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inviato il 07 Novembre 2019 ore 21:24
In un processo (successione ordinata di attività finalizzate al conseguimanto di uno stesso obiettivo) vale in enere il principio di sufficienza: quando ciascuna delle attività è configurata in maniera sufficiente al lo scopo, il processo non ne viene inficiato e per le ridondanze (attività di caratteristiche eccedenti le necessità poste dall'obiettivo finale) vale in genere il principio dell''anello debole della catena: in generale, non sortiranno benefici apprezzabili se eccedono i limiti imposti da altri elementi del processo. Siccome si parla sempre della fotografia in termini di "processo", mi viene da pensare che, una volta definito l'obiettivo, sia inutile: A) sovradimensionare uno degli elementi (corpo macchina, ma anche lenti, sistemi di PP, sistemi di illuminazione, ecc.). B) configurare l'intero processo al di sopra delle necessità poste dall'obiettivo. Ciò renderebbe accessibili risultati mgliori, ma si andrebbe oltre gli obiettivi prefissati. c) dulcis in fundo, focalizzarsi tanto sulle attrezzature e sulle tecnologie se il "manico" non è all'altezza. Infine mi permetto di citare un aneddoto relativo a Ansel Adams. Una sera, invitato a una cena elegante e richiestogli di portare delle sue foto da vedere in compagnia, si sentì apostrofare così dalla padrona di casa: "Maestro, ci ha mostrato foto splendide. Deve avere una macchina fotografica eccellente". Congedandosi, ringraziò così la padrona di casa: "Signora, ci ha offerto una cena squisita. Deve avere delle padelle eccellenti". Ecco, non capisco - per molti appassionati me compreso - dove si finisca di coltivare realmente la passione e si cominci a ragionare come la signora di cui sopra. Ecco perchè penso che le reflex avranno ancora lunga e onorata carriera: perchè comunque tanti non ragionano come la signora....  |
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inviato il 07 Novembre 2019 ore 23:02
“ Infine mi permetto di citare un aneddoto relativo a Ansel Adams. Una sera, invitato a una cena elegante e richiestogli di portare delle sue foto da vedere in compagnia, si sentì apostrofare così dalla padrona di casa: "Maestro, ci ha mostrato foto splendide. Deve avere una macchina fotografica eccellente". Congedandosi, ringraziò così la padrona di casa: "Signora, ci ha offerto una cena squisita. Deve avere delle padelle eccellenti". „ . . . A.A. ha dato una risposta eccellente ad una cena squisita! Porto una mia esperienza: il maestro di fotografia Guido Guidi non si preoccupava tanto di insegnarci la tecnica ma piuttosto il metodo di osservazione e un modo di approcciarsi allo scatto tale che potessimo dare alla mente il tempo di elaborare le idee su una sequenza di scatti che avesse un filo conduttore e un linguaggio. Ci faceva lunghe lezioni di storia dell'arte e di storia della fotografia per sviluppare un minimo di capacità critica. Dopo molte lezioni a carattere culturale ce ne fece una sola di 2 ore di tecnica con il banco ottico, ci fece molte altre lezioni pratiche sul campo in cerca di soggetti e inquadrature che potessero parlare di bellezza del territorio o dell'argomento scelto. Passammo un'altro mese a stampare le foto in camera oscura e a fare una revisione dei lavori finiti. In quel periodo ho potuto vivere la dimensione della fotografia in modo arricchente cosa che diventa difficile da realizzare su un forum. “ Ecco, non capisco - per molti appassionati me compreso - dove si finisca di coltivare realmente la passione e si cominci a ragionare come la signora di cui sopra. Ecco perchè penso che le reflex avranno ancora lunga e onorata carriera: perchè comunque tanti non ragionano come la signora... „ . . . Andrea . . . appezzo molto il tuo intervento che mette in evidenza il confine tra tecnica e passione, confine che non è ben definito ma esposto al contagio imperante della tecnica, il filosofo bresciano Emanuele Severino nel suo libro "Il destino della tecnica" credo abbia affrontato e spiegato le ragioni del dominio della tecnica . . . ne avevo letto qualche stralcio qua e la, spero anch'io che molti appassionati continuino a cercare linguaggio, creatività e cerchino di formarsi una capacità critica oltre che il manico per usare al meglio quello che già possediamo, reflex comprese. |
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inviato il 11 Novembre 2019 ore 8:45
Il discorso sul processo è di per se corretto, ma non applicabile tale quale alla fotografia, così come ad altre attività che vengono svolte per mezzo di strumenti. E per qualsiasi attività che sia svolta tramite uno strumento, a parità di altre condizioni, migliore è lo strumento, migliore è il risultato. Sempre. Un automatismo, quale che sia, se da un lato toglie "lavoro" al cervello, dall'altro ne da' ulteriore per capire come meglio sfruttare il vantaggio tecnico. Che siano più informazioni (es. istogramma vs esposimetro) piuttosto che elaborazione delle informazioni stesse. Più complesso è il sistema, più difficile è saperlo sfruttare. Ottenere il meglio da una macchinetta a scatto e fuoco fisso, non è difficile. Ottenere il meglio (non sempliemente uno scatto passabile) da una reflex in raw, ettr e hdr non è per nulla semplice e richiede molto, ma molto lavoro "di cervello". La risposta di A.A. non è interpretata in modo corretto: significa che non basta usare uno strumento buono per ottenere risultati buoni, ma non significa che sia inutile. Un cuoco scarso non otterrà un pranzo ottimale pur avendo la migliore cucina del mondo, ma il miglior cuoco del mondo, otterrà risultato probabilmente appena passabili se lo faccio cucinare in una pentola di ferro bruciata e su un fuoco a legna. Del resto, non mi risulta che AA usasse apparecchi e materiali di qualità scarsa. |
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inviato il 12 Novembre 2019 ore 7:54
chi usa una ML/Reflex per avere comandi fisici, ergonomia che sia almeno appena decente, mirino, ottiche appena decenti, possibilità di lavorare lo scatto in PP appena decente, velocità/reattività di uso appena decente ecc, di un iphone se ne fa nulla. Viceversa, chi sostituisce la ML (ma anche una compatta) con un iphone è una persona che ha sbagliato a comprare la ML. Io ho un P20 (che è ottimo come macchina di emergenza in moltissime situazioni) ma porto sempre con me una vecchia ixus 130 (compatta del 2008) perchè quando ho voglia di fare una fotografia a qualcosa che non sia un semplice paesaggio o foto allo scontrino, preferisco avere la possibilità di farlo con tempi, comodità e inquadratura che sia consona alla situazione. Quel giorno che uscirà uno smartphone con comandi fisici dedicati, un'ottica degna di tale nome, probabilmente darà veramente problemi alle macchine fotografiche, ma non sarà più nemmeno uno smartphone |
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inviato il 12 Novembre 2019 ore 8:55
L'importante è che gli smartphone non finiscano come Poste Italiane, che per entrare e guadagnare in altri settori si è ridotta a svolgere malamente la sua funzione primaria: recapitare lettere e pacchi |
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inviato il 12 Novembre 2019 ore 9:05
Notevole direi, inutile negarlo, altro che lotta tra reflex e mirrorles |
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inviato il 12 Novembre 2019 ore 9:31
La mirrorless in fondo....è un telefonino.... Già da un pezzo uso il mio S6 per foto da 50mm. in giù. |
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inviato il 12 Novembre 2019 ore 11:25
“ Notevole direi, inutile negarlo, altro che lotta tra reflex e mirrorles „ . . . non so cosa vedono i vostri occhi, i miei vedono molti artefatti, colori pompati, contorni sul profilo degli oggetti ecc. e, tenendo conto che sono foto scattate in condizioni di luce ottima, il risultato è accattivante ma non realmente fotografico. Ho rielaborato una foto fatta di notte con quelle cose li uno smartphone da 800 euro di un amico, visualizzata a pieno schermo calibrato era un mix di rumore, di luci alterate e altre cose rielaborate dal processore interno, per carità non voglio più mettere mano a quel genere di roba piatta. Per un pubblico poco attento, che si accontenta e che non conosce i rudimenti della fotografia sono strumenti eccezionali, decisamente pratici e veloci; ma se i fotografi che hanno sempre utilizzato fotocamere di un certo livello cedono alla pigrizia, alle facili comodità per non portarsi appresso una fotocamera da 800 gr. significa che gradualmente l'arte fotografica diventerà un fatto elitario. Peccato che poi vedremo molti scatti elaborati dagli algoritmi dell'intelligenza artificiale e quasi nulla pensati dalla mente creativa del fotografo. |
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inviato il 12 Novembre 2019 ore 11:59
“ La mirrorless in fondo....è un telefonino.... „ già...a parte alcune "piccole" differenze: ha solo un corpo che permette un'impugnatura seria, un mirino, una velocità di scatto 100 volte superiore, può montare ottiche diverse, ha comandi fisici di scatto e regolazioni dedicate.... anche una macchina è sostanzialmente una coppia di moto affiancate, hanno entrambe 4 ruote, due motrici e due direzionali.... |
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inviato il 12 Novembre 2019 ore 12:25
Qualcuno ha già parlato di batterie e di quando smetteranno di fare quelle dedicate.... Non vi ricordate più la faccenda delle pile al mercurio? Il 90% delle fotocamere e il 100% degli esposimetri a mano le usavano....adesso tutti defunti. Stanno per farci cambiare (di nuovo) tutti i televisori con il 5G.... Altro che pensare alle reflex! |
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inviato il 12 Novembre 2019 ore 12:42
Angor: è chiaro che la mia era una provocazione, Ma in fondo è così. Conta il risultato e per certe foto il telefonino non è così male.E poi.....migliorano sempre. Guarda che pena un display di una reflex o ml rispetto ad un telefonino. |
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inviato il 12 Novembre 2019 ore 20:22
Beh, un display esterno luminoso, bello grande, consuma energia ed e' fragile. Non so fino a che punto si vorrebbe un oggetto del genere su una macchina fotografica. Per esempio io sono anni che cerco uno smarthphone rugged (resistente a cadute, acqua, etc. ) fatto per bene ma chissà perché i colossi, Apple che Samsung, etc. etc. non propongono nulla. La meccanica e' ancora una cosa costosa e risicano curando solo il design. Non voglio neppure parlare degli ultimi display curvi dei telefonini. Si rompono solo a guardarli. |
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inviato il 12 Novembre 2019 ore 22:50
oltretutto, uno schermo troppo grosso su una macchina fotografica è anche inutile, perchè toglierebbe spazio ai comandi fisici, a meno di fare un corpo gigantesco |
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inviato il 12 Novembre 2019 ore 23:53
Non deve essere grosso ma ben definito. Si vede dove ci sono i soldi e dove no. |
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