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inviato il 04 Gennaio 2026 ore 23:16
Nel caso servivano a me da postare al posto dei vocaboli quando non hanno l'effetto voluto. Auf nimmer Wiedersehen |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 9:32
Anni fa in Cansiglio ci si lamentava della presenza esagerata dei cervi che facevano enormi danni. Poi è bastato recintare - non sparare - ed il problema è scomparso. Adesso ci si lamenta che sono diminuiti e si dà la responsabilità ai lupi, quando a mio parere di sono semplicemente espansi nei territori vicini. Che poi le predazioni ci siano è un dato di fatto, ma non sono certo quelle che hanno modificato la situazione. Tra l'altro, prima qualcuno - mi pare Saro - ha scritto che i predatori, una volta esaurite le possibilità trofiche di un territorio si spostano altrove, dando l'idea che un po' alla volta di quei territori facciano tabula rasa. Non è assolutamente vero: i predatori si adeguano alla disponibilità del territorio, semplicemente si riproducono di meno quando le prede scarseggiano. Anche certi roditori fanno altrettanto, tant'è che ne sono tipiche certe esplosioni demografiche. Altra cosa, i pascoli allo stato brado. In Abruzzo - per esempio - i greggi vivono all'aperto con robusti cani da guardiania (per certi aspetti più pericolosi dei lupi). Ovvio che se - come m'è capitato di vedere in Alpago - incontro un gregge di un centinaio di pecore 'guardate' da un border collie, mi trovo di fronte ad una situazione molto più attraente da parte di un predatore. Non serve recintare i pascoli. Cosa del resto assurda. Poi dovrebbero esistere anche le misure di riparazione da parte di Regione ed altri enti nel caso dei capi predati. |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 10:04
“ Anni fa in Cansiglio ci si lamentava della presenza esagerata dei cervi che facevano enormi danni. Poi è bastato recintare - non sparare - ed il problema è scomparso. „ Fino a qualche anno fa c'era un' alta concentrazione di cervi in zona, e i danni che possono fare all' ecosistema forestale sono rilevanti. Se intendi le recinzioni ai prati, non servono a niente perché trovano comunque dei varchi dove passare. Anche le piccole aree recintate nella foresta non risolvono il problema. Se i cervi sono diminuiti, la causa è il lupo, ed è giusto sia così. Ma scommetto che tra qualche anno ci sarà qualche fotografo che si lamenterà che ci saranno pochi cervi da fotografare. Si troveranno sempre dei motivi per lamentarsi. |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 10:14
“ Tra l'altro, prima qualcuno - mi pare Saro - ha scritto che i predatori, una volta esaurite le possibilità trofiche di un territorio si spostano altrove, dando l'idea che un po' alla volta di quei territori facciano tabula rasa. „ È questa cattiva informazione che danneggia l'opinione sul lupo e sui predatori in genere. I predatori, che sono all'apice della catena alimentare, possono sopravvivere solo se c'è adeguata disponibilità di prede, altrimenti scompaiono ancora prima che si esauriscano completamente le loro fonti di cibo. I lupi sono grandi cacciatori, ma non sono infallibili, poiché anche le loro prede imparano strategie e assumono comportamenti per evitare di essere predate. Pensare che i lupi riescano a fare tabula rasa nel loro territorio è semplicemente sbagliato. In caso di necessità i lupi si sanno adattare alle disponibilità alimentari del loro territorio, nutrendosi anche di roditori e altri mammiferi più piccoli degli ungulati. Ma anche di carogne se ne incontrano. Non ricordo dove l'ho letto ma pare che siano stati comunque trovati lupi morti, oltre che per atti di bracconaggio o incidenti stradali, anche per causa diretta e indiretta della fame. Immaginare il lupo come un totale distruttore della fauna di un determinato luogo è una cosa che non trova riscontro con la realtà. Ci sono studi che lo chiariscono inequivocabilmente. La presenza di un predatore come il lupo porta anche un evidente vantaggio alle specie che preda. I primi animali a essere predati sono gli esemplari deboli e malati, per l'ovvio motivo relativo alla facilità di cattura. Il lupo diventa una sorta di selezionatore che migliora la qualità delle sue prede, impedendo la riproduzione degli esemplari meno dotati e anche evitando la trasmissione intraspecifica di malattie. Qualche decennio fa, nell'Altopiano di Asiago, gli abbondanti caprioli che ci vivevano sono stati decimati da un'epidemia che colpiva gli occhi. È affatto improbabile che l'azione di un super predatore come il lupo avrebbe potuto contenere, in qualche misura, la diffusione dell'epidemia. Prima di tutto perché la densità dei caprioli non sarebbe stata eccessiva per le caratteristiche del territorio, come invece si verificava, ma anche perché il lupo avrebbe predato gli esemplari debilitati dalla malattia, impedendo loro di favorirne la trasmissione. Immaginare una piramide ecologica mettendo al suo apice “solo” il cacciatore umano, è un'eventualità fuori dalla logica e dall'ordine naturale. |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 11:31
“ Immaginare una piramide ecologica mettendo al suo apice “solo” il cacciatore umano, è un'eventualità fuori dalla logica e dall'ordine naturale. „ Può essere una deduzione legittima la tua ma sempre dipendente da quale strumento si usi per misurare il quantitativo di Logica e con quale regola l'umano venga estromesso dal contesto Naturale . Tornando alle predazioni nella mia zona non è difficile constatare come si ritrovino rarissime carcasse di cervo e molte di più di capriolo; due animali totalmente differenti, il più grande più soggetto a formare branco e quindi con più individui che possono allarmarsi in tempo oltre ad avere una capacità di corsa e di tenuta molto alte, il capriolo soggetto ad formare piccoli branchi solo nella fase invernale per motivi che chi se ne intende conosce perfettamente e in aggiunta poco resistente alla fuga, un singolo cane da caccia un po' scaltro lo raggiunge in breve con l'aggiunta che non conoscendo il suo nuovo predatore finisce spesso per cadere vittima anche e perfettamente sano, da poco si è notato subito come molti si siano tirati vicino alle case, negli orti e sulle strade pensando di mettersi al riparo, qualche volta ci riescono e altre no con il risultato di riflesso nel portare anche il predatore a ridosso degli abitati. |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 12:06
Beh Saro ho scritto e virgolettato "solo" poiché non ritengo che l'umano debba essere estromesso dal contesto naturale. Ho sempre scritto di convivenza, in effetti, e non di prevaricazione da parte di uno dei due contendenti, tra umano e lupo. Poi, se tu vuoi leggere cose diverse da quelle che scrivo, pazienza. |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 12:40
“ Può essere una deduzione legittima la tua ma sempre dipendente da quale strumento si usi per misurare il quantitativo di Logica e con quale regola l'umano venga estromesso dal contesto Naturale . „ Per questo avevo messo "legittima" poi se vogliamo correggere sul mio testo in " quale percentuale l'umano faccia parte della natura" magari può suonare meglio. |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 14:17
L'uomo fa parte della natura al 100%, anche se molto spesso se lo dimentica. Ed è perché l'uomo è parte integrante della natura che la deve proteggere. Quindi deve proteggere il suo più personale ambito, di cui è fatto e nel quale vive, non dimentichiamocelo. È una necessità, non un'opzione. La caccia fa parte della storia dell'umanità, anche se ora viene praticata per diletto e non più per motivi di sussistenza. Ed è proprio perché è un diletto che non può anteporsi alle necessità del mondo naturale. Risolvere il problema legato al ritorno del lupo affidandolo ai cacciatori, sarebbe un errore madornale. La protezione della natura è competenza di ogni persona, ma va affidata prioritariamente a organi competenti ed enti scientifici, non certamente a esaltati protezionisti e tantomeno a uomini armati di doppietta. Spero si capisca che il mio non è un discorso contro la caccia, che pure mai ho praticato e mai potrei praticare. |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 15:14
Secondo alcune teorie blande lette in giro per i forum, i predatori naturali dovrebbero aver già fatto scomparire le loro prede: non sapendo “regolarsi”, le avrebbero portate all'estinzione. La scienza e la storia ci insegnano invece l'esatto contrario: la natura tende ad autoregolarsi e a trovare un equilibrio dinamico tra le specie. Le vere eccezioni si verificano quando è l'uomo a intervenire, introducendo animali in habitat in cui non erano presenti o alterando pesantemente gli ecosistemi. Anche in questi casi, però, nel tempo la natura cerca comunque un nuovo equilibrio, seppur spesso dopo danni significativi. Per quanto riguarda i greggi, le soluzioni esistono da sempre: basta adottare sistemi di prevenzione tradizionali, come i cani da pastore. I maremmani, ad esempio, sono estremamente efficaci contro i lupi, perché ne percepiscono la presenza e li dissuadono dall'avvicinarsi. Personalmente, oggi ritengo molto più pericoloso, mentre cammino nei boschi o nei campi per fotografare o passeggiare, incontrare un cacciatore armato piuttosto che un lupo. Eppure io sono tenuto ad accettare questo rischio, mentre altri sembrano incapaci di accettare la quasi totale improbabilità di un incontro, e ancor più di un attacco, da parte di un lupo. Senza dilungarmi troppo: considerando le straordinarie capacità sensoriali del lupo, in particolare l'olfatto, è evidente che un essere umano venga percepito a chilometri di distanza. Se il lupo non vuole farsi vedere, semplicemente non lo farà. I veri pericoli per l'uomo nasceranno nel momento in cui saremo noi ad avvicinarci ai lupi, a fornirgli cibo o a renderli confidenti, esattamente come già accade con gli orsi. Qui da me, ad esempio, c'è una volpe che ormai non ha più alcun timore dell'uomo: non scappa nemmeno quando le passi vicino in macchina, resta ferma sul bordo della strada a osservarti. Questi sono i danni reali e i pericoli maggiori: animali selvatici che perdono la naturale diffidenza verso l'uomo. E viene spontaneo chiedersi, anche in questi casi, di chi sia davvero la responsabilità. |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 19:49
Un ragionamento che non fa una piega Daniele, e che personalmente condivido in tutti i passaggi. |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 22:35
Ora non so quanti naturalisti usino un solo occhio o più occhi per valutare e quantificare come vada interpretato un ideale da naturalista, senza offendere nessuno ma mi pare evidente che una grossa fetta di naturalisti, anzi mi spiego meglio di neo naturalisti si siano accodati per svariati motivi a delle correnti a patto che siano sufficientemente altisonanti e caratterizzate da buona visibilità ignorando totalmente altri settori vuoi per ignoranza e vuoi perché volutamente interessa poco o nulla. Trentino Alto Adige: Circa 30 anni fa un piccolo gruppo di persone pensò di dare inizio al progetto Life Ursus intervistando un minuto gruppo di persone che non sapevano manco che gli venne chiesto, regione dove mai nessun naturalista aveva richiesto di colmare la mancanza di questo animale, nessuno si era mai lamentato della sua assenza ma poco dopo appena iniziarono i primi problemi ecco comparire per magia gli Ursus paladini talmente scatenati da organizzare cortei tali da dover far intervenire le forze dell'ordine per non parlare delle minacce pesanti ai componenti del consiglio provinciale. Ora con l'arrivo del lupo stessa identica storia, nessuno prima dell'arrivo che avesse desiderato, promosso, favoreggiato, descritto come unica reale soluzione ambientale, ma come per l'orso anche il lupo è strumento assai rumoroso capace di fare notizia, in questo post ho letto più volte come l'uomo sia il meno indicato se non il più dannoso per regolare la fauna per cui a chi afferma questo vorrei porre questa domanda: La logica regolazione della fauna e lo spirito "naturalista" lo vedete con un solo occhio nello spazio orso/lupo o riuscite anche a vedere oltre? Che ora tutti i naturalisti presenti in questo post siano vegani non ci credo, che siano tutti vegetariani nemmeno, che nessuno si rechi al supermercato a comperare carne di animali idem, vogliamo parlare dei pesci di mare? sappiamo che il pesce che arriva sulle nostre tavole è circa per metà di allevamento ma l'altra metà viene catturata che non è diverso da cacciata e in più una buona parte del selvatico viene utilizzata per fabbricare mangime per l'allevamento. Forse il pesce non è animale? Forse il predatore pesce è inferiore all'orso e al lupo? O forse mettersi a difendere la fauna acquatica porta poco rumore? Vogliamo parlare della "naturalissima" pesca No Kill tanto decantata come simbolo dell'amico della natura? Uno si diverte ad agganciare con un amo infilato in un pesce, metterci magari del tempo vista la mole prima di arrivarci vicino e ci riesce quando è stremato, poi quando ha finito il suo divertimento si fa il selfie e slamandolo diventa in idolo dei social natur, tutte balle condite di tanta ipocrisia cari signori, Apriamo più occhi e valutiamo le cose per intero e non solo quelle che fanno mucchio. |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 22:41
Sì però scusami Sarogrey, tu passi il tempo a offendere persone che non conosci, attribuendo loro ipocrisia e ignoranza non si capisce su quali basi, però continui a portare le tue opinioni come se fossero verità assolute. E quando ti ho chiesto di portare evidenze concrete hai glissato….. |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 22:58
Mescolare lupo, orso, pesca, supermercati e veganismo non risponde alla questione posta. La coerenza personale non invalida i dati scientifici, e la gestione faunistica non è una gara di purezza ideologica. Che io mangi o meno pesce acquistato al supermercato non modifica in alcun modo i pattern motori, gli schemi di attacco e fuga o i comportamenti sociali del lupo: questi restano invariati e documentati. Personalmente mi occupo e mi batto da molti anni per la tutela di cani e lupi, ma questo non aggiunge né toglie valore a ciò che ho scritto finora, che si basa su dati e osservazioni verificabili. Detto ciò, chissà se l'autore del topic riuscirà a fotografare i lupi |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 23:00
“ Sì però scusami Sarogrey, tu passi il tempo a offendere persone che non conosci, attribuendo loro ipocrisia e ignoranza non si capisce su quali basi, però continui a portare le tue opinioni come se fossero verità assolute. E quando ti ho chiesto di portare evidenze concrete hai glissato….. „ Non sto offendendo proprio nessuno, ma solo cercando di dire che le cose vanno viste a 360° in tutte le varie forme, se poi la non condivisione viene presa come offesa allora la chiudo qui. Riguardo alla richiesta io ho letto solo questa da parte tua: “ Abbi pazienza ma sei in un forum di fotografia, non di caccia, portaci qualcosa in più nella sezione foto e qualcosa di meno in queste discussioni, please. „ Ti avevo anche risposto in merito oppure non ho capito che stai richiedendo, per rappresentare quanto diciamo in questa discussione non credo servano delle foto. |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 23:34
No le offese sono quando si parla di ignoranza e ipocrisia e non si capisce se sia riferito alle persone che stanno scrivendo qui o meno. Chiarire gioverebbe. La mia richiesta invece era diversa ed era in un intervento a cui peraltro avevi in parte risposto Sicuramente hai esperienza nel tuo campo: é quella che porti o conosci e puoi anche condividere studi/analisi che mostrino dove/come i piani venatori, una volta eseguiti, abbiamo portato qualche forma di beneficio certo - per le altre specie - la' dove sono stati attuati? Ne esistono, magari altrove e dove é più diffuso da tempo, sul lupo, ad oggi? |
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