|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 11:47
“ Spesso mi rendo conto che una foto che sto per fare potrebbe essere banale, brutta, o insignificante. Allora mi fermo. „ Concordo, il discorso ruota sempre intorno a questo punto. Bisogna saper ritrarre certe scene, eliminando completamente l'egocentrismo del fotografo. |
|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 12:03
Se togli l'ego togli la persona,quindi i risultati saranno sciatti e privi di personalitá. Un bravo fotografo,artista,artigiano ecc...deve avere un discreto ego,per me eh. |
|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 12:11
Non sto dicendo che non deve avere ego, sto dicendo che bisogna avere il rispetto e l'umiltà di mettersi a disposizione del soggetto e non il contrario. |
|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 14:56
io comunque penso che il nostro punto di vista sia viziato da una sorta di immagine "cinematografica" della figura del reporter. Secondo me e' tutto molto più terra terra. Spesso siamo noi che giochiamo al "piccolo reporter di guerra".. alla fine, a chi diavolo interessa vedere le fotografie del pensionato, povero cristo, steso a terra per un malore?. Per quale motivo quella foto dovrebbe essere scattata? Chi siamo? i fotografi ufficiali del giornale della parrocchia? Bisogna uscire con l'edizione speciale del "giornalino dei dipendenti del PAM"?. Insomma.. capisco la foto all'omicidio di Kennedy o Moro... ha un valore storico/documentale e, per scattarla, si passa sopra a tutto. Ma il 99% degli scatti di questo tipo non vale la carta su cui vengono stampati. Anche le foto di poveri o derelitti... a che servono? chi raccogliera' la vibrante denuncia trasmessa dalle nostre fotografie?. Persino le foto dell'africa o dell'India son oggi tutte uguali. Raccontami una storia.. descrivimi un tuo momento. Le migliaia di testine con gli occhioni sgranati, i teli variopinti, e le facce sporche di terra son più comuni oramai della pubblicità dell'acqua minerale. E' davvero necessario fare 5mila km per fare il ritratto al povero indiano? |
|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 20:59
“ E' davvero necessario fare 5mila km per fare il ritratto al povero indiano? „ Se è una cosa che mi piace fare, perchè no? Rapportato alla fotografia di strada, è davvero necessario fare i km a piedi per fare delle foto delle quali a nessuno frega niente? Per quanto mi riguarda, sì. Ed è questo il punto. Se mi piace il processo fotografico e mi soddisfa il risultato, perché mi dovrebbe interessare ciò che pensano altri? Secondo me il processo fotografico deve coinvolgere prima noi stessi, e dopo l'osservatore. Tornando in topic, dal mio punto di vista il vero limite della Street Photography è sempre la persona che sta dietro la fotocamera. Ogni persona è diversa, quindi ognuno si pone limiti diversi. Non credo che esista una situazione in cui si può scattare e una in cui non si può, dipende sempre dalla sensibilità del fotografo. E' quello l'unico vincolo. Il vero quesito non è se POSSO scattare, ma se VOGLIO scattare. E quello dipende da ognuno di noi. |
|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 21:06
si Mattia. Hai ragione |
|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 21:09
Certo, si può fare tutto, in base alla propria soglia etica. Però non si può pubblicare una foto senza autorizzazione. |
|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 21:11
“ Però non si può pubblicare una foto senza autorizzazione „ Assolutamente. Forse è anche per quello che non ho foto pubblicate |
|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 21:24
Immaginavo quanto processi sta affrontando la Mayer... |
|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 21:34
Eh, immagina. Fatto sta che immaginazione o meno, non si può pubblicare una foto senza autorizzazione. |
|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 21:39
Stavo leggendo un pò di articoli a riguardo....non è banale la questione... In pratica non puoi pubblicare nessuna foto con una persona come soggetto senza una liberatoria (si possono custodire per fini propri). Tutte le immagini di luoghi pubblici in cui le persone ritratte sono contestualizzate nell'ambiente ritratto e non isolate sono invece pubblicabili senza problemi. Se il personaggio è famoso a quel punto tutto è concesso. |
|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 21:43
Tu naracu sei l'antitesi della fotografia,ancora non comprendo la tua partecipazione,ma tant'è. |
|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 22:01
Mah, Filtro46, sinceramente il tuo parere non lo ritengo di nessun valore e interesse. Però, va bene, va bene (pacca paterna sulla spalla). Tornando seri. Non si può pubblicare nessuna foto senza autorizzazione, salvo quanto integrato da Sodium. |
|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 22:05
“ Secondo me il processo fotografico deve coinvolgere prima noi stessi, e dopo l'osservatore. „ quoto |
|
|
inviato il 30 Marzo 2017 ore 22:11
“ Immaginavo quanto processi sta affrontando la Mayer... „ In realtà non credo Filtro.. Secondo me è un atteggiamento tipicamente italiano, che non ho riscontrato in altri luoghi in Europa. Anche a Berlino, pensavo che, essendo tedeschi , sarebbe stato più complicato, invece non mi sono trovato assolutamente in difficoltà. Tanto meno a Londra, lì sono proprio menefreghisti (cosa che a me garba alquanto ) |
|

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |