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“ Gli occhi sono due a circa 6 cm di distanza, un apertura abbondante (4-6 cm) ed un campo ripreso medio largo (40-60 gradi) „
A parte l'originalità di mettere in relazione la distanza degli occhi all'apertura espressa in mm, quale obiettivo per MF potrebbe coprire un campo di 60 gradi con un'apertura di 4cm?
Considerando il formato 9x6 ci vorrebbe (considerando l'angolo in orizzontale) un 68mm f/1.7, è mai esistito un obiettivo così?
...ma già un 40 /1.2 si è visto come faciliti il compito. Poi ci sono i tanti altri fattori già citati, a cui personalmente aggiungerei la prospettiva accidentale nella composizione.
"C’è anche un aspetto, secondo me, per niente trascurabile, la suggestione. Non considererei molto le risposte AI in quanto queste pescano da cose scritte da appassionati, che sono i primi a soffrire di questo effetto".
La penso come InCinoVeritas, tutte le discussioni che si leggono su Forum sono affette da autosuggestione ma guai a farlo notare, le persone reagiscono in maniera scomposta e maleducata. Si vedono discussioni simili in cui si pretende di dimostrare qualcosa e fornire informazioni postando: Foto di anziano in una autorimessa senza luce, Foto di persona seduta in un bar, Foto di bambino che gioca in un prato, Foto di gatto sdraiato sul pavimento accanto alla parete, Foto di paesaggio montano con bosco, Foto di binari del treno E dal raffronto fra questa accozzaglia si traggono conclusioni granitiche: 1. Leica über alles, le lenti (obiettivi per chi non conosce le figure retoriche) Leica sono più tridimensionali delle altre 2. Il medio formato ad f16 è più tridimensionale del FF ad f1.2 3. Il CCD è più tridimensionale del CMOS (per farvi un'idea si può guardare anche questo filmato dove si fa un bel miscuglio tra informazioni tecniche e preferenze e convinzioni personali spacciate per dogmi e scienza)
Può anche darsi che le conclusioni stiano in quel modo ma l'argomento affrontato così perde ogni credibilità e diventa una discussione tra fan o tifosi.
In questa discussione almeno vediamo postare esempi e raffronti fatti come andrebbero fatti: stessa scena e stesso tutto, si cambia un solo parametro per volta.
Nonostante questo vediamo pareri diversi, chi dice che A è più tridimensionale di B, chi dice il contrario che B è meglio di A, chi dice che A è tridimensionale esattamente come B, chi dice che né A né B sono tridimensionali. E di conseguenza ci sarà chi sostiene che per avere migliore resa tridimensionale è necessario che gli obiettivi abbiano alta risoluzione e non importa il contrasto, chi dice che devono avere alto contrasto e poco importa la risoluzione, chi dice che è essenziale che siano apocromatici, chi dice siano migliori quelli poco corretti e che hanno aberrazioni cromatiche a go-go, ecc.ecc.
Allora forse è sbagliato l'approccio, il nostro approccio e quello delle case produttrici. Forse prima bisognerebbe avere chiaro cosa sia la tridimensionalità. Forse sarebbe più produttivo una sorta di "reverse engineering" che anziché inseguire La singola prestazione e convincere il mercato che è quella che importa e che fa la differenza, parta dalla "psico-ottica" e definisca i parametri della percezione che rilevano ai fini della tridimensionalità per poi costruire il sistema che più ci si possa avvicinare. Ci dovrebbe essere un Rudolf Arnheim accanto all'ingegnere, che gli dica se vuoi "quello" devi badare a "questo".
Verissimo e vorrei che tutti gli esempi che postate, siano corredati da ampie descrizioni di cosa ci vedete o che siano confronti come li ho fatti io, con una sola variabile a cambiare per vedere se cambia il risultato..
@PaoloMC "Assodato che nessun obiettivo è per sua natura tridimensionale dal momento che "vede" attraverso un unico "occhio", per quale motivo dovrebbe esserlo anche il formato usato in ripresa"?
Tempo fa ho aperto una discussione in cui mettevo collegamenti ad articoli scientifici sulla percezione della tridimensionalità nella vista umana monoculare. Gli articoli dimostravano che siamo in grado di percepire la tridimensionalità anche con un solo occhio. Uno dei modi per farlo ad es. è ruotare l'occhio, il che fornisce al cervello informazioni 3D tramite la differenza di parallasse. Tuttavia uno studio dimostrava che il nostro sistema visivo è in grado di trarre informazioni 3D anche con un occhio solo ed anche senza ruotarlo e questo principalmente tramite gradiente di sfocatura e accomodazione.
Non sono io certamente un esperto in materia, non conosco la letteratura scientifica in argomento e non ho specifiche conoscenze per essere in grado di formulare un'opinione dotta su quegli studi. Tuttavia quegli studi sono stati sufficienti a farmi ricredere e distogliere dalla mia precedente errata convinzione che noi umani percepissimo la profondità esclusivamente grazie alla presenza di due occhi.
Ho letto l'articolo su CCD e CMOS, sicuramente interessante. Non affronta però altri aspetti e differenze tra CCD e CMOS limitandosi alla accuratezza nella lettura del colore a livello di singolo sensel e dei tre filtri colorati. In particolare non affronta la questione della differente lettura ed amplificazione del segnale che secondo alcuni produrrebbe differenze tra i singoli pixel che si riflettono in differenze nella distribuzione del rumore ecc.ecc.
Non ha senso in questo contesto, parlare del rumore e della caratteristica randomica del ccd, il ccd nasce per il mito dei “colori”.
Per un discorso di resa, posso dire da ex possessore di m9 che l’ha proprio scannata per ottenere una conoscenza sulla sua resa, che lo “stacco” Leica della m9 non deriva dal magico ccd militare di Kodak ma dal fatto che ha “solo” 18mpx com lenti da astronauti e non ha filtro aa. Tagliente e prona al moire come una assassina; e confrontata con la mia m10r che ha 40mpx, e più 3d solo quando vado al 100% della più nuova rispetto al 100%della vecchia per il diverso ingrandimento, se appaiate il vantaggio svanisce.
Tempo fa ho aperto una discussione in cui mettevo collegamenti ad articoli scientifici sulla percezione della tridimensionalità nella vista umana monoculare. Gli articoli dimostravano che siamo in grado di percepire la tridimensionalità anche con un solo occhio. Uno dei modi per farlo ad es. è ruotare l'occhio, il che fornisce al cervello informazioni 3D tramite la differenza di parallasse. Tuttavia uno studio dimostrava che il nostro sistema visivo è in grado di trarre informazioni 3D anche con un occhio solo ed anche senza ruotarlo e questo principalmente tramite gradiente di sfocatura e accomodazione
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Nel link di didatticaarte tutti gli “indizi di profondità” dal numero 2 funzionano con un solo occhio.
Credo nel mio libro di educazione artistica delle medie si parlasse di chiaroscuro, di come la luce in una conca modificasse la percezione di concavo/convesso a seconda della posizione della sorgente.
Per chi poi continuasse a fare cherry pickin’ per cui SOLO LA LUCE DÀ LA TRIDIMENSIONALITÀ e baggianate simili, c’è l’immagine di una sfera dove senza luce, ma solo con il gradiente di tessitura riusciamo a vedere una semisfera in un’immagine piatta.
“ La penso come InCinoVeritas, tutte le discussioni che si leggono su Forum sono affette da autosuggestione ma guai a farlo notare, le persone reagiscono in maniera scomposta e maleducata. Foto di persona seduta in un bar, Foto di bambino che gioca in un prato, Foto di gatto sdraiato sul pavimento accanto alla parete, Foto di paesaggio montano con bosco, Foto di binari del treno E dal raffronto fra questa accozzaglia si traggono conclusioni granitiche: „
io ne sono consapevole, credo
ma perche senti il bisogno di fare l'adulto, e ridicolizzare le foto che fanno ergendoti a giudice del metodo scientifico
nei topic Nikon CCD intervenne molto tempo addietro Raamiel dimostrando in modo inconfutabile che non aveva nessuna prerogativa superiore al cmos, e che i colori dipendono solo dal profilo colore applicato, eppure proseguirono imperterriti
pure io ho contribuito e mi sono fatto coinvolgere dal CCD, alla fine sono macchinette che acquisti con 50/100 euro, suggestione economica che comunque trovo piacevole usare, a volte e sorprendente la qualità che esce da queste digitali con piu di 20 anni
1. Mi sembra chiaro che non stessi ridicolizzando le foto, è normale che, se e quando uno fa delle foto di prova (pure io a volte le faccio dal terrazzo) non badi al contenuto estetico ed al senso dell'immagine proposta. 2. Non critico affatto chi si compra materiale usato, CCD, Super CCD, CMOS, Foveon, macchine di ogni foggia e misura, pure io lo faccio. 3. Mi sembra evidente che la mia critica sia rivolta a chi pretende di dimostrare qualcosa usando metodi che non possono dimostrare alcunché e parole fuori luogo, suggestive ma vuote di contenuto, si veda ad es. il video che ho collegato dove ad un certo punto si afferma: "CCD sensors handle signal and colour information in a more analogue way... CCD noise looks like film grain, organic, random, almost intentional" La questione appunto è il metodo e sono le parole, e non riguarda il CCD in particolare, (in questa discussione ad es. si parla di obiettivi). Se si vuole fare informazione la si faccia correttamente. 4. Anche a me, dopo un nuovo acquisto, capita di pensare "belle le foto che tira fuori sto obiettivo" oppure "divertente usare questa macchinetta" e lì mi fermo, sono abbastanza conscio del rischio della autosuggestione ed alla fine onestamente e nel mio piccolo penso più a quello che voglio fotografare e non mi pongo più il problema di quanto sia buono o cattivo il materiale che ho in mano, non penso che cambi granché alla fin della fiera; poi, a questo riguardo, ognuno si comporti come crede.
Piuttosto Lomo spiegami una cosa: perché ogni volta che qualcuno sottolinea il fatto che certe affermazioni sono del tutto prive di contenuto, che certe conclusioni non sono dimostrate, va sempre a finire che ce la si prende con chi fa notare le "aporie" e i "paralogismi" (non mi riferisco solo a me stesso, vedo e so che succede anche ad altri, non vorrei dare impressionedi essere affetto da sindrome del grillo parlante) ?
dipende da come lo dici, quasi sempre il fine di questi interventi "rivelatori" non è portare la propria opinione ma andare contro quella altrui
se tu dici non ci vedi nulla in quelle foto e accettabile, ma se dici che sono panzane di autosuggestione li cambia, alcuni se la prendono, ma lo sai di provocare, non è forse questo il senso del tuo intervento che avevo quotato
Comunque, sull'onda di questo 3d sto facendo un esperimento:
1) scatto con medioformato 6x6 croppato a FF e 80 mm 2) scatto su FF 50 Mpx con lo stesso 80 mm 3) scatto su FF 12 Mpx sempre con lo stesso 80 mm.
“ c’è l’immagine di una sfera dove senza luce, ma solo con il gradiente di tessitura riusciamo a vedere una semisfera in un’immagine piatta. „
il che e' un po' come dire che una pallina da ping pong sembrera' un disco piatto senza adeguata tessitura di ombreggiamento.
La tessitura, comunque sia fatta (quadrati, puntini, lettere dell'alfabeto) genera una sensazione di profondita' Ma e' la tessitura che ricalca e copia, per quanto possibile, la sfumatura della luce.
“ La tessitura, comunque sia fatta (quadrati, puntini, lettere dell'alfabeto) genera una sensazione di profondita' Ma e' la tessitura che ricalca e copia, per quanto possibile, la sfumatura della luce. „
No, sono due cose differenti, qui non c’è luce intesa come fasci di fotoni, soltanto bianco e nero come potrebbe essere la ghiaia.
(Ok ok, la ghiaia chiara riflette più luce, la scura meno, ma non è questa la questione. La luce intendetela uniforme, come luce del cielo coperto)
Se la tessitura del piano fosse più piccola, molto più piccola, la percepiresti lontana e penseresti a una sfera.
Johannes Itten negli anni della Bauhaus fece fare ai suoi studenti dei test per capire, per studiare, il colore, i suoi accordi cromatici, i contrasti, le dissonanze.
Questi non erano universali, non tutti li sentivano, ma tendevano a delle convergenze, per cui sviluppò una teoria del colore. Da questa siamo arrivati a studi per i quali accostamenti di colori sbagliati fanno male a persone altamente sensibili (PAS), mentre sono del tutto indifferenti ad altri.
Credo che per la percezione della tridimensionalità succedano cose simili, per cui alcune persone più sensibili a questa riescono a riconoscere istintivamente degli indizi di profondità, e riescono anche a descriverli, compiutamente .
Sarebbe interessante se qualcuno preparasse dei test e sapesse trarne delle conclusioni
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