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inviato il 24 Marzo 2018 ore 18:35
Vorrei aggiungere una piccola riflessione. Uno scrittore NON racconta la realta' ma la rappresenta. Un pittore realizza un'immagine che sta soprattutto nella sua testa. Uno scultore libera le forme racchiuse nel marmo. Perche' un fotografo dovrebbe essere costretto alla realta'?.. certo, il fotografo poliziotto che documenta e registra la scena di un crimine DEVE essere costretto alla fedelta'. Il fotografo che riproduce un quadro per un catalogo anche. Ma, i baci piu' famosi della storia sono, per ammissione dell'autore, baci costruiti con figuranti. La famosa foto del miliziano e' stata costruita... La fotografia della bimba con l'avvoltoio era costruita o quasi. Perche' non accettare che la fotografia possa essere qualcosa di piu' che la mera registrazione di un momento?. C'e' qualcosa in piu' nell'effettuare uno scatto. Sento spesso parlare di "prefigurare l'immagine" dai "superfotografi" da forum. E cosa altro e' l'illuminare una caffettiera con dieci illuminazioni diverse, per poi fondere gli scatti, se non la quintessenza del "prefigurare l'immagine"? |
user30556
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 18:51
Che poi, fossi capace di sostituire un cielo a regola d'arte, lo tacerei, se non altro, per modestia |
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 19:30
Tempo fa post di questo genere si potevano benissimo riassumere in guerra fra poveri, pro e contro la post produzione. Sono felice nel constatare che abbiamo fatto tutti passi in avanti, probabilmente grazie ad una consapevolezza migliore dei nostri mezzi, e magari (in parte) grazie anche alle discussioni precedenti Ci sono sostanziose basi che possono fare da filo conduttore per un pensiero condivisibile, ovviamente l'eccezione del laconico post che sentenzia: "la fotografia è morta" arriverà sempre, ma rimangono casi ormai isolati. Le sostanziose basi alle quali mi riferivo sono essenzialmente tre: - La fotografia è definibile in ogni modo, tranne che rappresentazione della realtà. Può tentare di rincorrerla, come nelle foto documento, ma non sarà mai in grado di afferrarla. - La post produzione è un processo determinante per veicolare il messaggio dell'autore, come sono determinanti le scelte di utilizzo (o meno) degli strumenti in camera bianca, ma il rispetto verso l'idea estetica di ognuno di noi dovrebbe essere il primo pensiero quando si va ad apprezzare o meno uno scatto, che sia grafica al 99% o un semplice jpg esportato dalla macchina. - Ultimo, il contesto è il fondamento che può variare una diversità di giudizio, semplice ed oggettivo, è solo una volta che viene ben centrato il contesto che da lì in poi prendono valore gli scambi di opinioni personali. |
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 21:19
Fox, l'aerografo non si usa in camera oscura ed era usato molto per lavori aderenti alla grafica spesso le vecchie copertine dei dischi. In ogni caso rientravano più nella definizione di lavoro grafico che fotografico anche se sul retro il nome del fotografo era sempre presente. Non so se in rete troverai qualcosa ma posso verificare. In ogni caso per farti qualche esempio ti elenco le copertine di alcuni dischi dove fotografia e design ( come si diceva una volta) si mescolano ottenendo risultati eccellenti: Peter Gabriel "CAR" , Supertramp "Breakfast in America", David Bowie "Ziggy Stardust" , America "Homecoming". Tutto questo poco c'entra con il cielo ma giusto per far chiarezza in quanti modi può essere usata una fotografia. |
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 21:26
Azz.... il buon vecchio "Ziggy Stardust", con quella copertina che sembrava quasi un HDR pompato (però bei ricordi) |
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 21:32
Vincenzo sono io ad aver espresso dubbi sull'uso dell'aerografo applicato alla fotografia. “ non si usa in camera oscura „ si lo so ma non trovavo esempi di questa tecnica su internet. Grazie per gli esempi riportati |
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 21:33
Raga avete consigli su come piazzare delle astronavi aliene in un cielo a pecorelle che vorrei appiccicare sopra il deserto del Sahara? Il lavoro non è sicuramente facile, quindi possiamo comunque considerarlo fotografia (parola il cui significato è: opera visuale dall'origine immaginaria, ma verosimile, che necessita di una certa dimestichezza con le tecniche di fotoritocco che non tutti conoscono). L'idea è quella di esprimere il concetto: la Terra sta morendo di sete, possono salvarci solo i marziani con la loro tecnologia di pioggia on-demand. Avrei potuto usare la pittura ma non sono capace di tenere un pennello in mano. |
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 21:46
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 21:57
Spero che la mia richiesta non venga interpretata come l'ennesimo tentativo di alimentare la solita diatriba. Lungi da me scatenare guerre di religione che, tra l'altro, andrebbero avanti per pagine e pagine: ormai lo sanno tutti che i marziani esistono. E usano mirrorless. |
user30556
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 21:58
“ Raga avete consigli su come piazzare delle astronavi aliene in un cielo a pecorelle „ Puoi sempre chiedere al sommo Sabbiavincent o partecipare al gioco pp gestito da Nicola Defronzo. Li si tratta pure sta robba e ci si aiuta tutti volentieri “ Avrei potuto usare la pittura ma non sono capace di tenere un pennello in mano. „ Altro spunto di riflessione... “ ormai lo sanno tutti che i marziani esistono. E usano mirrorless. „  |
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inviato il 24 Marzo 2018 ore 22:53
Va be' Max, mi avevi promesso di non dirlo in giro che sono un marziano. Per ripicca non ti spiego più come piazzare i marziani in un cielo a pecorelle |
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inviato il 25 Marzo 2018 ore 12:21
“ è la seconda frase del tuo discorso che, di fatto, inserisce l'aspetto etico nella pubblicità degli alimentari. „ riposto la mia frase: "Ad esempio è addirittura scritto sui prodotti alimentari che foto e contenuto sono differenti. " Immagino Daniele che tu ti riferisca a quella. Non è un discorso etico ma puramente tutelativo ed opportunistico (legale). Ci sono paesi, USA in primis, dove è semplicissimo e consueto fare cause per i più disparati e spesso futili motivi. E' lo stesso motivo per cui nel manuale di istruzioni di qualsiasi elettrodomestico ci sono delle avvertenze per noi assurde tipo non gettare il phon nel fuoco o nell'acqua quando è acceso. Nessuno di buon senso lo farebbe mai ma se dovesse capitare e non fosse scritto nel manuale sarebbero grane per il costruttore. Idem con le foto pubblicitarie e sulle confezioni degli alimenti. Io non mi sognerei mai di far causa al McDonald perchè l'hamburger che mi servono è diverso da quello del depliant....eppure in altri paesi sarebbe terreno facile per avvocati. La dicitura li salva. C. |
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inviato il 25 Marzo 2018 ore 13:32
Carlopi non funziona proprio così. Le pubblicità ingannevoli vengono punite in modo a noi "occulto" e lo sanno bene alcune aziende come "Nike" o la "Cepu" per dirne alcune. Anche L'agenzia pubblicitaria viene tirata in ballo e pagano con il fatturato che guarda caso si abbassa. Sicuramente quello Delle grandi aziende poi si riprende le piccole non so dirti |
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inviato il 25 Marzo 2018 ore 15:05
" La fotografia è immagine .........." Ma non sempre l'immagine è fotografia! Potrei anche essere d'accordo, ma oramai il confine tra fotografia ed immagine - IMHO - è molto sottile, se non inesistente. Un tempo non era così, oggi si. La fotografia è uno dei tanti mezzi per creare un'immagine. Ma definire i confini della fotografia oggi, nel mondo del digitale, non è più possibile a mio parere. E comunque sarebbe uno sforzo accademico. Come ha detto qualcuno: una foto fuori fuoco è una foto? o è immagine? Una foto fuori fuoco, appositamente fatta fuori fuoco, può anche essere una bella immagine. Perché non può anche essere una bella fotografia? |
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inviato il 25 Marzo 2018 ore 15:11
“ Le pubblicità ingannevoli vengono punite in modo a noi "occulto" „ Verissimo, la causa personale in Italia è rara perchè il sistema legislativo è complesso e costoso, in altri paesi è molto più semplice ed utilizzato. Tornando alla fotografia 'manipolata' in pubblicità a volte è quasi una necessità. parlo dei mockup* ad esempio. Nessuno si scandalizza perchè anzichè fotografare del tonno fotografo del cuoio e via dicendo. Se per far risaltare un abito cancello tutto quello che ci sta attorno o lo sostituisco con altro. La pubblicità deve illustrare un prodotto, giudicare poco etico il cielo perchè anzichè grigio è diventato azzurro non avrebbe senso. In una lectio magistralis tenuta da Benedusi alla Triennale di Milano lui raccontava che quando agli inizi fotografava per Sports Illustrated sostituiva i cieli uniformemente blu della California (luogo dello shooting) con quelli presi a Milano dal suo balcone, blu ma con nuvole bianche sparse (fortunato il ragazzo...il cielo blu a Milano non è sempre scontato). Ecco questa cosa non mi stupisce, lo scopo della foto era mostrare delle belle modelle in un contesto bello. Ciao Carlo *mockup: modello di un oggetto realizzato per scopi pubblicitari, spesso di dimensioni differenti all'originale e di materiali più adatti al set cine/video. |
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