user90373
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 13:46
“ @ Zuorro c'é un ulteriore e importantissimo fattore. A chi sono rivolte. Il pubblico a cui é rivolta una fotografia incide anche sul COME la realizziamo (o dovrebbe) ma pochi si pongono questo problema. „ Parto dal ragionamento opposto, Quale e come potrebbe essere il pubblico al quale presentare le nostre realizzazioni? Un esperto in comunicazioni saprebbe dare dei suggerimenti, il meno lusinghiero reciterà:- "Ad amici e parenti!". Noi ne trarremo delle utili considarezioni anche in base al livello culturale di "amici e parenti". |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 13:56
Se sei parente di un famoso fotografo, sei fregato, non puoi mandargli il selfie di quando sei in pizzeria !!! |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 13:59
@Conrad il libro mi è stato suggerito da Carlo Lovisolo il quale ha alcune sue foto all'interno del volume. Ho quasi finito di leggerlo, pochi giorni fa sono andato a fare foto all'ennesima mareggiata cercando però un approccio diverso, mi sono divertito e qualche scatto è stato interessante |
user109536
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 14:01
La regola dei terzi, come la sezione aurea e altro, è fatto per essere rispettata ma soprattutto per NON ESSERE rispettata e scattare comunque fotointeressanti o almeno provarci. |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 14:15
salt: non l'ho sottolineato abbastanza, ma mi riferivo proprio al tipo ti foto "che si prestano a tale composizione". Basta cambiare formato, giocare con la cornice nella cornice, fare un primo piano.. e i terzi perdono totalmente di senso. Ho letto la discussione in piü riprese, ma l'impressione generale è che chi ha posto la domanda non sia veramente saturo dalla "regola", ma da composizioni vuote. Almeno questo è stato il mio vissuto: piazzi qualcosa sul terzo e ti aspetti che la foto risulti valida. e non succede. e diventa frustrante, e ti interroghi sul senso (o meno) di tale principio. La risposta che io mi sono dato, non è la proporzione (perchè di questo si tratta in fondo) ma di contenuto. Non basta un lampione e l'orizzonte sui 2/3 orizzontale e verticale, serve mettere dei bersagli che catturino l'occhio. Ovviamente mi riferisco sempre a quelle foto dove la proporzione 1/3 + 1/3 + 1/3 sia la migliore chiave di lettura. Agli antipodi (per me) ci sono le linee di fuga: quella crepa, il sentiero, la strada.. qualunque forma che guidi già l'occhio verso la destinazione, senza che sia libero di rimbalzare per la foto alla ricerca di un principio |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 14:18
A volte non ci rendiamo conto, ma la regola dei terzi la applichiamo d'istinto, naturalmente, in una frazione di secondo. Altre volte, invece, pensando troppo alla composizione succede che la foto risulterà banale. |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 14:25
@peda Sono anche un appassionato di meteorologia e ho tenuto un paio di corsi di nautica seguendo parte di quel libro. Ho visto che sei compaesano, se ti piacciono come me mareggiate e paesaggistica, ci saremo sicuramente beccati in qualche mareggiata tipo a Varigotti o Camogli qualche mese fa,dove c'erano molti fotografi anche professionisti (io sono un fotografo della domenica). Fine settimana ero per mare ad Albenga (ho anche incontrato un fotografo, non mi succede mai), mareggiatina pacco ma interessante per giocare con le lunghe esposizioni. Scusate OT. Rientrando in topic per me più che l'ossessione per la regola dei terzi, è importante avere ossessione per le linee. Con una composizione dove le linee sono costruite con logica, é possibile scardinare la regola dei terzi, anche in paesaggistica. Ho visto esempi di reportage e street interessanti, ma lì effettivamente c'è più libertà d'azione rispetto ad altri ambiti come per l'appunto la paesaggistica e il ritratto, dove scardinare le regole base vuole quasi sempre significare sbagliare lo scatto. Ma a volte si può. |
user90373
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 14:33
“ @ Loiety Se sei parente di un famoso fotografo, sei fregato, non puoi mandargli il selfie di quando sei in pizzeria !!! „ Ma se l'esperto, ben sapendo, altrimenti che esperto sarebbe, che son parente del famoso fotografo mi consiglia di presentargli i miei scatti posso solo esser contento. All'ottava pagina un pò di lascivia ci vuole. “ Fig., letter., al plur., allettamenti, compiacimenti, leziosaggini nello stile, nell'arte. „ |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 14:37
@Matteo Groppi: “ Skylab59 Perché in molti casi funziona. Non è un dogma, come non lo sono altre regole, semplicemente può aiutare a rendere migliore lo scatto „ Su questo ti do ragione. Infatti come dice sopra Mauropaio“ A volte non ci rendiamo conto, ma la regola dei terzi la applichiamo d'istinto, naturalmente, in una frazione di secondo. Altre volte, invece, pensando troppo alla composizione succede che la foto risulterà banale. „ Quindi direi che la regola dei terzi rientra un po' negli automatismi acquisiti, che però alla fine possono risultare banali, specialmente se si va a ricercare proprio quello nella speranza di migliorare il proprio scatto. Le "regole" (che brutta parola!) della composizione sono molte, variate e la loro applicazione dipende dalle circostanze e dal senso della foto. Nella pittura la composizione del quadro andava costruita con un ragionamento a volte anche scolastico, nella fotografia forse anche, ma non necessariamente... dipende dalla situazione e dallo scopo della foto. L'istinto può prendere il sopravvento, istinto che però deriva dalle esperienze precedenti e dal proprio "vocabolario grafico e visuale". Ovviamente più il nostro vocabolario è ricco e più le nostre foto potranno essere "interessanti" dal punto di vista compositivo (in questo caso: interessante come contrario di banale). |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 14:49
Perché mai scardinare le regole significa sbagliare lo scatto? Le regole sono una specie di gabbia che può dare sicurezza, ma di certo non garantiscono la "buona" foto. Parlerei piuttosto di VOCABOLARIO. |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 14:50
@Conrad a Camogli ero a inizio Novembre, c'erano parecchi fotografi quel giorno. Magari potremmo mandarci un mp nelle prossime occasioni, scambiare due parole dal vivo mi fa sempre piacere. PS: io ora vivo a Genova. Scusate ot. |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 14:52
“ mah non sono molto d'accordo, secondo me nel ritratto puoi giocare molto, dal classico a cose più particolari: ediletteraria.files.wordpress.com/2018/09/daido-moriyama-a-room-no-1-1 i.pinimg.com/originals/a1/9d/59/a19d59575fb242df50fc14af2ccfc82b.jpg a qualcosa che richiama il classico ma con un formato particolare eugeniorecuenco.com/portfolio/yo-dona-4/ „ Per operare le bellissime variazioni da te postate, non ci si può permettere di "giocare" come tu hai definito, ma ci vogliono due fattori fondamentali - la vena artistica, che non è solo insita nell'anima di ciascun fotografo, ma che gli viene anche riconosciuta (più o meno giustamente) dal contesto e dalla società - una progettualità che inserisce questi scatti in un qualche cosa di più ampio, che sia stile personale o per l'appunto, un progetto ben definito Se si tratta di "giocare" scimmiottando queste composizioni già sperimentate da altri, tanto vale utilizzare le regole basi e cercare di trarre il meglio da queste. @Peda volentieri, ti aggiungo nella lista amici |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 14:56
Conrad79 la foto è anche sperimentazione, a certe cose arrivi provando e a volte anche scimmiottando. Nel ritratto puoi appunto giocare sia con l'inquadratura che con la persona ritratta, non ho usato il termine a caso, non sto parlando di partire subito con un progetto, ma per arrivarci prove, cambi di prospettiva, tagli azzardati si fanno, a volte si sbaglia altre volte guadagni uno spunto per arrivare allo scatto che si vuole oppure si prende una nuova direzione proprio vedendo i risultati |
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