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Sony A7r VI 67mpx Stacked


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avatarsenior
inviato il 03 Maggio 2026 ore 22:54    

grazie a tutti per le risposte;-)

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 5:51    

"Alessandro, sai se software ..."

Non so se DxO Photolab ha dei comandi per ridurre la diffrazione.

Il Pannello Dettagli di Adobe Camera RAW opera in deconvoluzione iterativa impostando la Nitidezza a valori alti, da 80 in su, il Raggio molto basso, tra 0,8 ed 1 Px, Dettagli basso, da 20 in giù ed operando a forte ingrandimento per vedere l'impatto.

Il quanto esatto dipende dalla risoluzione richiesta al file immagine, alla chiusura del diaframma e dalla fotocamera (quanti Mpx di sensore): con la Nikon D4 (16 Mpx) io in diffrazione visibile, su formato A3 o A2 non ci vado praticamente mai, mentre con la Nikon D 810 (36 Mpx) sui paesaggi fatti con il 14 - 24, con il tutto a fuoco anche nel primissimo piano, a volte mi capita.

Un settaggio buono per il recupero diffrattivo di quelle immagini lì (= 14 - 24 Nikon F 2,8 AFS g + Nikon D 810) che io uso è Nitidezza 145, raggio 0,8 Px, Dettagli 5.

Poi in Photoshop, sul file immagine, do uno sharpening in Nitidezza Avanzata, nel Kernel Sfocatura con lente, bassa, dissolvendola poi all'85%.

Lavoro con file immagine a 360 PPI per stampe inkjet su carta lucida o semiopaca a risoluzione 5760 x 1440 DPI per stampe formato A3 ed A2 (per queste, gli A2, do solo uno sharpening di stampa un po' più alto dell'A3), distanza di visione sulla diagonale: se si cambiano questi parametri i dati di cui sopra vanno rivisti.

Chiaramente, si lavora controllando obbligatoriamente il lavoro che si sta facendo: su Photoshop si imposta di visualizzare l'immagine alle dimensioni di stampa e si controlla il risultato del lavoro di ripresa anche con interventi diversi sullo stesso RAW, impilando i file immagine diversi ottenuti, io di solito ne faccio due e li esamino per scegliere quale è migliore.


Prima di effettuare qualsiasi operazione di fotoritocco, sul RAW o sul file immagine, a Photoshop uno deve dare l'indicazione della risoluzione esatta del suo monitor con il quale guarda le immagini , altrimenti tutte le immagini sono sballate come dimensione geometrica e di conseguenza, semplicemente, diventa impossibile stabilire la quantità corretta di sharpening da applicare alle immagini, sia che si stampi, sia che si guardino a monitor.

L'impostazione di visualizzazione alla dimensione di stampa richiede l'impostazione in Photoshop della risoluzione esatta all'unità della risoluzione in PPI del monitor di lavoro, altrimenti Photoshop sbaglia il formato da presentare e non si riesce più a valutare correttamente l'effetto.

Il che richiede a sua volta la misurazione esatta dei PPI in verticale ed in orizzontale del monitor (non è affatto detto che siano uguali) e si sceglie il minore per impostarlo in Photoshop, anche se certi monitor buoni ce l'hanno uguali e sono nella specifica tecnica, ma è meglio sempre misurare.

Chi non lo ha fatto o non lo fa, è un incompetente in fotografia digitale, perché non ha messo la base fondamentale per visualizzare correttamente l'immagine che sta guardando, e poiché si giudica la bontà del lavoro sull'immagine che si vede a monitor, se questa è sbagliata, poi le stampe vengono male.

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 5:53    

"..mentre qua leggo che a f11 non cambia niente."

Perché la gente scrive razzate.

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 6:45    

Scusa potresti spiegare
Prima di effettuare qualsiasi operazione di fotoritocco, sul RAW o sul file immagine, a Photoshop uno deve dare l'indicazione della risoluzione esatta del suo monitor con il quale guarda le immagini , altrimenti tutte le immagini sono sballate come dimensione geometrica e di conseguenza, semplicemente, diventa impossibile stabilire la quantità corretta di sharpening da applicare alle immagini, sia che si stampi, sia che si guardino a monitor.

Dove si imposta in PS la risoluzione del Monitor....

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 8:05    

Vi state intestardendo molto sulla diffrazione, ma non penso che sia un elemento particolarmente rilevante.

La risoluzione sembra cambiare poco dal modello precedente
Invece è molto probabile che cambi radicalmente la velocità del sensore, e probabilmente di conseguenza miglioreranno l'autofocus
Vediamo che faranno con mirino-monitor, stabilizzazione e algoritmi vari di tracking

questo dovrebbe renderla una macchina decisamente differente dalla precedente

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 8:55    

"Scusa potresti spiegare"

Mica tutti i monitor sono uguali come risoluzione in PPI ( Pixel Per Inch ovvero Pixel Per Pollice), la risoluzione cambia molto da un monitor da grafica ad uno 4K, etc.

Cambiando la risoluzione del monitor usato, l'immagine che Photoshop gli manda, in una ben precisa risoluzione del file immagine settata in fase di conversione di RAW in Camera RAW (di solito, da 240 PPI a 360 PPI) cambia come dimensione geometrica, se il monitor ha una risoluzione di, ad esempio, 72 PPI la presenterà molto più grande di un monitor con una risoluzione, sempre ad esempio, di 110 PPI.

Essendo diversa la dimensione geometrica reale, a parità di grandezza dell'immgine vista a monitor, lo sharpening, i dettagli sottili etc, uguali a monitor, sono in realtà diversi sull'immagine vera.

E poiché facendo il fotoritocco si giudica a monitor la qualità di una immagine (= del lavoro fatto), essendo l'immagine a monitor diversa, anche moltissimo, dalla dimensione reale, si prendono fischi per fiaschi, si sbaglia.

Bisogna misurare la risoluzione del monitor in PPI ed inserire il valore misurato nelle impostazioni di Photoshop: Menù/Modifica/Preferenze/Unità di misura e Righelli/Risoluzione del monitor Pixel per Pollice.

Io ho due monitor, uno è 94 PPi, l'altro è 103 PPI.

La misura si fa misurando, in pollici (1 Pollice = 25,4 mm), la dimensione reale della parte luminosa del monitor, dove appare l'immagine, e sapendo la risoluzione in PPI del monitor, ad esempio 1920 X 1080 PPI.

Misuri la parte orizzontale in pollici , poi dividi 1920 per il risultato ottenuto dalla tua misura in pollici e quella è la risoluzione orizzontale, in PPI del tuo monitor, di solito uguale alla verticale, ma non è detto, ed inserisci il valore minore tra le due, se diverse, in Photoshop nelle Preferenze.

Solo così Photohop e Camera RAW ti presentano le immagini in dimensioni geometriche uguali a quello che poi andrai a stampare quando imposti in Photoshop Visualizza Dimensione di Stampa, azione che si usa sempre per giudicare l'immagine prima di stamparla, semplicemente perchè se non lo fai non sai che razzo stampi.

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 9:08    

"Vi state intestardendo molto sulla diffrazione, ma non penso che sia un elemento particolarmente rilevante."

Esatto, verissimo, bravo!

Un fotografo che sa come si fotografa, raramente decide di andare a fotografare sapendo di essere in diffrazione, e con un po' di esperienza lo si sa prima di scattare, solo che in certi casi, non si può fare diversamente, ed allora è bene conoscere come cercare di risolvere il problema.

La diffrazione è un "problema" solo per che fa macro e per i paesaggisti, che hanno bisogno del tutto nitido e tendenzialmente chiudono il diaframma.

Ma oggi, in digitale e ripeto, il "problema" si risolve praticamente sempre con il software, di ripresa della diffrazione o con l'incollagio di tante immagini con fuoco progressivo.

Sono intervenuto sull'argomento perché altri parlavano di diffrazione mancandogli, ahimè e conclamatamente, le basi, vedevano come spauracchio un affetto che spauracchio che oggi non lo è più, la Nikon addirittura lo risolve "in camera", cosa che, vista con l'esperienza del passato remoto, è....un miracolo!

Bravo di nuovo per aver detto che è un "problema" veramente minore.

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 9:48    

Il Pannello Dettagli di Adobe Camera RAW opera in deconvoluzione iterativa impostando la Nitidezza a valori alti, da 80 in su, il Raggio molto basso, tra 0,8 ed 1 Px, Dettagli basso, da 20 in giù ed operando a forte ingrandimento per vedere l'impatto.

Il quanto esatto dipende dalla risoluzione richiesta al file immagine, alla chiusura del diaframma e dalla fotocamera (quanti Mpx di sensore): con la Nikon D4 (16 Mpx) io in diffrazione visibile, su formato A3 o A2 non ci vado praticamente mai, mentre con la Nikon D 810 (36 Mpx) sui paesaggi fatti con il 14 - 24, con il tutto a fuoco anche nel primissimo piano, a volte mi capita.

Un settaggio buono per il recupero diffrattivo di quelle immagini lì (= 14 - 24 Nikon F 2,8 AFS g + Nikon D 810) che io uso è Nitidezza 145, raggio 0,8 Px, Dettagli 5.


Mi sembra di aver capito che, per il recupero della diffrazione, il programma usi lo stesso strumento, la deconvoluzione iterativa, che si usa per la maschera di contrasto.
Non è un'elaborazione ad hoc per la diffrazione effettuata automaticamente dal programma che legge il diaframma usato (unico parametro che determina l'entità della diffrazione).
Ho capito bene? Oppure c'è una sezione apposita per il recupero della diffrazione?

CO invece dà la possibilità di spuntare la casella "Diffraction Correction" e non ci sono parametri da impostare; questo perchè, dato il valore del diaframma, la dimensione del disco di Airy e la variazione dell'intensità luminosa al suo interno, che vengono utilizzate per effettuare la correzione, sono note.
Le differenze, con e senza spunta, sono veramente molto basse ad f/11 (infatti, pur essendo un diaframma che uso tantissimo, non applico la correzione, inizio da f/16) ed iniziano a notarsi ad f/16; comunque sono sempre variazioni moderate perchè tale elaborazione è solo un recupero dell'effetto della diffrazione; poi si applica l'usuale maschera di contrasto.
Sono due cose separate che si sommano e secondo me è più corretto così.
Poi sulla qualità del calcolo che CO usa per la correzione, non sono in grado di giudicarla.

avatarjunior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 9:57    

Grazie Alessandro

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 12:52    

Grazie Ale della spiegazione su cosa intend vi per dimensioni monitor

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 15:36    

La diffrazione non è un problema da quando ci sono le megapixellate, ossia sensel sempre più piccoli. Purtroppo molti qui danno l'impressione di avere capito come funzioni la diffrazione, ma in realtà sono sempre convinti che sensel piccoli siano dannosi per tenere sotto controllo la diffrazione.MrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 16:23    

ora ti faccio un esempio proporzionato alla mia terza media, poi dimmi dove sbaglio.
Prendo una tovaglia a quadretti, ogni quadretto misura 10x10 cm.
Ci metto sopra un piatto, il piatto copre più o meno 4 quadretti.
Ora prendo lo stesso piatto e lo metto su una tovaglia con quadretti da 5x5 cm, il piatto ora copre circa 16 quadretti.
Le tovaglie sono naturalmente i sensori ed il piatto è il disco di Airy che è sempre grande uguale.
Ora ti e mi chiedo, se il piatto copre 16 quadretti/pixel con la tovaglia/sensore più densa come può il pixel più piccolo favorire una diffrazione minore??
Il piatto copre più informazioni con i quadretti piccoli o no?

Per come la vedo io la diffrazione è uguale quindi le foto verranno uguali, solo che con il sensore più denso ci saranno più pixel inutili in quanto non conterranno nuove informazioni, o quanto meno saranno sporcate, rendendo di fatto quasi inutile avere una big mp dopo un certo F di chiusura del diaframma.
Poi che ci siano altri vantaggi per l'aliasing ecc su quello non discuto.

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 17:06    

@Ric difatti il sensel più piccolo non determina in sé una diffrazione minore, questo è essenziale da considerare. È la combinazione di molti più sensel più piccoli che compensa i danni causati dalla diffrazione.
La mia Nikon D3s ha 12 Mpx. La mia Sony A7R 36 Mpx. Sono due dinosauri di macchine, la Nikon una ammiraglia ai suoi tempi, la Sony una ML non un'ammiraglia ma molto più leggera, meno della metà del peso.
Se scatto a f/16 (cioè quando la diffrazione comincia a farsi sentire) con lo stesso obiettivo, a schermo riscontro > qualità di immagine della Sony semplicemente perché i 36 Mpx compensano meglio la diffrazione. La qualità di immagine è data dalla MTF in termini quantitativi ma si vede anche occhiometricamente.
Il tuo ragionamento è valido nello spazio sensore, ossia considerando Airy che sborda dai sensel.
Un sensel può influire sulla MTF (= qualità di immagine) con un fattore che spazia da 0.64 a 1 (64% a 100%, se preferisci). Se il numero dei sensel fosse infinito il fattore sarebbe 1 o 100%, in altre parole riprodurrebbe fedelmente qualsiasi mira ottica.
In realtà i sensel sono dell'ordine dei milioni ma non sono infiniti. Più ne hai e meno sei distante dal 100% (ossia meno fai male alla qualità intrinseca dell'obiettivo). La qualità d'immagine di un obiettivo è fissa, la qualità di immagine totale del sistema dipende da quella dell'obiettivo moltiplicata per il fattore che dipende solo dalla dimensione del sensel.
A questo punto ti dovrebbe essere chiaro perché aumentando i megapixel alzi l'MTF totale del sistema corpo + ottica, il che corrisponde a PERCEPIRE meno diffrazione.
La relazione che incorpora queste considerazioni qualitative l'ho pubblicata parecchie volte qui su Juza.
Ho quasi 50 Juzini che si fanno arrivare le notifiche dei miei post.
Banalmente, fai sotto Juza: Ricerca valgrassi e buona fortuna. Potrai trovare qualche svarione qua e là, in genere non pubblico frescacce totali, è dal 1976 che mi occupo di queste cose professionalmente, non sono un autodidatta.MrGreen

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 17:20    

Ric quello che dici è corretto la questione è esclusivamente legata alla percezione data dall’output, se l'output può essere fruito al massimo ad una risoluzione inferiore tutto si appiana….

avatarsenior
inviato il 04 Maggio 2026 ore 17:25    

Quindi,fondamentalmente, anche se il disco di airy copre più pixel col sensore più denso l'informazione che arriva, pur non essendo perfetta, è sufficiente a costruire un'immagine con più dettaglio.
Credo e spero di avere capito!
Grazie per la pazienza.
Sono discorsi che magari nella mia pratica fotografica non cambieranno nulla ma mi interessa sempre molto anche la teoriaSorriso

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