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Riflessioni costruttive su questa frase


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user86925
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 15:33    

La prospettiva é triplice:
- una marea di fotografanti che cercano solo di suscitare nel pubblico un'emozione fugace (effetto wow), ma priva di significato e che di regole compositive, di fuoco e di nitidezza se ne fregano completamente anche perché ne ignorano le basi e non potrebbero fare altrimenti (spesso fanno foto con lo smartphone o con quel che gli capita sottomano)
- un piccolo gruppo di fotografanti ossessivi che fanno pixel-peeping al 300% su schermi da 32 pollici su foto scattate con ottiche rigorosamente selezionate sulla base delle curve MTF e con sensori di ultima generazione e che pensano di essere tanti perché si incontrano in un migliaio su un forum
- i fotografi, che cercano di esprimere un messaggio attraverso il mezzo fotografico, con un canone espressivo che ha (come ogni canone espressivo) delle regole, che possono essere rispettate o meno, ma sempre con consapevolezza e con un fine relativo al messaggio. Per essi nitidezza, sfocato, composizione non hanno un metro assoluto, ma solo relativo al messaggio da trasmettere e al supporto con cui sarà trasmesso attraverso la loro fotografia (che può variare da stampe 10x15 a proiezione su schermo 3mx5m a cartelloni che coprono facciate di palazzi).

La frase riportata nel thread fa un mischione di tutto.


@Nessunego...ottima sintesi.

avatarsenior
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 15:56    

Quindi, impariamo prima a farle le foto nitide e ben esposte (e già per me sarebbe una conquista), poi dopo possiamo fare tutto il mosso e fuori fuoco espressionista che vogliamo;-)
perfettamente d'accordo

avatarsenior
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 16:54    

comunque di qualsiasi foto possiamo dirne che bene e considerarla un'opera d'arte e prendo proprio una foto come questa

img5.juzaphoto.com/001/shared_files/uploads/3418908.jpg

e quindi potrei dire che rappresenta il tormento dell'artista nella rappresentazione di un malessere che travalica l'operatività della focalizzazione, esprimendo la volonta' di rompere gli schemi usuali, denotati dalla presenza di fori estrusi a significare la ricerca di una pace interiore fino a rendere evanescente il significato indeterminato di numeri indecifrabili come una progressione di Poincarre, allo stesso modo del turb
namento dell'animo umano.

Tutto sta a che qualcuno mi dia ragione e allora faccio io il critico d'arte e Claudio Porcellana l'artista

avatarsenior
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 17:00    

Comunque, piuttosto che cercare di fare le pulci a cosa è arte, io credo che sarebbe più saggio tentare di goderne la bellezza.
Senza proccuparsi troppo se quella che si produce in proprio lo sia o meno (solitamente non lo è, e non credo ci sia nulla di male) ;-)
Tanto più che non siamo in un forum di idraulica applicata, e la materia dovrebbe interessare Sorriso

avatarsenior
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 17:10    

Perché il ragionamento, in modo lecito, si applicherebbe alla quasi totalità dell'arte contemporanea: una singola opera di Pollock cosa comunica? E soprattutto a chi?

Francesco, avere la risposta richiederebbe competenze ben più alte delle mie; io posso solo dirti che, essendo io abbastanza semplice e quadrato, questo modo di creare:
restaurars.altervista.org/wp-content/uploads/2018/03/7A7AACBE-D7DC-45B
... non mi dispone favorevolmente… ;-)
Non eri tu che dicevi di non essere troppo indulgenti? Forse intendevi verso se stessi, ma penso che valga ugualmente verso gli altri (altri fotografi, altri critici, altri mercanti d'arte).

Tornando alla fotografia, sono più portato a considerare "alta fotografia" una foto semplice, diretta, il cui senso è evidente (cosa possibile se l'immagine è ben composta) piuttosto che un'immagine di presunta arte che comunica qualcosa a me e qualcos'altro a te e niente a lui.

Rinnovo gli auguri di buon anno, continuo a leggervi. Ciao!


avatarsenior
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 17:33    

Non eri tu che dicevi di non essere troppo indulgenti? Forse intendevi verso se stessi, ma penso che valga ugualmente verso gli altri (altri fotografi, altri critici, altri mercanti d'arte).


Questo punto trovo sia importante Giovanni ;-)
In molti casi si è sarcastici verso l'arte perché la si rapporta al proprio orto (non parlo di te, sia chiaro: dico in generale).

Io faccio un grande distinguo (se ti interessa, ho scritto anche un piccolo articolo sul senso di amare la fotografia...).

1) quello che faccio : non è arte, è una passione. Non c'è competizione (mai partecipato e mai parteciperò a un contest), non devo innovare nulla, cerco di fare qualcosa che mi regali del buono. E che, magari, riesca anche ad arricchirmi un po'.

2) quello che vedo : arte o meno che sia, l'amore per la fotografia è per me una buona mostra, un buon libro, dove godere di cose che mi diano qualche forma di appagamento. Cosa del tutto indipendente dal mio fotografare.

Fuori dalla fotografia poi, considero l'arte un nutrimento per lo spirito irrinunciabile.
Cosa che (ripeto) prescinde in toto dal fatto che mi dedichi alla fotografia.

Su quello che poi ci piace o meno, che ci dice qualcosa o meno, dipende da quella cultura, sensibilità e approccio che ognuno possiede, e tutto è legittimo, per sé stessi.
Pollock, che ho citato solo come esempio di artista non troppo immediato, non deve piacere per forza, e ci mancherebbe altro. Del resto quel che ho detto non incorporava il fatto che mi piaccia o meno ;-)

Parlando di "indulgenza", mi riferivo al fatto che (mi pare) ci sia oggi troppa abitudine a sentirsi artisti, a considerare le proprie opere un tantino al di sopra di quel che sono.
Pensando invece ad altro, "fuori", ci sono artisti che apprezzo e altri meno. Ma quando uno è storicizzato in un certo modo, troverei ridicolo dare un giudizio sulla bontà della sua opera, più che sulla mia percezione della stessa Sorriso

Sul passaggio circa l'"alta fotografia", vale per me l'ultima cosa che ho scritto: si può certamente preferire l'utente del forum Pinko a Ghirri.
Dire poi che è meglio di Ghirri credo richiederebbe più cura e cautele ;-)

avatarsenior
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 17:46    

Effettivamente ho visto il profilo di Pinko, e fa foto molto belle, Ghirri invece non lo trovo su Juza, si sara' cancellato?
;-)

avatarsenior
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 17:48    

Ghirri invece non lo trovo su Juza, si sara' cancellato?


Bannato: faceva comunella col Gatto Cool

avatarsenior
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 18:03    

Parlate di Luigi Ghirri? ci ha lasciati da tempo... Triste
Ce n'è altri?

avatarsenior
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 18:05    

Ce n'è altri?


Mica siamo gli storiografi di Ghirri! MrGreen

avatarsenior
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 18:42    

e nell'augurarvi un buon anno nuovo, vi lascio con una domanda, ma tutti gli zamponi che si vendono solo il 31 dicembre, da dove vengono?

user68000
avatar
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 18:45    

faccio io il critico d'arte e Claudio Porcellana l'artista


e non dire così, che poi mi monto la testa e lo mando al MOMA
MrGreen

avatarsenior
inviato il 01 Gennaio 2020 ore 9:22    

Sono più dell'idea che se il pubblico non la capisce, allora l'immagine non funziona e non che il pubblico non è preparato. Ovviamente il discorso vale all'interno del pubblico di riferimento.


Credo Giovanni che questo sia però un punto molto più complesso.
Perché il ragionamento, in modo lecito, si applicherebbe alla quasi totalità dell'arte contemporanea: una singola opera di Pollock cosa comunica? E soprattutto a chi?
Io non condivido la contemporanea apologia del "progetto" dei salotti buoni, come Matteo sa bene perché altrove ne abbiamo discusso.
Tuttavia penso anche che, parlando di evoluzione della fotografia, di fotografia "alta" cioè, l'unica via contemporanea sia effettivamente quella. Pressoché senza alternative, in un mondo in cui si producono milioni di immagini ogni giorno.


Giovanni innanzitutto buon anno nuovo a te e a tutti.

La tua osservazione è pericolosa perché pende dalla parte dei Sordi alla biennale o del Bellavista mostrato in queste pagine, che sono delle bellissime caricature di tanta ambiguità che si cela nell'arte contemporanea ma che tuttavia, se malintese, fanno tracimare verso la mediocrità che sta travolgendo la società contemporanea.

Mal digerisco anch'io certe visioni elitarie tuttavia mi sforzo, per quanto mi sia possibile, di comprendere il mondo che mi circonda e di fronte a una banana appesa al muro con lo scotch rifletto e non cerco di prendere a termine di paragone la Cappella Sistina come fa Sgarbi.
Tornando a ciò che ci sta a cuore e cioè la fotografia, Stray dog dello stesso Moriyama probabilmente su 500px non prenderebbe più di 50 like se venisse proditoriamente postata da un qualsiasi utente ma questo non vuol dire nulla. Ci dobbiamo chiedere perché siamo arrivati a credere che arrivare a 99.00 su 500px ci renda grandi fotografi.

Pollock faceva gocciolare la vernice sulla tela camminando dentro la sua opera che ovviamente aveva anche margini di casualità, come le nostre esistenze che si scandiscono secondo logiche che vengono talvolta travolte da eventi imprevisti. Quando lui si esprimeva in questo modo incominciavano a risuonare anche le note del free jazz, le assonanze sono palesi, quindi la cosa non è né strana né casuale, si percepiva nell'aria un desiderio di salvezza nella capacità di vivere gli eventi e la loro casualità con la necessaria lucidità e secondo ritmi che potessero essere dominati.

Oggi esiste qualcuno in fotografia così dirompente?
Io alcune assonanze le trovo in questo tizio che farete fatica, cliccando, a capire che sia un fotografo. Ma forse in questo mondo in cui si producono milioni di immagini, come osserva Francesco Merenda, è sicuramente un lavoro che merita attenzione, perché è il processo inverso che solitamente facciamo, una decomposizione e frantumazione della fotografia di cui rimane solo l'essenza, il pigmento di colore.
Noi continuiamo a discutere nell'era digitale di foto eseguite come se stessimo ancora all'analogico mentre le strade che sta prendendo la fotografia sono le più disparate, al Moma dedicano mostre a fotografi che non usano la fotocamera, c'è gente che stampa su rocce e cemento, forse non vi interesserà sapere tutto questo ma così è.

E per finire torno alla mia domanda ancora senza risposta. Se la fotografia è linguaggio, quale è il suo alfabeto, la sua grammatica e la sua sintassi? Qualcuno lo sa?

avatarsenior
inviato il 01 Gennaio 2020 ore 9:52    

Io sintetizzerei in generale con :
Non abbiate paura !!! ;-)

avatarsenior
inviato il 01 Gennaio 2020 ore 10:05    

ottima sintesi Felix MrGreen

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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