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La scimmia con la reflex per Milano e Benedusi Atto III


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avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 10:14    

bello questo post veramente "insanguinato"MrGreen io volevo solo chiedervi una cosa .... siete veramente sicuri che chiunque riesca a fare una bella foto con una reflex?? ragazzi fatevi un giro nei circoli
fotografici...... poi apriamo un'altra sessione.... no perché ho visto di quelle c....e fatte con d3s e 24- 70 2.8G....(giusto per citare due "attrezzi da lavoro") in più quando fai notare che la foto ha dei problemi ti dicono candidamente.. lo so lo so ma è voluta Eeeek!!!

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 10:21    

quando fai notare che la foto ha dei problemi ti dicono candidamente.. lo so lo so ma è voluta

grande applauso

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 11:26    

Mi si lasci esordire dicendo che un thread come questo é ossigeno puro e fonte di molta riflessione. Un sentito grazie a chi lo ha avviato e ha contribuito a mentenerlo nei binari. Provo a esprimere la mia opinione su quanto detto: mi pare che quanto espresso da Benedusi parta e si risolva nel concetto di utilità, elemento sul quale mi pare però che non molti si siano sufficientemente soffermati.
Riporto la definizione di utilità in campo economico tratta da wikipedia: "In economia l'utilità è la misura della felicità o soddisfazione individuale. Un bene è dunque utile se considerato idoneo a soddisfare una domanda."
Così contestualizzato, il concetto ai miei occhi appre meno netto rispetto a quanto sostenuto da Benedusi. Se infatti l'utilità è la misura attraverso la quale verificare quanto un bene sia idoneo a soddisfare una domanda, occorre porsi la questione di quale/quali sia/siano la/e domanda/e da soddisfare.
E in quest'ottica, sempre a mio avviso, il campo può farsi infinitamente largo. Una determinata foto può infatti essere del tutto inutile a soddisfare una certa domanda, mentre può essere fondamentale per un'altra.
E' in quest'ottica che ritengo la provocazione di Benedusi eccessivamente tranchant. Ed è in quest'ottica, per esempio, che leggo come legittimi i pareri espressi, per esempio, da Fabrizio nei suoi ultimi interventi.
E' infatti ovvio che la bella foto dell'ennesimo panorama mozzafiato non risponde alla domanda di fare qualcosa di nuovo, che non sia già visto. Ma soddisfa viceversa una domanda, magari meno fondamentale per l'umanità ma certo legittima, di fare qualcosa che sia ad un tempo documentaristico ed esteticamente appagante.
Risolvere la questione, come mi pare pretenda (a mio avviso solo provocatoriamente) Benedusi, sostenendo che una foto già vista non abbia legittimità per essere condivisa oltre la cerchia di chi l'ha scattata e dei suoi prossimi, è eccessivo nella misura in cui nega in radice la possibilità che quella immagine soddisfi la legittima domanda di banalmente "bello" che l'autore di quella immagine ha inteso realizzare.
La questione si sposta allora sullo scopo per il quale ciascuno di noi, professionista o amatore che sia, scatta le proprie immagini. Se il mio scopo è dare un contributo all'umanità, creare arte, affinare il gusto delle generazioni future, certo non potrò soddisfarlo ripetendo manieristicamente, nonostante una tecnica magari sopraffina, scatti già visti milioni di volti. Questo è scontato. Ma se i miei scopi sono più modesti, non vi è motivo di considerare inutile, in un'accezione negativa, il prodotto del mio impegno. Certo, se avrò la pretesa di spacciare per artistico lo scatto fatto al mio gatto, sarò io ad essere fuori strada, ma anche questo, per chi abbia un minimo senso di autocritica e consapevolezza, è piuttosto scontato.
Ciò che però di positivo c'è negli spunti di riflessione che Benedusi ci ha proposto è l'invito, questo per me pienamente legittimo ed anzi, in un certo senso generoso, ad evolvere. A provare a pensare di andare oltre quella norma alla quale molti di noi (io per primo) tendiamo ad adeguarci col tempo. All'inizio infatti, penso che sia così per molti di noi, si studia, si tenta di affinare la tecnica, si visitano mostre, si comperano libri, ecc...Raggiunto un livello sufficientemente soddisfacente, il rischio è quello di sedersi. E spesso questo coincide con il raggiungimento di un buon livello tecnico, a discapito degli aspetti creativi. E questo, più che un limite in sé (giacché davvero nulla ci vieta di continuare a fare i panorami, i gatti, i figli che più ci piacciono), è un limite nella misura in cui ci costringiamo da soli all'interno di una gabbia che in realtà nessuno ci ha messo intorno.
E' improduttivo nascondersi il fatto che se è pienamente legittimo fare foto per il solo gusto di farle, la soddisfazione che ci può dare la realizzazione (soddisfacente) di un progetto articolato è enormemente maggiore. Nessuno è obbligato a farlo, ma non è vietato nemmeno provarci.
Ho visto molti paralleli che sono stati fati in campo musicale. Non ho sufficiente cultura su quel frotne, tuttavia mi ci avventuro anche io: ritengo che l'eisstenza di una cover band non sia inutile, nel momento in cui soddisfa la domanda di fare musica e goderne da parte di chi la compone e magari "piace" anche a chi la ascolta. Ma è ovvio che riuscire a uscire da quel canone e comporre musica nuova, magari di qualità, sia, in senso artistico e creativo, "meglio".
E allora, secondo la mia opinione, il confine non va tracciato tra ciò che è utile e ciò che non lo è, ma tra ciò che è (o perlomeno ha ambizione di essere) innovativo, creativo, estroso, artistico e ciò che invece tale ambizione semplicemnte non ha. E lo stimolo, per chi voglia coglierlo, è quello di superare la propria concezione di bello, per arrivare a essere maggiormente obiettivi e critici, affinarsi, sia nella tecnica sia soprattutto nel linguaggio espressivo. Non soddisfarsi più per un semplice "mi piace" raccolto in un forum, ma ambire a qualcosa di più. Fermo restando peraltro che l'ambizione ad essere artisti è legittima per tutti, ma la capacità di esserlo realmente non è obiettivamente alla portata di chiunque.
Le penne le usano i poeti e gli scrittori, ma anche mia mamma per fare la lista della spesa. Non è che in mano a lei sia inutile. Ha un'utilità differente.
Concludo dicendo che il sottoscritto, dopo avere letto tutti gli interventi di questo thread, ha deciso di provare a fare il salto in avanti e di provare a lavorare su qualche progetto che ho in testa da un po' ma che ho sempre accantonanto. Non per fare arte (giacché sono pienamente consapevole dei miei limiti), ma per provare comunque, nel mio piccolo, a crescere.

Ringrazio vivamente l'autore del topic, tutti i partecipanti, Settimio Benedusi, Juza che ci ospita e auguro tanta soddisfazione a tutti.

Marcello

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 11:41    

@ Sub74:
ritengo che l'eisstenza di una cover band non sia inutile, nel momento in cui soddisfa la domanda di fare musica e goderne da parte di chi la compone e magari "piace" anche a chi la ascolta.

Certo, verissimo. Prova ne è che molte cover sono migliori degli originali.
Mi viene in mente Word up dei Gun che è sicuramente n volte meglio dell'originale di Cameo.
O Smooth criminal degli Alien Ant Farm che da sicuramente più energie dell'originale di M.Jackson ecc...

E' infatti ovvio che la bella foto dell'ennesimo panorama mozzafiato non risponde alla domanda di fare qualcosa di nuovo, che non sia già visto. Ma soddisfa viceversa una domanda, magari meno fondamentale per l'umanità ma certo legittima, di fare qualcosa che sia ad un tempo documentaristico ed esteticamente appagante.

quoto 100%. Anche perchè, vorrei vedere chi si arroga il diritto di dire "questa foto è una c...ata pazzesca" solo perchè non è nulla di diverso di un sole che tramonta o di una campagna verde. E allora? Uno scatta quel che si sente di fare e lo fa per sè stesso. Certo, se la foto è bella, meglio è per lui e per chi la vede.

Un'altra cosa: la vita mi ha insegnato a dire "questa cosa non la capisco ancora" invece di dire "che c...ata!".
Anche se onestamente viene spontaneo dire la seconda.;-)

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 14:24    

...Ora c'è chi torna al vinile perché è affascinato dal fruscio e, perché no, dal ticchettio causato dai graffi sul disco.


Io non l'ho mai abbandonato (il vinile) ma non perché affascinato dal fruscio e dal ticchettio causato dai graffi, ma perché ritengo il suono che scaturisce da un buon disco in vinile suonato su di un buon impianto a valvole, infinitamente più gradevole, ricco di armonie, sfumature e con una profondità della scena sonora decisamente maggiore rispetto ad impianti transistor+digitale. Come vedi è sempre questione di punti di vista....

avatarsupporter
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 14:53    

Marcello hai espresso il mio pensiero come non sono stato capace di fare in tanti interventi! Grazie.
Condivido gli interventi di Preben, di Lorenzo ( che ringrazio anche per la citazione), di Pisolomau e di Jeronim.

Fabrizio non cercare il pelo nell'uovo nella provocazione. Benedusi ha espresso appunto la sua utilita', e non ha detto che una foto deve essere brutta. Ha detto che una foto bella esteticamente ma vuota di contenuti non serve a niente, e l'ha chiaramente giudicata seconda la sua personalissima utilita'. Se ci attacchiamo ai dettagli per cercare di smontare un idea piu' grande possiamo sempre polemizzare su tutto.

Sula tecnica e le reflex supermoderne sono ancora non in piena sintonia. Mi piace la tecnologia e mi piace usare gli ultimi ritrovati, pero' ci sono volte che una Rolleiflex o una Hasselblad caricate con una pellicola in BN mi costringono a scattare diversamente. Ho solo 12 foto in un rullo e ogni scatto e' costoso. Non ho l'AF, l'esposizione e' manuale e devo selezionare tempo e diaframma singolarmente come facevo 25 anni fa. Non ho 12 FPS, la lettura esposimetrica automatica, l'AF a 61 punti con 41 a croce e...... molte foto sono piu' belle solo perche' ho dovuto pensare prima di fare click e ho curato ogni scatto nei dettagli cosa che spesso il digitale porta a trascurare, sparo 2 scatti, guardo l'istogramma a video, la composizione e poi giu' 50 foto da cui selezionarne 1. Non rinnego nessuno dei 2 sistemi, dico solo che sono "utili" tutti e due, si completano e permettono di esprimere cose diverse. Non e' snobbismo, sono 2 strumenti da usare per ottenere un risultato diverso.

Il Bianco e Nero ha un'espressivita' diversa dal colore, e' magnifico, come si fa' a ridurlo a uno scimmiottamento del passato. Le atmosfere morbide sono altrettanto efficaci dell'ipernitido.
Insomma e' una lingua; per parlarla e ca× bene non basta conoscere 1.000 parole, bisogna conoscere le espressioni, le intonazioni, le sfumature altrimenti si rischia di interpretare male il significato della frase o comunque di perdere delle possibili interpretazioni. Ora se scrivi ho fame lo capisci magari in 10 lingue, ma una poesia la capisci solo in un paio e magari in tutte le sue sfumature solo nella tua lingua madre. La fotografia per me e' cosi' . Una foto delle 3 cime la capiscono e piace a tutti, resta un'espressione banale della fotografia, c'e' chi ha voglia di dire di piu' e ci prova cercando di fare il suo meglio.

Salvob
non si inventa piu' nulla in fotografia

Ma ne sei proprio sicuro? Io vedo un sacco di idee e di realizzazioni nuove perche' la tecnica si evolve e perche' il mondo non e' fermo, si evolve anche lui e un soggetto nuovo per definizione rappresenta una nuova fotografia.

Non e' che forse sei tu che non cerchi piu' di vedere se c'e' un movimento nuovo che avanza?



avatarjunior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 14:55    

La fotografia dovrebbe riportare la realtà...reale.


Questo dove sta' scritto? Allora se questa massima fosse vera il 99% dei paesaggi postati in questo forum non dovrebbero esserci perché sfido chiunque a trovar tramonti o albe con certi colori come si vedon qui. Poi sempre per rimanere in tema le lunghe esposizioni sono reali?
Questo argomento e' gia' stato sviscerato innumerevoli volte su questo forum e non mi sembra il caso di riprenderlo qui.

Spesso si citano i grandi fotografi del passato, ma, secondo me, paragonare le foto di tanti anni fa con quelle di adesso mi sembra un grave errore.
Non si tiene conto, infatti, dei diversi mezzi a disposizione del fotografo e non ci si chiede se, forse, l'autore della foto sbiadita che a noi piace proprio per questo, con a disposizione una reflex da 20.000 px e PS CS6 non sarebbe stato contento di fare una foto a colori con risoluzione, gamma tonale e contrasto ottimali?


Forse risoluzione, gamma tonale e microcontrasto non erano, e non sono, propriamente le priorità di un grande fotografo...
Che poi per la cronaca con un summicron degli anni '50, una bella pellicola 120 e carta baritata ottieni stampe con gamma tonale e micro-contrasto che la tua macchina da "20000 px" si sognano la notte.

avatarsupporter
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 14:58    

Luchino pero' il summicron non va con la pellicola 120, devi cambiare esempio MrGreen

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 15:00    

L'alta fedeltà dovrebbe cercare, nei limiti del possibile, di ricreare in casa il suono di una sala da concerto. La fotografia dovrebbe riportare la realtà...reale.


stai prendendo una cantonata mostruosa e mi sembra evidente: la fotografia sta alla musica come la macchina fotografica sta alla chitarra elettrica e il suo ampli. non rappresentano nessuna cavolo di realtà, sono strumenti INTERPRETATIVI!
semmai è il tuo monitor paragonabile all'hi fi di casa che dovrebbe rappresentare fedelmente l'incisione che c'è sul cd o quello che si preferisce, perché il monitor e l'hi fi NON sono strumenti interpretativi ed espressivi ma strumenti di RIPRODUZIONE: riproducono foto e musica fatte da altri. quindi il momento interpretativo era prima.

in sostanza Fabrizio mi sembra evidente che non percepisci le potenzialità artistiche creative ed espressive della fotografia che mi sembra il limite di molti di quelli che continuano a confondere le foto ricordo o le cartoline con fotografie rivolte ad un pubblico, che vogliono dire qualcosa, che possono trasmettere emozioni o pensieri a tutti e non solo a chi le ha scattate. non me ne volere, ci sono artisti che sono persone orribili e viceversa ma è evidente che non sei abituato ad usare un mezzo per esprimerti con un linguaggio artistico

avatarjunior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 15:06    

Cavolicchio hai ragione... Be allora diciamo semplicemente hasselblad;-)
Oppure summicron e 135.

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 15:13    

Condivido gli interventi di Preben, di Lorenzo ( che ringrazio anche per la citazione)

Mais c'est un plaisir, maitre. Honneur au mérite !

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 15:14    

Così ora sembra che per fare dell'arte bisogna fotografare in B&W e si cerca di ricreare l'effetto "scarsa qualità" che un tempo era inevitabile e, solo per questo, sopportato e che ora a me sembra solo una forzatura.


se ti riferisci al bianco e nero e basta, come avevo scritto qualche post fa non è così: il bianco e nero per sua natura - anche nel disegno - ha il potere di esaltare le forme, le masse. toglie anche calore alle immagini e nelle foto di benedusi di milano rendeva proprio bene la freddezza delle pietre, dei palazzi, con un grigio quasi metallico, pur essendo state scattate in piena estate. dipende come lo si sviluppa.

nel caso invece ti riferisci all'effetto invecchiato stile instagram ritengo sia una boiata colossale ed uno dei tanti pretesti per dare senso ad una foto che senso non ha. il fatto invece di usare ancora pellicole o creare rumore simile, SE il significato la foto ce l'ha, può essere un mezzo per rinforzare quest'ultimo. siamo sempre lì: puoi usare tutto se serve a rendere l'immagine più intensa, significativa anche più bella. se usi degli effetti in modo pretestuoso per dire il NULLA allora non sai fotografare. è tanto semplice

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 15:19    

il bianco e nero per sua natura - anche nel disegno - ha il potere di esaltare le forme, le masse

verissimo. Infatti in campo automobilistico, ad esempio, se devi evidenziare le curve di un'auto o usi il b/n, o pubblichi a colori un'auto grigia (vds quasi tutte le pubblicità di Audi e Mercedes).

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 16:21    

letto (quasi) tutto... ringrazio chi ci sta mettendo entusiasmo nel cercare di trasmettere qualcosa e di tirare qualche sintesi (grazie Jeronim)

io resto su quanto ho cercato di dire nella seconda puntata: c'è spazio per tutti, non ha senso mettere sullo stesso piano Messi e uno che gioca a calcetto una volta a settimana... quello che conta è che entrambi si divertano (utilità?)... e di solito è più alto il rischio che non provi più divertimento il campione... e passi ad altro...

qualcuno ha parlato di didascalie...: senza essere tacciato di qualunquismo polemico, trovo che nel ragionamento ci sia un allarme di deriva da non sottovalutare! Parliamo di arte? Benissimo. Serve una preparazione (cultura...) per cogliere tutto ciò che non è immediato e va oltre ? Vero.
Anche l'arte soffre di elitarismo? Hai voglia...! L'arte può avere delle finalità che vanno oltre l'espressione? Direi che la storia ne è piena. L'arte è un'espressione che prescinde dal target? Ma quando mai?
Morale? Se si usa uno strumento per esprimersi artisticamente... devi raggiungermi con quello strumento! Se servono dieci pagine di spiegazioni c'è qualcosa che non va...
Progetto, "perchè", messaggio...: è fin troppo scontato che sia un piano a cui aspirare, non sarei così tranchant sul fatto che il perchè in una foto ce lo debba vedere per forza qualcuno che non sia l'autore, per quanto preparato e con tutto il curriculum a posto...;-)

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2013 ore 16:21    

...sto covando l'influenza.... mi trovo d'accordo con BlackImp MrGreen

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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