user214553
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 13:20
Ricca, ti cito tra virgolette: "Jung a riguardo diceva "Individualità e universalità non sono valori inconciliabili, che si annullano reciprocamente, sono due lati della stessa realtà che si compensano e si completano reciprocamente, unificandosi nell'esperienza dell'illuminazione. Questa esperienza non dissolve la mente in un tutto amorfo, bensì porta alla realizzazione che l'individuo stesso nel profondo di sé include la totalità." Ma si potrebbe discutere all'infinito, poi peró bisogna sperimentare di persona, meditare, mettere in pratica, dedicarci tempo." Se individualità ed universalità si unificassero con il sopraggiungere dell'illuminazione, questo porrebbe la stessa in una condizione in divenire, limitata da spazio-tempo-causa. Prima ero un individuo, ora sono l'essere universale (che già di per sé non significherebbe illuminazione). Ciò implicherebbe un inizio per questa condizione, e necessariamente implicherebbe una fine. La Moksa non funziona così, non è limitata da spazio-tempo-causa; la Moksa è già qui ed ora, c'è solo da capirlo! Per quel che concerne il passaggio in cui jung dice: "Questa esperienza non dissolve la mente in un tutto amorfo, bensì porta alla realizzazione che l'individuo stesso nel profondo di sé include la totalità." C'è da fare un paio di precisazioni. La Moksa, l'illuminazione, non è un'esperienza, è la reale natura dell'essere, libera dal credersi agente dell'azione, quindi non-agente. Gli unici due verbi che non recano azione che mi vengono in mente sono "esistere" ed "essere", ed è proprio quello che è la natura assoluta di pura Esistenza-Coscienza infinita che si realizza sempre esistente nella Moksa. L'esperienza si compone di soggetto di conoscenza+oggetto di conoscenza, mentre l'illuminazione trascende il rapporto soggetto-oggetto. Un'altra precisazione da fare è che non è propriamente l'individuale che include l'universale, pur avendo senso in un certo senso (brahma satyam jagat mitya jiva brahmevanaparah, l'assoluta esistenza è il vero, l'universo è falso, e l'ente individuato e l'esistenza assoluta sono la stessa cosa). L'individuo in realtà è una sovrapposizione frutto dell'ignoranza metafisica. In realtà non é mai individuo, pur credendosi tale. Esso è solo un nome, una forma, ed una possibilità sovraimposta alla realtà; similmente a quanto anello, bracciale e orecchino sono solo tre nomi, tre forme e tre possibilità sovraimposte all'oro, dal quale realmente non è mai emerso nulla rimanendo sempre identico a sé stesso. Non parlerei quindi di universale, ma di non-duale, essendo - ad'esempio - l'oro non-duale nei confronti dei monili, i quali sono insostanziali. Edit: Un'altra precisazione la faccio a quanto hai detto tu. "Ma si potrebbe discutere all'infinito, poi peró bisogna sperimentare di persona, meditare, mettere in pratica, dedicarci tempo." Se lo stato individuale è solo causa dell'ignoranza, e la conoscenza è la soluzione, questa non può mai essere frutto di alcuna azione, nemmeno conoscitiva. Se per esempio tu mi dici: "insegnami come posso stare seduto", ma in realtà tu sei già seduto, solo che non lo sai, cosa dovrai fare per realizzare la tua seduta? Di sicuro non dovrai fare alcuna azione, poiché seduto lo sei già. Io poi, dovrei cercare di predisposti nelle giuste condizioni e poi indicarti il fatto che tu sei già seduto, e ciò lo dovrai poi "vedere" da te. Le azioni conoscitive, rituali, ecc., come può essere la meditazione, portano solo a una realizzazione parziale dell'essere universale, ma mai alla Moksa. Mantra, Yantra, Tantra, meditazioni, ecc., possono solo condurre - nell'ottica della Conoscenza del Brahman Nirguna - alla predisposizione necessaria per la mente dell'aspirante, la quale dopo la pratica di questa via del Brahman Saguna, potrà poi facilmente cogliere la realtà a mezzo di ascolto, riflessione e contemplazione attenta sull'insegnamento, che comportano l'intuizione suprema della realtà, la quale non è azione conoscitiva. |
user203495
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 13:25
“ Nitigisius, non confondere l'esperienza con la saggezza. Sono due patrimoni differenti. Un ragazzino può essere saggio nella stessa misura in cui un vecchio può essere inesperto. „ Questa mi è nuova.Eviterò commenti.Per non urtare alcuno. saggézza s. f. [der. di saggio1] . – L'essere saggio; capacità di seguire la ragione nel comportamento e nei giudizî, moderazione nei desiderî, equilibrio e prudenza nel distinguere il bene e il male, nel valutare le situazioni e nel decidere, nel parlare e nell'agire, come dote che deriva dall'esperienza, dalla meditazione sulle cose, e che riguarda soprattutto il comportamento morale e in genere l'attività pratica: una persona di grande s.; parlare, agire con s., con molta s.; dare prova di s.; parole piene di s.; la s. delle persone anziane, dei contadini; la s. condensata nei proverbî; con partic. riferimento al modo di operare: la s. di un consiglio, di una decisione, di un provvedimento legislativo. Nel linguaggio medico, denti della s., lo stesso che denti del giudizio (v. dente). Treccani Dovrò scrivere una nota a correzione. Notasi quel«come dote che deriva dall'esperienza». I bambini sono uomini privi di esperienza.I vecchi sono bambini privi di innocenza. |
user203495
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 14:08
“ Perchè non c'è la materia Morte? „ Pensi che qualcuno manderebbe i propri figli? E chi può dare lezioni su questo tema?I sacerdoti?I filosofi?Gli Epicurei?Gli Stoici?Gli Ambientalisti? |
user214553
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 14:10
Nitigisius La persona più saggia di cui ho avuto - seppur indiretta - testimonianza - non solo libresca, ma anche dottrinalmente - è Adisankaracarya. Gli sono attribuite circa 500 opere, ma dall'interno della Tradizione autentica che discende da una linea ininterrotta a Sankara stesso, si riconosce solo il Prasthanatraya Bhashya, il commentario alle dieci Upanisad principali, alla Bhagavadgita e - opera imponente - al Brahma Sutra, e insieme compongono appunto il triplice fondamento del Vedanta. Sankara ha scritto tutto ciò in età adolescenziale. |
user96921
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 14:33
Ottimo abbiamo un Pandit, a mio avviso un valore aggiunto in questa comunità. Mi sembra che le tue profonde conoscenze siano frutto di studi profondi. Quanto hai descritto non si improvvisa. Rob |
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 14:47
Non penso alla morte se non scherzandoci. Il guaio è quando la morte pensa a me. |
user214553
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 14:52
Ti ringrazio Rob, ma io non sono nessuno; ciò che importa- ciò che lascio parlare al posto mio - è la Paravidya. |
user206375
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 15:31
Alex Rischiamo di inoltrarci in una disccusione infinita come puo' essere quella del piccolo e grande veicolo che preferisco evitarmi anche perché il mio italiano è arruginito e ho dei limiti comunicativi, e non ho la tua stessa preparazione. Al momento posso affermare solo cio' che ho sperimentato. Mi mancherà la parte metafisica, filosofica, e non so quale meditazione tu abbia praticato ma posso solo affermare che alcuni dei concetti che hai espresso li ho sperimentati tutti con la meditazione. Posso credere ciecamente per un periodo ad una filosofia, insegnante, guru, maestro ma poi la mia rozzezza avrà bisogno dell'esperienza che lo strumento delle parole, concetti non riescono a darmi, e sicuramente per un mio limite. Philosophy and practice are equally important in travelling the middle way. Without right view how can one achieve right mindfulness? Without good practice how can one achieve right mindfulness and concentration? Nagara Sutta |
user96921
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 15:40
Le letture citate sopra hanno una componente di praticità, di ”materialità “, sono a mio avviso manuali di istruzione, che conducono la persona con la pratica ad aumentare il proprio bagaglio. |
user206375
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 15:46
Da uno psicologo ad esempio. E comunque esiste già la death education, ci sono organizzazioni che si occupano della formazione degli insegnanti. Non è che la filosofia, matematica, fisica ce l'abbiano insegnata un filosofo, un fisico o un matematico. Nitigisius inviato il 07 Gennaio 2023 ore 14:08 Pensi che qualcuno manderebbe i propri figli? E chi può dare lezioni su questo tema?I sacerdoti?I filosofi?Gli Epicurei?Gli Stoici?Gli Ambientalisti? |
user214553
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 15:48
Ricca, tu stai parlando di Buddhadharma però, mentre io sto esponendo concetti aderenti al Vedanta Advaita, dove il metodo è la stessa dottrina, mentre la meditazione e tutte le azioni conoscitive, ecc., costituiscono solo il metodo per le acquisizioni preliminari dell'aspirante che punta alla vera conoscenza metafisica, detta Paravidya; il Buddhadharma in tutte le sue correnti è ascrivibile alla aparavidya, quindi non stai parlando di vie puramente metafisiche, con tutto ciò che ne comporta. |
user206375
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 16:09
Si Alex, diventa complicato pero'seguire un filo logico se esponi in tuoi concetti Advaita rispondendo ad un mio commento in cui citavo Jung e esprimevo il mio pensiero sulla necessità di sperimentare e meditare e non perdersi all'infinito in parole e concetti. Spiegalo ad un monaco buddhista che la meditazione porta solo a una realizzazione parziale dell'essere universale e l' l'ottuplice sentiero non è sufficiente. Mi riferisco a questo commento. Le azioni conoscitive, rituali, ecc., come può essere la meditazione, portano solo a una realizzazione parziale dell'essere universale, ma mai alla Moksa. Mantra, Yantra, Tantra, meditazioni, ecc., possono solo condurre - nell'ottica della Conoscenza del Brahman Nirguna - alla predisposizione necessaria per la mente dell'aspirante, la quale dopo la pratica di questa via del Brahman Saguna, potrà poi facilmente cogliere la realtà a mezzo di ascolto, riflessione e contemplazione attenta sull'insegnamento, che comportano l'intuizione suprema della realtà, la quale non è azione conoscitiva. |
user214553
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 16:20
Anche il Monaco Buddhista sa che la meditazione non è sufficiente. Se la causa del Samsara è l'ignoranza, solo la Conoscenza può dissiparlo. E la Conoscenza (non l'azione conoscitiva o la conoscenza empirica) non è mai azione, ma intuizione. |
user206375
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 16:30
La meditazione è una delle componenti dell'ottuplice sentiero che ha come risultato finale il raggiungimento del nibbana. |
user214553
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inviato il 07 Gennaio 2023 ore 16:47
Io ti sto ponendo il punto di vista metafisico, che è essenzialmente la conoscenza del Reale in sé e di per Sé. Il declino del Buddhismo in India è cominciato con l'avvento di Sankara; ai tempi le varie Darsana e i punti di vista nastika si "sfidavano" ingaggiando duelli filosofici all'ultimo sangue: chi perdeva doveva diventare discepolo del vincitore. Sankara non fu mai sconfitto. Se hai la pazienza di intraprendere uno studio Tradizionale dei commentari di Sankara puoi constatare tu stesso la confutazione di tutte le dottrine "anatmakavada", ossia che negano l'esistenza del Sè, e quasi tutte le scuole Buddhiste lo sono. Come dice Sankara, le dottrine che negano il Sé non sono aderenti alla realtà, poiché anche chi nega la realtà dell'Atman (la pura coscienza), lo fa attraverso l'Atman. Basta questa semplice considerazione per confutare qualsiasi anatmakavada. Con ciò non voglio mancare di rispetto alle dottrine nastika o aparavidya, ma esse non sono vie metafisiche, e non conducono alla realizzazione metafisica. Non lo dico io, lo dice la Sruti, e anche se le dottrine nastika non riconoscono l'autorità della Sruti, prima Gaudapada e Sankara poi, hanno evidenziato i limiti di suddette dottrine. Non lo sto dicendo io, lo dice il Sanatanadharma a mezzo del Jnanavatara; se vuoi contestare quello che dico significa che stai contestando Adisankaracarya stesso, poiché le mie parole sono in totale e umile aderenza all'autentica Tradizione Advitiya, conoscenza la mia che non è frutto di cultura "libresca", non è appresa dai libri. Se vuoi confutare l'Advaita Vedanta puoi comunque esporre le tue obiezioni, sarò felice - per amore della conoscenza - di risponderti. Se vuoi affermare la non esistenza dell'Atman che è l'essenza del Buddhismo puoi fare lo stesso, ma ricordati che lo fai attraverso l'Atman. Magari lo possiamo fare dalla prospettiva di Mrtyu, dal momento che la discussione di questo tratta. L'ho già fatto altre volte, ma mi scuso nuovamente per la mancanza dei segni diacritici nella traslitterazione della lingua Samskrta; non sono supportati su juzaphoto. |
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