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topic per il mio amico analogico


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avatarsenior
inviato il 19 Maggio 2021 ore 12:24    

Nicevan: piacevole ascoltare anche il tuo parere. Per quel che riguarda la EF, anche per me una magnifica reflex che , oltretutto, proprio per lo stabilizzatore di tensione come tu hai scritto, permette di usare pile moderne e non solo quelle (non più ovviamente prodotte) al mercurio, quindi evitando ritarature oppure l'utilizzo di pile Zinco/Aria ( come le WeinCell che costano un botto e si scaricano prestissimo ,cominciando a scaricarsi aprendo la confezione) oppure degli accrocchi fastidiosi come l'utilizzo delle pilette tipo Amplifon con le quali, per le ridotte dimensioni, bisogna adattare degli spessorini. La EF, tra l'altro anche esteticamente molto bella, aveva un difetto: una lettura esposimetrica prevalente nella parte bassa del fotogramma, come se fosse tarata per i paesaggi per risentire un po' meno della luminosità del cielo. Questo determinava la necessità di stare più attenti per le foto scattare con la macchina messa in verticale.
Hai anche ragione, in quegli anni Nikon spadroneggiava sia con la F che con la F2: Canon si rifece ampiamente, e con gli interessi, non solo con le autofocus, ma già prima, nel '76, con la nascita della AE1 che vendette circa 6 milioni di esemplari; un successo mai visto fino ad allora e che portò dietro anche le vendite delle altre della serie come la AT1 e perfino la A1, una macchina ingiustamente definita quasi come professionale, ma che era (almeno per me) una strana cosa: dedicata ai maniaci delle innovazioni elettroniche dell'epoca, tendeva a rompersi (Nicevan lo può confermare) e poi aveva delle logiche un po' opinabili.Nonostante questo, mi pare che Canon ne ha vendute circa 2 milioni di esemplari. Quella che ho io, comprata usata, ha ben 2 fatture per la stessa riparazione dell'otturatore che tendeva a essere rumoroso (il famoso squeak della serie A!) e si rompeva spesso

user215205
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inviato il 19 Maggio 2021 ore 13:42    

La EF aveva l'esposimetro che lavorava in maniera simile al CLC ( contrast light compensation) delle Minolta SRT, il primo tentativo di esposimetro a settori.
Il mio "Canon si rifece con le autofocus" era riferito all'ambito professionale, in campo amatoriale Canon dominava il mercato dell'epoca. La A1 era un buona fotocamera, i difetti non erano legati all'elettronica, veramente preponderante, ma alla meccanica, il "fischio dell'otturatore" è dovuto al progressivo accumularsi di sporcizia nei meccanismi di controllo del diaframma del corpo macchina, che mandano in blocco la meccanica dell'otturatore.
Vorrei spendere due parole su un marchio, al giorno d'oggi, considerato "minore", Pentax.
E' stato uno dei produttori più innovativi, ha definito il concetto di reflex, così come lo intendiamo ancora oggi, lo specchio a ritorno automatico, l'esposimetro interno TTL, l'automatismo a priorità dei diaframmi, il controllo elettronico dell'otturatore, l'autofocus, il trattamento a strati multipli, persino il controllo dei punti di maf tramite la pupilla, sono innovazioni della ex Asahi Optical Company. Tra gli anni '60 e '70 è stato il maggior produttore mondiale di fotocamere, ne produceva, e vendeva, più di Nikon e Canon messe insieme.
Le Spotmatic, e le successive Pentax meccaniche a baionetta K, erano costruite con criteri, e materiali, che la concorrenza utilizzava solo nei prodotti professionali.

avatarsenior
inviato il 19 Maggio 2021 ore 13:53    

la prima permette gli automatismi dei tempi e dei diaframmi, oltre all'esposizione manuale, la seconda è esclusivamente manuale


La prima F1, definiamola Old, non era solamente manuale, si poteva equipaggiare con il mirino Servo EE Finder, e diventava automatica a priorità dei tempi, ti posto il blog di Sandro Presta.

F1: sistemacanonfd.blogspot.com/p/blog-page.html

user215205
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inviato il 19 Maggio 2021 ore 14:05    

Grazie Pfju, in effetti ho sbagliato ad esprimermi, avrei dovuto scrivere " a controllo meccanico dell'otturatore", anche la Nikon F2 poteva essere usata in priorità dei tempi, con il DS 2 EE, in accoppiamento con alcuni mirini, un accrocchio che, grazie ad un motore interno, ruotava la ghiera dei diaframmi sull'ottica, senza dubbio un accessorio assai scenografico ma di scarsissima ergonomia, infatti ne furono venduti pochissimi, ed utilizzati effettivamente ancora di meno.

avatarsenior
inviato il 19 Maggio 2021 ore 14:08    

un accrocchio che, grazie ad un motore interno, ruotava la ghiera dei diaframmi sull'ottica


Figurati Nice, è stato un piacere, siamo quì per chiacchierare, mica è una gara. Quell'accrocchio, lo conosco benissimo, fa parte della mia wish list, per la mia F2 DP3 SB, solo che, ogni volta che lo trovo, o è caro o è messo male, sarà poco ergonomico ma, sopra l'F2, considerando quegli anni, è tanta roba, da orgasmo tecnologico :-P.

user215205
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inviato il 19 Maggio 2021 ore 14:20    

Un mio amico ne ha uno, a cui tiene più che alla moglie, e secondo me sbaglia di grossoCool
Un paio di anni fa me lo ha fatto revisionare, una delle esperienze più traumatiche della mia vita, non mi ha levato gli occhi di dosso un attimo durante l'intervento, ad un certo punto ho espresso, in dialetto veneto, l'equivalente italiano di "signore benedetto, l'ho rotto", gli è venuta una sincope:-P


avatarsenior
inviato il 19 Maggio 2021 ore 14:36    

ad un certo punto ho espresso, in dialetto veneto, l'equivalente italiano di "signore benedetto, l'ho rotto", gli è venuta una sincope:-P


Hahaha.

avatarsenior
inviato il 19 Maggio 2021 ore 20:14    

Nicevan: certo, ma il CLC di Minolta (contrast light compensator) era nato diversi anni prima, nel 1966, con la Minolta SRt 101 ed era legato alla presenza di 2 cellule quasi contrapposte; diciamo un primo esempio di lettura Matrix ante-litteram. Il piccolo problema della EF della misurazione asimmetrica esisteva, purtroppo, e bisognava tenerne conto. L'ho verificato io stesso nel modello che ho. Hai assolutamente ragione riguardo alla Asahi Pentax, all'epoca marchio assolutamente in auge anche per le dimensioni assolutamente compatte e , oltre alla perfezione meccanica, anche per un design molto accattivante: basta guardare la leva di carica delle Spotmatic fatta in un unico blocco e modellate con una perfezione incantevole. Ma poichè in tutti i campi della tecnica gli avanzamenti non sono mai appannaggio di un unico marchio ma ognuno introduce delle proprie idee, anche la Asahi Pentax non è esente da critiche, come ad esempio la lettura a tutta apertura con simulatore di diaframma introdotta "solo" nel 1973 con la Spotmatic F, in ritardo rispetto ad altri marchi per reflex diffuse all'epoca.

user215205
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inviato il 19 Maggio 2021 ore 22:20    

Claudio, il vero errore della Pentax fu il ritardare l'introduzione dell'innesto a baionetta in sostituzione dell'M42, un collega giapponese, anni addietro, mi disse che fu un sorta di cortesia verso gli utenti del marchio, di certo non invogliò i fotografi, professionisti in particolare, a dotarsi di attrezzature AOC, l'innesto a vite è lentissimo nel cambio ottica, ed all'epoca gli zoom erano rari e di qualità piuttosto bassa.
Forse anche il fatto di aver introdotto la medio formato 6x7, nel '69, rallentò l'evoluzione verso la baionetta delle 35 mm.
Oltre alle fotocamere, Pentax produceva ottiche eccellenti, l'1.4/85* era tra i migliori mediotele dell'epoca, anche l'1.8/135 era di livello altissimo.

avatarsenior
inviato il 20 Maggio 2021 ore 10:12    

Beh, sì, NICEVAN penso che tu abbia ragione: l'innesto a vite 42X1 , se da una parte era un innesto universale e consentiva l'utilizzo di un numero enorme di obiettivi, dava un ritardo notevole al marchio se si pensa che i vari competitor dell'epoca avevano un innesto a baionetta proprietario già da tantissimi anni. Asahi ci arrivò solo nel '75 (con la serie K), mentre gli altri avevano innesti propri dagli anni '60 se non addirittura dal 1958/59 (vedi Nikon con la F, la stessa Minolta che io considero un marchio molto interessane e innovatore con la serie SR progenitrice della diffusissima serie SRt); tra l'altro, la SRt101 aveva nel 1966 già innesto a baionetta, TTL a tutta apertura con simulatore di diaframma (!!!), alzo specchio, sistema esposimetrico CLC simil-matrix,ottimi obiettivi. Anche Canon aveva una baionetta rapidissima con collare di serraggio dalla fine degli anni '50 con la serie Canonflex che non ebbe, tuttavia , grande fortuna. Ma Canon dimostrò nel 1960 di fare una reflex , la Canonflex 2000 con tempo minimo di 1/2000 sec. Insomma, per le Pentax arrivare alla baionetta con oltre 15 anni di ritardo nel '75, come dici tu, era davvero imperdonabile; negli anni '60/'70 si ponevano le basi per tutte le caratteristiche presenti ancora oggi nei sistemi reflex e anche piccoli ritardi erano gravi. Senza contare, mi ripeto, che la lettura esposimetrica a tutta apertura (evitando preselezioni, caricamenti a molla vari) arrivata con la Spotmatic F solo nel '73 costituiva un vero gap se si pensa che Minolta, per dirne una , lo aveva già ben 7 anni prima! Un tempo enorme per l'epoca...
Quanto alle Pentax 6X7, se da un lato, come dici tu, costituì forse un ritardo per quel marchio nello sviluppo del 35 mm, indubbiamente contribuì a dare lustro, anche se in un settore di nicchia, tenendo conto che l'apparecchio, sicuramente pesantissimo, aveva una fama di enorme robustezza e di avere ottimi obiettivi ed era molto in voga tra i paesaggisti di tutto il mondo, specialmente americani. Veniva ampiamente utilizzata anche per la redazioni di cataloghi e libri turistici ed era considerata indistruttibile: ricordo una intervista ad Andrea Pistolesi che conoscerai come fotografo di viaggi e autore delle foto di moltissime guide turistiche che troviamo nei negozi in tutto il mondo, che raccontava di avere perso, durante un servizio fotografico, la sua 6X7 rotolata giù in una scarpata , e di averla ritrovata solo un paio di giorni dopo....perfettamente intatta!
D'altra parte, come non ricordare il grande passo fatto da Asahi con la Electro Spotmatic (solo per il mercato giapponese) subito rimpiazzata dalla ES con elettronica migliorata, e si era appena nel 1971. E poi come non ricordare che praticamente TUTTI i modelli Spotmatic possedevano la variante DATA (cioè il dorso che consentiva di imprimere sulla pellicola i dati) e la seconda variante MD DATA (con dorso dati e motorizzabile); quindi un'ampia offerta che non possedevano tutti.
Ma, secondo me, anche l'arrivo della serie K nel 1975 è un po' discutibile; erano, è vero, belle fotocamere con innesto a baionetta praticamente indistruttibili, ma sicuramente progettate con ritard, visto che, ad appena un anno di distanza, nel 1976, furono affiancate dalla serie M (MX e ME) secondo la nuova moda delle reflex compatte iniziata, aanche questa volta tempo prima, nel '71/'72, da Olympus: ricordo che in quell'inizio di anni '70, non c'era turista giapponese a Roma che non avesse al collo una Olympus OM1 OM2...

avatarsupporter
inviato il 20 Maggio 2021 ore 11:23    

Ma come fate a sapere tutte queste cose, ragazzi!!! Siete tutti riparatori scommettoEeeek!!!

user215205
avatar
inviato il 20 Maggio 2021 ore 11:34    

Vecchi rimbambiti sfaccendati, altro che riparatoriCool

avatarsenior
inviato il 20 Maggio 2021 ore 11:46    

Nicevan: parla per te! Ah ah ah. Per quello che mi riguarda, a differenza di Nicevan, non ho mai osato aprire una reflex; sono sicuro che a rimontarla mi ritroverei con diversi pezzi in più! No, da tanti anni, circa una ventina (e non ero quindi ancora rimbambito...) mi diverto a collezionare reflex anni '60-'70-'80: ho iniziato per ricordare quelle reflex che da ragazzo mi facevano sognare e che potevo solo guardare nelle vetrine essendo uno studente squattrinato. Per nostalgia ho iniziato a comprare quelle che erano all'epoca oggetto del desiderio e, quindi, senza mirare troppo in alto tipo professionali o Leica, per capirci. Poi, man mano che le avevo me le studiavo e si allargava l'interesse anche storico e tecnico. Ma, al momento, solo per quei 30 anni di cui dicevo prima. Averle non significa solo esporle in una vetrina (cosa che pure faccio) ma cercare di capirle e studiarle...

user215205
avatar
inviato il 20 Maggio 2021 ore 11:56    

Le Fotocamere K, tranne la K2 elettronica, erano le Spotmatic col nuovo innesto a baionetta, e furono la transizione verso le più moderne serie M.
Costruttivamente, al di la che, tranne la MX, le serie M erano tutte elettroniche e con otturatore a scorrimento verticale, non c'era paragone, si passava da prodotti di eccellente fattura, a prodotti di qualità inferiore, ma comunque molto buona. La K1000, unica della serie ad arrivare alle soglie del nuovo millennio, è stata la "fotocamere da studenti" per antonomasia, funzioni ridotte al minimo sindacale, molto più che spartana, ma affidabilissima, l'ultima serie, prodotta in Cina, si riconosce dalla scomparsa del logo AOCo dalla calotta, presenta spessissimo l'inconveniente del mirino macchiato, è dovuto alla spugnetta posta sopra il pentaprisma, tende a liquefarsi, corrodendo lo strato argentato del prisma, l'inconveniente è presente anche in altre fotocamere, tra cui le ZeissIkon-Voigtlander e le Zenza 645.
La Pentax ME super fu la prima fotocamera che introdusse l'uso di tastini, invece della ghiera, per selezionare i tempi, era un'ottima reflex, dotata di un sistema esposimetrico di tutto rispetto, ma, personalmente trovo che non avesse il feeling delle precedenti K e Spotmatic.
Discorso diverso per la MX, che era un'eccellente meccanica, anche se completamente diversa dalle precedenti, la prima con esposimetro al GaAsP, inventato da... Paperino:-P

user215205
avatar
inviato il 20 Maggio 2021 ore 12:05    

non ho mai osato aprire una reflex; sono sicuro che a rimontarla mi ritroverei con diversi pezzi in più!


Sono quelli che non servonoCool

La passione per la meccanica di precisione l'ho sempre avuta, ho iniziato con le sveglie, studiando con calma e segnandomi ogni vite e particolare che levavo, e comunque, spesso, accadeva che qualcosa rimanesseSorry
I miei volevano che frequentassi ingegneria elettronica, mi iscrissi a meccanica, lo scoprirono dopo 4 anni, il bello è che, per non farmi sgamare, dovetti farmi un'infarinatura di elettronica di base, se ti si rompe il televisore, ed hai un figlio che frequenta ingegneria elettronica, chiami il tecnico?

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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