ore 18:55
“ per fare omaggi di fine anno, l'anno scorso ho comprato tra le altre cose 50 cuffiette wireless, con cancellazione rumore, scatoletta in bambu. Le ho prese da un fornitore di gadget della mia zona, con personalizzazione del logo. E non ho speso poco, per quel genere di oggetti. Mi sono state consegnate in una scatola che se non era la stessa con cui lui le ha ricevute ci manca poco. Circa 10 persone a cui le ho date mi hanno detto che non funzionavano. Credo che almeno 30 saranno state difettose. Risposta dal fornitore: ma io le compro e le rivendo solo, mica so come sono fatte e nemmeno le controllo tutte. Se le prossime non le prenderò con ordine diretto in cina/india/pakistan, non sarà certo per salvaguardare il lavoro di questa persona. „ Beh, perdonami... lui rivende. Compra dai grossisti e rivende. Mica le fabbrica lui. Esattamente come qualsiasi altro negozio di vendita al dettaglio in italia e forse nel mondo. Che colpa ne ha se c'erano die lotti difettosi? Il massimo della sua responsabilità è ora prendere indietro quella merce in garanzia ed eseguire la procedura di RMA. Mica un rivenditore prende ogni oggetto e lo testa.... |
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inviato il 16 Luglio 2026 ore 21:07
Si kepler, fortuna ci sei tu a spiegarmi come funziona la logistica Mo me lo segno cit. |
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inviato il 16 Luglio 2026 ore 21:31
Eh, se le spari grosse vuoi da me. Che senso ha gridare all'inquinamento per pochi pacchi, boh |
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inviato il 16 Luglio 2026 ore 21:42
“ non esiste offerta interna „ “ Torno a dire che le grandi catene non rischiano di bruciarsi il nome sul mercato sfruttando i poveracci, chi invece produce paccottiglia senza nome si fa zero problemi. „ si, ciao ... le grandi catene pagano ancora meno il produttore e poi ricaricano del 1000% “ Il problema: La Cina danneggia le attività Europee con i loro prodotti a basso costo, facendo quindi concorrenza sleale. La realtà: La stragrande maggioranza dei prodotti in questione le aziende Europee li comprano dalla Cina per rivenderli paro paro a prezzo maggiorato, non producendo di fatto nulla se non facendo quello che è il dropshipping ma "più in grande". La loro soluzione: Tassiamo di una cifra spropositata anche i pacchi da 20 centesimi così che le persone siano costrette ad acquistare in Europa. Cosa accade: Il guadagno va tutto nelle casse di chi di fatto non fa niente se non importare e rivendere, quindi Amazon e grossisti vari. Le aziende italiane che PRODUCONO ATTIVAMENTE qualcosa verranno in ogni caso penalizzate perchè costrette ad acquistare dai vari intermediari che facevano e da ora faranno ancora a maggior ragione i prezzi che gli pare. „ Finalmente uno che ha capito ... |
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inviato il 16 Luglio 2026 ore 22:10
,si ciao ... le grandi catene pagano ancora meno il produttore e poi ricaricano del 1000% Si chiama potere d'acquisto che il singolo cittadino o piccolo commerciante può negoziare . |
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inviato il 17 Luglio 2026 ore 8:06
“ Eh, se le spari grosse vuoi da me. Che senso ha gridare all'inquinamento per pochi pacchi, boh „ mi sa che non hai letto bene tutto... Prima di spararle grosse tu è il caso lo faccia, poi se vuoi dammi delucidazioni anche sulla legge di domanda/offerta visto che sei preparato |
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inviato il 17 Luglio 2026 ore 8:38
“ Esattamente come qualsiasi altro negozio di vendita al dettaglio in italia e forse nel mondo. „ non è poprio uguale, il valore aggiunto del negozio di vendita al dettaglio è di quanto meno conoscere i prodotti che vende. Certo che il lotto difettoso può starci, ma anche il negozio più scarso almeno uno dei prodotti che sta vendendo lo apre, fosse solo che per esporlo. Questo era quello che facevano. Ma se poi diventano meri corrieri, allora è abbastanza naturale che il mercato finisca per saltarli: che senso ha inserire un ulteriore step di consegna, se questa appunto non fa altro che da fattorino? |
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inviato il 17 Luglio 2026 ore 8:55
Angor, ho lavorato per anni in una grossa catena di commercio al dettaglio e ti assicuro che viene aperta solo la merce da mettere in esposizione. Nessuno fa test sui prodotti che vende, eccetto per scopi di formazione. | |

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