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cosa sono? Sono i fantasmi di canzoni che non sono mai state scritte né ascoltate. Sono il simbolo: di chi non ha potuto cantare; di chi non ha potuto denunciare; di chi è stato torturato, eliminato, cancellato senza che restasse memoria; di chi non è stato difeso neppure da chi, contemporaneamente, cantava (o ascoltava) canzoni di protesta contro altri regimi “più visibili” o più convenienti da denunciare.
Queste sono, per me, le canzoni più amare. Canzoni di persone morte e cancellate dalla memoria storica e sociale.
Infatti ho scritto che il silenzio è si peggio. Sarà una voce interessata,×,annoiata,controversa,discutibile ed altro,ma,diamine,almeno questa si è levata. Non si levassero queste voci le critiche ed i rimproveri sarebbero di segno opposto. Perché non fanno sentire la loro voce di protesta almeno quelli che possono? Certo,Caterina Caselli francamente la trovo un pò forzata.
peraltro, per rispetto di alcune di queste vittime dimenticate, toglierei la foto di uno che ha mandato a fucilazione decine o forse centinaia di "nemici della rivoluzione", ma in realtà semplici oppositori politici, spesso colpevoli solo di non approvare il regime impostogli...a meno di non sostenere l'idea che la violenza vada condannata-senza-se-e-senza-ma in alcuni casi, e giustificata in altri.
Nella notte tra il 3 e il 4 giugno 1989 i carri armati dell'esercito cinese assassinarono nella piazza Tienanmen di Pechino centinaia di persone, ponendo fine alle proteste degli studenti che reclamavano la democrazia.
Un'immagine su tutte rimase nella memoria collettiva: quella di un ragazzo, uno studente che da solo, inerme, si frappone alla colonna dei blindati e ferma i carri armati.
A questo ragazzo, al suo gesto, due anni dopo i Nomadi dedicarono una canzone.
“ toglierei la foto di uno che ha mandato a fucilazione decine o forse centinaia di "nemici della rivoluzione", ma in realtà semplici oppositori politici, spesso colpevoli solo di non approvare il regime „
Scusa Angor ma non ho capito di che foto parli, ben contento insieme a te, di "non sostenere l'idea che la violenza vada condannata-senza-se-e-senza-ma in alcuni casi, e giustificata in altri".
Nel caso della "copertina" che mostra anche il Che è la casa discografica di Judith Reyes che l'ha scelta ed io dovrei togliere dal forum quella canzone, testimonianza dell'uccisione di 200.000 maya tra operai e campesiños? Guardiamo il dito o la luna?
Il titolo della discussione è inoltre "canzoni di protesta sociale dalle origini ad oggi", non una discussione su questo o quel personaggio politico/storico. Chi vuole pubblicare canzoni pro o contro il Che è libero di postarle quì ed io non mi sogno di dire "cancellaltele!"
Torniamo a pubblicare canzoni, senza censure. Aspetto fiducioso, ben contento di tutti i dibattiti civili che sono il sale della vitalità democratica. Intanto ecco un'altra canzone della stessa cantautrice messicana Judith Reyes.
Questo è il primo LP che da ragazzo ho acquistato, quando non conoscevo ancora Guccini.
Francesco Guccini - Primavera di Praga
Di antichi fasti la piazza vestita Grigia guardava la nuova sua vita, Come ogni giorno la notte arrivava, Frasi consuete sui muri di Praga, Ma poi la piazza fermò la sua vita E breve ebbe un grido la folla smarrita Quando la fiamma violenta ed atroce Spezzò gridando ogni suono di voce... Son come falchi quei carri appostati, Corron parole sui visi arrossati, Corre il dolore bruciando ogni strada E lancia grida ogni muro di Praga. Quando la piazza fermò la sua vita, Sudava sangue la folla ferita, Quando la fiamma col suo fumo nero Lasciò la terra e si alzò verso il cielo, Quando ciascuno ebbe tinta la mano, Quando quel fumo si sparse lontano, Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava All'orizzonte del cielo di Praga... Dimmi chi sono quegli uomini lenti Coi pugni stretti e con l'odio fra i denti, Dimmi chi sono quegli uomini stanchi Di chinar la testa e di tirare avanti, Dimmi chi era che il corpo portava, La città intera che lo accompagnava, La città intera che muta lanciava Una speranza nel cielo di Praga, Dimmi chi era che il corpo portava, La città intera che lo accompagnava, La città intera che muta lanciava Una speranza nel cielo di Praga, Una speranza nel cielo di Praga, Una speranza nel cielo di Praga...
Canzone contro le ecomafie della "Terra dei fuochi": intere famiglie sono state colpite da malattie tumorali e morte, soprattutto bambini e ragazzi costretti a respirare fumi cancerogeni generati dai roghi e le emissioni nell'aria e nel suolo dei peggiori veleni industriali, sversati in 2.767 siti di smaltimento illegale in 426 km quadrati. Il numero di tumori, varie forme di leucemie, malformazioni congenite ed asma è ancora elevatissimo.
“ toglieresti anche la foto di pertini, se ci fosse? „
non c'è...ma, ci fosse, per risponderti bisognerebbe per forza finire a discutere di quella (sotto) specie di pensiero che differenzia la violenza a seconda di chi la compie: inaccettabile e imperdonabile in alcuni casi, giustificata e persino buona in altri.
Mi spiace, ma è vietato dal regolamente e, oltretutto, è un gioco che non mi piace.
Franco Battiato pubblica la canzone di denuncia sociale “Povera Patria”: un brano contro la corruzione della classe politica, nella speranza di un futuro migliore per tutti gli italiani. Poco dopo sarebbe esplosa l'inchiesta di "Mani Pulite".
Franco Battiato
Povera patria Schiacciata dagli abusi del potere Di gente ×, che non sa cos'è il pudore Si credono potenti e gli va bene quello che fanno E tutto gli appartiene Tra i governanti Quanti perfetti e inutili buffoni Questo paese devastato dal dolore Ma non vi danno un po' di dispiacere Quei corpi in terra senza più calore? Non cambierà, non cambierà No cambierà, forse cambierà Ma come scusare Le iene negli stadi e quelle dei giornali? Nel fango affonda lo stivale dei maiali Me ne vergogno un poco e mi fa male Vedere un uomo come un animale Non cambierà, non cambierà Sì che cambierà, vedrai che cambierà Si può sperare Che il mondo torni a quote più normali Che possa contemplare il cielo e i fiori Che non si parli più di dittature Se avremo ancora un po' da vivere La primavera intanto tarda ad arrivare
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