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Post produzione, no grazie


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user183552
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inviato il 27 Marzo 2020 ore 20:10    


Ho postato una foto.Così come mi è venuta.
Su questo tema non si potrà mai andare d'accordo. Lasciatelo perdere .

Ovviamente.
Non è questione di accordi.Ben vengano le diversità.Aiutano.
Non reputo chi ha visioni ed approci diversi dei pària.Vorrei fosse chiaro.Per dirla con Mughini "aborro" talune forme di PP.
Anche se producono effetti mirabolanti.Non essere dello stesso parere non significa esporre l'altro ad una critica pretestuosa.Io sono totalmente d'accordo con il diverso approcio alla PP.Figuriamoci.Semplicemente la evito.
Sono solo intervenuto esprimendo la mia visione.E ben venga la pluralità.
Saluti







avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2020 ore 1:09    

Io sospetto che sotto sotto la PP e il digitale siano considerate una specie di LIVELLA che a molti, che anni or sono pensavano di avere il verbo in tasca perché sviluppavano e stampavano , risulta troppo indigesta perchè li mette a confronto con la loro mediocrità fotografica.


E' proprio cos'ì...e senza ne "forse" e ne "ma" ;-)


avatarjunior
inviato il 28 Marzo 2020 ore 3:13    

Anche io non amo la post..
Però qualche taglio quando serve ..

avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2020 ore 7:43    

Io sospetto che sotto sotto la PP e il digitale siano considerate una specie di LIVELLA che a molti, che anni or sono pensavano di avere il verbo in tasca perché sviluppavano e stampavano , risulta troppo indigesta...


Secondo me è una definizione eccessiva. Hansel Adams stesso faceva della gran PP.

Io sono dell'opinione che a 'creare scandalo' sia l'ampissima possibilità di stravolgere completamente un'immagine fino a creare un 'falso'd'autore' che esce dai canoni stretti della fotografia per entrare in un'altra forma di arte grafica che, spesso per dolo, l'autore non dichiara, ingannando così la platea.

Da qui le polemiche (a mio parere giustificabili)

avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2020 ore 8:13    

un'altra forma di arte grafica che, spesso per dolo, l'autore non dichiara, ingannando così la platea

Centrato il problema!
Ovviamente si tratta di un problema al di fuori di ambiti che fanno uso da sempre di queste elaborazioni; però è un problema all'interno dell'ambiente amatoriale, dove spesso diventa difficile capire il significato stesso di determinate operazioni, perché quello dei fotoamatori è un gruppo estremamente eterogeneo per capacità, cultura, intenti e persino per ciò che ciascuno cerca nella fotografia.
Se un tempo queste polemiche non esistevano (o erano ridotte ai fautori della CO contro quelli delle Diapo) è solo perché gli strumenti per ottenere certi risultati erano appannaggio perssoché esclusivo di alcuni professionisti (chi non ricorda le foto di Marilyn Monroe nuda, ma pubblicate con "pudiche coperture" realizzate con gli strumenti grafici dell'epoca?), che perciò li utilizzavano in ambiti specifici.

avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2020 ore 12:19    

“ Io sospetto che sotto sotto la PP e il digitale siano considerate una specie di LIVELLA che a molti, che anni or sono pensavano di avere il verbo in tasca perché sviluppavano e stampavano , risulta troppo indigesta perchè li mette a confronto con la loro mediocrità fotografica. "

Dato questo per buono, per le stesse ragioni il digitale potrebbe anche essere considerato più difficile. A mio parere al rischio di fare foto "scarse" si aggiunge quello di ricondurre foto "buone" ad una mera imitazione di altre cose, di cui gli "originali " sono stati ottenuti con altre tecniche non fotografiche (di stampa, pittura, cinema,..)

avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2020 ore 13:50    

Le uniche fotografie che non subiscono alcun genere di post produzione sono le diapositive. Nell'analogico bianco-nero la post produzuine iniziava nello sviluppo; cambiando reagenti chimici e tempi di pose si potevano avere negativi a diversa gamma (più duri o morbidi). Ulteriore post-produzione poteva essere fatta in sede di stampa cambiando tipo di carta e variando i tempi di stampa per correggere l'esposizione.. Le pellicole a colori venivano fatte passare attraverso un testa di stamoa con i classici tre filtri per correggere dominanti di colore e variando il tempo di stampa si correggeva sotto e sovra esposizione. Nel digitale poi la post-produzione avviene immediatamente, quando il flusso di luce, che produce sul sensore solo variazioni di corrente, viene convertito digitalmente in colore grazie al filtro Bayer che permette di "colorare" i singoli pixel monocromatici in punti colorati. Il raw è già una post produzione digitale, il jpg è un'ulterore post produzione, per cui il povero programma di correzione diventa l'ultima ruota del carro. L'importante è non esagerare.

user90373
avatar
inviato il 28 Marzo 2020 ore 17:23    

@ Arconudo
Io sospetto che sotto sotto la PP e il digitale siano considerate una specie di LIVELLA che a molti, che anni or sono pensavano di avere il verbo in tasca perché sviluppavano e stampavano , risulta troppo indigesta perchè li mette a confronto con la loro mediocrità fotografica.

Posso permettermi di sospettare che oggi molti pensano di avere il verbo in tasca perché sviluppano e stampano, cosa che non riuscivano a fare quando c'èra da sporcarsi le mani?

avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2020 ore 17:34    

Arconudo: non per tutti è così; io sono uno di quelli che trafficavano tanti anni fa con bacinelle e sviluppi, ingranditori e...facevo postproduzione con quello che c'era allora, cioè tipi diversi di carte, di chimici, di schermature e bruciature ecc (non voglio ripetermi)e stampavo a colori da Cibachrome, sistema costoso, tossico e incostante. Col digitale finalmente ho potuto stampare le mie amate fotografie a colori in tranquillità e con risultati appaganti, oltretutto "giocando" con nuove acquisizioni, imparando cose nuove. Il limite? Forse il buon gusto? Senza demonizzare la post, ma guardando il risultato, come dici anche tu.

avatarjunior
inviato il 28 Marzo 2020 ore 17:54    

Posso permettermi di sospettare che oggi molti pensano di avere il verbo in tasca perché sviluppano e stampano, cosa che non riuscivano a fare quando c'èra da sporcarsi le mani?

Su questo hai perfettamente ragione. Aggiungo che chi una volta si "sporcava le mani" avrebbe voluto fare tante cose con quei negativi sistemando colori, contrasti. Magari in un paesaggio notturno aggiungere anche una luna presa da un'altra fotografia e appena si è trovato uno strumento capace di dare sfogo a tutto "l'erotismo fotografico" possibile e immaginabile lo ha iniziato ad usare sia con cognizione di causa che a mani basse.
Poi ognuno ha il suo sentire nella fotografia. A me l'odore degli acidi di sviluppo piaceva, piaceva il vedere uscire fuori l'immagine da quelle bacinelle. Però devo dire che la prima volta che ho provato ad aprire le ombre e chiudere le luci con un software (ACDSee) di una fotografia (scansione di una negativa) aumentare lo sharpening ... mi sono commosso...

user176804
avatar
inviato il 29 Marzo 2020 ore 5:41    

Fondate forum dal titolo "io mi sporcavo le mani con sviluppo fissaggio e blablalabla": che marroni (nel senso delle castagne)
Repetita NON iuvant

user90373
avatar
inviato il 29 Marzo 2020 ore 10:02    

@ Francesco Fasulo
Fondate forum dal titolo "io mi sporcavo le mani con sviluppo fissaggio e blablalabla": che marroni (nel senso delle castagne)
Repetita NON iuvant


Detto, fatto:

www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=3532821

user183552
avatar
inviato il 29 Marzo 2020 ore 11:11    

Buona domenica a tutti.
Vediamo di occupare un pò di tempo con una discussione ulteriore.Senza affanno e pretesa di esaurire la molteplicità delle opinioni.O sia mai,giungere ad una convergenza.
Ora in tema di PP,che rapporto coesiste con la stessa e i filtri?Intendo filtri che forzatamente "alterano" la realtà.
E mi riferisco ai filtri ND,GND,che assorbono 6,10 stop o altro più.
O visto l'effetto sulle foto e,obiettivamente....wow.Poi mi son detto:accidenti ma l'occhio questo non lo vede.
Avevo ordinato un set di polarizzatori ma,causa attuale situazione,mi hanno rimborsato l'ordine.
Voi ne fate uso?Con quali risultati?
Grazie.

avatarsenior
inviato il 29 Marzo 2020 ore 11:21    

Joseph scusami ma quindi se fai una silhouette che rapporto c'é con la realtà?
Il vero problema qua è cercare corrispondenza tra la visione umana e ciò che produce il mezzo fotografico.

Per le altre tue domande, si faccio uso di filtri ND 6 e 10 stop e uso il polarizzatore.

avatarsenior
inviato il 29 Marzo 2020 ore 11:33    

Joseph, io uso molto spesso i filtri Soprattutto i GND.

Intendo filtri che forzatamente "alterano" la realtà
I filtri non alterano la realtà, anzi, la riportano alla condizione quento più vicina alla realtà (visione occhio umano).
Mi pare banale, dover spiegare cose che forse sai.
Comunque, i filtri riempiono il gap che la macchina non copre, in termini di EV, e invece l'occhio si.

Quindi il discorso si sposta ancora, e cioè, quando parli di "realtà" parli della "realtà" della macchina fotografica o dell'occhio umano?
Ovvio, che non esiste una risposta corretta e sbagliata.
Nessuno, men che meno io, vuole convincere l'altro.
Sui gli ND, che anche uso con molta soddisfazione, si parla di interpretazione, di visione.
Banale?
Sovraccarica?
si, sicuramente.

Ciao
LC

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