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Cosa cambia col mutamento climatico


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user257478
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inviato il 06 Settembre 2024 ore 11:07    

www.milanofinanza.it/news/volkswagen-ammette-abbiamo-una-sovracapacita


MrGreen

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2024 ore 12:11    

Il che mi sembra piu che logico.
Alla fine, l'inquinamento prodotto dal funzionamento di una automobile durante la sua vita e' solo una piccola parte dell'inquinamento globale relativo alla sua produzione.
Ha senso sfruttarla fino alla fine.

Ma infatti non mi riferivo a questo, ma al fatto che anche i Paesi del secondo e terzo mondo consumano carburante e quant'altro ben più di quanto accadesse 50 anni fa: non li si può più considerare "non consumatori".

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2024 ore 12:29    

Quindi il "problema" CO², trovando un giusto equilibrio, ha già una sua soluzione; certo è che questo non si raggiunge deforestando come se non ci fosse un domani e continuando a produrre e sprecare a manetta.

ricordo che pero' nella notte le piante emettono co2.. infatti non e' una buona idea avere molte piante in camera da letto.

Un campo di mais sequestra nell'unita di tempo, piu co2 di una foresta

Le piante emettono ossigeno di giorno e CO2 di notte (gli animali invece consumano ossigeno ed emettono solo CO2), quindi da quel punto di vista la cosa va praticamente in pareggio, se non ché una parte della CO2 assorbita dalle piante viene sequestrata per formare legno e foglie, quindi non viene reimmessa in atmosfera se non bruciando le piante stesse o i loro derivati.
Quanto al fatto che il campo di mais sequestri percentualmente più CO2 di una foresta, nell'unità di tempo, è vero, ma a parte il fatto che, una volta essiccata la pianta e raccolto il mais, quel campo non sequestra più nulla per mesi, mentre una foresta pluviale equatoriale lo fa per tutto l'anno, una delle caratteristiche più importanti delle foreste pluviali è quella di costituire un'importante fonte di regolazione del regime delle piogge su aree continentali, senza dover aspettare che siano solo le correnti d'aria a portare umidità (e spesso anche sale, che non è proprio un toccasana per la vegetazione dell'entroterra) dal mare.
Gli equilibri ecologici sono meccanismi delicati. Non basta che un ecosistema svolga percentualmente meglio un dato lavoro, deve anche trovarsi nella situazione geografica, climatica e pedologica appropriata; sostituirlo in toto ad un altro ecosistema, che invece si è evoluto per milioni di anni in base proprio a quelle situazioni, non garantisce i medesimi risultati.

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2024 ore 13:13    

Per quel che riguarda l'ipotetica funzione purificatrice del campo di mais inviterei a inserire nel conto: preparazione del terreno, uso di concime chimico, diserbante, acqua per irrigazione, raccolta meccanizzata. Tutto ciò mi invita a credere di come alla fine sia meglio la foresta.

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2024 ore 16:29    

Allora... non sto sostenendo che si debbano abbattere foreste per far spazio al mais. MrGreen

Per ottenere impronta zero mia e della mia attivita', ho acquistato e gestisco circa 50 ettari di foresta.
Quindi, e' evidente che la mia opinione sia a favore degli alberi MrGreen.

Detto cio'.. bisogna dare a Cesare quel che e' di Cesare.

Un prato ben gestito alle nostre latitudini produce piu ossigeno e sequestra piu' co2 per unita' di superficie di una foresta...

Perche' se e' vero che il mais una volta tagliato non sequestra co2 e' altrettanto vero che una foresta durante l'autunno/inverno e parte della primavera e' a riposo ed, anche lei, non sequestra un bel nulla.


Anche nella gestione di una foresta e' necessario inserire nel conto interventi pesanti di manutenzione.
Altrimenti in breve tempo si trasforma in un ammasso di legno putrefatto con un sottobosco di funghi e sterpi.
Ad ogni modo, e' chiaro che se da un ettaro di mais vuoi tirare fuori 100 tonnellate anno di trinciato per alimentare il tuo biogas e vendere l'energia, sei costretto al doppio raccolto ed all'uso di varieta' precocissime.
Quindi fertilizzanti a stecca e terrenni "bombati".


Viceversa se vuoi ottenere una gestione a bassa impronta (ottenendo rese molto minori) ritorni competitivo, sotto al profilo co2 nei confronti della foresta. Metodi di coltivazione come quelli proposti da Fukuoka o dalla Hazelip conservano e preservano il terreno, non fanno uso ne di pesticidi ne' di fertilizzanti. In compenso richiedono molto lavoro. Sorriso



Per quanto riguarda VW non mi preoccuperei troppo... Per prendere finanziamenti europei a stecca hanno assunto anche la qualunque... ora che stanno finendo i finanziamenti, guarda caso scoprono che devono chiudere stabilimenti.... tra due anni una volta mandati in pensione anticipata tutti i RACCOMANDATI, ricominceranno ad assumere.

Non e' ancora chiaro che le case automobilistiche giocano con un elastico?.. Assumono (prendendo soldi), producono l'impossibile. Quando hanno i magazzini pieni, licenziano e costringono lo stato a cassa integrazione e prepensionamento.
iprepensionati votano il politico che li aiuta e regala loro anni di pensione, i cassintegrati votano il politico che promette di finanziare le nuove linee di produzione...

Il CEO e' contento, gli azionisti pure, gli operai non stanno cosi' male... ed i politici prendono voti.

nel frattempo il denaro vola all'estero...MrGreen

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2024 ore 16:54    

Salt, hai ragione, non finiamo per intestardirci su boschi o prati: se la natura ha creato entrambi, vuol dire che servono entrambi.
Sulla questione VW (ma anche Stellantis ecc.) mi trovi perfettamente d'accordo; la politica degli incentivi fatta in quel modo è suicida.

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2024 ore 19:15    

Anche nella gestione di una foresta e' necessario inserire nel conto interventi pesanti di manutenzione.
Altrimenti in breve tempo si trasforma in un ammasso di legno putrefatto con un sottobosco di funghi e sterpi.
Ad ogni modo, e' chiaro che se da un ettaro di mais vuoi tirare fuori 100 tonnellate anno di trinciato per alimentare il tuo biogas e vendere l'energia, sei costretto al doppio raccolto ed all'uso di varieta' precocissime.
Quindi fertilizzanti a stecca e terrenni "bombati".


Manutenzione che per un buon periodo è stata fatta sbagliata dai corpi addetti, lo hanno perfino ammesso, in special modo il bosco migliore di foglia è quello che tagli periodicamente, se dalle mie parti ci sono ancora ottimi boschi di latifoglie misti è perché nei secoli passati e nell'ultimo sono stati tagliati a raso a piccoli settori, ovvio che non bisogna toccare le ceppaie, solo in questo modo il bosco ricresce omogeneo e da solo senza interventi seleziona da solo i ricacci migliori che andranno a riformare il bosco come era prima. Gli errori fatti in talune zone sono perché facevano tagliare il sotto bosco sottile lasciando in piedi quelli più grandi con il risultato che il forte ombreggiamento annullava il novellame, la pianta vecchia prima o dopo schiantava a terra e li arrivava la radura subito conquistata da rovi.

avatarsenior
inviato il 06 Settembre 2024 ore 21:02    

Azz! Emilia e Masanobu!
Per anni ho coltivato l'orto sinergico... poi mi sono impigrito!
Teoricamente non ci sarebbe molto da fare una volta a regime (la chiamano anche "agricoltura del non fare")... ma in pratica sempre sgobbarci devi!

avatarsenior
inviato il 07 Settembre 2024 ore 10:03    

Tornando al titolo del 3d, cosa cambierà col mutamento climatico lo scopriremo realmente solo a mutamento avvenuto, come al solito.
Tutto quello che dovremmo e potremmo fare ora è cercare di adattarci, evitando per quanto possibile di fornire il nostro apporto alla velocizzazione di un mutamento di cui, appunto, non siamo in grado di prevedere le conseguenze finali.
Come ho già scritto in altre discussioni, quello in atto potrebbe (e sottolineo l'incertezza di quel "potrebbe") essere un evento come quello che durò circa 40 anni, a cavallo dell'anno 1000, e che le cronache del tempo descrivono come una funesta alternanza di stagioni terribilmente siccitose ed altre con alluvioni altrettanto disastrose. Il fatto è che non abbiamo alcun indizio che possa permettere di affermare che stiamo vivendo una situazione simile e che, perciò, si possa sperare in un naturale e relativamente veloce ritorno alla "normalità".
Non possiamo affermare che si tratti di eventi ciclici; se così fosse, anche le cronache dell'antica Roma (che erano persino più puntuali e precise di quelle medievali) dovrebbero informarci di qualcosa di simile che dovrebbe essersi verificato intorno all'anno 0 (supponendo appunto una ciclicità di circa 1000 anni). Solo tra il II e il III secolo si ha notizia di un periodo di circa 80 anni in cui si verificò un'incipiente desertificazione di parte della nostra penisola, ma non sembra che fosse accompagnata anche da stagioni di forti alluvioni, trombe d'aria persino a Milano ecc.
Anche la fase che ho già citato, intorno all'anno 1000, sembra priva di eventi estremi e brevi come uragani, trombe d'aria e simili; anzi, pare che per la navigazione nel Mediterraneo e nell'Atlantico sia stato un periodo d'oro, diversamente i Norreni non sarebbero giunti, proprio a cavallo dell'anno 1000, a installare colonie fin sulla costa del Canada. Sembra, anzi, che i problemi per la navigazione oceanica siano ricominciati dopo il 1036 (anno in cui, secondo le cronache, sarebbe terminata l'alternanza siccità/alluvioni) costringendo, nel giro di pochissimi anni, ad abbandonare gli avamposti sul continente americano.

avatarsupporter
inviato il 07 Settembre 2024 ore 10:41    

Mai creduto al mutamento climatico (ora arriveranno tutti i supervisori che mi spiegheranno che secondo la scienzah.... ecc. ecc.). Tutte chiacchiere inutili per tenere le teste sempre occupate mentre i furbacchioni progettano altre neo-parole per tenere i pensieri orientati con le loro idiozie che servono solamente per distruggere la serenità dell'umanità.

avatarsenior
inviato il 07 Settembre 2024 ore 12:00    

Non sono un complottista, ma ho notato ina coincidenza tra il battage sul clima e la nascita delle prime auto elettriche.
Ma sarà, appunto, una coincidenza...

user257478
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inviato il 07 Settembre 2024 ore 12:02    

Non c'è nulla da spiegare è evidente che dagli anni 80 del 900 le temperature sono aumentate modo innaturale.

user257478
avatar
inviato il 07 Settembre 2024 ore 12:24    

Mah !!
Qui siamo al livello di chi dice che non siamo mai stati sulla luna che le immagini degli astronauti che camminano sul suolo lunare erano di un set cinematografico.Triste

avatarsenior
inviato il 07 Settembre 2024 ore 13:05    

E abbasso l'intelligenza e viva la muerte, naturalmente!

MrGreen

Del resto, se non ci sono fatti ma solo opinioni, tutto può essere... e se Dio non c'è perché consente la sofferenza dei bambini, direbbe Ivano Karamazovo, allora tutto è permesso!

;-)

avatarsenior
inviato il 07 Settembre 2024 ore 13:08    

non guardate in alto, non guardate in alto, non guardate in alto [cit.] MrGreen

poi la ciliegina è l'uso della H che va tanto di modaMrGreen


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