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Fotoamatori e dottori in Fisica


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user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 20:07    

Wazer l'importante è che tu stia in guardia dai bottegai.
Perché tu, così almeno mi parer di capire, lo fai per interesse puro. I bottegai invece cavalcano l'occasione e sono pronti a giurare che loro sono i più bravi e i più competenti (proprio la settimana scorsa sono andato presso un laboratorio fotografico che non conoscevo e la prima cosa che mi sono sentito dire è che loro non sono come B*** (altro laboratorio che conosco), che stampa male). Ma poi al variare del vento seguono l'odore dei soldi e se ne fregano di chi ha dedicato tempo e intelligenza a cercare di capire.

Spero avremo modo di parlarne con più calma.

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 20:08    

no. non me la prendo. Figuriamoci.. ;-)
;-)

Non insegno informatica, ma lavoro con l'elettronica da quando c'erano ancora le valvole....
Quello che tu chiami "fregatura" io lo chiamo "progresso".
Sono sicuro che tra dieci anni non servira' piu' formazione sulla colorimetria.
I sistemi saranno talmente standardizzati e potenti da permettere regolazioni automatiche basate su "modelli" scelti dal fotografo.
Nel frattempo utilizziamo e cerchiamo di imparare la tecnologia in voga al momento.
Ovvio che si paga... e che imparare costa fatica. Spesso non e' neppure detto che i risultati siano sufficienti rispetto alle attese..

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 20:11    

Condivido volentieri il mio sapere, ma se faccio una consulenza seria allora si tratta di lavoro.


Fai bene, pensi che ci leggano solo amatori? Ho come l'impressione che alcuni attingano a piene mani dal "nostro lavoro gratuito" per rivenderselo sotto varie forme ma l'alternativa sarebbe di non scrivere più niente, non rispondere più e chiudere blog e pagine varie.

user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 20:16    

Salt, la fregatura è fregatura e il progresso è progresso. Non c'è possibilità di sovrapposizione se non equivocando.

L'elettronica è "soltanto" una tecnologia e mi piace pure. Ma come ogni tecnologia deve essere di servizio. Se deve dirmi che cos'è fotografia o quel che vuoi non è più di servizio.


Devi sapere che nella Accademie di Belle Arti i venditori esterni sono all'assalto degli studenti appena ammessi. Perché sanno bene che nessun artista o docente con lunga esperienza nelle arti si lascerebbe "infinocchiare" dal mezzo. Mentre il ragazzino ancora crede che una certa matita o una certa tavoletta o un pantografo o distanziatore laser aumenteranno le sue prestazioni artistiche. Perde tempo, per fortuna per poco. Poi comincia a disegnare veramente.

user102065
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 20:18    

Wazer hai toccato un altro tasto dolente di tutti questi scienziati dell'imbroglio: il ruba ruba.

Basta seguire alcuni di loro per accorgersi che si rubano a vicenda gli esempi i modelli i titoli dei corsi le immagini di esercitazione. Mescolano punti di vista incompatibili e chi più ne ha più ne metta.

user31035
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inviato il 15 Dicembre 2016 ore 20:21    

se ne salvasse uno...

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 20:25    

EmilLask, credo di capire il senso del tuo topic, ma una cosa occorre dirla.
si tratta di due abilità differenti, di 2 lavori differenti, per quanto una cosa possa intersecarsi con l'altra.
è un po' come nella musica.
professionisti sono artisti e creano brani musicali straordinari.
professionisti sono tecnici, e di queste composizioni fanno il miglior lavoro processando l'opera altrui, per portarla ai massimi livelli di fruizione.

Poi è difficile che un artista non sia anche un po' (o molto) tecnico, e probabilmente è improbabile che anche un tecnico non sia un po' artista.

Quando ti ritrovi agli estremi, nessuno sa fare bene il proprio lavoro.

Intendo dire che se un musicista è solo artista, ma non riesce ad entrare nell'ottica della pubblicazione del risultato, resta una monade inesprimibile.

e allo stesso modo, se un fonico, non riesce ad entrare nella sensibilità dell'artista, quelle sue doti, quei suoi numeri, restano matematica sterile che non trova un'applicazione sul senso umano delle cose.

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 20:45    

EmilLask io ho seguito buona parte della discussione, le ultime pagine a stento, ma la sostanza è quella.
Sono un fotoamatore ma per lavoro mi capita anche di stampare foto con le mie stampanti. In passato con la pellicola mi rivolgevo a laboratori locali.
Personalmente appena passato al digitale ho acquistato un colorimetro e ho regolato a dovere il monitor, certo non è cosa da 20 minuti perché magari la procedura va ripetuta più volte etc. ma si riesce a farla da sé.
Fatto questo, prima di stampare ho cercato ditte raccomandabili, evitando quelle locali anche se qualcuna buona c'è (evito perché non devo chiedere nulla devono stampare bene e basta non certo regolare le macchine su mia richiesta), oppure uso le mie stampanti: ne ho una a getto d'inchiostro, una a sublimazione e una laser. Ebbene ho sempre ottenuto risultati più che soddisfacenti. Capita a volte qualche colore, qualche sfumatura che non sia proprio identica, ma sappiamo o dovremmo sapere che le stampanti hanno i loro limiti su alcuni colori e i monitor pure, quindi non si può pretendere la luna.
Concordo sul fatto che è la carta a fare la differenza perché ho visto stampe, specialmente sui fotolibri, dove il risultato può variare dal penoso al rimanere a bocca aperta per la qualità magari da copertina.

Dunque non capisco la polemica, ok non esser vittima di venditori di fumo, ma generalmente questo vale per tutti i corsi in qualunque campo, dato che in genere costano cari e sono di scarsa utilità, ma in genere chi li fa è gente che ha soldi da spendere; contenti loro...

Non vedo il senso di tornare dallo stampatore a chiedere correzioni, queste sono abitudini del tempo della pellicola dove le stampe erano al 99% spazzatura e ancora oggi quella mondezza condiziona la visione di tanti fotografi amatoriali, specie in più anziani, che cercano nel digitale lo stesso vino annacquato che erano abituati a bere in passato. Questione di gusti. Ma del resto anche il tavernello piace a tanti...
Mi capitava di dover chiedere ristampe di foto e MAI ti riproducevano lo stesso colore nelle stampe successive e parlo dello stesso laboratorio. Il problema si è parzialmente risolto quando hanno introdotto il Fuji frontier minilab digitale che non so esattamente come lavorasse ma andava molto meglio.
Pertanto riferirsi alle stampe a pellicola per criticare quelle digitali mi pare assurdo.
Secondo me, se hai tanti di questi problemi c'è qualcosa che non va nel tuo flusso di lavoro.


avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 20:53    

E qui arrivo io a proporre il mio corso sulla gestione colore.

Ahh... che bella immagine; come il falco che preda il procione MrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 21:30    

quello che tu chiami "fregatura" spesso e' solo progresso ed il progresso opera una selezione.
Se non esistessero i fisici e gli elettronici tu stamperesti ancora con l'argento.
Manco il led dell'alimentazione avresti.. altro che la fotocamera ;-)

Per quanto riguarda gli atenei.. e le scuole d'arte.. mi pare che i veri "predatori" siano i professori stessi.. ma entriamo in una questione spinosa.

Nessun allievo viene costretto a comprare nulla con il fucile..(tolto le dispense pubblicate dal professore di turno) .

Del resto allora perché non fare la stessa campagna contro Zeiss/canon e altri...
In nome dell'Arte..la Fotografia si fa anche con una LOMO da 15 euro... perché pagare 2500 euro un vetro Zeiss?.

Sullo stesso principio... Costa caro e non migliora le tue capacita' artistiche . Potremmo quindi considerare "fregatura" anche gli Zeiss. in fondo Artisti veri hanno fotografato con fondi di bottiglia... ed un vetro serie L di artistico non ha nulla... solo tecnica espressa al massimo livello.


Ah, anche Fangio era campione guidando con le ruote a raggi e sospensioni a balestra... dovremmo ammettere che i moderni piloti di formula uno non sanno guidare?...o dovremmo criticare gli ingegneri che spiegano come andare più veloci sfruttando l'elettronica di bordo e l'aerodinamica migliorata in galleria del vento?


user102065
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inviato il 16 Dicembre 2016 ore 4:47    

Continuate ad equivocare.

Ma non mi disturba, perché molti altri non equivocano.
Del resto il mio intento non può certo essere quello di far cambiare atteggiamento ai gabbati e felici!
Rispetto la felicità.

E chi vuole essere felice senza essere gabbato sappia che è possibile.

avatarsenior
inviato il 16 Dicembre 2016 ore 9:00    

Equivocare?...gabbati e felici?Sorriso

sei stato gabbato ed ora sei felice?...

Mi pare che qui tutta la trombonata di 20 pagine sia stata imbastita sul si dice e sul "esistono persone che..".
Nessun riferimento a fatti accaduti o a persone, qualche affermazione pseudotecnica a mio avviso piuttosto abborracciata. Due immaginette decontestualizzate di grafici, scopiazzate di qua e di la e riportate a supporto e dimostrazione di tesi dalle fondamenta non troppo solide.


Cosa rimane di utile da tutto cio?... il nulla.. quello che io chiamo il "vaporware" , brusio di sottofondo.

Ti ho chiesto maggiori informazioni, perché la questione mi interessa. Ho ricevuto risposte strampalate sui bottegai..
Come se i professori universitari e gli artisti non fossero bottegai, ben attenti a s×re la concorrenza e a coltivare il loro giardino privato (luogo comune per luogo comune, gia che ci siamo, perché non sparlare un po' anche dei professori?)MrGreen.

Voglio dire.. se vogliamo discuterne ed alzare un po' il livello facciamolo... ma per piacere evitiamo questi slogan sulla "felicita' senza essere gabbati"... mi paiono pessime uscite, adatte al primo livello delle vendite piramidali.


user102065
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inviato il 16 Dicembre 2016 ore 9:04    

Salt non te la prendere non tutti possono.

user102065
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inviato il 16 Dicembre 2016 ore 9:10    

Ho ricevuto due messaggi privati di due stampatori.

Molto interessante. Perché mi conferma che ancora è possibile rinvenire tracce di intelligenza all'interno della specie umana. Sempre più rare, è vero, ma non perseguo logiche di mercato.

i due amici si sono offerti di stampare, a titolo gratuito, le immagini che ho inviato ad altri laboratori. Accetterò certamente l'invito e pretenderò di pagare, perché è giusto che sia così, come ho fatto con i laboratori che ho scelto io di provare. Ho già detto che non mi piacciono quelli che non soltanto si fanno pagare i corsi o le consulenze ma poi ti rifilano "marchette".

Ho molto gradito anche il tono, più esplicito in un caso un po' meno nell'altro. Nessuna sfida, consapevolezza che la stampa fotografica (non quella commerciale o industriale) presenta molte insidie sul fronte del colore.

user31035
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inviato il 16 Dicembre 2016 ore 9:20    

ohhhhhhhh finalmente!

ma i due temerari sanno cosa rischiano?....


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