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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 9:20
“ Nophotoplease, in base a che cosa sostieni questa teoria? „ Ho tenuto, seppur rimaneggiato, il corredo analogico, composto ormai solo dalla Pentax MX + 28 mm f/2,8 + 50 mm f/1,4, scatto solo diapositive (in passato, prima dell'avvento del digitale anche B/N) eppure dettaglio e definizione che ottengo non li ritrovo nel digitale (Sony A7R IV e obiettivi dalla resa eccellente), idem se visiono scatti anche di 50 anni fa, per me due pianeti diversi che comunque convivono e hanno la loro ragione di esistere. Per completezza di informazione, io sono per le immagini iper nitide e iper dettagliate, non per questo non sono in grado di apprezzare immagini che vanno nella direzione opposta, ritengo che la fotografia non abbia un linguaggio unico ed univoco, ci sono stili molto lontani dai miei, che io non userei mai ma che apprezzo molto. |
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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 9:24
“ Uno stack più sottile potrebbe rendere più semplice preservare certe transizioni tonali e una certa gradualità del rendering quando si usano ottiche meno telecentriche, „ questo pero' starebbe a significare che sia solo questione di luce e colore, spalmati su un piano. Cioe' che un software ben addestrato potrebbe riprodurre quelle stesse transizioni partendo da un originale netto. E' un dubbio che ho da un pezzo. Mi e' capitato di prendere scatti dalla resa piatta e dopo una post piuttosto complessa a base di maschere aver casualmente notato che la tridimensionalita' era decisamente aumentata. Non e' certamente provocato da diaframmi troppo aperti. L'effetto figurina appiccicata e' difetto imperdonabile ed e' un errore sempre in agguato. Ma effettivamente alcune differenze generali di densita' e colore ingannano l'occhio e restituiscono piu tridimensionalita alla stampa. |
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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 9:27
se volete una resa levigata, un bel filtro AA come si usava un tempo e hai tutta la levigatezza che vuoi |
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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 9:50
@Paco ho citato il Principio di Fermat che ovviamente non si ferma al fuoco F, vale anche quando la luce viaggia verso il sensore e incontra uno stack. Qualsiasi vetro riflette lo 0.4% della luce incidente, vale se lo stack è effettivamente di vetro (ottico, presumibilmente). Lasciamo perdere focali non grandangolari. Quando fotografi paesaggi probabilmente fissi f/8 e metti a fuoco un oggetto non all'infinito. Oppure ti affidi alla iperfocale che va bene quando la nitidezza dello sfondo non è importante. Senza ricorrere all'ottica geometrica dal punto di vista matematico (è nota dai tempi di Gauss nell'800..), potresti fare una prova molto semplice. Con macchina su cavalletto, scatti a f/8 con il fuoco su un oggetto non all'infinito (se scegli f/4 forse è più chiaro il confronto). Poi setti f/16. Metti che usi un 28 mm: trovi il diamentro dell'apertura fisica dividendo 28 per 16. Ottieni il diametro in mm dell'apertura: 28/16= 1.75. A questo punto focheggi all'infinito, prestando attenzione a non oltrepassarlo (alcuni obiettivi hanno un certo gioco all'infinito). L'immagine sarà ragionevolmente a fuoco dall'infinito ai piedi del cavalletto. La confronti col f/8 precedente (o f/4, eventualmente). Un modo oggettivo è contare i colori diversi catturati. Sarebbe meglio usare un profilo lineare, Repro secondo Cobalt. Tutti gli obiettivi (anche i macro) sono calcolati a partire da fuoco all'infinito. Tenendo fisso lo stack controlli il numero di colori riprodotti da vari obiettivi, meglio se tieni fissa la focale. Puoi anche usare lo stesso 28 mm su corpi con stack diversi e vedere cosa succede ai colori. Una regola empirica è che l'effetto di fuoco costante a partire dall'infinito comincia intorno a un diametro dell'apertura di 2 mm. Se vuoi una spiegazione intuitiva, tutti i dettagli più grandi del diametro sono a fuoco, quelli più piccoli no, come se il diametro fosse un filtro. Ricordo che deploravi gli aghi di pino risolti a 500 m di distanza. Con f/16 eviti anche quello. Stai attento alla diffrazione perché qui su Juza rovesciano la realtà fisica: sono tutti convinti che sensel più piccoli soffrono di più la diffrazione. Sensel più piccoli compensano la diffrazione perché risolvono di più. Alla fine un 1" ha un sensel dell'ordine di 2.37 micron. Ci sono fresconi che affermano che con un sensore 1" non devi superare f/5.6. Omettono di specificare che vale se confronti un 24x30 cm di una FF con quello del 1". Quello che condanna i sensel piccoli è il rapporto di ingrandimento, non la diffrazione che è funzione soltanto di f/ e lunghezza d'onda del colore. |
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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 10:19
@Valgrassi Forse qui stiamo parlando di due piani diversi, e vorrei capire se ha senso distinguerli. Da un lato è corretto dire che nitidezza, profondità di campo e diffrazione spiegano cosa è a fuoco e quanta informazione passa, indipendentemente dal tipo di sensore o di stack. La domanda che mi pongo però è un’altra: a parità di fuoco e diaframma, perché lo stesso obiettivo, montato su sensori diversi, viene talvolta percepito con una resa diversa in termini di transizioni tonali, cromatiche e “plasticità” dell’immagine? È solo una questione di ottica e di post-produzione, oppure lo stack può essere considerato una variabile che non cambia le leggi fisiche, ma influisce sul rendering finale in alcune combinazioni ottica-sensore? |
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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 10:23
Dunque, andiamo per gradi. Oratrix, capisco quello che dici e di ottiche vintage sulla GFX ne ho montate a quintali in questi 7/8 anni. La resa è più piacevole ma rimane quella sensazione di elettrico, perfettamente "pulito" del CMOS con alto rapporto S/N. Il CCD è più "sporco", si avvicina di più al Foveon come resa E' difficile da trasmettere come sensazione... guardate questa foto della Leica S2 col 100mm Hasselblad... forse il viso di mia moglie è anche in leggero fuori fuoco, ma è solo per mostrarvi il concetto.
 Cliccate sul link e poi sull'immagine e l'aprirete a 4000pixel postimg.cc/N9FNqft1 Guardate il viso di mia moglie... è "sporco", è materico.... lo vedete? Guardate sulla fronte, nelle transizioni luce/ombra... c'è una sorta di micrograna.... ecco... quello è il CCD. Voi direte, ma quello è rumore! No, è grana, perchè se alzate gli iso sul CMOS ottenete rumore, elettrico, brutto da vedere, non grana "pastosa" come quella del CCD Si può aggiungere grana in PP? Si... ma quella del CCD NON è ovunque, è solo sulle transizioni di luce chiaro/scuro e la grana in PP non tiene conto di questo, a meno che di non andare a lavorare selettivamente ma diventa uno sbatti enorme. E sapete come rende in B/N quella grana? Una goduria! Questo scatto è alla max sensibilità che raggiunge la Leica S2, 1250iso.... io ci vedo molto della pellicola...
 Ora, perchè a me piace ed a molti no? L'idea che mi sono fatto, pensandoci bene, è riferita al nostro immaginario di cosa è una fotografia. Io sono cresciuto in epoca analogica e per me le foto da ammirare, lasciando perdere il lato artistico, erano quelle in medio formato a pellicola. Quando ero giovane conoscevo un fotografo matrimonialista che fotografava con la Hasselblad... che foto! Che tridimensionalità! Per me QUELLA è la fotografia e provo a ricercarla nelle tecnologie di oggi, ecco perchè vado di medio formato. Una persona nata dopo il 1995, quando la pellicola iniziava a declinare, nel 2005 aveva 10 anni e lui ha iniziato a vedere il mondo della fotografia in digitale. Per lui la normalità è l'immagine ipernitida e levigata, perchè lui è cresciuto con quelle immagini negli occhi, corroborate dai social degli ultimi 15 anni. Date in mano una S2 a lui e la poserà dopo 5 minuti, grossa, lenta, pesante, file brutti ai suoi occhi. |
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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 12:11
Paco capisco benissimo cosa vuoi dire … sono nato nel 1961 praticamente il medio evo … la mia prima macchina fotografica nel 1971 ed ecco perché mi appassiono a queste tue ricerche perché interessa anche a me questa matericità … questo 3D |
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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 12:50
sarebbe da fare una prova tra Leica e lente nativa, gfx e lente nativa, e di seguito Leica/gfx con adattatore ed una lente comune tipo una Zeiss Contax ... detto questo nella foto sopra non vedo una particolare tridimensionalità, solo una ariosità naturale data dal sensore grande e un ottica non eccessivamente incisa o corretta ... mi pare che il focus si stia spostando dalla tridimensionalità matericità pop all´analogia con la pellicola e lo sviluppo argentico ... su questo aspetto concordo, il ccd è quello più organico e vicino alla grana analogica, il rumore è più piacevole e meno digitale rispetto al cmos ( inutile qui ricordare i limiti operativi di un ccd ) ... se si vuole avvicinarsi alla pellicola attraverso il digitale forse quella è la strada ma dal mio punto di vista non vi sono differenze di plasticità tra ccd/cmos ... quelle differenze a simili grandezze del sensore vengono date dal carattere dell'obbiettivo ... |
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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 13:30
Continuo a non vedere niente di così esaltante in questi scatti. Senza un confronto diretto con il cmos, rimangono solo suggestioni personali. Riguardo al look e alla matericità è sempre e solo una questione di post-produzione. Adobe
 Resolve
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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 14:03
“ sono nato nel 1961 praticamente il medio evo … la mia prima macchina fotografica nel 1971 ed ecco perché mi appassiono a queste tue ricerche perché interessa anche a me questa matericità … „ Esatto Ivan “ detto questo nella foto sopra non vedo una particolare tridimensionalità „ Difatti non lo è, ha un normale sfocato, l'ho postata per il discorso matericità. Non è che siccome è medio formato, allora in tutti gli scatti esce il pop 3d... dipende dalle situazioni. “ Continuo a non vedere niente di così esaltante in questi scatti „ Non sentirti obbligato a vedere qualcosa, se non la vedi, è giusto così. |
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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 14:08
resolve è imbattibile nella post se volesse davinci potrebbe introdurre software fotografici che farebbero cambiare le politiche commerciali di adobe |
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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 14:11
quella del gatto no, bel BN comunque, ma in quella di tua moglie vedo un effetto 3d, mi da l'impressione di un soggetto staccato dallo sfondo, ma non dipende dal CCD, e la lente che ha una progressione dello sfocato a dare questa impressione, poi certo il sensore grande aiuta, l'ottica lavora in scioltezza |
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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 14:27
“ Mi e' capitato di prendere scatti dalla resa piatta e dopo una post piuttosto complessa a base di maschere aver casualmente notato che la tridimensionalita' era decisamente aumentata. „ “ Continuo a non vedere niente di così esaltante in questi scatti „ “ Non sentirti obbligato a vedere qualcosa, se non la vedi, è giusto così. „ “ La domanda che mi pongo però è un’altra: a parità di fuoco e diaframma, perché lo stesso obiettivo, montato su sensori diversi, viene talvolta percepito con una resa diversa in termini di transizioni tonali, cromatiche e “plasticità” dell’immagine? „ “ Ora, perchè a me piace ed a molti no? „ Quello che scrivete (ho fatto un po' di cherry picking) conferma che siamo nel campo iper-soggettivo della percezione, e in questo gioca un ruolo anche il cervello. Secondo me un blind test ("indovina con che macchina/sensore è scattata la foto), senza google images per fare una reverse search delle foto e risalire all'attrezzatura, riserverebbe molto sorprese. Sarebbe divertente e istruttivo farlo. |
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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 14:56
Mi ricordo perfettamente quando uscì la M240 ed in molti preferivano la M9 come resa. Sì ma per fortuna con il tempo qualcuno ha dimostrato che si potevano equiparare i risultati… Lo RIPETO … il problema sta nel software che apre i raw… perché li apre alla caxxo Bisogna capire come lavora un certo sensore ed impostare dei parametri diversi per farlo assomigliare al ccd, mentre il ccd non arriverà mai a fare quello che fa un cmos @Paco … hai detto esattamente quello che avevi già detto ovvero che il ccd sembra più Foveon … ed è per questo motivo |
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inviato il 05 Febbraio 2026 ore 15:00
“ Quello che scrivete (ho fatto un po' di cherry picking) conferma che siamo nel campo iper-soggettivo della percezione, e in questo gioca un ruolo anche il cervello. „ Ma infatti, ognuno vede quello che vuole vederci, conosciamo bene inoltre i limiti della visione che possono affliggere alcuni (io sono astigmatico, ipermetrope e presbite), così come è differente la sensibilità colore, più accentuata tra uomo e donna. “ Secondo me un blind test ("indovina con che macchina/sensore è scattata la foto), senza google images per fare una reverse search delle foto e risalire all'attrezzatura, riserverebbe molto sorprese. Sarebbe divertente e istruttivo farlo. „ Come i blind test per il vino, o per le apparecchiature Hi-Fi ... |
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