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avatarsenior
inviato il 12 Settembre 2023 ore 10:44    

Allora tanto vale tu vada nudo, cosa aggiungono i tuoi vestiti al tuo "essere naturale"?

avatarsenior
inviato il 12 Settembre 2023 ore 11:24    

IClaude
"Questo perché il fotografo paesaggista è un po' un "naturalista" che dovrebbe rappresentare la bellezza della natura così com'è, non alterarla. Insomma photoshoppare le foto di paesaggio è un po' come dire: Madre Natura ha fatto un lavoro da schifo, vediamo di migliorarlo artificialmente..."

Il Fotoritocco non si fa per quel motivo......
Quando lo guardi un paesaggio restituisce all'occhio/cervello, molto di più di quello che una fotocamera è in grado di catturare....
La fotocamera la puoi impostare come vuoi" gnafa"
E poi c'è il problema della luce, non sempre si è/può scattare al momento giusto.

Dovete farvi una ragione la PP fa parte del sistema

Poi non volete farla..... fate a meno

avatarjunior
inviato il 12 Settembre 2023 ore 11:55    

Appurato che né un jpeg prodotto dalla macchina fotografica né un raw senza modifiche e con profilo lineare rappresentano accuratamente la realtà di un paesaggio così come lo abbiamo visto, vien da sé che qualche modifica la dobbiamo per forza fare per arrivarci il più vicino possibile. Il problema è determinare qual è quindi la "quantità" di postproduzione ideale, cosa resa sostanzialmente impossibile dalla imperfezione della nostra memoria e dal fatto che una fotocamera vede in maniera molto diversa da un occhio umano. La distinzione fra cosa è realismo e cosa è un'esagerazione non può essere un dato oggettivo ma dipende dalla sensibilità personale di ciascuno di noi.
Sono sicuro che se ad un grande numero di persone si mostrasse un grande numero di foto di una stessa scena ma modificate tutte differentemente, e queste venissero messe a confronto con la scena dal vivo, verrebbe fuori che una piccola percentuale trova accettabili pochissime modifiche mentre un altrettanto piccolo gruppo ritiene passabile qualunque ritocco, e che tutti gli altri si troverebbero da qualche parte nel mezzo con la solita distribuzione gaussiana. Insomma non penso che si possa definire un punto che divide binariamente ed oggettivamente la postproduzione giusta da quella sbagliata... solo individualmente possiamo fare questa distinzione. Io ad esempio se vedo qualcuno pubblicizzare sui social un posto pubblicandone una foto con la saturazione così pompata da far sanguinare gli occhi lo trovo disonesto, ma è sacrosanto il diritto di vederla diversamente.

avatarsenior
inviato il 12 Settembre 2023 ore 12:51    

Madre Natura ha fatto un lavoro da schifo, vediamo di migliorarlo artificialmente...

Personalmente non sono d'accordo: il dodge and burn serve per donare una tridimensionalità allo scatto che la fotocamera non è in grado di cogliere. Anche scattando direttamente in jpeg con tutte le regolazioni a zero come proponi tu, il risultato che otterresti non è proprio vicino a quello che vedi e te lo dico per esperienza personale.

avatarjunior
inviato il 12 Settembre 2023 ore 13:19    

"Ma ti sembra che le foto di paesaggio vengano elaborate per arrivarci il più vicino possibile?"
Da alcuni sì e da altri no, ho appena aperto la galleria Paesaggi qui su Juza e della prima ventina di foto che sono venute fuori mi sembra che la maggior parte siano piuttosto realistiche.
Poi il mio punto non era che tutti i paesaggisti siano alla ricerca del perfetto realismo, ognuno fa fotografia come ritiene opportuno, ma che anche applicando le tue idee ben definite non si può mai raggiungere nessun canone oggettivo. Puoi inseguire quanto vuoi la chimera della perfetta fotografia naturalistica, ma sarebbe assurdo aspettarsi lo stesso dagli altri. Comunque sicuramente puoi trovare anche bravi paesaggisti che fanno foto molto "reali", ma è scontato che abbiano più successo col grande pubblico quelli che invece tendono a spingere con la postproduzione anche fino al limite del buon gusto. Madre Natura se ne farà una ragione ;-)

avatarsenior
inviato il 12 Settembre 2023 ore 13:27    

Mi limito ad osservare che il problema del fotoritocco non si presenta tanto per quei generi, tipo foto di prodotto o pubblicitarie dove ci si aspetta un qualche intervento e lo si considera del tutto normale, ma soprattutto per le foto di paesaggio. Questo perché il fotografo paesaggista è un po' un "naturalista" che dovrebbe rappresentare la bellezza della natura così com'è, non alterarla. Insomma photoshoppare le foto di paesaggio è un po' come dire: Madre Natura ha fatto un lavoro da schifo, vediamo di migliorarlo artificialmente...


È una considerazione che trovo condivisibile, però il punto è che per molti aspetti la faccenda non è banale come si potrebbe pensare, e a tradurla in pratica, nel bene o nel male, può essere solo l'intenzione e il giudizio del fotografo. Per altri si possono stabilire (e in effetti a volte sono formalmente richiesti, per esempio nei concorsi, ma non aspettarti che su questo forum sia un sentimento diffuso) dei criteri semplici e oggettivi simili a quelli che regolano da sempre anche la fotografia giornalistica, come non consentire di rimuovere o aggiungere elementi dall'immagine.

Tornando nuovamente a mascherature e bruciature, nota che un fotografo come Ansel Adams, celeberrimo per i suoi paesaggi epici, faceva ampio uso di questa tecnica e paragonava la stampa del negativo all'interpretazione di uno spartito. In un caso ("Winter Sunrise, Sierra Nevada from Lone Pine") è ricorso persino al ritocco, per eliminare un particolare di origine antropica, non ritenendosi abbastanza "purista" da poter accettare che quella bruttura rovinasse il lavoro di Madre Natura, e tutto sommato è difficile dargli torto.

avatarsenior
inviato il 12 Settembre 2023 ore 14:05    

IClaude se c'è qualcuno che vuole sviare il discorso sei proprio tu visto che io non ho filosofeggiato, quella definizione non viene da filosofi o poeti ma da scienziati, scienziati che ho tirato in ballo solo perchè tu in 10 interventi hai tirato in ballo la scienza, poi il peperoncino e poi non so forse i fagioli..

Ma tornando a noi, buona parte di chi fotografa lo fa perchè fotografare è un modo per esprimersi... se il tuo modo di esprimerti è fare foto ricordo o cercare forsennatamente di riprodurre la realtà non è un problema perchè qui nessuno mi pare che ti abbia contestato questa cosa (se la contestassimo faremmo lo stesso errore tuo), ma almeno lascia agli altri il diritto di fare diversamente.
La "Realtà" la viviamo ogni istante di ogni giornata, la fotografia per me (e per molti altri) è evasione e se non fosse così fotografare sarebbe la cosa più noiosa del mondo e che a quel punto farei soltanto se venissi pagato per farlo.

PS: non venirmi a raccontare che la foto deve testimoniare, se tu andassi sull'Everest o su Marte allora si che ti chiederemmo una foto testimonianza "reale", ma del paesaggio, delle colline, del tramonto o del tizio che attraversa la strada o me li fai vedere attraverso uno stile tutto tuo o altrimenti è soltanto una foto ricordo che ha valore per chi la scatta ma zero valore per chi la guarda.

avatarsenior
inviato il 12 Settembre 2023 ore 14:06    

iClaude
"Beh, se è per arrivarci il più vicino possibile il problema non si pone.
Ma ti sembra che le foto di paesaggio vengano elaborate per arrivarci il più vicino possibile? Dai su non prendiamoci in giro...Cool "

Si ma con quello che ti da la sola macchina in fase di ripresa sei assai più lontano

avatarsupporter
inviato il 12 Settembre 2023 ore 14:18    

@iClaude o ... la fotografia notarile e basta MrGreen

avatarsenior
inviato il 12 Settembre 2023 ore 14:20    

Ma ti sembra che le foto di paesaggio vengano elaborate per arrivarci il più vicino possibile? Dai su non prendiamoci in giro...

Dipende da chi prendi come riferimento, che foto guardi. Se guardi gente che esagera con la post, che sostituisce cieli e ci mette galassie australi su cieli boreali, si, concordo con te che è un risultato discutibile. Ma c'è chi applica elaborazioni quel tanto che basta a render leggibili i dettagli. Ricorda sempre: una buona elaborazione è quella che non noti più di tanto.
Come scritto in precedenza: un sensore o una pellicola hanno una latitudine di posa, una gamma dinamica, che l'occhio supera agevolmente. Una scena fotografata con qualsivoglia sistema dovrà per forza di cose esser ridotta ad un sistema che la visualizzi, che sia carta o monitor, e questo comporterà dei clipping, dei tagli, soprattutto nelle zone critiche: alte luci e ombre. Per ovviare al problema si maschera e si brucia, e lo si fa con un determinato proposito. Guardati un po' di foto di Ansel Adams, e guarda come erano prima e come sono diventate poi, grazie al dodge & burn. E già che ci sei, dai un'occhiata al suo sistema zonale.

Ps: che la realtà sia illusione non è filosofia, mi spiace: è scienza, e ormai è cosa nota e stranota, ma se vuoi limitarti a dire: ciò che vedo è reale, vabbè, buon per te.

avatarsenior
inviato il 12 Settembre 2023 ore 14:24    

Ah, guardate che manica di imbroglioni paesaggisti che vogliono buggerare il prossimo!!11!1









jtunney.com/the-art-of-dodge-burn/

avatarsenior
inviato il 12 Settembre 2023 ore 14:24    

Gianluca_m
+1

avatarsupporter
inviato il 12 Settembre 2023 ore 14:25    

Per capire che la realtà non è affatto quella della visione, consiglio all'autore la lettura dell'ottimo libro L'isola dei senza colore di Sacks ...

avatarsenior
inviato il 12 Settembre 2023 ore 14:37    

In camera oscura con il BN e' pane quotidiano , si fa anche usando le mani facendo filtrare un raggio a mo' di penello , per dirne una.

Giusto per chi vuole essere puro e crudo Sorriso

it.wikipedia.org/wiki/Mascheratura_%28fotografia%29

avatarsenior
inviato il 12 Settembre 2023 ore 14:59    

Iclaude: secondo te, nella tua visione, quale delle 3 versioni della foto che posto sotto è la più "reale"?
(Dodge & Burn in velocità, sia chiaro, non è una foto passabile, come qualità, ma è per capire...)




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