|
|
inviato il 13 Novembre 2016 ore 9:20
“ Non mi si venga a raccontare che si va a caccia per il cibo, ma non si accosti nemmeno l'attività della caccia con quella d'allevamento. „ I veri cacciatori lo fanno ovviamente per il piacere di farlo, ma non buttano via la carne, la mangiano e di conseguenza comprano meno animali uccisi da altri. Sarà diverso per te, non di certo per la logica o per quei poveri animali costretti a vivere tutta la loro vita dentro gli allevamenti intensivi (ne hai mai visitato uno?). Fossi un animale preferirei vivere libero col rischio di esser ucciso da un cacciatore che passare la mia esistenza dentro una gabbia a nutrirmi di mangimi fatti con scarti di altri animali ed ormoni. Su una cosa hai ragione, non si accosti la caccia agli allevamenti (soprattutto a quelli intensivi); la prima è una pratica naturale fatta da tutti gli animali coi mezzi a loro disposizione (l'uomo sfrutta l'intelligenza, il ghepardo la sua velocità), i secondi sono un abominio creato dagli uomini dove gli animali vengono torturati per tutta la vita. |
|
|
inviato il 13 Novembre 2016 ore 10:39
L'allevamento esiste quasi da quando esiste l'uomo, prima dell'agricoltura, quindi cosa è naturale e cosa no per l'essere umano è tutto da discutere. Probabilmente l'evoluzione (e non la devoluzione) porterà gli esseri umani verso un tipo di alimentazione diverso da quello prodotto dagli animali, ma guarda, se iniziamo questo tipo di discorso non ne usciamo ed andiamo off topic. Preferisco fermarmi qui (salvo proseguire un topic appositamente aperti), ma ti inviterei a non giudicare troppo superficialmente chi ha un pensiero (ponderato, non campato in aria) diverso dal tuo sulla questione alimentazione, che ribadisco, nulla ha a che vedere con la caccia sportiva (quella alimentare si è interrotta 4 milioni di anni fa, anno più anno meno) |
|
|
inviato il 13 Novembre 2016 ore 10:48
“ L'allevamento esiste quasi da quando esiste l'uomo, prima dell'agricoltura, quindi cosa è naturale e cosa no per l'essere umano è tutto da discutere. „ la caccia esiste da ancor prima dell'allevamento....ma pensare un pochino prima di parlare? Noo... Se vuoi ti invio video di allevamenti intensivi e poi ne riparliamo.... Anzi c'è un bellissimo film di cui ora mi sfugge il nome... |
|
|
inviato il 13 Novembre 2016 ore 11:03
Io mi chiedo cosa c'entra l'allevamento intensivo con l'abbattimento di una aquila minore o un airone. E' così difficile riuscire a scindere le due cose, o si cerca il pretesto per fare confusione e deviare il discorso su altre questioni? |
|
|
inviato il 13 Novembre 2016 ore 11:11
Sì hai ragione in effetti uccidere un'aquila o un'airone non è neanche caccia ma bracconaggio...fine a se stesso. Le aquile manco si mangiano....cmq ritornato al discorso originale per cui è stato aperto il post ribadisco da toscano ex cacciatore che il problema principale sono i controlli del tutto assenti...e adesso non ci sono neanche più le guardie forestali |
|
|
inviato il 13 Novembre 2016 ore 11:17
“ ...non si accosti la caccia agli allevamenti (soprattutto a quelli intensivi); la prima è una pratica naturale fatta da tutti gli animali coi mezzi a loro disposizione (l'uomo sfrutta l'intelligenza, il ghepardo la sua velocità)... „ Certo che di intelligenza ce ne vuole doppiamente: in primis per programmare a freddo l'uccisione, che so, di alcuni uccellini che stanno beatamente facendosi i fatti loro nell'ambiente naturale; e poi per l'atto concreto d'imbracciare la doppietta, mirare e sparare una rosa di pallini, soprattutto, ne è richiesta a iosa. |
|
|
inviato il 13 Novembre 2016 ore 12:18
“ ...il problema principale sono i controlli del tutto assenti...e adesso non ci sono neanche più le guardie forestali „ ....questo è il nodo della questione. L'assenza di controlli! Io non me la prendo neanche con i bracconieri, ma con chi è profumatamente pagato per fare il proprio dovere e invece t*fa lo stato e l'intera collettività. |
|
|
inviato il 13 Novembre 2016 ore 14:02
“ la caccia esiste da ancor prima dell'allevamento....ma pensare un pochino prima di parlare? Noo... Se vuoi ti invio video di allevamenti intensivi e poi ne riparliamo.... Anzi c'è un bellissimo film di cui ora mi sfugge il nome... „ Mah! Secondo me sei tu quello che non ha pensato prima di rispondere...e probabilmente nemmeno letto quello che ho scritto. Ma non importa, va bene così. Buona domenica |
|
|
inviato il 13 Novembre 2016 ore 14:57
hahahahhahahhha "scena hot girate a mia insaputa"....cioè faceva film porno ma non se ne rendeva conto ??? Tutto una barzelletta fantastica l'italia..... |
|
|
inviato il 13 Novembre 2016 ore 20:25
@Giorgio capisco quello che dici probabilmente dove c'è poca gente e abbondanza di fauna i controlli sono un po' più laschi Da me (parco ticino) non è così. I controlli ci sono sono frequenti e se sgarri la paghi cara. (Denuncia penale e revoca immediata e definitiva del porto d'armi uso caccia) Di figure ibride cacciatore - bracconiere da noi non se ne vedono Ma il punto è che al netto della % di bracconieri e loro danni lo dici anche tu che la popolazione di selvaggina aumenta per cui vuol dire che con tutti i suoi limiti il sistema non funziona male anzi.. E ripeto senza la caccia alcuni cacciatori ligi alle regole si trasformerebbero in bracconieri e perderemmo i contributi che permettono di ripopolare. Il tutto si tradurrebbe quindi in una diminuzione della fauna. Certo non un bene. Chi ha abbattuto l'ibis è chiaramente un bracconiere Neanche un cacciatore novellino potrebbe scambiare un ibis per un germano siamo seri. E' uno che abituato a sparare a qualunque cosa che vola o corre. Prima o poi uno così fa una min***ata e lo beccano e poi ci divertiamo noi. E' solo questione di tempo. Come del resto hanno beccato i due tuoi compaesani che ti assicuro anche se sono a casa tra rogne e di conti salti dell'avvocato ne avranno per un bel po' anche senza andare in carcere. |
|
|
inviato il 14 Novembre 2016 ore 11:45
“ E ripeto senza la caccia alcuni cacciatori ligi alle regole si trasformerebbero in bracconieri e perderemmo i contributi che permettono di ripopolare. Il tutto si tradurrebbe quindi in una diminuzione della fauna. Certo non un bene. „ Di quali contributi si sta parlando scusa?? No perché c'è da vederci chiaro....mi spiego: da me, nell'abruzzo aquilano, i cacciatori la fanno da padrona. Alcuni di essi sono ad esempio anche agricoltori (controsenso più assoluto) e piangono in estate quando i cinghiali fanno i danni e non raccolgono nulla. Gli provi a toccare i cinghiali dicendo di non ripopolarli più e strillano. Allora cosa si vuole???? Magari il cinghiale da noi ad esempio fosse completamente eradicato, è una specie aliena da noi, quali ripopolamenti dovrebbero portare i cacciatori non l'ho capito. I veri stravolgitori dell'ambiente sono loro....e tutti quelli che dovrebbero fare i controlli e far rispettare le leggi. Ma in italia si sa, basta allungare una bella salsiccetta di cinghiale e si chiude subito un occhio. Altro problema grave è che c'è gente sbagliata al posto sbagliato....falsi ambientalisti moralisti che si battano per cause sbagliate...come la protezione dell'orso; animale che non è originario della nostra penisola e che, prima è stato portato contro la sua volontà e poi si cerca in tutti i costi di proteggerlo a discapito molto spesso di chi subisce danni. |
|
|
inviato il 14 Novembre 2016 ore 12:07
Bravo Simone! L'aumento della fauna, di quella che vogliono i cacciatori, può essere molto deleteria e porta spesso danni difficilmente riparabili. L'esempio dei cinghiali è perfetto. Ma possiamo parlare anche di altre specie. Qualsiasi tipo di ripopolamento o reintroduzione fa fatto con estrema cautela, guardando a ciò che potrà succedere nella lunga distanza. Qui nel Veneto i cigni reali non c'erano e sono stati reintrodotti nella prima metà del 1900. Nel fiume che scorre nella mia città oggi ce ne sono troppi e gli stessi naturalisti chiedono la perforazione delle uova per limitarne la crescita. Finalmente qualcuno che la dice tutta sull'orso: chi lo ha reintrodotto forse non ha calcolato bene la velocità con cui si riproduce. Nel passato l'orso si autoequilibrava, perché il cibo era poco, e, di conseguenza, le cucciolate erano più esigue e i piccoli che sopravvivevano erano pochi. Oggi, invece, si riproduce molto più velocemente, grazie al fatto che può trovare cibo nelle discariche e in tutto ciò che l'uomo getta. Da poche coppie originarie, oggi nel nord est dell'Italia se ne contano quasi un centinaio. Certo, a chi frequenta solamente i centri commerciali questo non causa problemi, ma a chi ama camminare in montagna, anche da solo, non fa molto piacere trovarsi di fronte un orso. |
|
|
inviato il 14 Novembre 2016 ore 12:12
Sul fatto dei "ripopolamenti" in effetti ci sarebbe parecchio da dire; qui dove vivo io, ad esempio (Valle di Fiemme in Trentino), da alcuni anni c'è stato un "ripopolamento" di mufloni ... avete letto giusto: MUFLONI! Animali che non hanno mai vissuto selvatici sull'arco alpino e che non sono nemmeno originari dell'Europa, ma introdotti anticamente dall'Asia ad opera dell'uomo; persino quelli "tipici" della Sardegna vi furono importati dalle popolazioni che colonizzarono l'isola tra la fine del neolitico e l'età del bronzo. Il problema è che queste nuove introduzioni, volute guarda caso dai cacciatori, vanno ad interferire con le esigenze delle popolazioni di ungulati autoctone. |
|
|
inviato il 14 Novembre 2016 ore 12:18
Io vorrei chiedere a chi è più addentrato nei cavilli normativi se vi è qualcuno che è preposto e responsabile, stipendiato, per la salvaguardia dell'ambiente nelle zone in cui avvengono questi episodi abominevoli e acclarati. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 258000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |