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Spessore stack, può influire sul rendering?


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avatarsenior
inviato il 04 Febbraio 2026 ore 18:40    

il sensore è importante in ragione della sua grandezza in rapporto alla focale/diaframma ... sicuramente la gradualità ed il respiro ampio dei piani focali sono ottenibili molto più facilmente con grandi sensori dove c'è meno compressione e l'ottica può lavorare e rendere più naturalmente ... per rispondere a paco ... è il sensore grande ... ccd e stack non credo influiscano in alcun modo ... io in quelle foto vedo plasticità ma la riconduco alla grandezza del sensore usato e dall'ottica complementare ...


Oratrix, può essere benissimo, è una spiegazione che ha una sua logica.

Il CCD, a parte i colori, mi offre un'organicità del file che col CMOS non trovo, col CMOS è sempre tutto perfetto e levigato, le foto somigliano di più a dei render... delle immagini fatte con l'AI (non so se mi spiego).

Oltre a questo vedo un'acutanza maggiore, questo lo noto su tutti i CCD, con la Leica S mi trovo spesso ad azzerare la nitidezza o comunque a toglierla su parte del frame perchè è troppa, è un effetto simile al foveon.

Calcolate che io di solito la nitidezza non la tocco, spesso la tolgo ma non l'aggiungo mai, fate la "tara" con i vostri metodi di postproduzione, guardate questo scatto che ho fatto domenica, Leica S2 col 28mm





Cliccate sul link e sulla foto per aprirlo a 6000pixel

postimg.cc/V5mbF6gM

Parliamo di un ambiente pieno di fumo, nebbia, controsole, luci "fantasma" che abbassano il contrasto laddove riflettono nella nebbia.... eppure guardate la consistenza degli alberi....

quello che chiedi solo tu puoi saperlo, avendo fatto migliaia di foto con la fuji e la nikon in situazioni analoghe hai un confronto diretto, ma gia il fatto che lo chiedi significa che in quelle due non l'hai trovato


Non so Lomo, io certi scatti li vedo MOLTO più spesso uscire dalle mie CCD medio formato, meno spesso dalla GFX, meno spesso dalle FF.

Però, la foto del pozzo che ho fatto con la M246 e che ho postato addietro, mi restituisce un bel senso di tridimensionalità, questo vuol dire che è qualcosa che, in maniera più difficile, si riesce a replicare anche sul FF.... su apsc invece mai viste cose del genere.

Ma siccome non ho certezze, chiedo conforto a voi.

avatarjunior
inviato il 04 Febbraio 2026 ore 19:39    

Difficile dirlo, aldilà del fatto che un sensore grande restituisce una transizione focale più omogenea, il resto per me e per quello che è la mia esperienza, è solo frutto del momento, ovvero del “set fotografico” di quel preciso istante.

avatarsupporter
inviato il 04 Febbraio 2026 ore 19:42    

considerando che nessuno qui ha avuto il parco macchine passato tra le tue mani, credo il tuo dubbio resterà irrisolto

pero comincio ad intuire che certe cose vuoi vederle solo con certe macchine, per me la foto in BN e alla portata anche della Z7, li non c'e pop 3d plasticità, la nitidezza non puoi valutarla e mangiata dai neri, che danno un bel effetto tenebroso, ma non hai esagerato un po con la vignettatura

avatarsupporter
inviato il 04 Febbraio 2026 ore 19:45    

E questa tendenza, a mio avviso, non riguarda solo il piccolo formato: la rivedo anche in alcune soluzioni medio formato più recenti, come se l’esigenza di soddisfare il mercato e un gusto visivo sempre più influenzato dallo smartphone avesse in parte messo in secondo piano quella tridimensionalità e quella gradualità della resa che storicamente erano uno dei punti di forza dei grandi formati.


Mi sa che hai centrato il problema, la gente si sta abituando alla resa da smartphone ed il gusto sta diventando quello ... quando uno strumento tecnologico influenza un gusto collettivo

Non credo sia solo una questione di vecchie ottiche o di aberrazioni “creative”. Piuttosto, mi chiedo se certe tecnologie e certe scelte progettuali non rendessero più accessibili quei risultati che per anni abbiamo associato, ad esempio, alle lenti Leica o Zeiss anche sul formato standard. Ed è su questo piano, più percettivo e culturale che cromatico, che continuo a trovare queste immagini interessanti.


perfettamente d'accordo, pensare solo che siano gli errori a creare una tridimensionalità è riduttivo a parer mio

avatarsupporter
inviato il 04 Febbraio 2026 ore 19:50    

Si Ivan, la S (che sia S2 o 006) prendila con il vetrino sostituito dopo il 2016 e sei a posto.


Ora devotes star bono ho già preso troppo per ora ... se ne parla più avanti e prima completiamo un sistema e poi pensiamo ad aggiungere ... ti farò sapere se il CCD FF rende quella tridimensionalità che comunque spesso ho trovato nella M10P con il Summicron Apo 35

avatarsenior
inviato il 04 Febbraio 2026 ore 20:08    

Mi sa che hai centrato il problema, la gente si sta abituando alla resa da smartphone ed il gusto sta diventando quello ... quando uno strumento tecnologico influenza un gusto collettivo


Scusate, non crocefiggitemi in sala mensa: avere obiettivi più nitidi, veloci (nel senso di AF), e leggeri, non è assecondare chi ama la resa da smartphone...

Non parlo di Leica che non conosco, ma di obiettivi vintage (all'epoca della pellicola, di alta gamma) per reflex che oggi si possono montare sulle ML e che 99 su 100 rendono peggio delle lenti moderne. Poi possiamo anche parlare di obiettivi per dslr digitali ,della penultima o terzultima generazione, che fanno fare "oh" a chi guarda le immagini che producono, solo perché da sempre abituati a quel tipo di resa, oppure perché non l'avevano mai vista prima, tutta roba che si può otttenere in post, abbassando la resa di una lente moderna.

Credo insomma sia un fatto di abitudine, abbandonare certe aberrazioni dovute a limiti progettauli, o di materiali.

Io iniziai con la pellicola e avevo un 28 Minolta, all'epoca nitido da paura, guardavo le stampe per ore facendo "oh" da solo, e ora secondo me è inferiore a gran parte delle lenti in commercio comprese quelle più cheap. Ho i Contax G (28,45 e 90) e il 45 è pazzesco, ma non credo che possa essere solo lontanamente paragonato a un 50 1.4 1.8 o 2, moderno. Ho visto il Viltrox air 50f2 e sinceramente non credo che la sua resa possa essere chiamata quella di uno smartphone...

Non sono un fissato della resa, ma mi sembra che spesso (non parlo di Leica o MF, sia chiaro, la prima non la conosco, sul secondo il discorso è troppo lungo), dicevo che spesso ci si dimentica che NON si stava meglio quando si stava peggio.

avatarsenior
inviato il 04 Febbraio 2026 ore 20:12    

tutta roba che si può otttenere in post, abbassando la resa di una lente moderna.


Se pensi che basti questo per avere una resa 3d... mi sa che sei fuori strada.

Mi sembra una semplificazione estrema.

avatarsupporter
inviato il 04 Febbraio 2026 ore 21:11    

Quello scatto mi sa che è stato fatto prima del fattaccio…
Belle le foto Andrea, credo ma non ne sono sicuro che sia importante avere l’occhio allenato alla pellicola. Intendo medio formato a pellicola.
Quando si entra in ambito digitale si fatica a trasferire le sensazioni che si provano agli altri, ne parlavamo Domenica, sono fondamentalmente godurie personali Sorriso

avatarsenior
inviato il 04 Febbraio 2026 ore 21:31    

Non parlo di Leica che non conosco, ma di obiettivi vintage (all'epoca della pellicola, di alta gamma) per reflex che oggi si possono montare sulle ML e che 99 su 100 rendono peggio delle lenti moderne.


Non ho mai fatto questa prova, posso però dire che in fatto di dettagli e definizione, ce n'ho molta di più con il corredo vintage a pellicola (diapositive) che con la moderna digitale e sue ottiche, questo comunque non c'entra nulla con quello che sostiene Paco e relativa resa 3D.

avatarsenior
inviato il 04 Febbraio 2026 ore 22:17    

questo comunque non c'entra nulla con quello che sostiene Paco e relativa resa 3D.


Infatti non ho risposto a Paco ma a chi diceva che le moderne lenti vengono fatte per accontentare chi usa i cellulari. Vengono progettate per raggiungere un’eccellenza.

Se pensi che basti questo per avere una resa 3d... mi sa che sei fuori strada.

Mi sembra una semplificazione estrema.


Imho la semplificazione estrema è affermare che le lenti moderne cercano l’effetto dei cellulari: troppe volte ho sentito dire che le dslr Nikon avevano una resa non eguagliata dalle ML Z quando in realtà erano solo difetti di lenti e sensori del passato, e l’abitudine ad essi da parte dei nostalgici.


Ho precisato due volte che non parlavo di Leica (che non conosco) o MF (che conosco ma sarebbe un discorso troppo lungo). Ho commentato un’affermazione precisa, non crocefiggitemi, grazie.

per il resto qualcuno disse “It’s all about perception”

avatarsenior
inviato il 04 Febbraio 2026 ore 22:57    

@Lorenzo P
Perdonami, hai ragione su un punto fondamentale: maggiore nitidezza, AF più veloce, peso ridotto non sono affatto sinonimo di “resa da smartphone”, né tantomeno qualcosa da demonizzare. Probabilmente non ho esplicitato bene il contesto del mio ragionamento, che nasce da discussioni precedenti con altri utenti presenti anche qui.

Il tema che sto cercando di affrontare non è vintage vs moderno, né una critica alla qualità globale delle ottiche attuali, che anzi è oggettivamente altissima. Il punto è più culturale e percettivo: riguarda una certa evoluzione del gusto visivo, del colore e della comunicazione dell’immagine.

Il digitale, e oggi ancora di più la fotografia computazionale, tende a privilegiare un’immagine più “d’impatto”: contrasto più marcato, separazione dei piani più netta, colori più vivaci. È un’estetica che funziona benissimo, un po’ come una giornata di aria tersa in alta montagna o una luce con la tramontana: tutto è più inciso, leggibile, spettacolare. Ma è un registro diverso da quello di una pittura tonale, da un Monet, o da una certa tradizione europea (e in particolare italiana e tedesca) legata alla stampa tipografica, offset e alla storia del colore.

In parallelo, è curioso notare come la cinematografia contemporanea stia andando spesso nella direzione opposta: palette più morbide, dominanti evidenti, LUT che simulano pellicole del passato. Segno che forse questa iperdefinizione fotografica non è l’unico linguaggio possibile.

Quando Paco dice che con la sua Fuji non ottiene certi risultati, a mio avviso non sta mettendo in discussione la qualità tecnica della fotocamera. I dettagli ci sono: pori della pelle, trama dei tessuti, micro-informazione ovunque. Quello che manca, o che è più difficile da ritrovare, sono alcune transizioni tonali, certe sfumature cromatiche, una gradualità dei passaggi che contribuisce a quella sensazione che molti chiamano “plasticità” o tridimensionalità.

La curiosità, almeno per me, non è dire che “prima era meglio”, ma cercare di capire che cosa è cambiato: tutto il sistema? solo alcune componenti? il modo in cui le ottiche sono progettate? il sensore? la catena di elaborazione? o semplicemente il gusto dominante?

avatarsenior
inviato il 04 Febbraio 2026 ore 23:06    

Quello scatto mi sa che è stato fatto prima del fattaccio…
Belle le foto Andrea, credo ma non ne sono sicuro che sia importante avere l’occhio allenato alla pellicola. Intendo medio formato a pellicola.
Quando si entra in ambito digitale si fatica a trasferire le sensazioni che si provano agli altri, ne parlavamo Domenica, sono fondamentalmente godurie personali


Si Eros, forse l'ultima foto prima del "tonfo".

Interessante quello che dici "occhio allenato al MF a pellicola", si... è quello che ricerco nel digitale ma è difficile da ottenere.

posso però dire che in fatto di dettagli e definizione, ce n'ho molta di più con il corredo vintage a pellicola (diapositive) che con la moderna digitale e sue ottiche


Nophotoplease, in base a che cosa sostieni questa teoria?

Imho la semplificazione estrema è affermare che le lenti moderne cercano l’effetto dei cellulari: troppe volte ho sentito dire che le dslr Nikon avevano una resa non eguagliata dalle ML Z quando in realtà erano solo difetti di lenti e sensori del passato, e l’abitudine ad essi da parte dei nostalgici.


Lorenzo, credo che questa frase sia stata travisata.

Confermo sul fatto che siano sciocchezze fare differenze tra DSLR e ML sulla resa.

Quando Paco dice che con la sua Fuji non ottiene certi risultati, a mio avviso non sta mettendo in discussione la qualità tecnica della fotocamera. I dettagli ci sono: pori della pelle, trama dei tessuti, micro-informazione ovunque. Quello che manca, o che è più difficile da ritrovare, sono alcune transizioni tonali, certe sfumature cromatiche, una gradualità dei passaggi che contribuisce a quella sensazione che molti chiamano “plasticità” o tridimensionalità.


Esattamente Filo.

avatarjunior
inviato il 05 Febbraio 2026 ore 8:26    

"col CMOS è sempre tutto perfetto e levigato, le foto somigliano di più a dei render" ... ma non è il cmos è l'impronta ottica di una lente moderna, ottiche estremamente risolventi, con aberrazioni sferocromatiche controllate o neutre e curvature di campo minime ... basta prendere una vecchia ottica, magari luminosa, ( senza necessariamente andare in robe pre asferiche antidiluviane ) applicarla ad un sensore di generosa grandezza ed in pp scegliere il profilo colore che si preferisce ... zeiss contax mamiya hasselbald nel mf pieno ... tutti i vecchi obbiettivi da 50 mm in su su ff+ ... le possibilità per sperimentare sono infinite ...

avatarsenior
inviato il 05 Febbraio 2026 ore 8:46    

Infatti non ho risposto a Paco ma a chi diceva che le moderne lenti vengono fatte per accontentare chi usa i cellulari. Vengono progettate per raggiungere un’eccellenza.


Scusa, non mi riferivo al tuo intervento ma al mio!

avatarsenior
inviato il 05 Febbraio 2026 ore 8:50    

Provo a fare un ragionamento a ritroso.

Se è corretto quanto dice Oratrix, cioè che quella resa più “levigata” non dipende dal CMOS in sé ma dall’impronta delle ottiche moderne, estremamente risolventi, molto corrette e con schemi pensati per raggi quasi telecentrici, allora è coerente chiedersi cosa accada quando queste condizioni cambiano.

Se utilizziamo ottiche progettate in un’altra epoca, con schemi meno telecentrici e con una maggiore tolleranza alle inclinazioni dei raggi, è plausibile che il modo in cui il sensore “accoglie” quei raggi diventi una variabile rilevante. In questo contesto, lo spessore dello stack non è un dettaglio trascurabile.

Seguendo questa logica, l’intuizione di Paco non è in contraddizione con il ragionamento di Oratrix: anzi, potrebbe esserne una conseguenza. Uno stack più sottile potrebbe rendere più semplice preservare certe transizioni tonali e una certa gradualità del rendering quando si usano ottiche meno telecentriche, senza che questo implichi alcun giudizio di valore sulla tecnologia moderna.

Il punto, quindi, non è stabilire se uno stack minore sia “migliore” in assoluto, ma se possa facilitare l’ottenimento di certi risultati in specifiche combinazioni di ottica e sensore.

Ed è esattamente questo, a mio avviso, il nodo interessante della discussione.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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