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La continua disputa: "Adobe RGB (1998)" o "sRGB"


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avatarjunior
inviato il 27 Luglio 2014 ore 16:41    

@Giovanni
quello che tu chiedi è irrealizzabileMrGreen
considera che se dovessimo sovrapporre i due gamut (monitor e stampante con profilo xxx) in ogni caso avremmo dei colori a monitor non riproducibili dalla stampante.
Non è corretto pensare che il monitor riproduce tutto lo spazio Adobe sRGB, mentre la stampante quello Adobe RGB.
Appena sopra, Massimiliano mi pare spieghi molto bene e sintetizzi quello di cui si è parlato a lungo su questo argomento.
Facendo correzioni a monitor con profilo di destinazione simulato, hai la possibilità di verificare/prevedere il risultato finale con tanto di colori fuori gamma (non riproducibili) in ambedue i sensi monitor/stampante.
Questo è quanto Lightroom permette di fare attivando la prova colore, anche in photoshop questo è possibile!

avatarsenior
inviato il 27 Luglio 2014 ore 17:12    

Questo forse potrebbe chiarirti le idee :

www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=894536

avatarsenior
inviato il 27 Luglio 2014 ore 21:08    

ciao Raamile il tuo tuturial l'avevo già letto da tempo e finisce come certi film con il finale che lascia l'amaro in bocca nel senso che dice che non esiste una risposta al problema della riproducibilità a video del gamut di una stampante e viceversa e non c'è nemmeno una soluzione di secondo step che perlomeno visualizzi i unti fuori gamut dato che anche il softproof non funziona

Quindi siamo ancora alla situazione che se dobbiamo stampare più o meno seriamente vanno fatti i provini e gli aggiustamenti conseguenti come ai tempi della pellicola e fidarci pià del nostro occhio che degli algoritmi

E' che faccio fatica accettare questa idea,

avatarsenior
inviato il 27 Luglio 2014 ore 21:23    

Ti sei perso la parte in cui spiego il calcolo del deltaE allora. Con quello fai un analisi quantitativa esatta della devianza indotta dai due gamut in questione.

Per il resto sono limiti hardware; il gamut di una periferica sottrattiva non sarà mai sovrapponibile al gamut di una periferica additiva.
La morfologia e le caratteristiche sono per forza differenti.
Una corretta gestione del colore ti consente di tener conto di queste differenze e valutare l'impatto sul risultato finale.

avatarjunior
inviato il 27 Luglio 2014 ore 23:33    

Quindi siamo ancora alla situazione che se dobbiamo stampare più o meno seriamente vanno fatti i provini e gli aggiustamenti conseguenti come ai tempi della pellicola e fidarci pià del nostro occhio che degli algoritmi

No Giovanni non ci siamo!
È possibile stampare prevedendo il risultato finale con ottima approssimazioneMrGreen
Per fare ciò servono i profili corretti!! Attenzione non i profili forniti dal produttore, ma i profili fatti ad hoc per la tua combinazione carta inchiostro. Se non disponi di uno spettrofotometro e relativo soft per la creazione, puoi sempre affidarti a terze parti che al costo di circa 50 euro ti forniscono un profilo .icc da caricare per ottenere un risultato prevedibile ed affidabile.
Non mi voglio dilungare sulla bontà delle periferiche, ma ti ricordo che tutti i plotter/stampanti che utilizziamo in azienda per prove colore certificate utilizzano la tecnologia a getto di inchiostro, la fedeltà che otteniamo è misurabile e vicinissima alla perfezione!

avatarsenior
inviato il 28 Luglio 2014 ore 2:32    

guarda che alla fine non è poi così schifoso un profilo canned. Basta saperlo adoperare bene nel flusso.
é palese che non sarà super preciso ma i macchinari usati per fare quel profilo costano come 40 plotter da 64 pollici messi insieme.

avatarjunior
inviato il 28 Luglio 2014 ore 6:43    

Si certo a volte sono molto vicini, altre volte non ci azzeccano proprio!

avatarsenior
inviato il 28 Luglio 2014 ore 15:50    

vero anche questo....

avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2014 ore 21:07    

ciao è meglio che vi spiego da dove sono sorte tutte le mie paturnie di cui sopra

recentemente ho preso un stampante di cui sono assolutamente contento per resa e che visualmente da ottimi risultati (ok non ho misurato i dE ma in line generale mi da affidabilità di colori sufficiente per i miei scopi così com'è senza bisogno di calibrazione).

Ora ls stampante ha uno spazio colore "assimilabile" ad un Adobe RGB e accetta files con questo spazio colore oltre che in sRGB
E la differenza di stampa si vede bene se si stampa lin sRGB a stessa foto con profilo sRGB o con in Adobergb la foto con profilo AdobeRGB: le foto in adobe sono molto meglio come saturazione

comunque tutto bene finchè non ho stampato un foto un po' particolare che c'è anche nel mio portfolio qui che è quella della garzetta.

La foto l'ho rielaborata col solito flusso di lavoro (RAW -> Prophoto -> correzioni -> conversione in spazio colore destinazione -> visualizzazione o stampa)

Alla fine l'ho convertita in Adobe e stampata (quella nel portfolio qui è in sRGB ovviamente)
.
Da un esame accurato della stampa ho visto in una zona del piumaggio una dominante azzurrina sgradevole che a video non veniva fuori

Subito ho pensato a un problema stampante ma poi ragionando ho capito che quella dominante era giusto che ci fosse perchè era in realtà un "riflesso" del cielo sul piumaggio. In sostanza la stampante mi aveva stampato una cosa che era giusto che ci fosse (anche se non gradevole) ma che a video non vedevo

poi andando a vedere che correzioni ho fatto ho capito che la dominante veniva fuori per effetto di una correzione su saturazione ed esposizione che avevo fatto che evidentemente la esaltavano e che senza quelle correzioni anche nella stampa non veniva fuori o comunque non si notava.

Il problema quindi era che ciò che vedevo a video mi ha portato a commettere un errore nella postproduzione che è stato poi evidenziato solo dalla stampa

Ora la soluzione potrebbe essere quella di ricavare il profilo ICC della stampante e metterlo come profilo nel soft proof di photoshop?

PS si ho un monitor tarato sRGB che ha un dE di 0,3

PS2 si stampando in sRGB l'immagine convertita in sRGB il riflesso azzurrino non viene fuori neanche in stampa.

avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2014 ore 21:19    

Ora ls stampante ha uno spazio colore "assimilabile" ad un Adobe RGB


In che senso assimilabile??
Lo spazio colore AdobeRGB è uno spazio del modo colore RGB teorico in sintesi additiva.
Lo spazio colore della/stampante carta è lo spazio colore output di una periferica reale in sintesi sottrattiva CMYK (o più inchiostri).
Sono spazi morfologicamente molto diversi.

Per esempio:




questo è il raffronto tra il gamut del mio monitor e il gamut della carta Ilford che uso sulla R3000; si nota come i gamut siano molto diversi come struttura. E questo vale più o meno per ogni stampante.

Alla fine l'ho convertita in Adobe e stampqta.


Male!! devi stampare partendo dal ProPhoto; per quale masochistica ragione introduci nella catena quello schifo di AdobeRGB?
Con il ProPhoto sei sicuro che non perdi nessuna tonalità della foto originale:




Come vedi il ProPhoto è così ampio da contenere ogni gamut delle stampanti.

avatarsenior
inviato il 30 Luglio 2014 ore 3:55    

stampare partendo dal ProPhoto; per quale masochistica ragione introduci nella catena quello schifo di AdobeRGB?
MrGreenMrGreenMrGreen

quindi tu stampi non affibbiando un profilo colore ma direttamente da uno spazio colore?
tanto per capire, perché son ignorantello e quindi chiedo...

Il problema quindi era che ciò che vedevo a video mi ha portato a commettere un errore nella postproduzione che è stato poi evidenziato solo dalla stampa


amico, se mi scrivi questo evidentemente sai troppo e non sai niente.
(il che vuol dire che si traduce nella semplice affermazione che non hai una buona gestione colore)

se tariamo i monitor e le stampanti per avere lo stesso effetto, ed in realtà i monitor che piaccia o meno mostrano più di una carta..(semplicemente perché rendono gradevoli anche i sottrattivi, cosa che non fa una carta neanche semilucida, ovvero con un gamut più elevato di un'opaca) - e tu mi dici che in stampa vedi ciò che non c'era a monitor....è palese che hai qualche errore nel flusso. (palese e scontata ma dimostrabile , la mia affermazione)

tra un monitor e una stampa avrai qualche rottura nelle zone scure in difetto sulla stampa in relazione al tipo di carta (senza accorgimenti intendo). Non che in stampa vedi cose che a monitor non vedi.
altrimenti chiamiamo i ghost busters MrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 30 Luglio 2014 ore 4:09    

Con il ProPhoto sei sicuro che non perdi nessuna tonalità della foto originale:


anche con sRGB, se i colori rientrano nel gamut della periferica ;-)
(fermo restando che per mio modesto parere non hai detto una cosa corretta. Ovvero che con prophoto non perdi nessuna tonalità originale. Il concetto è di mettere più informazioni in un profilo di stampa partendo da uno spazio colore che ne comprende di più . (quindi non limitato con un sRGB, per esempio)

Mettere più informazioni non vuol dire che non perdi nessuna tonalità.
Oggi ho stampato materiale fotografico per un cliente (fiori viola) che mi ha passato tutti file in jpeg + sRGB.
di fatto, pur stampando in una baritata semilucida (H. fine art baryta), certi magenta/violetti ho dovuta tagliarli perché dalla saturazione che avevano non sarebbero venuti fuori in stampa.
quindi che vuol dire che con prophoto non perdi niente?
é ovvio che proPhoto è più ampio delle stampanti. Ma tanto le stesse non riescono a riprodurlo...malapena neanche un rgb totale a momenti...quindi lo usi per essere sicuro di contenere in stampa tutto il gamut offerto dal profilo. (il che non c'entra nulla col riprodurre tutti i colori). chiaro che si...

avatarsenior
inviato il 30 Luglio 2014 ore 4:11    

Callisto, devo correggerti. Quanto affermi non è del tutto vero. L'AdobeRGB è il gamut massimo visualizzabile su monitor (lasciamo stare eccezioni particolari, costosissime e destinate a settori particolari), e su questo credo che concorderai. Però l'AdobeRGB non copre completamente il gamut di una stampante+carta. A volte certi colori rimangono tagliati fuori. Che poi all'atto pratico capiti raramente posso concordare, però può succedere. Quindi può capitare di vedere in stampa tonalità che a monitor non si vedono. Perlomeno teoricamente, poi nella pratica bisogna essere un po' più pragmatici. Esempio semplice e chiaro di Boscarol www.boscarol.com/blog/?p=12043

avatarsenior
inviato il 30 Luglio 2014 ore 4:12    

Ma sopratutto... cosa ci fai sveglio a quest'ora?MrGreen

avatarsenior
inviato il 30 Luglio 2014 ore 4:18    

Oltretutto, benché mi occupi di grafica, stampa e fotografia da troppi anni, avere l'esatta corrispondenza di stampa e monitor è utopia. Possiamo avere un impatto visivo che ci permettono di dire che due foto sono uguali, ma perfettamente uguali è praticamente impossibile, basti pensare che sono due modi di mostrare un'immagine completamente diversi. Tanto per dire, la stampa viene calibrata per essere vista sotto 5000 K, quando poi all'atto pratico viene vista con illuminazioni totalmente differenti, in ambienti non controllati, magari sotto vetro, ecc...

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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