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Archivio Luigi Ghirri: sono io che non capisco?


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avatarsenior
inviato il 07 Dicembre 2022 ore 19:16    

Io non ho capito perché continui a portare il discorso su qualcosa che non c'entra, stiamo parlando di gioia, chi era ha influenzato e continua a influenzare fotografi e vedendo anche autori esteri gli stessi stilemi e concetti sono usati da fotografi magnum, fotografi che fanno racconti, reportage, ritratti ecc.. quindi mi spieghi cosa c'entra l'arte concettuale?

avatarsenior
inviato il 08 Dicembre 2022 ore 1:05    

Angor, c'è forse un "sapere" che non sia condizionato da impulsi o informazioni che ci pre-esistono?
Con quel ragionamento possiamo tranquillamente dire che tutta la nostra vita è fondata su determinazioni che non dipendono da noi, a partire dalla nascita. Tanto varrebbe impiccarsi perché non abbiamo deciso di venire al mondo MrGreen
Personalmente credo che farsi una cultura sia la conseguenza del bisogno di cercare "altro". Ma non nel senso del vezzo conoscitivo fine a se stesso.
Esempio: quando ero più piccolo, ad un certo punto, nel mezzo del mio cronico disadattamento, mi sono stufato del cinema narrativo, delle storie, dei racconti, dei "messaggi". Questo mi ha messo in moto e ho scoperto gente come Brakhage (giusto per fare un nome grosso del cinema sperimentale) che mi ha aperto un mondo. Stessa cosa con la musica. La fotografia per me è arrivata solo dopo.
Ora come possiamo dire se la sensibilità sia lo stimolo per la conoscenza o viceversa?
Se un'opera, una foto o quello che è ti rimanda a qualcosa che vibra ma non sai spiegarti, magari è bene approfondirla per farsi un'idea. Che poi potrai benissimo decidere se ti convince e ti spiana la strada verso qualcosa o se abbandonarla perché non scatta la scintilla.
Questo non ha niente a che vedere col discorso generico sull'arte contemporanea o concettuale.
Ma penso sia assai limitante, nel 2022, sostenere che l'arte "vera" rimanga relegata nella tradizione classica (ad esempio figurativa) e il resto sia solo cacca elitaria pretenziosa.
Voglio dire, viviamo comunque in quest'epoca, bisogna fare i conti con quello che implica, soprattutto per noi che in quanto esseri umani oscilliamo tra il caos e l'ignoranza perpetua.

user203495
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inviato il 08 Dicembre 2022 ore 12:55    

E questo invece è scritto all'interno del link che ho postato prima:

Reitero le mie impressioni.
Foto che,PERSONALMENTE,trovo insulse.
La cosiddetta arte moderna e concettuale PARE sia nata apposta per permettere alla lobby delle case d'asta per consentire loro di creare un sistema sostanzialmente chiuso, blindato, nel quale siano solo persone interne a questo meccanismo a determinare in piena e totale autonomia il valore delle opere che circolano al suo interno.
Svincolandolo completamente da un concetto di valore condiviso con ciò che è fuori.

Circuito autereferenziale.
Ora per favore,spiegatemi cosa debbo vedere in queste foto:
birdmenmagazine.com/2021/12/13/luigi-ghirri-niente-antico-sotto-sole/<

Omaggiando ma al tempo stesso opponendosi a una frase di un altro regista e fotografo come Wim Wenders secondo cui la fotografia dà “un ultimo sguardo sul mondo”, Luigi Ghirri propone a più riprese una visione della fotografia come l'arte di rinnovare lo stupore di osservare il mondo nella consapevolezza adolescenziale che “non c'è niente di antico sotto il sole”, niente di già-visto, niente che non sia primigenio, e al tempo stesso irripetibile. “Vedere un paesaggio come se fosse la prima e l'ultima volta“, concludeva Ghirri, “determina un sentimento di appartenenza ad ogni paesaggio del mondo”. Una volta formulato questo diktat, Ghirri confessa di inseguire “un sentimento che mi ricorda il gesto naturale di 'stare nel mondo', e che il paesaggio non è là dove finisce la natura ed inizia l'artificiale, ma una zona di passaggio, un luogo del nostro tempo, la nostra” – che espressione rara e chirurgica usa Ghirri a questo punto – “cifra epocale“.

Ma che vor dì?
Fatevi avanti e spiegate con parole vs il significato di cotanta a me evidente piattezza.

user204233
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inviato il 08 Dicembre 2022 ore 13:08    

La prima foto, per me, è molto bella... anche la terza.

Poi sul testo da te citato nell'ultimo 'quote'... stiamo parlando di Ghirri come fotografo, quindi concordo, il virgolettato ha oggettivamente poco senso.

In ogni caso, nel libro che ho letto io, fidati che non c'erano frasi così astruse.

user238637
avatar
inviato il 08 Dicembre 2022 ore 15:01    

" vedi cara è difficile spiegare è difficile capire se non hai capito già" (cit.)

avatarsenior
inviato il 08 Dicembre 2022 ore 15:05    

Frasi astruse?...ma avete mai aperto un libro di filosofia? Quel trafiletto non dice nulla di incomprensibile, non c'è bisogno di spiegare proprio niente.

user204233
avatar
inviato il 08 Dicembre 2022 ore 15:12    

Mica ho detto che sono frasi "incomprensibili"... ma erano posizioni sue, era un fotografo, in virtù di cosa potrebbe un fotografo formulare "diktat"?

Siamo otto miliardi su questo pianeta, no?

Otto miliardi di "diktat"?




avatarsenior
inviato il 08 Dicembre 2022 ore 15:21    

Mi riferivo alle frasi virgolettate di Ghirri, che poi chi ha scritto l'articolo possa aver usato termini impropri ci può stare, ma non è un "diktat" che impedisce di cogliere le citazioni.

user204233
avatar
inviato il 08 Dicembre 2022 ore 15:25    

Ma io mica sono un filosofo... sinceramente non ho letto l'articolo presente nel link originario, certi 'circuiti' a me non piacciono, quindi dopo due-tre righe ho interrotto la lettura.





avatarsenior
inviato il 08 Dicembre 2022 ore 15:42    

Allora fatevi una ragione della vostra svogliatezza e lasciate perdere. Non ho capito questa insistenza nel volersi far spiegare qualcosa. Pensare che l'immagine fotografica si limiti semplicemente a oggetto rappresentato--->significato immediato, è un approccio che andrebbe bene giusto per i bambini dell'asilo.
Il pensiero filosofico fa parte del discorso e dell'esperienza artistica. Credo che le domande dovreste farvele su voi stessi prima di liquidare qualcosa come incomprensibile o insensato.

avatarsenior
inviato il 08 Dicembre 2022 ore 16:24    

Io ho letto il trafiletto, il ragazzo è molto giovane e vuole dimostrare di saper scrivere, allora usa le parole come i navigatori del '700 usavano le perline colorate coi selvaggi - o come un venditore di tappeti quasi laureato in scenzeh kulturalih :-) Tiene famiglia anche lui. Certo che baggianate simili non rendono un buon servizio al povero Ghirri.

user203495
avatar
inviato il 08 Dicembre 2022 ore 22:38    

Ma io mica sono un filosofo... sinceramente non ho letto l'articolo presente nel link originario, certi 'circuiti' a me non piacciono, quindi dopo due-tre righe ho interrotto la lettura.

Appunto.Interrotto la lettura.
Il pensiero filosofico fa parte del discorso e dell'esperienza artistica. Credo che le domande dovreste farvele su voi stessi prima di liquidare qualcosa come incomprensibile o insensato.

Aspetto che mi spiegate il significato.Non divagate.
Le foto proposte cosa significano?Che messaggio veicolano?Uffa.Ho capito io sono un ignorante.Illuminatemi.
Certo che baggianate simili non rendono un buon servizio al povero Ghirri.


Luigi Ghirri è uno dei grandi maestri della fotografia italiana. Nella sua opera ha usato la fotografia come mezzo per mettere in discussione la realtà, attraverso immagini che fanno riflettere, sulla differenza tra ciò che vediamo, ciò che rappresentano e il loro significato. Eeeek!!!

“La fotografia è essenzialmente un dispositivo di selezione e attenzione del vostro campo di attenzione…semplicemente si tratta di attivare un processo mentale, di attivare lo sguardo e cominciare a scoprire nella realtà cose che prima non si vedevano, anche dando agli oggetti, agli elementi della realtà un altro significato. Attivare un campo di attenzione diverso” Eeeek!!!

Le immagini di Luigi Ghiri sembrano fuori dal tempo. La periferia diventa un luogo mitico dove ritrovare la propria memoria, un luogo-non luogo, simbolo del vuoto del paesaggio. Il fotografo italiano attraverso le sue fotografie compie una riflessione sull'ambiguità delle strutture dell'immagine, alla ricerca di una visione che sia la prosecuzione di uno sguardo interiore.


Secondo lui erano proprio le banalità a meritare uno scatto, poiché erano queste che rappresentavano la realtà più di tutto.
Eeeek!!!
Ah!Già.La banalità del male.

Infatti, accanto all'immagine di un giornale accartocciato, Ghirri invita a “Pensare per immagini” 
Eeeek!!!

Ghirri è un fotografo quasi surrealista, che mirava a far riflettere il suo pubblico in modo filosofico
Eeeek!!!
Potevate dirlo subito che sono rivolte ad un pubblico di filosofi.

 Stat rosa pristina nomine, nuda nomina tenemus.
Siamo forse al nominalismo tanto caro ad Umberto Eco?
Va bene.Basta.Lasciamolo in pace.Semplicemente la sua "Arte" mi è incomprensibile.Non mi prende.Giudizio personale e slegato da ogni pregiudiziale.Altri lo trovano interessante.Mi adeguo.

Ho aperto youtube sull'argomento.Niente da fare.Ci rinuncio

ex falso sequitur quodlibet (ossia: "dal falso segue qualsiasi cosa (scelta) a piacere")
Insomma un bazar.


avatarsenior
inviato il 08 Dicembre 2022 ore 23:33    

Perfino la casa editrice di quella roba lì si chiama quodlibet se non mi sbaglio. Purtroppo hanno esagerato coi "discorsi di un certo tipo" e i "percorsi" e ci fanno odiare anche roba che meriterebbe una seconda analisi. Peccato perché alcune foto di Ghirri mostrano una sensibilità non comune.

avatarsenior
inviato il 09 Dicembre 2022 ore 0:06    

La Quodlibet è tra le case editrici più valide che abbiamo in Italia. Tra l'altro fondata da Agamben che non è proprio uno scribacchino qualunque.

avatarsenior
inviato il 09 Dicembre 2022 ore 0:16    

Purtroppo i cattivi maestri mietono molte vittime.

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