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inviato il 29 Settembre 2017 ore 21:44
“ Basta espressioni inglesi nel titolare le foto. „ basta con queste m.in.chiate |
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inviato il 29 Settembre 2017 ore 22:48
“ basta con queste m.in.chiate „ Già da questa espressione capisco che tipo sei.... e poi se non vuoi leggere queste m.in.chiate hai molti strumenti informatici che saggiamente Juza ha previsto oltre alla smisurata tua libertà che (nel tuo caso purtroppo) la natura ti ha concesso. Intelligenti pauca! |
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inviato il 30 Settembre 2017 ore 8:26
Salt, una lingua di riferimento internazionale è logico che esista ed è altrettanto logico che in questo momento storico sia l'inglese, però non so quanti anglosassoni comprenderebbero un discorso, fatto in italiano, solo perché "infarcito" di anglicismi (o anglismi, sennò il De Mauro si inc... e ci tira dietro i suoi dizionari ) |
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inviato il 30 Settembre 2017 ore 9:29
Daniele Ferrari : io preferisco anglicismo e se dai un occhio al Sabatini/Coletti vedrai che solo in alternativa sono usati anglismo e inglesismo . Di De Mauro preferisco il figlio che dirige "Internazionale " |
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inviato il 30 Settembre 2017 ore 10:29
voglio dire.. Bisogna un po' distinguere. Ovviamente se stiamo redigendo un testo tecnico servono termini "comuni" per definire cio' di cui si sta parlando. Voler tradurre ad ogni costo tutti i termini usati risulta controproducente per tutti. Allo stesso modo per cui risulta controproducente il doppio sistema di misura metrico / pollici... |
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inviato il 30 Settembre 2017 ore 14:24
Ma voi, lo parlate l'indialetto? |
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inviato il 30 Settembre 2017 ore 15:22
Io!! Ed il mio è pieno di francesismi. Ma sono un purista, evito pedissequamente di titolare i miei discorsi. |
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inviato il 10 Ottobre 2017 ore 14:14
Sallo il re? Sallo! Sallo il prence? Sallo! Sanlo i saggi? Sanlo anch'essi! Sassi dunque in tutta Roma e Atene? Sassi! ( si, non c'era l'asfalto) franco santi |
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inviato il 06 Novembre 2017 ore 14:00
Condivido in pieno!!! |
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inviato il 06 Novembre 2017 ore 15:26
Andrebbe fatto tutto con moderazione. E'chiaro che ormai la lingua inglese è diventata internazionale anche perchè nella conversazione diciamo così, corrente, è relativamente più facile di molte altre. Sicuramente, però, saprete che tutto il traffico radio (aereonautico ecc.) ha come lingua UFFICIALE l'italiano! (in onore a Marconi) (ma viene ormai usato solamente l'inglese) A me personalmente l'inglese non piace molto (non so il perchè) ma lo parlo se devo. Quando parlo italiano uso poco i termini anglosassoni poichè conosco abbastanza bene la mia lingua e l'uso dei termini anglo-americani spesso è da me riservato per rispetto, visto che a volte il termine relativo (italiano) potrebbe essere di non immediata comprensione vista l'abitudine all'inglesismo spinto. Se le didascalie, in calce alle fotografie, in lingua inglese, ci fanno più felici, siano usate! che diamine. Fanno piacere? Bene. Se servissero ad amplificare l'impatto visivo altrimenti debole, perchè no? In attesa di un futuro "Galattico standard" come diceva un certo Asimov, adattiamoci.....a fare belle fotografie. franco santi |
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inviato il 06 Novembre 2017 ore 16:16
@Franco Santi è vero ciò che scrivi ma secondo me la tutela della nostra lingua consiste anche nell'usare i termini italiani in luogo di quelli stranieri. Certo se uno dice "mi punge vaghezza di mangiare degli spaghetti" lo prendono per matto, come usare come esclamazione "poffarbacco" oppure dire "or non è guari" invece di "non è molto tempo". Tuttavia dobbiamo farcene una ragione , l'inglese è il nuovo esperanto. I mie nipotini (2 e 3 anni) vanno in un baby college (quello che una volta si chiamava asilo o scuola materna) e quello di 3 anni usa qualche volta le parole inglesi invece delle italiane per indicare i colori . Quindi o facciamo come in Francia dove esiste la legge Toubon (un testo di una quarantina di pagine) di protezione della lingua oppure temo che si possa dire bye bye italiano… PS Grande il nostro Isaac |
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inviato il 06 Novembre 2017 ore 16:44
@Cesaregiancarlo hai riportato l'esempio dei tuoi nipoti che usano delle parole in inglese per indicare qualcosa di semplice; proprio poche settimane fa ho partecipato ad una conferenza stampa di stampo scientifico dove parlavano professori universitati, dottorandi e luminari...mi si è contorto lo stomaco quando alcuni di loro non riusciviano a trovare una parola italiano per tradurre un termine inglese di una semplicità mostruosa. Per carità, io sono il primo ad ascoltare i film in lingua originale ma perlomeno saper tradurre quello di cui si sta parlando... Amarezza... |
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inviato il 06 Novembre 2017 ore 17:13
@Slashleo: ti capisco ma per molti fa "fino" usare termini stranieri per altri non esiste alternativa. Ci sono dei settori dove una lingua straniera (spesso l'inglese) è d'uso comune . Io che mi occupo di pubblicità per riviste straniere potrei citarti molti termini specifici che non hanno un equivalente in italiano . E' una specia di gergo che vale per molte professioni. Ricordo che anni fa (nel 1970) avevo acquistato e cercato di leggere un libro di Gillo Dorfles : Le oscillazioni del gusto - Einaudi. Dico cercato perché il libro era pieno di citazioni in inglese, francese e tedesco senza un breve rimando alla traduzione in italiano. Allora ho preso il libro e l'ho mandato a Einaudi chiedendo di restituirlo all'autore spiegandone il motivo e chiedendo di fare donazione dell'importo del libro a una mensa dei poveri . (mai avuto risposta !!) Quello che invece mi disturba maggiormente è quando sento parlare male l'italiano. "io ci dico a lui che stasse zitto" è un pugno nello stomaco (in realtà più in basso ) |
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inviato il 06 Novembre 2017 ore 17:31
O in alternativa "la scomerica dell'aperta di cristomblo colforo - o la gerusalata liberemme di tortasso quato- e non t'avessi mai conobbi." franco santi (di intraducibili se ce ne sono 10, offro da bere) |
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