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inviato il 29 Maggio 2026 ore 22:56
Disinformazione purissima. Hai in pratica confermato quello che ho scritto. |
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inviato il 29 Maggio 2026 ore 23:51
Cicero prodomo sua. |
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inviato il 30 Maggio 2026 ore 0:00
“ Cicero prodomo sua. „ sei liberissimo di pensarla come vuoi, non sposta di una virgola la realtà delle cose. I dati sono lì a dimostrarli, mentre qua e là impera l'ignoranza e la disinformazione sul tema. Per fortuna in altri paesi la situazione è diversa dalla nostra, che non contiamo nulla in termini del nuovo sul mercato automobilistico. E altrettanto per fortuna, l'unica strada che ci permetterà di stare meglio, quella dell'elettrico, è già stata tracciata e si sta spostando tutto lì. Peccato per le aziende nostrane, che non l'hanno voluto capire per tempo, e che ora saranno costrette a chiudere o ridimensionarsi. |
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inviato il 30 Maggio 2026 ore 0:09
Io, ormai, ho solo macchine ASI ... per fortuna!!! GL |
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inviato il 30 Maggio 2026 ore 8:29
“ Chi ne prova una seria, come le Tesla, non torna più alle vecchie auto a combustione. „ Non ne dubito. Però le Tesla non sono auto per tutte le tasche. Né, soprattutto, per spostarsi in città. Riguardo alla rete, se prendiamo per buona l’ambiziosa crescita prevista del parco circolante full electric in Italia (al 2030: 6,3 milioni di auto, 750.000 furgoni, 50.000 camion e 70.000 autobus), nel 2030 la domanda di energia elettrica per la ricarica di questi veicoli sarà di 15,5 TWh, su una richiesta totale di 310-320 TWh del sistema elettrico italiano. Ciò significa che i veicoli elettrici peseranno per meno del 5% sui consumi totali. Tutto sommato sopportabile. MA, c'è un MA, in Italia circolano 41 milioni di sole autovetture. Se prevediamo di convertire il parco auto integralmente in BEV, occorrerà una ben più corposa produzione di energia elettrica per soddisfare l'aumentata domanda; se fai un calcolo a spanne sono almeno 90 TWh di energia in più, ovvero quasi 1/3 in più. 1/3, o anche solo 1/4, in più non sono proprio bruscolini, non lo soddisfi con pale e pannelli (non abbiamo gli spazi incolti e deserti che ha la Spagna), ma forse con centrali nucleari o nuove centrali a carbone. Mi sembra una prospettiva piuttosto improbabile in Italia. Allora è ragionevole pensare che - a regime - il parco di BEV circolanti sarà limitato a un 15-20% del totale. Ovvero, 5 o 6 italiani su 7 non potranno, neanche volendo, accedere a questa tipologia di autovettura. Mi sembra una ignominia, o - detta in altri termini - le BEV saranno destinate ad un'utenza elitaria, non potendo diventare un bene di largo consumo, per tutti. Il green dei ricchi è una presa in giro: un altro modo di aumentare le diseguaglianze. |
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inviato il 30 Maggio 2026 ore 8:57
“ Io, ormai, ho solo macchine ASI ... per fortuna!!! GL „ O ASA? |
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inviato il 30 Maggio 2026 ore 9:06
“ Però le Tesla non sono auto per tutte le tasche. Né, soprattutto, per spostarsi in città. „ le Tesla per spostarsi in città vanno benissimo, l'autonomia schizza alle stelle perché sono le più efficienti. Con la Model 3 base a Milano fai più di 600km, figurati con le long range. Quanto ai costi, sono più economiche di quanto si creda, anche considerando la manutenzione pari a zero negli anni. “ Riguardo alla rete, se prendiamo per buona l’ambiziosa crescita prevista del parco circolante full electric in Italia (al 2030: 6,3 milioni di auto, 750.000 furgoni, 50.000 camion e 70.000 autobus), nel 2030 la domanda di energia elettrica per la ricarica di questi veicoli sarà di 15,5 TWh, su una richiesta totale di 310-320 TWh del sistema elettrico italiano. Ciò significa che i veicoli elettrici peseranno per meno del 5% sui consumi totali. Tutto sommato sopportabile. MA, c'è un MA, in Italia circolano 41 milioni di sole autovetture. Se prevediamo di convertire il parco auto integralmente in BEV, occorrerà una ben più corposa produzione di energia elettrica per soddisfare l'aumentata domanda; se fai un calcolo a spanne sono almeno 90 TWh di energia in più, ovvero quasi 1/3 in più. 1/3, o anche solo 1/4, in più non sono proprio bruscolini, non lo soddisfi con pale e pannelli (non abbiamo gli spazi incolti e deserti che ha la Spagna), ma forse con centrali nucleari o nuove centrali a carbone. Mi sembra una prospettiva piuttosto improbabile in Italia. Allora è ragionevole pensare che - a regime - il parco di BEV circolanti sarà limitato a un 15-20% del totale. Ovvero, 5 o 6 italiani su 7 non potranno, neanche volendo, accedere a questa tipologia di autovettura. Mi sembra una ignominia, o - detta in altri termini - le BEV saranno destinate ad un'utenza elitaria, non potendo diventare un bene di largo consumo, per tutti. Il green dei ricchi è una presa in giro: un altro modo di aumentare le diseguaglianze. „ e questa, appunto, è la profonda disinformazione di cui parlavo prima. |
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inviato il 30 Maggio 2026 ore 12:49
“ sei liberissimo di pensarla come vuoi, non sposta di una virgola la realtà delle cose. I dati sono lì a dimostrarli, mentre qua e là impera l'ignoranza e la disinformazione sul tema. Per fortuna in altri paesi la situazione è diversa dalla nostra, che non contiamo nulla in termini del nuovo sul mercato automobilistico. E altrettanto per fortuna, l'unica strada che ci permetterà di stare meglio, quella dell'elettrico, è già stata tracciata e si sta spostando tutto lì. Peccato per le aziende nostrane, che non l'hanno voluto capire per tempo, e che ora saranno costrette a chiudere o ridimensionarsi. „ Stai deragliando. Qui non è in discussione l'implementazione dell'elettrico nelle automobili. Qui è in discussione la ricaduta sull'ambiente e sulle persone laddove avviene l'estrazione delle terre rare. Secondo te i Paesi che stanno convertendosi all'elettrico sono andati a controllare le ricadute nei luoghi dove vengono estratte le terre rare? Io non sto prendendo posizione contro l'elettrico,sto cercando di valutare,appunto,le ricadute in termini di sostenibilità ambientale ed umana dell'attività ivi connessa. Tu continui a fustigare e distribuire patenti di ignoranza a chiunque si alza in piedi ed opponga una diversa valutazione del processo in atto.Nella sua interezza. “ e questa, appunto, è la profonda disinformazione di cui parlavo prima. „ No.Tu mi hai tacciato di disinformazione in merito all'estrazione delle terre rare.Io ti ho solo opposto una,fra le tante,esposizioni in merito al danno che l'approviggionamento energetico dell'elettrico sembra provocare. Dico sembra poiché io stesso non sono andato a controllare. Tu sei momotematico e unilaterale. Ripeto ,la mia non è una condanna dell'elettrico applicato alle automobili. E' una veduta più ampia . Siamo al paradosso conclamato. Qui si prendono ad esempio Paesi che stanno viaggiando spediti verso la conversione elettrica nel trasporo. Paiono esempi da imitare.Modelli da importare.Si presentano come decisioni senza rischi e ricadute. Poi quando da lì si passa al nucleare sottoponendo all'attenzione gli stessi Paesi,ecco,il giudizio muta rivelando una tenace ed indefettibile opposizione. Da qui Cicero pro domo sua. Che titoli hai tu per definire un'informazione: Dezinformatsiya? Ti è stata rivelata una verità che a noi è preclusa? Sei l'Unto del Signore? Io propongo una diversa versione dei fatti. Quella giusta? Diamine.Non lo so.Per questo pratico il dubbio.E per questo affermo che di informazione ve ne è troppa. E troppo giornalismo,troppa informazione è a libro paga. Certo poi se le risposte che chiedo vengono dalla Cina,qualche perplessità mi resta. Adesso cortesemente non insistere con la sequela logorroica dell'elettrico è bello,è pulitoi,è rispettoso dell'ambiente e delle persone. www.vacheron-constantin.com/ww/it/maison/sustainability/natural-resour Ma guarda sti SvizzeriSi inventano un problema che non c'è.Disinformati. Non è di questo che mi preoccupo.Ci mancherebbe che inquinasse le nostre città più del fossile. Ad essi Popper oppone il suo razionalismo critico che considera la conoscenza scientifica come uno degli aspetti più creativi dell'attività umana e che, tuttavia, è soggetta a errori e suscettibile di revisione. Critica confronto.Errore. |
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inviato il 30 Maggio 2026 ore 12:58
Cerchiamo di non uscire dal seminato e mantenere i toni quieti, comprensibile avere visioni diverse su un tema che porta con sé problematiche che per quanto informati si conoscono solo marginalmente perché le informazioni non possono essere affidabili visto che ogni parte (le petrolifiche o le aziende impegnate nelle rinnovabili) espongono dati che ovviamente portano da una parte o dall’altra… Resta inteso che il petrolio non può essere la soluzione per l’umanità…. Ritornerei sul tema tecnologia in campo ottico… |
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inviato il 30 Maggio 2026 ore 13:04
Hai ragione Twin. Si hanno visioni diverse.Il problema sorge quando qualcuno dà dell'ignorante ad un altro.Chiedo venia. La chiudo qui. “ espongono dati che ovviamente portano da una parte o dall’altra… „ Appunto.Tutto lì. |
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inviato il 30 Maggio 2026 ore 13:39
Attualmente stiamo estraendo, raffinando, trasportando e bruciando petrolio e i suoi derivati. Sono attività ALTAMENTE inquinanti, che provocano cancro e problemi di salute in quasiasi punto della catena. Le EV sono INCREDIBILMENTE più efficienti delle auto a combustione: le testa con l'equivalente energetico di un litro di benzina fanno 50-60 km, oltre a non far venire il cancro a quelli che vivono in città. Le terre rare (e tutti gli altri materiali che servono per le batterie) si usano per QUALSIASI dispositivo elettronico. Ho visto giornalisti di un certo livello dire bestialità sul cobalto, che viene usato in MINIMA parte per le batterie delle EV. Inoltre, siamo solo agli inizi dello sviluppo di batterie e affini: nel corso degli anni le tecnologie si stanno sviluppando a velocità vertiginose, costano sempre meno, sono sempre meno inquinanti per l'ambiente, e chissà cosa ci sarà tra 5-10-15 anni. Chi pensa che un'auto a benzina inquini meno, è nella miglior delle ipotesi disinformato. Perché basta davvero andare a considerare i vari fattori (tutta la catena del petrolio, la manutenzione delle auto, il loro corretto utilizzo, etc etc) per rendersi conto di quanto avanzata e migliore sia la tecnologia elettrica. In altri paesi ci sono arrivati, da noi il wannabe maschio alfa pensa di essere più uomo se ha un'auto che fa rumore (e puzza cancerogena) e se può usare il cambio per "il piacere della guida" sulla tangenziale o sul raccordo anulare nell'ora di punta. |
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inviato il 30 Maggio 2026 ore 13:47
@NoPhoto. Caso mai ... DIN!!!  Ciao. GL |
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inviato il 30 Maggio 2026 ore 17:09
“L'Italia è un'anomalia, un paese povero in cui c'è moltissima disinformazione sulle auto elettriche” Mhmhmh… solo su quelle? |
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inviato il 30 Maggio 2026 ore 23:40
Eh, purtroppo no :( |
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inviato il 31 Maggio 2026 ore 7:05
“ la Cina ha una stazione spaziale orbitante tutta sua... così, giusto per dare una misura a chi dice che "copiano e basta". „ Ero io E infatti le stazioni orbitanti le hanno inventate i cinesi, nessuno ci aveva mai pensato prima Dai su, non facciamo finta di non capire, ho parlato di invenzione, di idee, non di innovazione. Ed è probabile che la maggior parte dei loro brevetti riguardi proprio quest’ultima. Per farla breve, trovatemi un prodotto industriale, un bene di consumo, che sia stato ideato in Cina ed abbia avuto successo in occidente. |
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