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Dove sta andando la fotografia?


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avatarsenior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 8:13    

La fotografia non è stata mai tanto viva come oggi e tutto il merito è del digitale ed ancora di più dei social.
In tutte le epoche il valore distintivo dei fotografi è stato l'attualità del linguaggio e questo è vero a maggior ragione oggi. Mi dispiace che però tanti fotografi di esperienza pare che se lo siano scordato e che considerino il cambiamento come una crisi. Da questo punto di vista ho l'impressione che le categorie più in crisi siano da un lato molti "professionisti" che si vedono spiazzati dal cambiamento e dall'altro gli amatori più "tecnici" che tipicamente considerano scadente tutto quello che è diverso da girare rotelle.

user250486
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inviato il 22 Marzo 2024 ore 8:24    

La post produzione in camera oscura non è la stessa cosa di quella digitale. Sarà un segreto per te non per me che una camera oscura l'ho usata per 20 anni e partiva con il tiraggio della pellicola in fase di sviluppo (agendo sul contrasto) per poi procedere a mascherature e bruciature con l'ingranditore (agendo su luci e ombre), nulla a che vedere con la PP di oggi dove aumenti nitidezza, sharpening, clonazioni, ecc.. Prendete in mano i libri di fotografia e non limitatevi a guardare le foto su internet.


Certo, perché una volta non c'erano le possibilità che ci sono oggi, altrimenti avrebbero fatto queste ed altre cose. Cmq le foto che ho postato quasi sicuramente sono state ritoccate digitalmente, ma il pto fondamentale è che come PP sono molto simili a quelle che compaiono nella scheda delle recensioni che l'opener criticava.
Quindi perché Steve McCurry può e un pincopallino qualsiasi non può? MrGreen

avatarsupporter
inviato il 22 Marzo 2024 ore 8:43    

Certo, perché una volta non c'erano le possibilità che ci sono oggi, altrimenti avrebbero fatto queste ed altre cose. Cmq le foto che ho postato quasi sicuramente sono state ritoccate digitalmente, ma il pto fondamentale è che come PP sono molto simili a quelle che compaiono nella scheda delle recensioni che l'opener criticava.
Quindi perché Steve McCurry può e un pincopallino qualsiasi non può? MrGreen


È il quasi sicuramente che ti frega…documentati non interpretare a modo tuo. Detto questo ognuno è libero di fare ciò che vuole con le proprie foto, sta in chi guarda definirle fotografie o immagini digitali.

avatarjunior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 8:50    

Modesto (approfitto del tuo nick, sperando non sia solo un nick MrGreen), facciamo un esempio con una tua foto:
Una foto come questa, come uscita dalla macchina o super pompata in pp (poco cambia), perché la si pubblica?


Rombro... questa è una classica foto che tutto sommato serve solo per ricordo.
è stata scattata in un ora in cui è meglio non scattare... luce dura a picco.

scattata nel 2011 con un apsc pentax k5

ho cercato di aprire le ombre ma il recupero non è stato granchè. non sono capace di post produrre... forse da mani esperte il risultato sarebbe stato diverso.

però... questa foto è la scena reale in quel momento. e preferisco la scena reale ad una irreale...

user250486
avatar
inviato il 22 Marzo 2024 ore 8:53    

In effetti siamo arrivati al paradosso che le foto che riproducono fedelmente la realtà vengono giudicate negativamente, come se oggi le foto dovessero essere tutte dei quadretti irrealistici MrGreen

avatarsenior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 8:57    

Sono d'accordo con Ziojos, è in crisi chi non capisce che il modo di comunicare, scattare foto, post produrre , è in continuo cambiamento e chi pensa che il vecchio modo sia giusto e il nuovo orripilante, brutto ecc ecc, è come mia nonna che diceva che i Pink Floyd facevano schifo.

avatarsenior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 9:48    

" anche nei professionisti ormai vedo poca fantasia, una produzione infinita di scatti che anche messi insieme dicono poco...(ripeto guardare Monument di Parke per il genere street è tanta roba)...quindi se pure i professionisti faticano, figuriamoci noi fotoamatori...(parlo di street ma posso dirlo di ogni genere fotografico)..."...spesso leggo critiche negative rivolte agli autori che rompono gli schemi, i loro lavori vengono considerati non più fotografia ma tutt'altro. Finché non si è preparati all'evoluzione del nuovo linguaggio fotografico inevitabilmente saremo sommersi di tutto materiale già visto e rivisto. Per quanto riguarda la street ci sono due modi per intenderla, la old school ad esempio è fotogiornalismo, racconta la quotidianità per cui va a passo con i tempi, le tendenze, le abitudini, le usanze delle persone cambiano di continuo per cui non è altro che un proseguimento del lavoro dei maestri del passato. Che poi in molti confondono una foto priva di senso fatta in strada chiamandola street è altro discorso. La new school invece gioca sulla casualità del quotidiano dove le immagini non necessitano di documentare come nella vecchia scuola. Questo genere di foto richiede grande spirito di osservazione e tanto manico, cadere nel visto è rivisto è facile ma non mancano autori che si distinguono dalla massa. Sicuramente ognuno è libero di fotografare quel che gli pare, di spingersi oltre o fare le solite foto, ci sarà chi apprezza chi pronto a criticare, in fondo è sempre stato così nel mondo dell'arte.

avatarjunior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 10:14    

@Vincenzo Virus...

Infatti il mio punto era quello sulla street. Ora io non so chi sia stato il "Primo", però 6-7 anni fa quando riniziai a fotografare con continuità, in digitale stavolta, ho iniziato anche a guardare un po' i social per avere ispirazione, tutorial etc...e sono incappato in un fotografo (Sean Tucker), che ha anche un canale YT dove parla di fotografia, che fa un certo "genere" street...ripeto non so se è stato lui a iniziare, ma ora vedo fotografie di Street praticamente identiche alle sue...quindi mi domando se non c'è modo di fare altro. Un'altra che seguo, ho anche un paio di suoi libri, è Olga Karlovac, scatta con una GRII per dire, e fa una street decisamente diversa, magari non super innovativa, ma senz'altro porta un'altra visione. Joshua Jackson, un altro che fa ottimi lavori, e ne ho tanti che fanno belle cose...ma tanti scopiazzano a destra e manca senza mettere un loro pensiero dietro. Ci sono due fotografi qua in Svezia che seguo su IG, Gustav Grall, che fa foto semplicissime, del quotidiano, magari a volte "banali", ma che messe insieme, guardate nell'insieme della sua pagina IG raccontano la vita qua in Svezia nella sua cittadina. L'altro è Joakim Moller, che fa parecchia PP, ma crea immagini spesse volte oniriche...dalla vita quotidiana...questo per dire che si può fare e sperimentare. Poi chiaro che ognuno può fare quello che vuole.

avatarsenior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 10:29    

La cosa più falsa della fotografia è il Bianco/Nero.
Che guarda caso è anche la sua forma più vecchia.

Riguardo la macchina suggerirei una Leica Q2 Monichrome.

Eccellente suggerimento!

È da un pò di tempo che stò pensando a fare dei cambi nel mio corredo fotografico, al momento la macchina che uso maggiormente è una Fuji XT2 con il 33mm F1.4

Tienitela con le ottiche che hai e la affianchi a qualcosa di totalmente diverso, per approccio allo scatto. ^up


user207727
avatar
inviato il 22 Marzo 2024 ore 10:29    

Ci stiamo chiedendo dove sta andando la fotografia o dove sta andando la condivisione? Forse dobbiamo distinguere.

avatarsenior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 11:06    

Siamo bombardati da immagini, TV, WEB, giornali e via dicendo.
Solo un minima percentuale delle quali è ripresa con macchine fotografiche.
Una infinità di video e di immagini riprese con gli smartphone.
I fotoamatori, ma anche i pro, si arrabattano in questa situazione e il desiderio di produrre cose che distinguano porta il fiorire di ottiche ultra grandangolari, super tele, ultra luminose, macchine sempre più performanti e software mirabolanti.
Cosi come le varie tecniche di ripresa tipo sfuocatone, mosso, bianco/nero, stacking, lunghe esposizioni, luce artificiale, ecc.
Ognuno poi, tra quanto sopra, sceglierà poi quanto gli aggrada con la priorità per i professionisti di soddisfare il cliente e per il fotoamatore di soddisfare se stesso (cosa apparentemente banale ma difficile da ottenere). Credere di soddisfare gli altri o di comunicare loro qualcosa è abbastanza velleitario e solitamente riservato ad un ristretto gruppo di amici con gli stessi gusti. Noto anche su questo sito una infinità di uccelli in volo, di ritratti femminili, animali vari, tramonti, che personalmente posso apprezzare o meno che sicuramente saranno stata la gioia di chi le ha scattate.
Non per questo se non le gradisco non le stimo e per me questo approccio vale anche per le foto elaborate a qualsiasi livello.
Citate fotografi famosi per prendere spunto ma io sono solo parzialmente d'accordo su questo approccio. Scopiazzare Salgado, Newton, Adams, Fontana…a cosa serve?
Penso che una volta assimilate in profondità le basi tecniche uscire dagli schemi possa essere più utile e produttivo se ci si ente di farlo.
Se uno ha la “stoffa” questa emerge altrimenti si rimane nel gruppo del 99,999% di fotoamatori che provano comunque grande soddisfazione a produrre per loro stessi e pochi altri. Sicuramente non mi ergo a giudice/critico degli scatti altrui, comunque essi siamo stati ottenuti.


avatarsenior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 11:17    

Infatti l'altra domanda correlata è:

"Perchè fotografi?"



Io l'ho capito bene dopo molto tempo e ciò nonostante continuo anche a scattare per altre ragioni che vanno dalla sperimentazione di nuovi generi (nuovi per me) alla ricerca di eventuali altre finalità.

avatarsenior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 13:16    

rifacendomi anche a quello che scrive Kelly15:

penso che la domanda che apre il 3D vada riformulata in: dove è arrivata la fotografia?

Perché la vera questione non è l'evoluzione dell'arte fotografica ma la sua concreta stagnazione.

Scrivo 'stagnazione perché in questi anni di 'orgia visuale' è tutto già visto.

Per fare un esempio: il 'guru in giallo' di Steve McCurry in origine poteva rappresentare un soggetto o comunque un modo di interpretarlo nuovo (all'epoca dello scatto)
Oggi, come molto altro, è scontato.

Ecco perché ci si chiede dove stiamo andando (come fotografi).
Ma dove vogliamo andare? Siamo già arrivati, tutto è già sperimentato, già visto, e per questo banale.

C'è un solo futuro per la fotografia: il filmato.
Sono anni che ne sono cosciente.
Non mi metterò a filmare, non sono capace, non sono abituato, ma i giovani 'visual artist' che conosco, invece, sono già migrati al 'lato oscuro' del video. La vera avanguardia sono loro, e loro sì... che stanno andando... altrove, con forme visive ed interpretative nuove.

avatarsenior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 13:37    

C'è un solo futuro per la fotografia: il filmato.
Sono anni che ne sono cosciente.
Non mi metterò a filmare, non sono capace, non sono abituato, ma i giovani 'visual artist' che conosco, invece, sono già migrati al 'lato oscuro' del video. La vera avanguardia sono loro, e loro sì... che stanno andando... altrove, con forme visive ed interpretative nuove.
**********************

E quanto durerà?
In ambiente digitale, per giunta supportato dall'IA, uno schiocco di dita... dopo si tornerà al già visto.
Pardon... ci siamo già al già visto... anche col video!

avatarsenior
inviato il 22 Marzo 2024 ore 13:53    

forse quando la Ai avrà definitivamente invaso i nostri Pc e le macchine fotografiche produrranno Raw già "manipolati" pesantemente da software , si tornerà alla pellicola per avere la "vera fotografia" , magari con dei sistemi moderni di sviluppo e stampa fai-da-te .

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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