JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad
esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).
Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i
Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.
Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie,
raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:
Un impatto estremamente positivo. Si possono ammirare e studiare grandi foto gratuitamente e comodamente. Basta saperle riconoscere, ma se non si è più principianti, questo dovrebbe non essere troppo complicato. Poi se ti girano le b.lle a vedere foto scadenti e banali in prima pagina così come succede in qualche sito da te citato frequenta siti curati, che non sono il vangelo, m offrono una selezione che qualche risultato migliore lo offre.
user204233
inviato il 03 Febbraio 2022 ore 15:36
Il parallelo con i libri è, secondo me, perfettamente calzante.
Io personalmente non pagherei mai nessuno per vedere pubblicato un mio eventuale libro (nel link sopra, se non sbaglio, si fa riferimento al fenomeno della "vanity press"), però le mie foto le ho postate... qualcosa che non torna quindi, perlomeno stando ai numeri, obiettivamente c'è.
Uno dei motivi alla base di una condivisione potrebbe anche essere la ricerca di un riscontro sul proprio operato, francamente non so quanto sia possibile trovare una cosa del genere su Instagram o su Flickr... magari già un sito come questo potrebbe offrire qualche spunto in più, ma non ho un'esperienza articolata in merito.
Poi che da lì il tutto prenda, per forza di cose, la direzione del narcisismo... beh, è altamente probabile.
Di certo, l'invenzione del tasto "mi piace" ha avuto delle conseguenze di un certo rilievo.
user225138
inviato il 04 Febbraio 2022 ore 20:01
“ Ora , detta questa banalità , penso che il fotoamatore dovrebbe innanzitutto imparare a osservare. E questa sembra una stupidata ma è fondamentale.
Osservare cosa ?
Tutto .
Nel tutto ci sono anche le fotografie degli altri. E ci sono anche Fotografi che ti possono aiutare a capire perché una foto è buona o non é buona . Che ti possono spiegare che una buona foto sia la fusione tra la forma e il contenuto.
Per cui un tramonto in se ha una gran forma ma zero contenuto.
Può un utente medio , esageriamo , medio basso capire questo assioma guardando le foto di gente brava ? La risposta ha una domanda in se : quale è la gente brava ? É quella che prende più like ? ( così torniamo in tema ]
Perché il problema è tutto qua : fotografi scarsi che pensano di essere bravi sui like che prendono da altri fotografi scarsi. E questi like formano una potentissima armatura che danno al fotografo scarso la credibilità di eccellere.
Questo è il problema irrisolvibile.
Per cui , per risponderti , non penso proprio che la gente guardi le mie foto per apprendere qualcosa ( anche perché non sono nessuno ) , ma drammaticamente le guarda per le dinamiche dei forum : questo che si atteggia da snob, arrogante , presuntuoso vediamo che foto farà.
Tutto qua.
Morale : chi vuole imparare impara . E come sempre , chi vuole restare nell'ignoranza non solo non impara ma probabilmente vivrà meglio . Sicuramente con meno problemi. „
Premetto che sono d'accordo con buona parte delle opinioni che hai espresso in questo thread.
Su questo intervento ho però due ordini di perplessità.
Il primo riguarda l'idea di considerare buone foto quelle (e solo quelle, mi sembra di capire) che realizzano una fusione tra forma e contenuto. Dalla frase che segue ("un tramonto in sé ha una gran forma ma zero contenuto") mi sembra di comprendere che il contenuto sia un elemento imprescindibile.
Questa è una posizione legittima ma soggettiva. In culture diverse dalla nostra, la forma (e la corretta aderenza ai suoi canoni) è un elemento preponderante sul contenuto, ed in particolare sull'originalità di quest'ultimo. Credo che la fotografia meramente formale, o se vogliamo essenzialmente edonistica, abbia un proprio spazio, un proprio ruolo e una propria dignità.
Il secondo è che hai aggirato la domanda, che provo a riformulare:
"Ha senso confrontarsi con opere che non siamo in grado di apprezzare a causa dei limiti della nostra cultura?"
Domanda che implica quest'altra:
"Come fai a stabilire se quella cultura ce l'hai o no?"
“ mi sembra di comprendere che il contenuto sia un elemento imprescindibile. „
la fotografia è un arte di serie B. la è perche' fondamentalmente si inventa poco. si puo' cogliere l'attimo, puoi avere un progetto, ma puoi anche fare una foto a caso con la macchina che ti cade e scatta da sola e fare un capolavoro. Questo è il problema. Per questo motivo il contenuto è predominante : perche' un contenuto di livello alto non è per caso. non si improvvisa. Da li si dovrebbe partire. purtroppo succede il contrario.
“ "Ha senso confrontarsi con opere che non siamo in grado di apprezzare a causa dei limiti della nostra cultura?" „
Pasolini diceva che un contadino non deve per forza aspirare a essere un intellettuale. Pero' essendo la fotografia un arte di serie B con un linguaggio facile, ci si puo' sforzare di imparare piu' di altri ambiti. Per dirla in parole povere fotografare è piu' semplice che suonare un piano. E' chiaro che la mancanza di cultura frena tutto.
“ "Come fai a stabilire se quella cultura ce l'hai o no?" „
questa è un un acuta osservazione che crea delle serie problematiche. diciamo che ho ( vado nel personale ) la capacita' nella vita di ascoltare chi mediamente ne sa piu' di me , in qualsiasi campo. e ,per risponderti , ho un buon intuito a capire se una persona ha una buona cultura di un certo argomento o parla per dire per frasi fatte ( copiate da google ).
La cultura va di pari passo con le proprie necessità esistenziali. Se t'imbatti in qualcosa (che siano foto o altro) e quel qualcosa ti risuona (intellettivamente, emotivamente, esteticamente etc) hai già potenzialmente un terreno fertile per apprezzarla o approfondirla. O anche detestarla, ma sempre con cognizione (che non è per nulla scontato). Il fatto è che molto spesso lo si fa seguendo delle modalità ultra consolidate, e lo spirito critico così come la capacità di indagare cose "nuove" vengono meno. Ma questo succede perché manca l'interesse (di conseguenza gli strumenti) per confrontarsi. Ché poi personalmente ne ho sempre fatto un discorso complessivo legato al bisogno di ricerca di "altri" linguaggi, ma magari per Last (come per molti qui) è una passione circoscritta alla sola fotografia. Avendo letto che il suo film preferito è Blade Runner, questa impressione ha preso ancora più piede
Io su instagrammo seguo questo account instagram.com/insta_repeat non so se è già stato segnalato, non sono riuscito a leggere tutti gli interventi della discussione.
Sicuramente i social "inseguono" i gusti delle masse, quello che va per la maggiore, dunque nel processo di crescita di una persona potrebbero essere deleteri perchè gli algoritmi che ci sono dietro, una volta profilato l'utente, gli propinano sempre contenuti allineati a quello che è il suo profilo. Se l'utente usa male i social e si accontenta di quello che gli butta in bacheca difficilmente scoprirà cose nuove o difficilmente scoprirà il suo stile.
“ la fotografia è un arte di serie B. la è perche' fondamentalmente si inventa poco. si puo' cogliere l'attimo, puoi avere un progetto, ma puoi anche fare una foto a caso con la macchina che ti cade e scatta da sola e fare un capolavoro. „
Allora lo è anche la pittura: basta che ti cada della vernice e hai fatto un Pollock; anche la letteratura: basta aprire un dizionario a caso e hai scritto il manifesto futurista; ma anche la musica: basta registrare qualsiasi cosa in 3 minuti e allora fai come John Cage...
La produzione a mio avviso è se stessa indipendentemente dal mezzo utilizzato è chiaro che il contesto cambia la percezione dell opera ma non l opera in sé. Se io vedo una foto su instagram ho una percezione necessariamente diversa della stessa foto stampata e in esposizione in una mostra fotografica che vedo durante una visita
Però dai per scontato di usare lo stesso scatto per diversi contesti. Ho visto un lavoro molto bello tempo fa di 2 fotografi asiatici pensato per la pubblicazione Instagram, la particolarità é che era studiato per sembrare foto fatte come racconto delle loro giornate e era pubblicato proprio in questo modo con scatti giornalieri, la realtà é che il lavoro era a pellicola ben studiato per essere così esposto e bastava soffermarsi sugli scatti per accorgerci che oltre a essere molto organici erano molto ben realizzati sia come racconto che come composizione
user225138
inviato il 05 Febbraio 2022 ore 15:25
“ ma penso che questa dote ce l'abbia anche tu. „
Ti ringrazio per la risposta.
Credo però che il senso della mia domanda
“ "Come fai a stabilire se quella cultura ce l'hai o no?" „
sia stato frainteso. Non intendevo "Caro Lastprince, ma tu come fai?", ma "Caro Lastprince, come fa l'utente medio di questo forum?"
Perché io non metto assolutamente in dubbio le tue capacità e la tua maturità, ma dove sei ci sei arrivato attraverso un percorso. Ora, dato per scontato che mille persone diverse troveranno diecimila percorsi diversi per arrivare allo stesso punto, è possibile fornire una mappa qualche suggerimento su quali siano i percorsi più efficaci?
Io, per esempio, come fruitore sono molto più interessato alle arti figurative diverse dalla fotografia: se devo scegliere tra una mostra di pittura e una di fotografia (ovviamente, di livello analogo) opterò sempre per la prima. Credo che questo mi renda forse più attrezzato di tanti amanti della fotografia in termini di valutazione dell'immagine, ma infinitamente meno attrezzato di alcuni (tu, ad esempio) nel rapportarmi con il medium specifico.
La sensibilità o la hai o non la hai. Il percorso penso sia per ogni arte figurativa il solito: appoggiarsi a persone che ne sanno più di te.
Per dire , quando si va a vedere una mostra abbiamo due possibilità: guardarla da soli o con una guida. Lo stesso per la fotografia. É chiaro che in un forum e con tutte le dinamiche dei forum é molto più complicato parlare di Fotografia che per dire parlare di macchine fotografiche.
Però ripeto , di base c'è sempre la curiosità e la voglia di imparare : l'istagram segnalato precedentemente è decisamente interessante sulle dinamiche fotografiche dei social : sono foto tutte uguali scattate da fotografi sparsi nel mondo .
Questo fa capire l'omologazione nel genere e nella tipologia fotogtprafica.
Dipende dal fotografo se vuole stare nella comfort zone dei tramonti , gattini , cascate setose ecct ecct , o avere un punto di vista diverso.
Anche questa è cultura . E la cultura si contamina solo se trova terreno fertile.
Per cui per concludere può esserci anche un percorso , ma se uno é felice dei like che prende sulle sue foto dei tramonti c'è ben poco da fare.
Sì Last, ma quello che in un certo senso intendevo quando ti chiedevo dove sta l'utilità delle foto "colte" se non si ha la sensibilità o gli strumenti per recepirle in modo fertile, è che si rischia di ricadere in una fruizione di "nicchia" che può diventare onanistica e non più un punto di "arrivo" lungo un percorso di ricerca. Per fare le foto che hai pubblicato sul tuo sito hai dovuto introiettare un linguaggio che in qualche modo senti congeniale, non credo tu abbia usato il metodo "scatto casuale sperando nel capolavoro". E probabilmente quando vai in giro con la macchina fotografica il tuo stile rimane tendenzialmente quello. Questo non vuol dire in qualche modo rimanere nella comfort zone?
Certo. Ma c'é anche da dire che io non ho fotografato sempre così. La mia comfort zone deriva da anni e anni di foto , mostre , libri che hanno creato uno stile Si , sto esagerando , perché il punto di arrivo é lo stile , la riconoscibilità.
Io dopo anni conosco già le focali che non amo , le spettacolarizzazioni che odio , la luce che cerco , il genere dove rendo di più che sento più mio.
Non si può fare foto su tutto : vedo gente che passa dal nudo , ai paesaggi , a foto concettuali , passando dal grandangolo al super tele : questo è un grave errore.
OgNuno deve stare nella propria comfort zone e migliorarla usando come alleato il cervello e il cestino.
Sennò si diventa ridicoli come quei fotoamatori che mostrano tutte le ottiche , macchine possedute e pubblicano qualsiasi foto scattata.
Spero di averti risposto.
E ora , con uno snobbismo ad effetto , parto per andare a vedere la mostra di Capa a colori .
Snob si nasce , presuntuosi e arroganti si diventa.
Eh. Ma allora il succo in questo modo diventa sostanzialmente (auto)referenziale: chi scatta con stile a seguito di anni di ricerche e approfondimenti è valido. Tutti gli altri continuino pure a farsi i like coi tramonti. Il che ci può anche stare. Ma il discorso "utilità" va a farsi benedire in entrambi i casi.
Grande Last, sei venuto a Modena? A me non è piaciuta granchè come mostra, invece ho apprezzato un sacco quella di Kenna a Guastalla, a un'oretta da Modena, sul Po. Se ti rimane tempo è una deviazione che merita.
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista.