| inviato il 28 Novembre 2024 ore 8:17
già...tutto molto bello, sacrificio del singolo per il bene comune...poi, appena fai per toccare il "wellfare" di certe categorie, partono scioperi e manifestazioni, organizzate tipicamente dagli stessi sostenitori della decrescita felice e del sacrificio individuale. c'è un "piccolo" trascurabile dettaglio quando si prendono certe nazioni ad esempio...ossia, che sono ricche. Nel caso della "green" norvegia ad esempio, quello che permette di fare certe scelte è un pil sostenuto dalla vendita del greggio. Senza ricchezza, senza pil, non hai benessere. Purtroppo in troppi in europa se lo sono dimenticato. |
| inviato il 28 Novembre 2024 ore 10:10
“ già...tutto molto bello, sacrificio del singolo per il bene comune „ “ Nel caso della "green" norvegia ad esempio, quello che permette di fare certe scelte è un pil sostenuto dalla vendita del greggio „ I Paesi arabi vendono molto più greggio, ma hanno una stratificazione sociale e livelli di povertà, che noi considereremmo totale, molto più elevati che in Italia. Il Trentino, invece, non esporta una goccia di greggio, ma ha un turismo paragonabile a quello delle altre principali regioni turistiche italiane, comprese quelle meridionali: ad esempio la Sicilia che, oltre tutto, ha ottenuto l'Autonomia amministrativa addirittura prima del Trentino. Evidentemente il PIL è solo uno specchietto per le allodole se realtà così simili per potenzialità non riescono a gestirsi e prosperare nel medesimo modo; quello che manca è una sufficiente coesione sociale. Le classi dirigenti (politici, imprenditori ecc.) del Trentino non hanno motivazioni personali così differenti da quelle di altre regioni, tutt'altro, ma alle volte (non sempre nemmeno qui, ovvio) si rendono conto che devono rispondere delle proprie scelte a una "comunità di persone", non ad una "massa di individui"; è una cosa di cui mi sono reso conto vivendoci e che spesso ancora riesce a fare la differenza. |
| inviato il 28 Novembre 2024 ore 12:08
non per dire, ma hai citato altri due casi che sono tutt'altro che esempi ripetibili: il trentino trattiene il 90% delle proprie tasse e ne manda a roma solo il 10%. La lombardia, manda a roma oltre il 85% delle tasse raccolte sul suo territorio. La sicilia, per contro, vive di sussidi e finanziamenti statali. Il pil non è specchietto per le allodole, sono soldi che lo stato può spendere. Se non li ha, non si inventano dal nulla. Riguardo al paragone norvegia-arabia, non ho detto che automaticamente la ricchezza genera anche benessere. Ma di sicuro la povertà no. Ci sono paesi ricchi dove la popolazione ha benessere e paesi ricchi dove la popolazione muore comunque di fame. Ma non esiste un solo paese povero dove la popolazione stia bene. Peraltro, il pil dell'arabia saudita è poco meno della metà del pil italiano e sostanzialmente poco più del doppio di quello della sola lombardia...infatti, quando si dice che quelli sono paesi ricchi, è una cosa ridicola. Non sono paesi ricchi, sono paesi dove ci sono poche persone molto ricche. Un pil ricco è condizione necessaria, ma appnuto non |
| inviato il 28 Novembre 2024 ore 13:08
“ @Taralluccievino, hai mai provato ad andare a vedere come si comportano i norvegesi nel loro Paese? Eppure sono i discendenti di quei Vichinghi che all'epoca erano considerati barbari, rozzi e incivili. In altre parole, ci si può civilizzare, ma bisogna volerlo; è troppo comodo tirare i remi in barca dicendo che tanto non cambierà nulla. „ Qua le risposte. “ Hai sollevato punti molto validi e realistici, che non possono essere ignorati. È vero, il mondo non è un sistema chiuso, e soluzioni che funzionano in contesti " felici " e controllati spesso non sono replicabili nei luoghi dove la sopravvivenza stessa è una lotta quotidiana. Proporre o imporre soluzioni universali a chi vive nelle periferie del mondo, tra discariche e povertà estrema, rischia di essere non solo irrealistico, ma anche eticamente discutibile. „ “ c'è un "piccolo" trascurabile dettaglio quando si prendono certe nazioni ad esempio...ossia, che sono ricche. „ Si continua con prospettive limitate e limitanti. Sono comportamenti inapplicabili in realtà diverse e non assimilabili. E' una strana e discutibile pervicacia inaccettabile quella che applica una subdola selezione degli esempi. Quanto è grande la Norvegia? Quanto grande è il Brasile?L'Africa? Ciò che è fattibile in contesti ridotti ed in presenza di caratteristiche particolari,non è applicabile in altri contesti con dinamiche e condizioni che nulla hanno da spartire con i primi.Anzi,nella sua drammatica diversità non può recepire altre istanze se non quelle primarie. Alimentarsi. Ti risulta che la Norvegia abbia di questi problemi? Rientro dalla Svizzera. Cantone Vallese.Trovo personale che con una pinza raccoglie le cartacce e i piccoli rifiuti che qualche impudente ha lasciato "sbadatamente" cadere sul suolo pubblico.La stessa immagine mi ha colpito attraversando l'Engadina.Mia sorella si è stupita della pulizia e dell'ordine. Perché non da noi? Perché non in Africa o in Brasile o in qualche altra parte del mondo dove dimorano i dannati della terra? Perché non nella bidonville. Perché non nei dintorni dell'aeroporto di Bergamo? Eviterò considerazioni ovvie e brutali. Un rempo le bidelle puilvano le scuole.Ti risulta che oggi lo fanno? Altre chicca? Dove finiscono le acque di zavorra,di risciacquo delle grandi navi petroliere? Norvegia.5,52 milioni di abitanti.(2023) Africa. India. Cina. Brasile. |
| inviato il 28 Novembre 2024 ore 14:43
“ discendenti di quei Vichinghi che all'epoca erano considerati barbari, rozzi e incivili. „ Così li definivano gli altri. In realtà pare che non fossero esattamente così. Volendo andarci giù con l'accetta nello stesso modo si potrebbe dire che gli antichi romani erano i peggiori figli di 'ndrocchia del mediterraneo (e forse non saremmo del tutto in errore). |
| inviato il 28 Novembre 2024 ore 14:43
vagonate di dollari che non ci sono quasi mai arrivate in africa, finiscono nelle mani delle centinaia di ong che trafficano in aiuti "umanitari" e persone. |
| inviato il 28 Novembre 2024 ore 16:40
@ Tutti, Io ho cominciato a fare il " Vetraio ". Oggi mi sono fatto una bella scorta di acqua minerale naturale in " bottiglia " e, visto che c'ero ho anche approfittato di aggiungere qualche bottiglia di Cognac, Whisky ed infine una cassetta di vino bianco e una di rosso, anche se queste sono state sempre in vetro ma, per quanto riguarda il vino anche questo è in plastica, ma non mi riguarda perché l'ho sempre bevuto in bottiglia. Ho fatto un acquisto unico per fare in modo che nessuno si accorgesse di nulla in mezzo a tutta quella quantità di bottiglie di Acqua in " Vetro ". Edmondo, il vostro " Ecologista ". Un Saluto. |
| inviato il 28 Novembre 2024 ore 16:50
“ Quanto è grande la Norvegia? „ “ Un rempo le bidelle puilvano le scuole.Ti risulta che oggi lo fanno? „ Quando ti renderai conto del perché queste due affermazioni dicono il contrario delle tue idee, forse capirai dove sbagli! E ancora “ Norvegia.5,52 milioni di abitanti.(2023) Africa. „ un pò di conti; Norvegia: abitanti nel 2023 = 5.520.000 / superficie = 385.207 km2. Densità = 14,33 ab/km2 Africa: popolazione nel 1950 = 221.000.000 / superficie = 30.370.000 km2. Densità = 7,27 ab/km2 Quindi, seguendo il tuo ragionamento, vivevano meglio gli africani nel 1950 che i norvegesi oggi Ma di più: Africa: popolazione nel 2023 = 1.473.098.459 / superficie = 30.370.000 km2. Densità = 48,50 ab/km2 Trentino-AltoAdige: popolazione al 2023 = 1.078.069 / superficie = 13.619 km2. Densità = 79,16 ab/km2 Ma che cacchio avranno questi africani da lamentarsi!?! (beninteso: sempre seguendo il tuo ragionamento) |
| inviato il 28 Novembre 2024 ore 16:56
“ non per dire, ma hai citato altri due casi che sono tutt'altro che esempi ripetibili: il trentino trattiene il 90% delle proprie tasse e ne manda a roma solo il 10%. La lombardia, manda a roma oltre il 85% delle tasse raccolte sul suo territorio. La sicilia, per contro, vive di sussidi e finanziamenti statali. „ Il ché significa che in Sicilia si dovrebbe vivere meglio che in Lombardia e in Trentino, dato che, oltre a non mandare tasse a Roma, gliene arrivano dallo Stato, ovvero dalle altre regioni! Perché credi che nel precedente intervento io abbia evidenziato che la Scilia ha ottenuto lo statuto di Autonomia per prima? |
| inviato il 28 Novembre 2024 ore 17:09
Le prospettive limitanti non sono la ricchezza o la povertà in quanto tali (quelli sono gli "effetti"), ma l'aver mantenuto o meno la cultura sociale creata in secoli di storia; l'Africa quella cultura l'ha persa con la colonizzazione, l'Italia la sta nuovamente perdendo (dato che nei secoli in cui ha subito uno spezzettamento colonialista grazie a Spagna, Francia e Austria, la cultura sociale era già scesa ai minimi termini) con l'individualismo spinto dal consumismo che si sta diffondendo dagli anni '70. Dove resiste una cultura "delle persone" anziché "degli individui" sono possibili cose che altrove sembrano utopie. |
user207727 | inviato il 28 Novembre 2024 ore 17:18
Taralluccievino, i supermarket hanno smesso di vendere piatti e bicchieri di plastica. Le buste della spesa, fino a qualche anno fa erano in plastica, adesso usano quelle riutilizzabili o in mais. Tanta plastica è stata tolta, tantissima ne rimane. Non si può vietare l'acquisto dell'acqua nelle bottiglie di plastica ma si può sensibilizzare il consumatore. Quasi tutti i giovani oggi vanno a scuola o alle lezioni con la borraccia in metallo che ha sostituito la bottiglietta in plastica. Io, ad esempio, non compro acqua in bottiglia ma , o bevo quella di rubinetto o vado a riempirmi bottiglie di vetro al punto acqua. Poi, ovvio, per le strade vedo di tutto, soprattutto in quartieri come quello in cui vivo, ma credo che ogni cambiamento debba passare non da un'imposizione ma da una sensibilizzazione. Purtroppo la cultura e soprattutto l'investimento in cultura stanno andando in direzione opposta. In fondo Ghandi diceva: sii l cambiamento che vuoi vedere nel mondo. Un bel insegnamento purtroppo dimenticato. |
| inviato il 28 Novembre 2024 ore 21:44
Non se ne esce. Auguri. |
| inviato il 29 Novembre 2024 ore 6:59
@Francesco Celandron Condivido pienamente il tuo punto di vista, e apprezzo molto il tuo approccio pratico. È vero, non possiamo vietare tutto dall'oggi al domani, ma possiamo fare molto per sensibilizzare le persone. Il fatto che molti giovani abbiano già adottato abitudini più sostenibili, come usare le borracce al posto delle bottigliette di plastica, dimostra che il cambiamento è possibile, soprattutto se parte da una maggiore consapevolezza e da piccoli gesti quotidiani. La tua scelta di non comprare acqua in bottiglia e riutilizzare bottiglie di vetro è un esempio concreto di come ciascuno di noi possa fare la differenza senza grandi sacrifici. Se ognuno adottasse un approccio simile, i risultati sarebbero straordinari. Il cambiamento vero nasce dalla cultura e dall'educazione. Purtroppo, come dici tu, l'investimento in cultura sembra andare nella direzione opposta, e questo è un problema enorme. È qui che serve un lavoro collettivo, per riportare al centro valori come il rispetto per l'ambiente e la responsabilità verso il prossimo. La frase di Gandhi è un insegnamento potente e senza tempo: ogni cambiamento parte da noi. Se ognuno fosse il cambiamento che vuole vedere nel mondo, avremmo già fatto passi da gigante. Non dobbiamo aspettare che qualcun altro inizi: basta partire con gesti semplici, come quelli che hai descritto, per ispirare chi ci sta intorno. |
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