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Il Papa attuale è Bergoglio, per le a.i.


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avatarjunior
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 15:47    

@Cencio

Non sto dicendo che il reddito sia l'unica variabile.
Che toglie lavoro ai creativi è indubbio, dannoso e documentato.
Ma non è il punto più critico: il punto più critico è che togliere all'essere umano l'arte significa privarlo di una delle caratteristiche che ci rendono umani, conseguendo a depersonalizzare e a omologare ancora di più le persone. Ma queste persone sono tipicamente quelle dei ceti medi, quelle che i detentori del potere necessitano schiacciate e mentalmente -e materialmente- impoverite, così che il divario aumenti ancora.
C'è un gran parlare in America in questo momento della costruzione dei data center e di come questo impatta le popolazioni locale che perdono l'accesso a determinare risorse naturali.
Tra l'altro, ci dicono da tutta la vita di chiudere il rubinetto quando ci laviamo i denti... ironico.

Ma è un discorso complesso, forse troppo per essere sviluppato su un forum.

avatarsupporter
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 15:57    

Ora che mi avete fatto presente i consumi.. non la userò del tutto.. Anche se a volte chiedo a Google un telefono o un indirizzo.. ma tolto quello e qualche grana con la macchina.. basta interrogazzia ad cavolum ...

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 16:01    

Ma non è il punto più critico: il punto più critico è che togliere all'essere umano l'arte significa privarlo di una delle caratteristiche che ci rendono umani, conseguendo a depersonalizzare e a omologare ancora di più le persone


L'arte, l'inventiva, l'immaginazione non potrà mai essere roba da AI, perchè non sa farlo ne mai lo saprà fare, al massimo può copiare.

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 16:06    

in realtà, già oggi puoi chiedere alla ai di inventarsi una storia ad esempio di fantascienza.
ho chiesto a ctahgpt di scrivermi la prima pagina di un libro di fantascienza e spiegarmi in una frase finale quale sarebbe l'idea, il concept. null'altro.

Quando la sveglia di Elia suonò, non era il suono a destarlo, ma il silenzio subito dopo. Un silenzio assoluto, innaturale, come se la città avesse trattenuto il respiro. Aprì gli occhi e il soffitto sopra di lui tremolò leggermente, attraversato da una linea sottile di luce azzurra che non avrebbe dovuto esserci. Non era una crepa. Si muoveva.

Si alzò dal letto con cautela. L’aria aveva un odore metallico, simile a quello che precede un temporale, ma fuori dalla finestra il cielo era immobile, di un grigio compatto, senza nuvole né vento. I palazzi di fronte sembravano identici a come li ricordava, eppure qualcosa non tornava: le ombre cadevano tutte nella stessa direzione, come se il sole fosse ovunque e in nessun punto preciso.

Il suo terminale da polso lampeggiava. Nessuna notifica, nessun messaggio d’emergenza, solo una scritta che non aveva mai visto prima: SINCRONIZZAZIONE IN CORSO. Elia la fissò, aspettando che sparisse. Non lo fece. Anzi, il testo cambiò, scandendo lentamente delle cifre che sembravano contare non il tempo, ma qualcos’altro. Possibilità, forse. O versioni.

Scese in strada. Le porte automatiche degli edifici erano aperte, come in attesa. Alcune persone erano ferme sui marciapiedi, immobili, gli occhi aperti e vitrei, mentre altre camminavano come se nulla fosse, ignare del silenzio e delle luci nel cielo. Elia provò a parlare a una donna accanto a lui; lei gli passò attraverso con un lieve brivido, come se fosse lui l’ombra.

Fu allora che capì di non essere semplicemente sveglio in una mattina sbagliata. Qualcosa aveva iniziato a sovrapporsi al mondo che conosceva, e lui — per un errore o per un disegno preciso — poteva vederlo.

Idea generale della storia:
La realtà è composta da molte versioni sovrapposte che di solito restano invisibili tra loro. Un evento sconosciuto rompe l’equilibrio e il protagonista diventa uno dei pochi in grado di percepire e attraversare queste “sincronizzazioni”, scoprendo chi — o cosa — le sta controllando.

avatarjunior
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 16:21    

@ardita

sicuro è un discorso non solo complesso ma anche sfaccettato
un paio di anni fa ho visto una mostra incentrata proprio sull'utilizzo dell'AI nell'arte.
C'erano un paio di opere/installazioni dove l'autore aveva consapevolmente addestrato l'AI su sue opere passate o sulle sue opere preferite per fargli generare nuove opere (quadri o poesie) che fossero in sintonia con quelle
chiudo perchè altrimenti si straborda

@angor
io lo faccio regolarmente per un weekly contest su un gruppo discord in cui si creano "entries" composte da 4/10 immagini generate da AI e una backstory
per la backstory, visto anche che deve essere in inglese, mi faccio aiutare da chatgpt ma è un processo iterativo, bidirezionale e ogni volta variabile

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 16:22    

in realtà, già oggi puoi chiedere alla ai di inventarsi una storia ad esempio di fantascienza.


si la inventa usando roba già scritta da altri...chiedile da chi ha preso spunto per creare quel racconto.

Può anche farti un Van Gogh, ma lo sa fare perchè lo copia da chi se lo è inventato...

avatarjunior
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 16:28    

@luca

però non funziona solo così, nell'esempio che facevo sopra in genere io do il soggetto e chiedo di sviluppare una prima stesura, specificando numero di parole e tono (drammatico, surreale, ironico, ecc).

poi è vero che il risultato non è mai originalissimo e non ha guizzi particolari, ma quello accade anche in tanti romanzi scritti da human beings

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 16:31    

Cencio si, ma scrive sulla base di tue indicazioni, non dal nulla...
Domani non si sveglia e si inventa il martello automatico di homer simpson perchè le gira...un uomo si MrGreen

agevolo immagine del martello MrGreen
static.wikia.nocookie.net/simpsons/images/5/5e/250px-Electric_hammer.p

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 16:35    

ho chiesto
"Non l’ho presa da un’opera specifica, ma ho mescolato suggestioni tipiche di vari filoni della fantascienza. Se dovessi indicare fonti di ispirazione ideali, direi:

Philip K. Dick → per l’idea di realtà instabile, sistemi che “sbagliano” e oggetti che mettono in crisi ciò che è considerato normale.

William Gibson → per l’estetica urbana, tecnologica, quasi sensoriale della città e delle infrastrutture.

Ursula K. Le Guin → per l’attenzione al punto di vista umano dentro un mondo altamente strutturato.

Isaac Asimov → per l’idea di sistemi logici apparentemente perfetti che iniziano a mostrare falle.

Più che “copiarli”, ho cercato di ricreare una prima pagina che facesse quello che fanno spesso i buoni incipit di fantascienza:
mostrare un mondo coerente, introdurre un’anomalia, e far capire subito che il vero conflitto non è solo tecnologico, ma esistenziale.

Se vuoi, posso riscriverla ispirandomi chiaramente a uno stile preciso (più cyberpunk, più filosofico, più space opera, ecc.)."


ma il punto potrebbe anche essere un altro: quali opere umane non sono state effettivamente ispirate o create mescolando quanto l'autore ha appreso nel corso della sua vita?
Quanto l'ispirazione "umana" può dirsi diverso dal "copiare" delle AI? Possiamo parlare di anima o di essere realmente vivi o meno...ma il procedimento con cui una AI crea un'idea è esattamente lo stesso con cui lo crea un cervello umano. Cambia solo l'iniziativa: chatgpt non crea una storia di sua iniziativa, un umano può farlo. Ma tutto quello che definisce "immaginazione", "fantasia" ecc in un cervello umano, è bene o male lo stesso: mix di ricordi, rielaborazione, copia, ispirazione.

avatarjunior
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 16:48    

@Luca

boh non lo so
anche l'essere umano non crea dal nulla, ma parte dalle sue esperienze e sensibilità
la differenza (non da poco chiariamoci) è che l'AI parte dal materiale su cui è stata addestrata, e che in certo senso è assimilabile all'esperienza

quello che voglio dire è che quando parliamo di creatività "fatta per sbarcare il lunario" (e non lo dico in tono dispregiativo ma solo per rendere l'idea) io non credo che ci sia molta differenza tra uomo e AI se guardiamo il risultato finale

l'ipotesi migliore e più interessante è probabilmente collaborare insieme all'AI nel processo creativo

avatarsenior
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 17:01    

anche l'essere umano non crea dal nulla, ma parte dalle sue esperienze e sensibilità


Su questo avete ragione, ma una ai che esperienze ha? che sensibilità ha? quali scopi ha?...Nessuna/o...o meglio ha quelle/i che le diamo in pasto noi.

Io domani posso svegliarmi e dire "mi invento la macchina volante" una ai no, non lo fa se non sono io a dirglielo MrGreen

avatarjunior
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 17:10    

@luca

dipende dall'AI
quelle programmate con machine learning auto-apprendono da ogni interazione di un compito/attività che eseguono, è a tutti gli effetti esperienza

avatarjunior
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 17:14    

L'IA non ha creatività "per se", ma questo non le impedisce di fare il lavoro che, fino a ieri, era dei creativi... esempio ultimo: un video promo di una gara in cui un atleta al finish stappa uno champagne. Fino all'anno scorso quello lo faceva un videomaker; oggi è un video con errori, finto che si vede anche senza avere un occhio allenato, ma gratis.

Per quanto mi riguarda, il tasto dolente è questo..

Poi chiaro che il processo creativo resta prerogativa umana e, vorrei dire, grazie al cielo. Anche a livello di trarre piacere dalla creazione.

avatarjunior
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 17:16    

Cencio999

"anche l'essere umano non crea dal nulla, ma parte dalle sue esperienze e sensibilità „"

Bè qui non sta' proprio così , non crea nulla di materiale ma fino a prova contraria le idee nascono dal nostro cervello o mente , sbagliate o giuste che siano.

avatarjunior
inviato il 22 Gennaio 2026 ore 17:21    

e va bene, ma le idee si basano (quasi sempre) su esperienza (intesa in senso lato, compresa, istruzione, formazione, letture, ecc) e sensibilità, che a loro volta determinano il modo in cui il nostro cervello funziona, le associazioni che fa, ecc ecc

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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