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inviato il 03 Novembre 2020 ore 19:46
Emh a scanso di equivoci.... io non ho mai sostenuto che scattare in M sia da macho o altro. |
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inviato il 03 Novembre 2020 ore 21:00
Se il messaggio è che la cosa più importante è pensare solo a luce e composizione, totalmente d'accordo. Per non parlare del contenuto. Se invece il messaggio è: "gli automatismi li hai pagati e ce li hai, quindi usali; li avrebbe usati anche Ansel Adams ad averceli, etc., etc." , forse è meglio andare prima a vedere cosa ci dovete fare, e che risultati cercate. Tanto per dirne una: non si smette mai di ammirare gli automatismi dei flash speedlight, soprattutto se cambiate continuamente distanza dai soggetti. Solo che per sfruttare al massimo gli automatismi del flash, la macchina la tengo su M. |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 10:15
Mah, fermo restando che tutti hanno detto cose molto ragionevoli, vorrei aggiungere che la cosa importante è conoscere molto bene la propria macchina e sapere come ragiona. A me piace sperimentare tutte le funzioni, anche se tantissime, perché ci sarà sempre la volta che quell'automatismo ti serve. Cosa differente è usare passivamente gli automatismi. Il manuale in alcune casi è quasi più da dilettante (cosa differente da principiante) che delle volte coglie la sfida di mettere qualche difficoltà in più per avere la soddisfazione di superarla.Penso delle volte all'uso di lenti vintage ( cosa che io faccio spesso) in cui è quasi una sfida ottenere un bello scatto laddove forse con una lente moderna potevi ottenerlo, magari spendendo di più, più in fretta e senza sbattimenti. Di certo come hanno detto tutti scattare in manuale è un passaggio importante del proprio percorso formativo, anche se concordo che non deve essere il fine ultimo. |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 10:52
La differenza non è tra usare M e usare A (Av su Canon). Finché si usa anche la compensazione dell'esposizione, la differenza tra M e A è solo psicologica. Pura abitudine. In termini di "intelligenza artificiale", è molto più importante la differenza di impostazione dell'esposimetro (spot vs. valutativa/matrice). Non vedo nessuna utilità nel perdere tempo a familiarizzare con regolazioni che non usi. Hai interesse a farlo se le foto ti vengono spesso con esposizione sbagliata, o se il metodo che usi ti fa perdere troppo tempo. |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 12:54
Fondamentale è prendere il controllo e capire che significa scattare col la giusta esposizione in funzione di quello che si sta facendo, capire come stai utilizzando L'esposimetro della macchina (spot, semi spot, media ponderata) il resto M,S,P conta poco serve solo per facilitare l'operativita una volta che si ha di fronte il soggetto, si scegli come esporre e poi si inizia a fare una serie di scatti. Leggiti il libro dì freeman |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 14:06
Sulle macchine + evolute, piene di settaggi e impostazioni, una grossa fetta di utenti non sa neppure come muoversi e di fatto, degli automatismi disponibili ne usa solo una parte - non parliamo poi dei settaggi sull'af.... dove x padroneggiare al meglio le varie impostazioni, serve parecchia esperienza sul campo...! — la differenza tra un pro e un amatore, non e' il modo con cui usa lo strumento, ma l'approccio alle situazioni di scatto |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 14:46
Non sono un professionista, ma vengo da macchine manuali e pellicola invertibile. Se sei padrone dei concetti di profondità di campo, tempi limite per evitare il mosso non voluto e la sensibilità ISO, scatta pure come ti pare. Eviterei però l'automatismo totale che non ti permette modifiche (la classica impostazione verde o AUTO). Io uso principalmente la priorità dei diaframmi e il manuale solo quando ho il tempo per farlo, macro su stativo in casa. |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 15:02
Questo topic è nato in seguito ad una discussione con un mio amico ed è continuata con un bel confronto di idee ed esperienze. Al momento personalmente sono arrivato alla conclusione che bisogna conoscere e saper padroneggiare sia il manuale che l'automatismo e scegliere a seconda delle occasioni l'una o l'altro. @Arci il libro di Freeman è il prossimo della lista (se ti riferisci al libro “l'occhio del fotografo”) quello che sto leggendo ora spiega appunto come utilizzare al meglio il triangolo fotografico per ottenere l'esposizione perfetta. |
user211644
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 15:12
@ Gadica Ascolta, prova e riprova tutte le combinazioni possibili e poi decidi quale è l'impostazione che più ti piace e nel contempo non ti fa avvilire, perché la fotografia non deve essere uno stress. Però fallo a periodi di almeno una settimana. Detto questo, ti devi anche rendere conto cosa ti restituisce quel dato programma ( i dati ) e lo analizzi con ciò che sono i parametri reali della fotografia. Ti porto un'esempio : dopo averli provato tutti ne ho scelto uno perché mi è risultato il più idoneo ai parametri reali della fotografia, abbinato anche alla realtà visiva quando guardi la foto al tuo PC, così per come esce dalla tua macchina. Non c'è un modo migliore di un'altro ma un risultato migliore di un'altro. Ciao e scatta, scatta, scatta, ............. |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 15:19
Ciao Agata, quello che suggerisce è quello che faccio ormai da sempre, insieme ad una buona dose di studio e confronto con gli altri. Ripeto, questo topic si è evoluto in un contenitore di esperienze, confronto ed idee e ne sono felice e mi auguro che continui così |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 16:13
Sono un pro e scatto sempre in manuale, la ragione è molto semplice: se devo fare tot foto in un ambiente che ha la stessa illuminazione perdo qualche secondo per settare la corretta esposizione, ma poi in fase di editing posso lavorare sulla prima foto e applicare le stesse impostazioni su tutte le altre risparmiando un sacco di tempo. Tutto qui. Per me il bello degli automatismi è che, se lavorano bene, ci si può concentrare solo sulla scena e sulla composizione. Se uno è alle prime armi o semplicemente non ha voglia di impostare continuamente i vari parametri, non ci vedo nulla di male a usare gli automatismi. L'importante è che le foto siano belle |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 16:15
“@Arci il libro di Freeman è il prossimo della lista (se ti riferisci al libro “l'occhio del fotografo”) quello che sto leggendo ora spiega appunto come utilizzare al meglio il triangolo fotografico per ottenere l'esposizione perfetta.” Quello lo consiglierei a tutti ma c'è ne è anche uno dedicato all'esposizione |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 16:26
“ Buonasera a tutti. Probabilmente il titolo è un po' provocatorio, ma l'argomento mi è stato suggerito dopo l'ennesima “discussione” con un mio amico il quale sostiene che l'unico modo corretto di scattare foto sia in manuale. Personalmente non la penso così, credo che l'uso del manuale o dell'automatico dipenda dalle circostanze. Amo tantissimo la priorità di diaframma e ieri (anche per imparare a padroneggiarla) mi sono divertito con l'iso auto, cambiando di volta in volta le impostazioni a seconda dell'obiettivo. Ogni qual volta ci confrontiamo non mancano mai le frasi “devi scattare solo in manuale”, “ma usi ancora gli automatismi?”, come se l'uso degli automatismi ponesse il fotografo un gradino più in basso rispetto a chi scatta esclusivamente in manuale. In parole povere solo i principianti usano gli automatismi. Ora sia ben chiaro io, empirico autodidatta, mi considero un principiante, più o meno evoluto, di sicuro in continua evoluzione. Però a questo punto, da principiante, mi chiedo se così è, cioè i professionisti usano solo il manuale e i principianti gli automatismi, che senso ha fornire corpi macchine di migliaia di euro destinati ai pro di automatismi? Che qualcuno mi illumini „ Ciò che conta è il risultato finale. Se la foto trasmette emozioni, allo spettatore poco importerà se il fotografo ha scattato in manuale, ha usato la priorità di tempo o di diaframma, o se ha scattato totalmente in automatico usando il jpg on camera anziché il raw (sacrilegio!!!)... |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 19:03
Una considerazione banale, Gadica. Prendi un corpo pro. Sicuramente ha il manuale, la priorità di tempi e la priorità di diaframmi. I produttori di macchine fotografiche sono così poco avveduti da investire carriole di soldi per sviluppare questi automatismi in modo sempre più sofisticato, se non servono? Fabbricano corpi pro sperando che le comperino i principianti? Dipende dalle fotografie che fai, tutto qui. Se fai un genere di fotografia, forse userai di più la priorità di tempi, per altre la priorità di diaframmi e magari, in questi casi compensi l'esposizione se serve, per altre ancora il manuale. Stesso ragionamento con i flash. In alcuni casi la funzione TTL è uno spettacolo, in altri è un obbligo il manuale. Non è questione di professionisti (coloro che fotografano dietro compenso) e amatori (coloro che fotografano per passione), suvvia, siamo seri. Via dagli schemi bigotti se si vuole fotografare e non darsi un tono. L'importante è una cosa sola: se sai quello che stai facendo e perché, la risposta è dentro di te. Il resto sono chiacchiere. Anche le mie. Buona luce Gabbia65 |
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inviato il 04 Novembre 2020 ore 19:29
Certe amicizie è meglio perderle che trovarle. |
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